Ho'oponopono Cristiano

Ho'oponopono Cristiano (182)

Mercoledì, 18 Aprile 2018 21:30

CHI HA PROVATO GLI OLI DI FRANCESCO?

Scritto da

Francesco ha affidato a una mia sorella d’anima la cura e la diffusione dei suoi oli, così capita talvolta che ci confrontiamo su questo tema .

 

- “Sorellina cara, sono devastato. Oggi mi è successo di tutto! Ti prego consiglia sempre prudenza con l'Olio d'Acqua, lo può usare chi ha la forza di sostenere la sua onda!”.

 

- “Oh mi spiace... dici che sia per l’applicazione che ti ho fatto ieri che hai avuto una giornata così particolarmente impegnativa? Ma dimmi, cosa ti è successo?”.

 

- “Pensa che ho anche litigato con mia moglie, cosa più rara di un'eclissi solare! Mi preoccupavo un po' anche per la nostra comune amica per la quale hai preso una boccetta d’Olio d’Acqua, non vorrei che la destabilizzasse troppo!”.

 

 

- “Ho un po' di domande: pensi che ciò che ti è accaduto ieri abbia comunque un risvolto positivo? Hai già compreso qualcosa? A tuo avviso l'Olio d'Acqua può essere applicato su ogni tipologia di persona o è possibile che a qualcuno proprio non vada messo?

 

40 Yeiazel

 

 

Su di te mi esce proprio che era desiderio di Francesco che te lo applicassi. Adesso vedo cosa dice il test per quanto riguarda la nostra amica. Oggi come state? Ti devo dire che invece dopo la bomba di dieci giorni con l'Olio d'Acqua mi sento alleggerita. Ho penato tanto per due situazioni in particolare che mi trascinavo da diverso tempo... solo quattro anni. Adesso le guardo con occhi diversi e sento che le ho lasciate andare. Non mi procurano più quel senso di solitudine che mi coglieva all'improvviso, anzi mi ritrovo a sorridere perché poi altre questioni attinenti si sono pure modificate. Un vero miracolo!”.

 

- “Capisco quello che dici, sicuramente l'Olio d'Acqua fa molto bene, ma comporta passaggi impegnativi! A me ha permesso un chiarimento molto importante con mia moglie e ora sono felice di averlo fatto!Sì... comporta passaggi impegnativi ora l'ho capito meglio.

 

Nel brano ‘Un insolito postino’ Francesco questo non lo spiega, passa direttamente al risultato: la leggerezza e la dolcezza e così effettivamente è. Ma c'è una cosa importante che dice: ‘quando l'amore è solo prendere non puoi capire cosa dona quest'olio’.

 

Questo mi fa pensare che il suo effetto sia amplificato o meno a seconda dello stadio evolutivo di una persona. Oppure l'effetto devastante c'è comunque ma la tendenza è quella di dare i meriti alla sfortuna? Ecco perché occorre una guida agli oli!”.

 

- “Si terrò care queste tue parole e le aggiungerò alla guida per completezza e chiarezza di chi userà gli oli! Penso che le tue interpretazioni siano ambo corrette, ovvero dipende da dove si trova la persona nel suo percorso ma anche che l'olio obbedisca all'imput di Francesco che ripete: ‘scuoti’!”.

 

- “Su di me gli oli di Francesco stanno lavorando molto in profondità e i piccoli miracoli giornalieri ne sono testimonianza. Ovviamente il percorso non è sempre una passeggiata perché per esempio l'Olio d'Acqua ha portato in superficie fiumi di lacrime (anche perché non ho moderato le dosi nell’applicazione). Anche l'Olio della Compassione si è frantumato in mille pezzi e dell'Olio di Rosa si è rotta la corda, ma come se durante la notte qualcuno fosse arrivato e avesse usato una forbice per tagliarla in due... Se oggi mi sento alleggerita di pesi, se oggi il senso di solitudine sembra svanito, se oggi penso al presente e il futuro poco mi preoccupa, il passato lo avverto lontanissimo, è dovuto pure al fatto che negli oli c'è la mano di Francesco, il suo amore e l'amore di Chiara. Per questo ora chiedo a tutte le persone che hanno ricevuto gli oli se ne state provando gli effetti, se avvertite con gioia la loro azione su di voi. La gioia sarà anche mia perché per volere di Francesco ho ricevuto il compito di donarli. E con umiltà vi dico che il vostro contributo è prezioso per potermi aiutare a diffonderli nel modo più appropriato possibile”.

