Ho'oponopono Cristiano

Ho'oponopono Cristiano (197)

Sabato, 22 Giugno 2019 15:22

IL GRANELLO DI SABBIA

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A volte vorresti esprimere la tua emozione con due gocce di colore, poche pennellate chiare su una tela che esprima chi sei, cosa senti, il viaggio che conduci nel tuo mondo. Ogni stazione è quella giusta da cui partire. Non vi transitano treni, semplici opportunità. Sguardi, strette di mano, un sorriso. Piccoli suoni, tra le mura di casa. Ronzii tra i fiori. Percorrere il silenzio è un viaggio insolito. Si destano voci, ricordi, particolari insoliti, che solo tu conosci e rivivi. Il volo di una rondine, verso l’Est. Raccolgo papaveri tra i campi, margherite e viole. Ogni stagione offre un’essenza particolare, uno sguardo muto, un canto della natura, la vibrazione intensa di chi dipana fili intrecciati di tessuti antichi. Che senso ha tutto questo oggi? Perché ricordare ciò che è stato? Il cantastorie è passato ma nessuno ha lanciato una monetina nel suo cappello, nessuno ha pregato per lui. Da dove nascono queste parole e cosa significano? Rileggo.

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Poi sussurro: “Francesco, sei tu?”. Il mio cuore ha sorriso, la mia anima lo ha riconosciuto ma ancora non comprende, ancora si interroga sul perché, quando, dove e come. Tutto può essere un sogno. Mi fermo. Lo regalo a voi, così come ho regalato mille altre pagine.

 

 

- “Francesco cos’è cambiato? Sono cambiato?” Mi commuovo lascio a lui la mia matita. Francesco stesso era una matita e con quella matita la mano di Dio scriveva.

 

- “Forse che in questa vita c’è un progetto per ognuno di noi ed è la mano di Dio che continuamente scrive. Dove sono allora i copioni, le parole che dobbiamo imparare a pronunciare?”.

 

Francesco indica il cuore.

 

“E’ lì che tutto è scritto, è lì il tuo copione”. Per molti è come se non ci fossimo detti nulla, per altri questo prezioso silenzio avrà un valore più grande dell’oro.

 

“Dove mi porti Francesco? Quali villaggi vuoi farmi visitare? Qui oggi non vive più nessuno, il fuoco si è spento molte notti fa. Le mura sono fredde, non contengono più alcuna voce”. Francesco tocca ogni pietra, conosce ogni sasso, saluta ogni granello di sabbia, hanno tutti la stessa importanza, lo stesso valore.

 

- “Francesco, se togliessi un granello di sabbia da questo muro cosa cambierebbe? Se togliessi una pietra, oppure un mattone, potrebbe notarsi la differenza”.

 

- “Ecco, il granello di sabbia sono io, il tuo Francesco, il più piccolo tra i piccoli il più insignificante tra le grandi mura di una chiesa. Per favore toglimi da quel muro, non sta più a me sostenere ciò che non esiste più”.

 

- “Intendi forse dire che rinneghi la tua chiesa, l’amore di chi ama e ti prega ogni giorno. Rinneghi forse anche me?”.

 

 

- “E’ così facile sentirsi un granello di sabbia, lo comprendi ora? Per un attimo ti sei sentito così, piccolo granello di sabbia e hai creduto che l’amore di Dio non potesse raggiungerti, che la tua fiamma avrebbe potuto spegnersi. Non è così mai. Tutto, anche il più fragile granello di sabbia smuove immense montagne nel cuore di Dio”.

 

- “Francesco, ciò che mi piace di te è che non ti fai mai capire. Nessuno coglie mai il senso delle tue frasi e tutti le curvano a seconda dei loro interessi. Anch’io penso di essere inciampato spesso su questo granello di sabbia, di aver frainteso, abusato e piegato al mio tornaconto personale. Com’è doloroso aprire questi occhi che sono stati ciechi per vite intere. Quanto bisogna essere capaci di stare soli, quando si vede ciò che è”.

