Ho'oponopono Cristiano

Ho'oponopono Cristiano (191)

Mercoledì, 25 Luglio 2018 14:57

IL PUNTO DI PARTENZA

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- “Francesco dai, riprendiamo il discorso… Sul tuo ultimo dono non hai voluto dirmi tutto, qualcosa mi dice che forse questa sera ti spiegherai meglio!”.

 

Francesco è qui ride e piange; dalle sue mai si materializzano petali di rosa che con delicatezza cadono ai suoi piedi. Nell’aria si espande il profumo del gelsomino e poi la dolce soavità della rosa.

 

EBANO

 

- “Volevi un dono speciale, a misura d’uomo, eccolo…

 

Un giorno ti dissi che le anime profumano e che se tu lo avessi voluto, ti avrei insegnato a distinguerle dal loro profumo.

Ascolta: le anime di cui percepisci le note di corteccia e legno amaro sono anime antiche, preziose e umili. 

 

La corteccia si forma sulla pelle quando l’uomo diventa saggio e scava dentro di sé emanando gocce di preziosissima resina. È questa la prima componente di Ebano, la saggezza.

 

Ci sono poi le anime che profumano di fiori e ogni fiore ha la sua fragranza e il suo colore. Sono anime che cercano ancora la libertà, per questo il fiore le rappresenta.

 

Aggiungi allora una nota di fiori e lascia che ebano possa essere il più bello e il più colorato di tutti i fiori.

 

Ci sono poi anime che profumano di piante aromatiche come la menta o la melissa. Sono le anime più giovani. Aggiungi anche questa freschezza in ebano.

 

Quando lo applicherai sulla pelle ti sarà chiaro come ogni anima emanerà la nota della famiglia a cui appartiene.

 

Allora fidati della percezione che sentirai, abbi fiducia, va avanti.

 

Procedi nella guarigione del maschile con l’ultimo dono che hai ricevuto da nostro Padre e che opera la trasmutazione delle energie.

 

Vedi fratello caro non le chiamo più memorie perché di fatto non lo sono.

Chiamarle così sarebbe profondamente riduttivo.

 

Lasciami ora declinare il mio amore per te, dirti quanto sia preziosa l’opera che hai compiuto.

 

Temi di ingannarti di soffrire ancora di cent’anni di solitudine ma non sarà così, è per questo che ti dono Ebano.

 

La tua pelle sta cambiando. Il tuo cuore non ti appartiene più ormai. Mi hai invocato talmente tante volte che me lo sono preso.

 

Ora sei finalmente pronto a ricevere Ebano. E così è, Ebano è tuo!”.

 

Lascio Francesco nel suo roseto, ha chiuso tra le mie mani Ebano, il dono che scuoterà il maschile, il terreno dell’uomo che si crede arrivato mentre si trova solo al punto di partenza.

Domenica, 22 Luglio 2018 16:52

IL SEGRETO DI FRANCESCO

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È domenica mattina di un’estate insolitamente piovosa. Non sono riuscito a rimanere a letto. Ho ancora l’aroma del primo caffè sul palato e nel cuore le delicate parole di Chiara. La sua dolcezza varca ogni confine. A lei Dio ha donato la gioia di consolare, a Francesco le più belle lacrime da piangere.

 

fratellosole1

 

Questa mattina voglio seguire le orme che portano al roseto. Non ho ancora mosso il primo passo che la commozione di Francesco pervade già il mio cuore. So che oggi non troverò Francesco solo, Chiara è sicuramente con lui, mi aspettano. Aperto il piccolo cancello del roseto, fatti solo pochi passi, mi avvolge il loro abbraccio mentre il mio cuore sussurra:

 

- “Benedetta sia questa meravigliosa domenica”.

 

Sorrido incontrando lo sguardo di Francesco, rido negli occhi di Chiara. È pura gioia, è canto di allodole nel cuore, è la libertà di sentirmi amato.

 

- “Ciò che provi nel tuo cuore, amato fratello è una tua scelta, ciò che sentiamo noi per te è sempre un amore sconfinato”.

 

Mi fanno riflettere queste parole di Francesco…

 

È sempre tutto nella mia percezione… Come creatura del Padre, lui per me prova un oceano di tenerezza, la fratellanza che ci unisce è indissolubile.

 

Per un attimo le parole si fermano, fluisce la comprensione, il desiderio di condividere sempre l’amore assoluto, la totale unità in un respiro di gioia.

 

Comprendo il segreto di Francesco, l’accettazione assoluta, quando togliendosi i sandali ha iniziato a camminare scalzo nella vita.

 

Sono felice di fare mio questo pensiero, di lasciare che le mie mani incontrino quelle di Chiara nel dolce silenzio della sua anima. Amo il suo sorriso semplice, le cascate di luce che riverberano dai suoi occhi amorevoli. Mi siedo accanto a lei e le chiedo perché le margherite non profumano.

 

Chiara non è stupita, sa leggere in profondità ogni riga del mio cuore e ride di gioia.