 

La piccola lezione di oggi è finita, audite poverelle, dal Signor vocate, audite…

Venerdì, 31 Maggio 2019 11:10

INVOCO L'AMORE

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Francesco caro, sono sempre io a scriverti. Tu sai già cosa ti sto chiedendo. Lui è tornato. Ha vissuto una nuova realtà, molto bella. Appena ci siamo visti è stato meraviglioso. Poi io con la mia paura di sempre ho preteso tanto, senza rendermi conto della sua sofferenza e del disagio della sua anima. Abbiamo litigato. Ieri sono andato a trovarlo e mi sono resa conto la tristezza del suo cuore. Non voleva saperne di me. Ma poi parlando e stando insieme si è liberato. Mi ha confidato che ora qui da noi gli sembra tutto stretto. Io che lo ricordavo diversamente immagina come mi sono sentita. Per come ho capito vuole vivermi, ma vuole anche concludere alcune cose sue. È molto confuso. Penso sia un momento. Con mio marito siamo separati in casa ma solo per i figli. Ma se lui darà una nuova opportunità al nostro amore, lascerò mio marito e starò con lui. Sento che è il mio amore. Sano pronta anche ad andare via dall'Italia se fosse necessario. Prego sempre con il mantra che è la mia grande forza. Ed è quel mi dispiace, perdonami, grazie, ti amo che lo ha fatto tornare. Aiutami Francesco caro non voglio perderlo. Cosa devo fare.

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Amata sorella, inizia dalla fine, inizia lasciando tutto ciò a cui ti aggrappi. Sei un’anima molto sensibile, immersa nella preziosità del sentimento che sta vivendo. È questo l’unico aspetto importante del viaggio che stai facendo. La foto che hai scattato è bellissima, ma i tuoi occhi non guardano per comprendere quello che accade. Dentro di te qualcosa sfugge. L’insegnamento che stai ricevendo è su altri livelli. Ti aggrappi alle emozioni che confondi con la fede. Non basti a te stessa e coltivi l’idea che ti sei costruita dell’amore. Sei salita a bordo di un treno locale. Ferma ad ogni stazione. Hai voluto visitare luoghi pittoreschi e ameni, pensando sempre che la stazione seguente sarebbe stata il capolinea. Ti prefiggevi di scendere alla stazione Felicità mentre il treno faceva sosta al Sogno. Potrei ricapitolarti tutto il tuo viaggio e invitarti a guardarlo con occhi diversi, ma tu non guarderesti nella mia stessa direzione. Allora metto un punto fermo: il sentimento che provi è la ricchezza della tua anima. Tu stessa hai acceso questa luce: ama per la gioia di amare. Sorridi per il piacere di sorridere. Viaggia per il piacere di viaggiare. Se comprendi questo, nessuno potrà soffocare il tuo amore, spegnere il tuo sorriso o interrompere il tuo viaggio. Ora mi rivolgo alla tua saggezza di anima: fa che questo insegnamento sia per te un tesoro, la ricchezza più grande è tutto ciò a cui rinunci non identificandoti più con esso, solo allora ti apparterrà realmente. Sei disposta a questa rinuncia?      

Venerdì, 12 Aprile 2019 18:13

SI PUO' CAMBIARE UN KARMA?

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Sono passati mesi intensi, per certi versi fagocitanti. Tutto impegnava nell’esteriorità, una corsa frenetica per certi versi inconcludente, senza approdi. Nulla che facesse stare bene dentro. Così è stato Francesco a venirmi a cercare a lanciare un sassolino nel mio stagno. Le onde concentriche che si sono formate, trovate le sponde del vuoto, sono ritornate verso quell’unico centro che sono.

 

-         Francesco, ho una domanda per te! Sì può cambiare un Karma?

 

Francesco sorride, gioisce del nostro nuovo incontro, sul suo volto nessuna traccia della benché minima preoccupazione. La dolcezza nelle sue parole emana il profumo di un amore senza fine.

 

-         Francesco, non stai parlando, eppure riesco a sentire le tue parole, spiegami?

 

Francesco lascia cadere dalle sue mani petali di rosa che sembrano formarsi dal nulla.

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-        

Questa è la sorgente, da qui tutto nasce, qui tutto ritorna. Così anche le parole, possono essere scomposte fino al silenzio. Da qui nascono, qui ritornano. Il Karma, amico mio, fratello mio, ha lo stesso movimento. Si compone attraverso onde per poi tornare al nulla. Entri in una dimensione dove edifichi con il pensiero, dove crei dalla pura energia del nulla e in quel nulla tutto ritornerà all’armonia di ciò che è.

 

-      Parlare di karma è forse un argomento troppo impegnativo ma tu Francesco, sai rendere semplice ciò che non lo è e che molte persone vorrebbero comprendere.

-        

Fratello mio, scioglierò per te ciò che mi chiedi. Ascolta! Il karma è movimento, è il sassolino che getti e che crea le onde. Ferma le tue mani, non gettare più nulla. Ferma il tuo pensiero non creare più nulla, lascia che il movimento si fermi, come un pendolo all’ultimo rintocco. L’ultimo secondo sarà la fine dell’illusione che hai creato, il karma che hai sciolto.

 

La domanda che mi hai posto coglie un aspetto fondamentale di questa dimensione ovvero il cambiamento. Non puoi lottare, sarebbe inutile. Non affannarti, vivresti solo di apparenze. Puoi però decidere di vivere il tuo cambiamento. Ciò che cambi dentro muta eternamente anche fuori. La manifestazione è consequenziale.