 

- “Fratello caro, tutto nell’universo profuma, più delicato è il profumo e più devi prestare attenzione. Quando Francesco mi insegnò a leggere i profumi capii quanto delicata e semplice fosse la margherita. Da allora la sua voce mi accompagna e il suo profumo di pulito risplende nella mia casa. È per questo che anch’io cammino scalza ringraziando ad ogni passo, amando teneramente ogni passo”.

 

- “Chiara sorella mia, cosa c’è nell’Olio che ti ha dedicato Francesco?”.

 

- “C’è tutto il bene di Francesco e il suo insegnamento più prezioso, quando mi disse: - Chiara sorridi!".

 

Mi chiedo che cosa potrebbe insegnarmi di più questa domenica, ora spetta a me solamente l’applicazione della gentilezza, il rispetto per ogni creatura e quel dono di amore incondizionato così caro a Francesco. Lezioni semplici sì, ma sarò in grado di farle mie?

 

Francesco sorride e rivolgendosi a me dice:

 

- “Piccole briciole per un passerotto appena uscito dal nido, nutriti e vola libero”.

 

Ringrazio Chiara, ringrazio Francesco e benedico ancora questa splendida domenica.       

  

Mercoledì, 18 Luglio 2018 13:41

CHI MI HA PARLATO?

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- “Amato ho percepito i tuoi passi mentre mi raggiungevi nella vigna. Ho letto e abbracciato il tuo cuore. L’ho stretto forte a me, l’ho amato. A volte un piccolo passerotto mi si posa tra le mani. Con molta attenzione e molta cura lo avvicino al mio viso e poi gli sorrido, gli parlo… Lui arruffa tutte le sue piccole piume e cinguetta. Quando si è riposato, alzo le mie mani al cielo e lo mando da te, che come lui ti nutri di briciole e del sottile cinguettio che ti porta”.

 

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Forse ancor prima di iniziare a scrivere ho iniziato a piangere e ora mentre scrivo lo faccio tranquillamente, lasciando che queste lacrime lavino gli occhi con i quali osservo l’anima dei miei fratelli e in primis la mia.

 

Francesco sai bene quanto egoismo c’è ancora in me.

 

 

- “Forse l’egoismo più grande è quello di volerti trattenere tra le mie braccia, di non lasciarti più uscire dal mio cuore, Francesco caro”.

 

- “Fratello mio benedico queste tue parole perché, nel momento stesso in cui le dici, realizzi che sarebbe come mettere in una gabbia dorata il mio messaggero, quel piccolo passerotto che ora canta per te! Preparati Ebano è più vicino che mai!”.

 

 

Ho già consumato tre fazzoletti e penso che me ne serviranno altri. Raccolgo l’amore dal mio cuore e lo offro a Francesco e al suo piccolo passerotto.

Francesco mi fa comprendere quanto prezioso sia questo gesto e quanto scavi in profondità nella mia anima. Mi sono un po’ calmato, non sono solo, è sopraggiunta Chiara.

 

Le mie lacrime riprendono alle sue parole: “Non per me Signore, non per noi Fratello, per i più piccoli, per gli indifesi, per gli abbandonati…”.

 

- “Chiara sorella mia, sono realmente così egoista?”.

 

La dolcezza di Chiara mi giunge come un’onda d’amore puro mentre l’ascolto.

 

- “Non per te fratello caro, l’egoismo ha un sapore amaro che nella tua bocca, sulle tue labbra, diventa dolce miele. Allora osserva tutto ciò che stai donando a questa vigna, quante volte hai scelto di fermarti, di tornare in dietro a raccogliere acini calpestati e svuotati dalla vita. Ha senso allora chiederti se sei egoista? Hai riempito il tuo cuore con il canto di allodole e passerotti, con la gentilezza e la cura per ogni acino e stai spostando la tua comprensione oltre il bisogno di essere riconosciuto”.

 

I fazzolettini andati sono quattro, le mie lacrime molte di più. Mi rivolgo a Francesco perché un’amica mi chiede di parlare con lui, così chiedo:

 

- “Francesco caro, ho ricevuto una poesia che ti hanno dedicato. Chi l’ha scritta mi chiede se desideri comunicargli qualcosa, se ciò che sta facendo è ciò che tu intendevi quando le hai parlato. Allora il messaggio che ha ricevuto da te affermava che ha un cuore puro come il tuo e che presto avrebbe ricevuto gli strumenti per operare molte guarigioni”.

 

Francesco mi guarda sorride, sa che di troppe parole si nutre l’ego. Per un attimo Francesco sembra non essere più. Mi sento smarrito.

 

- “Amatevi come fratelli, se desiderate seguire questo profumo di rose fin là dove nasce, camminate a piedi scalzi. Tra i filari della mia vigna molte rose selvatiche crescono spontanee. Sono i meravigliosi doni di Dio. Potete amarvi e donarvi la guarigione che entrambi ricercate. Potete spogliarvi e restare nudi in questa vigna. Finché ricercate vestiti per l’ego l’assordante rumore di città vi impedirà di ascoltare con il cuore. Avete la mia benedizione e l’infinito amore del Padre che guarisce ogni ferita. Siete benedetti”.