 

-          Francesco, tempo fa mi donasti Ebano un unguento per l’anima, che ancora in questa dimensione non è nato.

-        

Fratello mio nella tua dimensione tocchi livelli di energia che richiedono la comprensione di movimenti sottili, onde di luce che sollecitano riequilibri in manifestazioni di pensiero. Se ti senti pronto procedi, invoca e io benedirò. Il fuoco di Ebano è vivo sotto la lava più dura, sotto gli strati più taglienti. Accoglierlo è una bella sfida, per te e per molte anime che percepiscono questo fuoco sacro. Bruciare il karma è sinonimo di cambiamento. Cambi dentro di te ciò che hai compreso e su cui hai portato pace. Lì il movimento si ferma, lì la creazione è perfetta e ciò che percepisci nella perfezione tu lo chiami pono. L’Ho’opono è la perfezione divina, l’ho’oponopono è la consapevolezza di chi crea nella percezione di questa sua intima perfezione.

 

Non ho più domande per Francesco, un dolce abbraccio di gioia con la sua energia e infinita gratitudine.

Venerdì, 14 Dicembre 2018 07:35

UNA STORIA BELLISSIMA

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Oggi desidero raccontarvi una storia molto bella del tempo presente. Correva il mese di luglio del 2016 quando ricevetti un messaggio che diceva:

 

“Salve Nicola, ti seguo da un po’ con molto piacere. Sto prendendo delle decisioni molto molto importanti per la mia vita lavorativa e di famiglia e avrei piacere di avere un tuo pensiero, anche vedendoci se fosse possibile!! Già seguo le tue meditazioni e faccio le costellazioni con … ma avrei piacere anche di un tuo consiglio. Da un anno e mezzo a questa parte non sto molto bene. Grossi problemi di ferro, un’anemia che non capiscono da dove venga e ora problemi non da poco alla schiena. Lavorandoci su ho capito che il problema principale è il mio posto di lavoro dove non mi sento realizzata. Sto cercando un cambiamento lavorativo ma sento anche il desiderio di un'altra maternità la terza. Ho già due figli e averne un terzo mi spaventa un po' per il fattore economico che già non è semplice e per paura di non farcela. Mi chiedo se mi puoi aiutare in queste scelte importanti!! Grazie già da ora anche solo per aver letto il mio messaggio”.

 

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Al messaggio ricevuto risposi in questo modo:

 

- “Amica cara, è così bello tutto ciò che mi hai scritto che ti ringrazio veramente di cuore per averlo fatto e per aver trovato in me, un amico, un confidente, qualcuno con cui parlare. Mentre ti leggevo Francesco, aveva già aperto il cancelletto della sua vigna e sorrideva. Sorrideva ad ogni tua parola, sorrideva per tutte le tue preoccupazioni”.

 

 - “Francesco caro, sento nell’aria il profumo della tua preghiera, la gentilezza del tuo cuore permea questo luogo sacro. Possiamo entrare?”.

 

Si è già fatto giorno da un po’, e il belare di alcune caprette distoglie per un attimo la mia attenzione.

 

- “Francesco, ci sono delle caprette nella tua vigna?”.

 

- “Si, anch’esse pregano con gioia, e il Padre offre loro i più teneri fili d’erba e abbondanti chicchi d’uva che golosamente assaporano. Non v’è dunque preoccupazione di sorta alcuna”.

 

- “Cos’è allora Francesco che ci fa preoccupare di ogni cosa? Ci preoccupiamo per il lavoro creandoci situazioni difficili e piene di contrasti. Ci preoccupiamo per i soldi a tal punto da averne sempre meno. Ci preoccupiamo per la nostra famiglia volendola dirigere e indirizzare in base alle nostre scelte e non alla piena felicità di tutti. Ci preoccupiamo per la nostra salute così da non stare bene fisicamente. Com’è assurdo caro Francesco tutto questo!”.

 

- “No, non è assurdo, è semplicemente umano. Ma si tratta di quell’umano che ha perduto la fede, la fiducia, l’amore. Venite qui amici miei, mi parlate sempre da una certa distanza, con molto rispetto, ma la mia gioia è anche nell’abbracciarvi, nello stringervi forte a me e nel ricordarvi quanto siate infinitamente amati”.

 

Sono incredulo e attonito!

 

- “Significa forse caro Francesco che tutta questa distanza tra te e me l’ho creata io? Ti ho tenuto per tutto questo tempo volutamente fuori dal mio cuore, mentre tu desideravi solo abbracciarmi? Mi sento infinitamente sciocco caro Francesco. Nemmeno i bambini restano distanti, così a lungo, da papà e mamma”.