 

Ringrazio Francesco e ringrazio Chiara, ringrazio la mia amica per aver chiesto ed avermi aperto il suo cuore.

Sabato, 30 Giugno 2018 18:23

EBANO

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È lunedì mattina, Francesco mi vuole parlare già da qualche giorno. Sento che porta il suo nuovo dono, un unguento che completerà la serie dei suoi oli. 

 

- “Francesco caro permettimi prima di ascoltare le tue parole di portarti la mia richiesta, nell’umile semplicità del mio cuore. Desidero un aiuto per l’uomo, per il maschile, per tutto quell’universo che si nasconde ma non sa dove e coltiva solo confuse apparenze”.  

ebano

 

- “Amato, comprendi ora perché questo dono giunge al termine di un percorso. Hai donato, ti sei offerto, hai costruito dentro di te una casa d’amore e di compassione per chi ne era privo e poi hai aperto le porte. Chiedi di riconoscerti, chiedi di sapere con certezza chi sei, aprendo il mio cuore a un’infinita tenerezza. Chiedi un unguento che curi la lebbra perché non hai mai avuto il coraggio di ricambiare il mio bacio. Quante forme di lebbra hai portato dentro di te? Schiavo di idee confuse sul sesso, di perversioni dell’anima, non hai finora compreso che questa schiavitù è un pensiero di separazione dalla Fonte, quell’energia creatrice che nell’orgasmo si apre alla gioia e all’unione, qualsiasi unione, con una prostituta o un lebbroso, con un uomo bianco o nero. Restituisci la gioia alla vita e allora sarà perfetta letizia, perfetta comunione, totale unità. Senza orgasmo non si genera la vita, senza orgasmo neghi il padre e la madre, il maschile e il femminile. La donna ha sempre ricostruito, sanato e donato; è ora il maschile che deve nutrirsi di questa forza generatrice per sciogliere i pregiudizi che ha di se stesso”.

 

- “Il tuo unguento, caro Francesco, mi aiuterà in questo e aiuterà gli uomini?”.

 

- “Fratello mio, aiuterà gli uomini e le donne che sono diventate uomini, aiuterà gli uomini che crescono e gli uomini che combattono battaglie perse. Allora anch’io deposi le armi, mi tolsi l’armatura e gettai via la spada. Che uomo ero? Lo comprendi? Fatto questo potrai baciare con lo stesso amore chiunque, non temere sarò con te! Ora ricevi questo nuovo dono e sii un nuovo templare, un eretico che vive l’amore nuovo, la vera gioia che apre infinite strade alla consapevolezza”.

 

- “Francesco caro puoi dirmi qualcosa su questo nuovo dono d’amore?”.

 

- “Cosa vuoi sapere, fratello caro?”.

 

 

- “Gli uomini sono sfuggenti e poco disposti a lavorare sulla loro pelle, come farò ad avvicinarli per parlare di questo unguento?”.  

 

 

- “Cambia prima la tua di pelle. Chiama questo nuovo dono Ebano, ti ricorderà il colore della corteccia di alberi secolari che abbracciati emettono un canto che sale e si fonde in Dio. Sarai grato per ogni cicatrice, per ogni ferita per ogni scalfittura della tua pelle perché ti ricorderà che anche dalla lebbra sì può guarire”.

 

- “Grazie Francesco, accolgo il tuo dono e ne gioisco”.  

Mercoledì, 27 Giugno 2018 21:50

IL MIO MAESTRO

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Buongiorno Nicola, ho sempre letto che nulla avviene per caso, quindi nemmeno il fatto che tu abbia accettato la mia amicizia. Per questo mi permetto di farti una domanda: è necessario l'aiuto di un "coach" durante il cammino spirituale? Ho letto di sì! Però, a me è successo, che ogni volta che trovavo qualcuno più "avanti" di me, capitava qualcosa per cui la "collaborazione si interrompeva (a volte anche in maniera sgradevole). Inoltre ho notato che ciascuno "lavora" in modo diverso. Cosa mi consigli? In parole povere: posso affidarmi a me stessa e al mio intuito? Posso farcela a ripulirmi e a monitorarmi da sola? La tua risposta per me è preziosa. Grazie ancora.

MAESTRO

 

Amica mia quanta consapevolezza in poche parole. Nel cammino spirituale l’unica verità è dentro di te e ciò che è vero per la tua anima, può non esserlo per un’altra. Quando nella vita inizi un cammino spirituale i primi passi sono incerti e confusi. Pensi di fare un passo avanti e non ti accorgi che stai andando a destra o viceversa. Quando frequentavo il mondo di Osho, un maestro spirituale indiano, era impossibile usare l’alibi l’affermazione: “Questo lo ha detto Osho” perché le sue affermazioni erano talmente articolate e varie da negarsi splendidamente l’una con l’altra. Alla fine comprendevi che non potevi aggrapparti a nulla ma dovevi prendere in mano la tua vita e camminare con le tue gambe, in qualsiasi direzione volessi andare.

 

Il colpo di grazia Osho lo dava quando affermava: “Vi manderò io da altri maestri”, quasi a voler strappare dalle mani le fragili stampelle che l’ego si costruiva nella sicurezza di avere un maestro. Il messaggio di Osho era un messaggio di liberazione a 360°, liberava la mente pulendola da mille condizionamenti, liberava la sessualità, rendendola atto divino come il respiro.

 

Esprimere la propria sessualità significa essere liberi e aperti al fluire della vita. Oggi ho compreso che il peccato non esiste, c’è solo ed unicamente ciò che ti senti in grado di sperimentare perché ti rende felice e se non sei ancora in grado di assaporare la tua felicità, aspetta, fa un passo alla volta, senza fretta. Ora i miei passi sono guidati da Francesco che mi scuote e agita come un fuscello. Francesco è l’eretico per eccellenza, un eretico ben incasellato e proposto come esempio di ubbidienza dalla religione istituzionalizzata, modello che si presta bene al controllo mentale delle masse. Ma Francesco per me è qualcosa di più: mi scuote, agita, tormenta e provoca. Mi spinge a spogliarmi a denudarmi, ad ascoltarmi. Poi mi bacia e ride: sa che la mia lebbra non è ancora guarita. Talvolta mi accompagna in mezzo alle prostitute e provocandomi mi dice: “Godi fanciullo, godi!”.

 

Con Francesco è l’orgasmo di tutta la vita perché nulla è giudicato. Verso tutto c’è l’amorevole sguardo dell’accoglienza. Dunque questa è l’eredità che mi ha lasciato Francesco, un mondo nel quale godere di me stesso e del fatto di arrossire come un bambino per tutte le emozioni che esplodono dentro di me e che come cavalli sciolti corrono libere nelle campagne umbre. Dunque cara amica per rispondere alla tua domanda, ti invito nella nostra fratellanza, nella nostra semplice famiglia dove il primo diventa l’ultimo e si fa servitore in amore del più piccolo, dell’indifeso, dell’umile.

 

Osservando te stessa e vedendo il tuo riflesso in chi ti circonda uscirai dal perbenismo e dall’ipocrisia imperante. Incontrerai la Semplicità, l’unica e vera semplicità. Se cadrai ti aiuteremo a rialzarti, se inciamperai saremo il tuo sostegno ma i passi che deciderai di muovere saranno nella tua unica e irripetibile semplicità.                    

Mercoledì, 20 Giugno 2018 18:42

IL BACIO DI CHIARA

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Da qualche settimana è entrata nella nostra Semplice famiglia una prof delle scuole medie. La sua anima dolce e sensibile ci chiese durante una meditazione on line di pregare per una sua allieva, una ragazzina di 12 anni, vittima di un tragico incidente e fortunatamente prontamente soccorsa.

bambina

 

 

La bambina a causa dei fortissimi dolori veniva tenuta in coma farmacologico dai medici e solo per brevi lassi di tempo risvegliata. La prof ci chiese di pregare per lei. Così Marina nel ricevere il messaggio di Chiara chiese alla prof di andarla a trovare in ospedale e di baciare la sua allieva sulla fronte dicendole: “Questo è il bacio di Chiara per te”. Non senza difficoltà la prof. riuscì a compiere la sua missione. La andò a trovare in ospedale e le portò il bacio di Chiara.

 

Qualche giorno dopo la ragazzina si risvegliò e la nostra prof tornò a trovarla. La ragazzina era sveglia, la guardava e le sorrideva come se sapesse tutto. Quando poi si riprese ancora di più, registrarono un vocale di saluto per la preside della scuola media che fu girato anche noi, testimoni silenziosi del bacio di Chiara.           

Mercoledì, 13 Giugno 2018 20:45

AMORE E PIZZA

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Buongiorno Nicola, ho alle spalle 35 anni di matrimonio infelice e pieno di violenze fisiche e morali. Ora da tre anni sono separata. Sono uscita di casa per uno sfratto esecutivo. Ho sempre lavorato e consegnavo tutto il denaro a lui. Qui riconosco il mio errore. Comunque dopo lo sfratto non sono più tornata a casa. Ora vivo da sola in un monolocale. Dopo la separazione ho rincontrato un mio ex compagno di scuola elementare. Anche lui usciva da delusioni e in più era reduce da un tumore.

 

Essendo soli entrambi, trascorrevamo lunghe ore al telefono insieme. Non c’è stata una storia sentimentale ma una fratellanza o almeno così pensavo. Abbiamo fatto dei progetti assieme, così ho lasciato il mio posto di lavoro e abbiamo preso in gestione una pizzeria lontano dalla mia città.