 

- “Amico mio, potevo solo seguirti, potevo solo amarti, proteggerti e benedire il tuo cammino, ma finché ad aprire le braccia non fosti stato tu, il mio abbraccio non poteva riscaldare il tuo cuore. Ecco, ti dono l’abbraccio di Francesco, ti dono l’amore di Francesco, ti dono il perdono di Francesco. Ora che puoi ricevere io posso donare. Di cos’altro vuoi preoccuparti?”.

 

Nessuna parola, solo il caldo abbraccio di Francesco che mi stringe e che mi indica la via del cuore: “Solo lì troverai te stesso, solo lì troverai ciò che cerchi!”.

 

Nel mese di ottobre 2016 l’amica che mi aveva scritto a luglio mi invio un nuovo messaggio:

 

“Buongiorno Nicola... si ricorda che le avevo scritto quest'estate? Lei mi aveva dato quella splendida risposta data da S. Francesco. Ad agosto siamo andati a fare il percorso con... e quando siamo tornati abbiamo chiesto in dono un figlio senza preoccuparci troppo dei soldi o del lavoro, seguendo e ascoltando solo i nostri cuori!! Ecco Dio ce l'ha donato e sta crescendo nel mio grembo!! Ci tenevo a condividerlo con lei, perché leggendo e rileggendo ciò che ci aveva scritto, abbiamo capito!! Grazie di cuore!! Un abbraccio”.

 

Fu così che custodii nel mio cuore questa bellissima esperienza. Ma la storia non è finita. Qualche settimana fa, ora siamo a dicembre del 2018, mi scrive una signora per testare, per il marito e per lei, gli Oli di Francesco. Fissiamo un appuntamento perché venga a prenderli. Il giorno fissato suona il campanello. Apro il cancello e si presenta alla porta una signora con una dolcissima bambina in braccio. La faccio accomodare e dopo i saluti lei mi chiede:

 

- “Si ricorda di me? Sono… , questa bambina è nata grazie a lei!”. Sorride, quasi ridendo!

 

- “Oddio, se mi sente mio marito! Non mi fraintenda, è nata grazie al suo aiuto e all’aiuto di Francesco”. Mi racconta così tutta la storia.

 

Dentro di me ora penso: “Ben fatto Francesco, non potevi compiere un lavoro migliore!”.

Sabato, 29 Settembre 2018 07:52

NON TROVO LE PAROLE

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Aspetto, nella mia tranquillità, il tuo risveglio. Paziento, ma in realtà fremo perché vorrei parlarti di mille cose, senza nemmeno sapere precisamente di cosa. Ora iniziamo. Qualche giorno fa una mia amica mi ha fatto notare, e non era la prima volta, come quando parlo sembra che stia ricercando le parole. Le pause, l’espressione di dubbio, il trascinamento della voce con piccoli suoni gutturali, caratterizzano il mio confronto giornaliero con le altre persone. Sono incuriosito, mi affascina questo aspetto di me, tanto che desidero parlarne a Francesco.

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- “Francesco, ci sei?”

 

- “Ti ascolto fratello caro, ti ascolto. Seguo il tuo pensiero e gioco a dipanarne i fili. Le pause tra le parole servono a chi ascolta. Chi parla, se non sa cosa dire è meglio che viva il silenzio. Quando sei silenzio, sei espressione della voce divina, ti lasci condurre al vuoto che noi riempiamo, allora ciò che fluisce proviene direttamente dalla Sorgente, sgorga dalla Fonte”.

 

- “Francesco caro, ancora una volta mi giunge il suono del piccolo rivolo di Compito, quell’acqua che hai fatto sgorgare per dissetare!”

 

 

- “È quella l’acqua per la tua bisaccia, l’acqua che disseta ogni cuore. Fluisce piano, dolcemente. Il suo fluire ti invita a raccogliere le mani, quasi fosse un gesto di preghiera. Con le mani a coppa dovrai pazientare, perché ci vorrà il suo tempo perché si colmino. Non sprecare quest’acqua. Nella piccola borgata di COMPITO è custodita da centinaia d’anni. Da sempre vi sgorga silenziosamente. È questa la preghiera che insegna: il Silenzio”.

 

Comprendo le parole di Francesco. Provo quasi il timore nel pronunciarne altre e ora comprendo perché Chiara non parlava mai. Piccole frasi che contenevano un universo. Ovunque un infinito silenzio. È prezioso ciò che comunica il cuore per questo non andrebbe mai sprecato. Forse un giorno si tornerà ad abolire le parole. Si parlerà nel silenzio, in un semplice sorriso. Ecco la medicina per l’anima.    