 

Dopo 4 mesi l’abbiamo lasciata per prenderne in gestione un’altra. In 10 mesi di duro lavoro l’abbiamo risollevata. Ho lavorato anche senza stipendio. Alla fine l’abbiamo lasciata. Non ho potuto far nulla perché era tutto intestato a lui. Se n’è andato a lavorare a Londra lasciandomi qua nei guai e senza lavoro. Gli sono stata accanto tre anni aiutandolo come potevo perché era solo e senza famiglia. L’ho accudito e l’ho amato molto. L’ho fatto perché se c’è bisogno di aiutare qualcuno lo faccio. Lui diceva che lo aiutavo perché speravo in un ritorno ma non è vero. L’ho aiutato perché aiutare mi fa stare bene. Per il suo comportamento l’ho perdonato ma mi sento molto stanca, delusa e amareggiata. Spero che Francesco possa aiutarmi. Grazie dell’attenzione Nicola. Non chiedo molto solo un po’ di serenità. Mi dispiace, perdonami, grazie, ti amo.

 

amore e pizza

 

Dopo aver letto questo messaggio mi rivolgo a Francesco; è come se non trovassi il bandolo della matassa. Un filo si dipana nel tempo quasi a mettere in evidenza i nodi e gli intrecci che queste anime hanno tessuto assieme. Questa amica, parlandomi della sua vita, traccia la trama di un’esistenza non accorgendosi del sottile ordito, che chi ha giocato con lei ha intessuto.

 

 

Francesco è qui con me. In un piccolo mantello, mi fa vedere, come avvolge gioie e speranze di quest’anima sorella. Mi invita ad entrare nel suo speco, una fenditura nella roccia dove egli si ritirava in meditazione e preghiera. È in questo silenzio che parla la vita, è in questo vuoto che entra la pienezza del suo amore.

 

 

- “Molte vite trascorrono senza essere mai il buio completo”.

 

Guardo perplesso Francesco e mi chiedo il significato delle sue parole.

 

- “Talvolta potrebbe sembrare una sofferenza senza fine, un lago di miserie umane. Ma se non scendesse la notte la luce delle stelle non sarebbe visibile e non potrebbe essere compreso il profondo insegnamento della sofferenza”.

 

- “Francesco caro, quest’anima chiede solo un po’ di serenità”.

 

- “I preziosi semi della rinascita germogliano dopo le buie notti dell’anima. Il dono veramente gratuito è pienezza, ti riempie il cuore il semplice fatto di aver donato senza chiedere nulla in cambio. Se ciò che resta dopo il dono è delusione, stanchezza e amarezza, allora l’anima non ha compreso ciò che ha donato”.

 

 

Francesco mi guarda teneramente e con dolcezza aggiunge:

 

- “Fratello mio questo vale anche per te, ogni volta che ti lamenti affermando che ciò che dai è più di quello che ricevi”.

 

 

Capisco allora di attrarre le anime da cui ho maggior bisogno di apprendere qualcosa anche se apparentemente banale ma che poi così banale non è. Si fa tutto per una persona fino quasi ad annullarsi per lei, per poi vederla sparire senza nemmeno dirci un grazie.

 

Serve veramente un motivo per dire un semplice grazie? Ancora una volta la mia domanda interiore è rivolta a Francesco.

 

Francesco mi scruta, mi legge, mi osserva, sa benissimo il motivo per il quale mi ha scelto. Un giorno ne avrò anch’io la piena consapevolezza.

 

- “Fratello prova ad esprimere il tuo grazie, con ogni cellula del tuo corpo, senza dirlo, senza espressione verbale. Ringrazia con il tuo sorriso, con il tuo sguardo, con il tuo pensiero. Un’onda di energia nuova eleverà la frequenza del tuo essere e scoprirai nuovi aspetti della vita. Chi entra nel tuo gruppo muove passi sottili nella luce. Quest’anima sorella che ti ha scritto è già benedetta se troverà nelle mie parole la chiave per trasmutare il perdono in un valore ancora più grande, in un tesoro infinitamente più ricco”.

 

- “Grazie Francesco”.

Venerdì, 08 Giugno 2018 15:39

APPRENDISTI IN AMORE

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È particolare che Francesco mi chiami di sera, mi vuole parlare e poiché sa che c’è una domanda inevasa chiede dolcemente la mia disponibilità! Il tema è quello dell’amore e poiché in amore tutti siamo apprendisti, rispondo sì alla su richiesta e mi appresto ad ascoltare ciò che accade.