Sabato, 08 Settembre 2018 10:00

LA DOMANDA DI HO-OPONOPONO

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Una nuova amica di Facebook mi scrive: “Scusami Nicola, ho fatto alcune ricerche e studiando Ho-oponopono mi risulta che tutto è nostra responsabilità. Se ci trattano male, se siamo circondati da persone negative che si lamentano sempre è mia responsabilità. Anche i tuoni, le frane e le piogge sono una mia responsabilità. Ci puoi stare che c’è del nostro, ma ti chiedo: “Tutta la vita di Francesco d’Assisi e ciò che ha passato è stata colpa sua? Insomma come si può accettare che molti che uccidano o compiano violenze? È mia responsabilità anche questa? È un po’ strana la cosa, Gesù insegnava l’amore e il perdono eppure gli sputavano e lo schiaffeggiavano. È stata responsabilità di Gesù? Allora se siamo tutto Uno anche Dio è responsabile. Spiegami, se puoi, perché dicono che siamo Uno? Se abbiamo un’anima, sei tu che soffri dei blocchi, non tutti. Se fosse così ci sarebbe vero amore. Ho visto persone che insegnano Ho-oponopono ma in realtà vogliono solo vendere libri. Ci sta, ma dov’è il rispetto se poi alle prime domande ti bloccano? È mia responsabilità se mi bloccano dicendo che fanno pulizia? Se questo è amore universale, non lo sento buono. Ti scrivo perché ti sento più amorevole e riflessivo, attendo una tua risposta. Per una riunione di Ho- oponopono mi hanno chiesto 65 euro: se non li ho, è mia responsabilità anche questa? Grazie”.

 

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Cara amica, grazie a te per avermi scritto e per avermi rivolto la tua attenzione. A volte è impegnativo rispondere alle molte persone che scrivono, richiede tempo, pazienza e disponibilità. Forse per questo qualcuno cerca di essere sbrigativo e offre magari risposte sintetiche, proponendo l’incontro o il corso che terrà, come luogo più idoneo per spiegare e per analizzare al meglio ogni tipo di problematica. Posso comprendere.

 

Chiara e Francesco invece si fermano e raccolgono ogni acino anche quelli caduti e calpestati da chi passava nella fretta. Inizi la tua domanda parlando di responsabilità. Come sai l’Ho-oponopono si basa su alcuni assiomi. Uno di questi è che sono il respons-abile cioè la persona abile nel rispondere alla realtà che ha creato. Per me la parola stessa Ho-oponopono significa che attraverso la percezione di ciò che è perfetto divento il creatore della mia realtà. Mi rendo dunque perfettamente conto di tutte le implicazioni che comporta una simile prospettiva sulla vita.

 

Qui inizia la mia scelta. Sono o non sono disposto a considerarmi responsabile di tutto ciò che mi accade? La vita è un’arte e si impara un passo alla vota. Compredi? Per nessuno è semplice riconoscersi creatore di violenza, omicidi e guerre. Finché le cose vanno bene d’accordo ma se inizia un po’ di maretta, meglio tirarsene fuori e riversare la responsabilità all’esterno. Mi parli di Francesco e Gesù che insegnavano il perdono e l’amore. Per chi ha occhi per vedere non c’è esempio migliore di trasmutazione della violenza in amore, dell’odio in fratellanza, della guerra in pace.

 

Mi chiedi inoltre se Dio è responsabile. Al livello attuale della mia comprensione vedo la vita come una palestra dove ci esercitiamo a raggiungere le mete e le comprensioni che noi stessi ci prefiggiamo. Dunque coraggio e avanti tutta. Cerco ora di rispondere alle tue ultime domande. In ogni ambito e in ogni scuola c’è chi insegna e l’offerta è vastissima. La scuola pubblica è quella con i costi più contenuti, in un certo senso fruibile a tutti, anche se l’scrizione prevede il pagamento di tasse scolastiche ed eventuali contributi volontari. Ma se tu scegli la scuola privata con standard diversi o corsi di specializzazione particolari che comportano tariffe diverse, questa resta una tua libera scelta.

 

Ritengo che bloccare una persona sia comprensibile nei casi di mancanza di rispetto, altrimenti ognuno è libero di esprimere come la pensa. Un’amica giusto ieri mi ha scritto che il denaro è energia. La sua opinione è che in molti non sono ancora pronti a rinunciare al compenso per ciò che insegnano, anche se ci stanno lavorando. Con il tempo comprenderanno che i doni non si possono far pagare, soprattutto se ricevuti per essere al servizio dell’umanità, in perfetta sintonia con lo spirito di Francesco.