 

- “Francesco caro perdonami eccomi di nuovo qui a chiederti consiglio come sempre. Avevi ragione la paura uccide l'amore. Si ho avuto paura appena lui è partito. Paura che si lasciasse influenzare. I primi tempi si faceva sentire spesso poi sempre più raramente. Ci eravamo ripromessi che questa lontananza non l'avremmo fatta diventare pesante. Io sembravo fare lunghi monologhi. Lui rispondeva ogni due o tre giorni, quando rispondeva. Cosicché vedendo che andava su messenger e non su whatsapp ho pensato che mi volesse allontanare ed allora gli ho chiesto se fosse così. Magari non aveva il coraggio di dirmelo. Dopo tutto quello che ho dovuto subire da mio marito e da sua mamma non meritavo questo da lui. Non mi ha risposto. Da allora sono passati 15 giorni e non mi scrive più. Gli ho chiesto con un messaggio spiegazioni ma nulla. Non mi ha detto che è finita. Ma non mi risponde. Conservo dei suoi oggetti costosi qui da me, perché aveva detto che se li sarebbe ripresi al ritorno. Francesco mio cosa devo fare? Non lo so più. Voglio stare con lui. Questa lontananza mi ha fatto capire che voglio lui ed amo lui. Sento dentro di me che tornerà. Ma perché questo mutismo? Cosa gli sta succedendo? Sta soffrendo? Ti prego benedici il nostro amore. Fratello caro aiutaci”.

 

Matura

 

Francesco mi guarda sereno ma sembra quasi volermi dire ora sistemo lei, poi te! Temo la bontà di Francesco, quando affonda i suoi colpi d’amore, spesso ti lascia senza fiato. Cerco allora di aggirare l’ostacolo e mi scuso con lui per tutte queste settimane dove non ho dato respiro alla sua voce. Francesco è calmo e prende parola:

 

- “Questa sorella, fratello caro, ti assomiglia molto, chiede in continuazione, ascolta e poi fa ciò che le pare”.

 

Tra me e me rifletto: “Ma non doveva sistemare prima lei e poi me? Ora chi lo ferma?”.

Francesco continua: “Ti ricordi quando le spiegai che avrebbe dovuto lavorare su se stessa per purificare la figura del padre in lei? E quando cercai di farle capire che invece del marito vedeva ancora un padre accanto? Per questo la sua bambina è tremendamente impaurita e non si dà pace. Come ben sai la paura paralizza, frena, fa giurare e spergiurare di aver capito tutto mentre si mantengono fissi gli occhi verso il basso. Non c’è il coraggio di guardare al futuro se non per sognarlo ma mancano le energie per edificarlo e viverlo. Le parlai poi di un uomo bambino a cui lei stava facendo da madre. Ancora una volta come madre fraintese e si dedicò a cullare un figlio invece di far crescere un uomo. Sì l’amore che c’è stato tra di loro è stato autentico ma confuso, perché due bambini impauriti non sono capaci di vivere un amore puro. Allora lui, come l’eroe che parte per la guerra, lascia le cose più preziose, quelle alle quali lei dà il più grande valore. Ma la guerra uccide l’amore quando non uccide l’uomo. Per quanto ancora continuerà a fraintendere? Crescere significa affrontare le proprie paure e decidere per sé. Prima di difendere un amore è necessario difendere una bambina e saperla rendere felice”.

 

- “Francesco caro, temo che questa bambina sia stata da sempre viziata e confusa. Ora come donna non le basta più il bel mondo dorato che la circonda, si sente una piccola allodola chiusa in una gabbia dorata”.

 

- “È qui che come madre dovrà prendersi cura di se stessa e ridarsi alla luce, purché questa volta sia una luce autentica. Quel soldatino partito per la guerra, ora combatte contro se stesso. Scopre una nuova vita, nuovi giochi e dimentica in fretta. Questo non significa che l’amore che hanno vissuto non sia stato autentico, ma lui ora indossa corazze d’ego più forti, taglienti armature del sentimento, che quando lo riporteranno indietro non sarà per onorare l’amore sacro”.

 

- “Cosa possiamo consigliare a questa amica caro Francesco?”.

- “Ciò che le dissi allora è ancora valido, deve comprendere dentro di sé il proprio maschile affinché questo non le causi dolore e sofferenza fuori. Deve purificarlo. Amico mio vale lo stesso per te, ci siamo intesi?”

 

- “Sì Francesco, intesi e capiti, un passo alla volta, mi lascerò guidare da te, ma non farò il soldatino che va alla guerra dell’amore, insegnami piuttosto quell’armistizio che diventa poi pace duratura dentro di me, perché da qui inizia e finisce la mia pace, se tu sei con me!”.

 

- “Lo sarò, ma basta con settimane e settimane di silenzio, torna al servizio, torna all’amore. Grazie”.

 

- “Grazie Francesco, sapevo che ci avresti bastonato a dovere!”.           

Pubblico questo articolo per rispondere alle domande di quelle persone, che sempre più numerose, mi chiedono che cosa sono e come si utilizzano gli oli di Francesco. Innanzitutto si tratta di 6 oli con caratteristiche uniche. Ve li elenco in ordine: il primo è l’Olio della Rinascita, il secondo l’Olio della Guarigione Spirituale, il terzo l’Olio della Compassione, il quarto l’Olio della Rosa, il quinto l’Olio d’acqua e il sesto Ysmma l’Olio degli Angeli. Sto preparando una guida vera e propria per questi oli, che sarà pubblicata tra poche settimane. Nell’attesa, il 20 maggio 2018, a Quinto di Treviso (TV) presso la sede dell’Associazione Ho-oponopono Cristiano, terrò la prima giornata informativa sull’uso di questi oli per operatori olistici e per persone sul cammino della crescita spirituale. Per il momento darò le informazioni di base.

francesco uccelli

Questi oli si applicano con poche gocce su punti precisi del corpo. Talvolta l’applicazione diretta può risultare troppo forte, in questo caso l’olio può essere portato al collo racchiuso in una piccola ampollina (è questa la modalità originaria in cui sono nati). Raramente ne viene indicata l’applicazione su tutto il corpo. Normalmente nei seminari di Ho-oponopono del Semplice viene donato gratuitamente un olio racchiuso in un’ampollina a tutti i partecipanti. Per gli oli confezionati nei flaconcini chiedo un contributo, ovvero un aiuto per coprire le spese delle materie prime bio e di prima qualità quali l’olio d’argan, l’olio di rosa mosqueta, gli oli essenziali e le spese di spedizione nel caso in cui una persona ne richieda l’invio. I contributi sono sempre un sostegno e un aiuto importante per la vita dell’associazione Ho-oponopono Cristiano.

 

Le informazioni che vi offro ora saranno suscettibili di approfondimenti a mano a mano che progrediremo nella conoscenza di questi Oli e ne comprenderemo maggiormente la portata. Con il passare delle settimane e dei mesi, qualche indicazione potrà essere più precisa e dettagliata, voi stessi potrete inviarmi dei feed-back sull’effetto che hanno avuto su di voi questi oli.

 

L’Olio della Rinascita si applica sui punti dove si sente ancora viva una ferita antica e sul sesto chakra. Francesco lo definisce l’Olio per le anime tormentate quelle come la sua, quelle che hanno amato troppo o che hanno fatto naufragio nella vita oppure per entrambe le situazioni. Si potrebbe dire che cura il tormento delle anime lavorando sull’apertura del cuore (altro punto sul quale può essere applicato). Aiuta poi a valutare più serenamente gli accadimenti della vita infondendo fiducia e donando la forza di tornare a vivere. Accende il fuoco spirituale della rinascita e rende consapevoli che di fronte a Dio non esiste il fallimento umano. Per ultimo rinfranca i valori dello Spirito e facilita il riconoscimento della fratellanza universale delle anime.

 

L’Olio della Guarigione Spirituale racchiude in sé l’essenza del Perdono per questo lo si applica sul cuore dove compensa le aritmie del cuore spirituale riportandolo ad un battito più regolare. Tra le sue prerogative è l’olio che consacra il femminile. Francesco lo definisce l’Olio del Sorriso, lui lo offrì a Chiara e Chiara alle sue sorelle.

 

L’Olio della Compassione è l’Olio di cui Francesco continua a chiederne il dono nei seminari, porta alla consapevolezza della vera compassione e apre al dono della gratuità. Può essere applicato sulle tempie e con attenzione sugli occhi esternamente. Apre allo sguardo interiore.      

 

L’Olio della Rosa si utilizza per i rituali grazie alla sua proprietà di portare in connessione con i saperi antichi. Quest’olio fa emergere il dono della saggezza dell’anima e riconduce le molteplici verità alla verità dell’Uno. Si applica sul petto. È un olio d’amore che si dona per amore. Nel cuore crea lo spazio dell’anima, solleva dalla solitudine, scioglie rabbia, ostilità, vergogne e paure nascoste. È l’olio che integra il maschile e il femminile. Francesco lo considera l’olio dei portatori di pace poiché accresce la forza cristica interiore. Nella dimensione dello spirito aiuta la guarigione del primo abbandono e cancella l’oblio della separazione dall’Uno. È l’olio attraverso il quale Francesco stesso cura.

 

L’olio d’Acqua è un olio prezioso, ne bastano poche gocce per applicazione che va eseguita sulla parte alta del torace ovvero il petto e sulla zona dei reni, surreni e sulla pianta dei piedi. Le sue proprietà sono le seguenti: è l’olio per chi vuole spogliarsi dalle maschere dell’ego e sentire il proprio cuore più leggero. Riporta armonia con la propria fisicità. Lavora sugli aspetti relazionali padre-figlio. È un olio molto efficace per la pulizia della mente che libera da angosce e paure. Ad un livello più profondo scioglie la paura della morte e apre le porte della memoria akashica per integrare i lavori energetici di pulizia del karma. Porta consapevolezza al percorso dharmico e riequilibra tutti i corpi energetici sottili.