 

Concordo con questa visione anche se tutti necessitiamo di quanto ci serve per la nostra sussistenza. Dunque per chi usufruisce di questi doni oltre ad esprimere la loro gratitudine, va ricordato quanti sacrifici si sono sostenuti per essere realmente in un cammino di luce e la necessità per questi operatori di avere di che vivere. Ho cercato di risponderti sinteticamente, pesando ogni parola e aprendo il cuore, come se ogni tua domanda fosse rivolta a me perché l’esperienza che vivevi la stavi vivendo con me.

 

Se ti sono rimati dei dubbi, medita con me nel silenzio ricolmo del Suo immenso amore. Ti abbraccio con gioia.

Mercoledì, 25 Luglio 2018 14:57

IL PUNTO DI PARTENZA

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- “Francesco dai, riprendiamo il discorso… Sul tuo ultimo dono non hai voluto dirmi tutto, qualcosa mi dice che forse questa sera ti spiegherai meglio!”.

 

Francesco è qui ride e piange; dalle sue mai si materializzano petali di rosa che con delicatezza cadono ai suoi piedi. Nell’aria si espande il profumo del gelsomino e poi la dolce soavità della rosa.

 

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- “Volevi un dono speciale, a misura d’uomo, eccolo…

 

Un giorno ti dissi che le anime profumano e che se tu lo avessi voluto, ti avrei insegnato a distinguerle dal loro profumo.

Ascolta: le anime di cui percepisci le note di corteccia e legno amaro sono anime antiche, preziose e umili. 

 

La corteccia si forma sulla pelle quando l’uomo diventa saggio e scava dentro di sé emanando gocce di preziosissima resina. È questa la prima componente di Ebano, la saggezza.

 

Ci sono poi le anime che profumano di fiori e ogni fiore ha la sua fragranza e il suo colore. Sono anime che cercano ancora la libertà, per questo il fiore le rappresenta.

 

Aggiungi allora una nota di fiori e lascia che ebano possa essere il più bello e il più colorato di tutti i fiori.

 

Ci sono poi anime che profumano di piante aromatiche come la menta o la melissa. Sono le anime più giovani. Aggiungi anche questa freschezza in ebano.

 

Quando lo applicherai sulla pelle ti sarà chiaro come ogni anima emanerà la nota della famiglia a cui appartiene.

 

Allora fidati della percezione che sentirai, abbi fiducia, va avanti.

 

Procedi nella guarigione del maschile con l’ultimo dono che hai ricevuto da nostro Padre e che opera la trasmutazione delle energie.

 

Vedi fratello caro non le chiamo più memorie perché di fatto non lo sono.

Chiamarle così sarebbe profondamente riduttivo.

 

Lasciami ora declinare il mio amore per te, dirti quanto sia preziosa l’opera che hai compiuto.

 

Temi di ingannarti di soffrire ancora di cent’anni di solitudine ma non sarà così, è per questo che ti dono Ebano.

 

La tua pelle sta cambiando. Il tuo cuore non ti appartiene più ormai. Mi hai invocato talmente tante volte che me lo sono preso.

 

Ora sei finalmente pronto a ricevere Ebano. E così è, Ebano è tuo!”.

 

Lascio Francesco nel suo roseto, ha chiuso tra le mie mani Ebano, il dono che scuoterà il maschile, il terreno dell’uomo che si crede arrivato mentre si trova solo al punto di partenza.

Domenica, 22 Luglio 2018 16:52

IL SEGRETO DI FRANCESCO

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È domenica mattina di un’estate insolitamente piovosa. Non sono riuscito a rimanere a letto. Ho ancora l’aroma del primo caffè sul palato e nel cuore le delicate parole di Chiara. La sua dolcezza varca ogni confine. A lei Dio ha donato la gioia di consolare, a Francesco le più belle lacrime da piangere.

 

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Questa mattina voglio seguire le orme che portano al roseto. Non ho ancora mosso il primo passo che la commozione di Francesco pervade già il mio cuore. So che oggi non troverò Francesco solo, Chiara è sicuramente con lui, mi aspettano. Aperto il piccolo cancello del roseto, fatti solo pochi passi, mi avvolge il loro abbraccio mentre il mio cuore sussurra:

 

- “Benedetta sia questa meravigliosa domenica”.

 

Sorrido incontrando lo sguardo di Francesco, rido negli occhi di Chiara. È pura gioia, è canto di allodole nel cuore, è la libertà di sentirmi amato.

 

- “Ciò che provi nel tuo cuore, amato fratello è una tua scelta, ciò che sentiamo noi per te è sempre un amore sconfinato”.

 

Mi fanno riflettere queste parole di Francesco…

 

È sempre tutto nella mia percezione… Come creatura del Padre, lui per me prova un oceano di tenerezza, la fratellanza che ci unisce è indissolubile.

 

Per un attimo le parole si fermano, fluisce la comprensione, il desiderio di condividere sempre l’amore assoluto, la totale unità in un respiro di gioia.

 

Comprendo il segreto di Francesco, l’accettazione assoluta, quando togliendosi i sandali ha iniziato a camminare scalzo nella vita.

 

Sono felice di fare mio questo pensiero, di lasciare che le mie mani incontrino quelle di Chiara nel dolce silenzio della sua anima. Amo il suo sorriso semplice, le cascate di luce che riverberano dai suoi occhi amorevoli. Mi siedo accanto a lei e le chiedo perché le margherite non profumano.

 

Chiara non è stupita, sa leggere in profondità ogni riga del mio cuore e ride di gioia.

 

- “Fratello caro, tutto nell’universo profuma, più delicato è il profumo e più devi prestare attenzione. Quando Francesco mi insegnò a leggere i profumi capii quanto delicata e semplice fosse la margherita. Da allora la sua voce mi accompagna e il suo profumo di pulito risplende nella mia casa. È per questo che anch’io cammino scalza ringraziando ad ogni passo, amando teneramente ogni passo”.

 

- “Chiara sorella mia, cosa c’è nell’Olio che ti ha dedicato Francesco?”.

 

- “C’è tutto il bene di Francesco e il suo insegnamento più prezioso, quando mi disse: - Chiara sorridi!".

 

Mi chiedo che cosa potrebbe insegnarmi di più questa domenica, ora spetta a me solamente l’applicazione della gentilezza, il rispetto per ogni creatura e quel dono di amore incondizionato così caro a Francesco. Lezioni semplici sì, ma sarò in grado di farle mie?

 

Francesco sorride e rivolgendosi a me dice:

 

- “Piccole briciole per un passerotto appena uscito dal nido, nutriti e vola libero”.

 

Ringrazio Chiara, ringrazio Francesco e benedico ancora questa splendida domenica.       

  

Mercoledì, 18 Luglio 2018 13:41

CHI MI HA PARLATO?

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- “Amato ho percepito i tuoi passi mentre mi raggiungevi nella vigna. Ho letto e abbracciato il tuo cuore. L’ho stretto forte a me, l’ho amato. A volte un piccolo passerotto mi si posa tra le mani. Con molta attenzione e molta cura lo avvicino al mio viso e poi gli sorrido, gli parlo… Lui arruffa tutte le sue piccole piume e cinguetta. Quando si è riposato, alzo le mie mani al cielo e lo mando da te, che come lui ti nutri di briciole e del sottile cinguettio che ti porta”.

 

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Forse ancor prima di iniziare a scrivere ho iniziato a piangere e ora mentre scrivo lo faccio tranquillamente, lasciando che queste lacrime lavino gli occhi con i quali osservo l’anima dei miei fratelli e in primis la mia.

 

Francesco sai bene quanto egoismo c’è ancora in me.

 

 

- “Forse l’egoismo più grande è quello di volerti trattenere tra le mie braccia, di non lasciarti più uscire dal mio cuore, Francesco caro”.

 

- “Fratello mio benedico queste tue parole perché, nel momento stesso in cui le dici, realizzi che sarebbe come mettere in una gabbia dorata il mio messaggero, quel piccolo passerotto che ora canta per te! Preparati Ebano è più vicino che mai!”.

 

 

Ho già consumato tre fazzoletti e penso che me ne serviranno altri. Raccolgo l’amore dal mio cuore e lo offro a Francesco e al suo piccolo passerotto.

Francesco mi fa comprendere quanto prezioso sia questo gesto e quanto scavi in profondità nella mia anima. Mi sono un po’ calmato, non sono solo, è sopraggiunta Chiara.

 

Le mie lacrime riprendono alle sue parole: “Non per me Signore, non per noi Fratello, per i più piccoli, per gli indifesi, per gli abbandonati…”.

 

- “Chiara sorella mia, sono realmente così egoista?”.

 

La dolcezza di Chiara mi giunge come un’onda d’amore puro mentre l’ascolto.

 

- “Non per te fratello caro, l’egoismo ha un sapore amaro che nella tua bocca, sulle tue labbra, diventa dolce miele. Allora osserva tutto ciò che stai donando a questa vigna, quante volte hai scelto di fermarti, di tornare in dietro a raccogliere acini calpestati e svuotati dalla vita. Ha senso allora chiederti se sei egoista? Hai riempito il tuo cuore con il canto di allodole e passerotti, con la gentilezza e la cura per ogni acino e stai spostando la tua comprensione oltre il bisogno di essere riconosciuto”.