 

Ysmma è l’Olio degli Angeli, per descriverlo servirebbero molte pagine ma in questa sede ne daremo soli alcuni cenni. Si applica su cuore, petto e reni. Le sue vibrazioni sono elevatissime, potrebbe essere definito un olio da meditazione ossia da applicare prima della meditazione. Quest’olio sviluppa la connessione interiore con le guide angeliche. È l’olio che libera dalla sofferenza più profonda quelle anime che non credono più in Dio. La sua essenza è formata dalle vibrazioni di cinque Angeli, uno della gerarchia delle Potestà, due di quella delle Virtù, un Cherubino e un Serafino. Lo sto ancora studiando. Nella Guida agli oli di Francesco sarà trattato in modo esaustivo.

Mercoledì, 18 Aprile 2018 21:30

CHI HA PROVATO GLI OLI DI FRANCESCO?

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Francesco ha affidato a una mia sorella d’anima la cura e la diffusione dei suoi oli, così capita talvolta che ci confrontiamo su questo tema .

 

- “Sorellina cara, sono devastato. Oggi mi è successo di tutto! Ti prego consiglia sempre prudenza con l'Olio d'Acqua, lo può usare chi ha la forza di sostenere la sua onda!”.

 

- “Oh mi spiace... dici che sia per l’applicazione che ti ho fatto ieri che hai avuto una giornata così particolarmente impegnativa? Ma dimmi, cosa ti è successo?”.

 

- “Pensa che ho anche litigato con mia moglie, cosa più rara di un'eclissi solare! Mi preoccupavo un po' anche per la nostra comune amica per la quale hai preso una boccetta d’Olio d’Acqua, non vorrei che la destabilizzasse troppo!”.

 

 

- “Ho un po' di domande: pensi che ciò che ti è accaduto ieri abbia comunque un risvolto positivo? Hai già compreso qualcosa? A tuo avviso l'Olio d'Acqua può essere applicato su ogni tipologia di persona o è possibile che a qualcuno proprio non vada messo?

 

40 Yeiazel

 

 

Su di te mi esce proprio che era desiderio di Francesco che te lo applicassi. Adesso vedo cosa dice il test per quanto riguarda la nostra amica. Oggi come state? Ti devo dire che invece dopo la bomba di dieci giorni con l'Olio d'Acqua mi sento alleggerita. Ho penato tanto per due situazioni in particolare che mi trascinavo da diverso tempo... solo quattro anni. Adesso le guardo con occhi diversi e sento che le ho lasciate andare. Non mi procurano più quel senso di solitudine che mi coglieva all'improvviso, anzi mi ritrovo a sorridere perché poi altre questioni attinenti si sono pure modificate. Un vero miracolo!”.

 

- “Capisco quello che dici, sicuramente l'Olio d'Acqua fa molto bene, ma comporta passaggi impegnativi! A me ha permesso un chiarimento molto importante con mia moglie e ora sono felice di averlo fatto!Sì... comporta passaggi impegnativi ora l'ho capito meglio.

 

Nel brano ‘Un insolito postino’ Francesco questo non lo spiega, passa direttamente al risultato: la leggerezza e la dolcezza e così effettivamente è. Ma c'è una cosa importante che dice: ‘quando l'amore è solo prendere non puoi capire cosa dona quest'olio’.

 

Questo mi fa pensare che il suo effetto sia amplificato o meno a seconda dello stadio evolutivo di una persona. Oppure l'effetto devastante c'è comunque ma la tendenza è quella di dare i meriti alla sfortuna? Ecco perché occorre una guida agli oli!”.

 

- “Si terrò care queste tue parole e le aggiungerò alla guida per completezza e chiarezza di chi userà gli oli! Penso che le tue interpretazioni siano ambo corrette, ovvero dipende da dove si trova la persona nel suo percorso ma anche che l'olio obbedisca all'imput di Francesco che ripete: ‘scuoti’!”.

 

- “Su di me gli oli di Francesco stanno lavorando molto in profondità e i piccoli miracoli giornalieri ne sono testimonianza. Ovviamente il percorso non è sempre una passeggiata perché per esempio l'Olio d'Acqua ha portato in superficie fiumi di lacrime (anche perché non ho moderato le dosi nell’applicazione). Anche l'Olio della Compassione si è frantumato in mille pezzi e dell'Olio di Rosa si è rotta la corda, ma come se durante la notte qualcuno fosse arrivato e avesse usato una forbice per tagliarla in due... Se oggi mi sento alleggerita di pesi, se oggi il senso di solitudine sembra svanito, se oggi penso al presente e il futuro poco mi preoccupa, il passato lo avverto lontanissimo, è dovuto pure al fatto che negli oli c'è la mano di Francesco, il suo amore e l'amore di Chiara. Per questo ora chiedo a tutte le persone che hanno ricevuto gli oli se ne state provando gli effetti, se avvertite con gioia la loro azione su di voi. La gioia sarà anche mia perché per volere di Francesco ho ricevuto il compito di donarli. E con umiltà vi dico che il vostro contributo è prezioso per potermi aiutare a diffonderli nel modo più appropriato possibile”.

 

- “Grazie di cuore, sorellina cara, sono felice di condividere la mia gioia con te!”.

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