 

I fazzolettini andati sono quattro, le mie lacrime molte di più. Mi rivolgo a Francesco perché un’amica mi chiede di parlare con lui, così chiedo:

 

- “Francesco caro, ho ricevuto una poesia che ti hanno dedicato. Chi l’ha scritta mi chiede se desideri comunicargli qualcosa, se ciò che sta facendo è ciò che tu intendevi quando le hai parlato. Allora il messaggio che ha ricevuto da te affermava che ha un cuore puro come il tuo e che presto avrebbe ricevuto gli strumenti per operare molte guarigioni”.

 

Francesco mi guarda sorride, sa che di troppe parole si nutre l’ego. Per un attimo Francesco sembra non essere più. Mi sento smarrito.

 

- “Amatevi come fratelli, se desiderate seguire questo profumo di rose fin là dove nasce, camminate a piedi scalzi. Tra i filari della mia vigna molte rose selvatiche crescono spontanee. Sono i meravigliosi doni di Dio. Potete amarvi e donarvi la guarigione che entrambi ricercate. Potete spogliarvi e restare nudi in questa vigna. Finché ricercate vestiti per l’ego l’assordante rumore di città vi impedirà di ascoltare con il cuore. Avete la mia benedizione e l’infinito amore del Padre che guarisce ogni ferita. Siete benedetti”.

 

Ringrazio Francesco e ringrazio Chiara, ringrazio la mia amica per aver chiesto ed avermi aperto il suo cuore.

Sabato, 30 Giugno 2018 18:23

EBANO

Scritto da

È lunedì mattina, Francesco mi vuole parlare già da qualche giorno. Sento che porta il suo nuovo dono, un unguento che completerà la serie dei suoi oli. 

 

- “Francesco caro permettimi prima di ascoltare le tue parole di portarti la mia richiesta, nell’umile semplicità del mio cuore. Desidero un aiuto per l’uomo, per il maschile, per tutto quell’universo che si nasconde ma non sa dove e coltiva solo confuse apparenze”.  

ebano

 

- “Amato, comprendi ora perché questo dono giunge al termine di un percorso. Hai donato, ti sei offerto, hai costruito dentro di te una casa d’amore e di compassione per chi ne era privo e poi hai aperto le porte. Chiedi di riconoscerti, chiedi di sapere con certezza chi sei, aprendo il mio cuore a un’infinita tenerezza. Chiedi un unguento che curi la lebbra perché non hai mai avuto il coraggio di ricambiare il mio bacio. Quante forme di lebbra hai portato dentro di te? Schiavo di idee confuse sul sesso, di perversioni dell’anima, non hai finora compreso che questa schiavitù è un pensiero di separazione dalla Fonte, quell’energia creatrice che nell’orgasmo si apre alla gioia e all’unione, qualsiasi unione, con una prostituta o un lebbroso, con un uomo bianco o nero. Restituisci la gioia alla vita e allora sarà perfetta letizia, perfetta comunione, totale unità. Senza orgasmo non si genera la vita, senza orgasmo neghi il padre e la madre, il maschile e il femminile. La donna ha sempre ricostruito, sanato e donato; è ora il maschile che deve nutrirsi di questa forza generatrice per sciogliere i pregiudizi che ha di se stesso”.

 

- “Il tuo unguento, caro Francesco, mi aiuterà in questo e aiuterà gli uomini?”.

 

- “Fratello mio, aiuterà gli uomini e le donne che sono diventate uomini, aiuterà gli uomini che crescono e gli uomini che combattono battaglie perse. Allora anch’io deposi le armi, mi tolsi l’armatura e gettai via la spada. Che uomo ero? Lo comprendi? Fatto questo potrai baciare con lo stesso amore chiunque, non temere sarò con te! Ora ricevi questo nuovo dono e sii un nuovo templare, un eretico che vive l’amore nuovo, la vera gioia che apre infinite strade alla consapevolezza”.

 

- “Francesco caro puoi dirmi qualcosa su questo nuovo dono d’amore?”.

 

- “Cosa vuoi sapere, fratello caro?”.

 

 

- “Gli uomini sono sfuggenti e poco disposti a lavorare sulla loro pelle, come farò ad avvicinarli per parlare di questo unguento?”.  

 

 

- “Cambia prima la tua di pelle. Chiama questo nuovo dono Ebano, ti ricorderà il colore della corteccia di alberi secolari che abbracciati emettono un canto che sale e si fonde in Dio. Sarai grato per ogni cicatrice, per ogni ferita per ogni scalfittura della tua pelle perché ti ricorderà che anche dalla lebbra sì può guarire”.

 

- “Grazie Francesco, accolgo il tuo dono e ne gioisco”.  

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