 

- “Grazie di cuore, sorellina cara, sono felice di condividere la mia gioia con te!”.

Giovedì, 12 Aprile 2018 19:08

L’OLIO DEGLI ANGELI (YSMMA)

Scritto da

Clarissa la stanza della mia casa a cui in tempi non sospetti diedi questo nome, dedicandola alla meditazione, mi accoglie. È una soleggiata domenica mattina, tranquilla, nella quiete del cuore. Con Francesco avevamo deciso di incontrarci da tempo. Un po’ ero impaziente, un po’ scalpitavo, attendevo il nuovo dono: l’Olio degli Angeli.

 

dolcezza

 

- “Quest’olio nacque dopo il mio rientro dall’Oriente. Le preziose pergamene che portavo, mi avevano illuso che a breve sarebbe nata una nuova cristianità, fatta di uomini e donne aperti all’amore vero, secondo gli autentici insegnamenti del Cristo che nella bocca della prima testimone, la sua amata, aveva soffiato il suo respiro”.

 

- “Francesco caro, questo tradimento ha avuto un grande peso, lo comprendo. Serviva coraggio per continuare a vivere, serviva forza dentro per dare una speranza a tutti. Ad essere tradito non fosti solo tu ma tutta la cristianità, chi come te voleva vivere delle semplici parole del Vangelo”.

 

- “Amico mio, figlio e fratello, ben sai che chi ricerca la verità cammina da solo, non ha greggi che lo seguono. La parola di verità non crea conflitti nel cuore bensì libera. Osserva oggi questa chiesa in rovina, che vive glorificando i peccati, che condanna i veri insegnamenti del Maestro. Questa chiesa ha reso schiavi nel pensiero, ha rubato la libertà dell’amore, ha chiuso le strade del cuore. Non è in errore chi vuole vivere degli insegnamenti del Cristo, bensì chi usa, occulta e nega le verità dell’amore conducendo anime bambine a dolorose prigionie di ataviche memorie.

 

Il dono di quest’olio è il frutto dell’amore di cinque angeli. Il primo di essi mi portò altre la prigionia di Perugia nella mia gioventù. Lo conosci con il nome di Yeiazel, se vuoi lo puoi chiamare l’Angelo della Libertà.

 

Come Signore del Karma, mi aiutò a comprendere quante forme di prigionia legano i pensieri dell’uomo e quanto io stesso dovessi riconoscerle e amarle per poi liberarmene. Così fin da giovane ero visto come l’eretico, perché professavo l’eresia più grande, quella dell’amore. Così se mi chiedi se ho amato, ti rispondo di sì, ora puoi capirlo. Ho amato ogni forma d’amore e ogni bacio ha risvegliato la mia sete di libertà, la pubertà della mia anima che desiderava crescere.

 

Il secondo Angelo lo conosci con il nome di Sehaliah. Mi aprì all’amore verso il prossimo affinché la mia anima lo onorasse con umiltà. Ogni volta che nulla sembrava avesse più un senso, Lui era lì. Allora compresi come il vero progresso, la vera luce per l’umanità è sempre un dono sviluppato da una comprensione individuale. Sei tu a dover comprendere e ciò che impari e integri resta tuo per sempre.

 

Il terzo angelo lo conosci con il nome di Mihael, mi fu accanto nei viaggi e fu accanto a Chiara nel dolce silenzio di molte notti.

 

Il quarto Angelo Mebahel mi spogliò della mia armatura da cavaliere e mi aiutò ad indossare il mio saio, per poi spogliarmi anche di quello e lasciarmi nella completa nudità dono di Dio.

 

Il quinto Angelo lo conosci con il nome di Achaiah segnò il mio corpo, facendomi dono delle impressioni della croce.

 

Con l’aiuto di questi angeli trasmetti il soffio divino a quest’olio di luce e costruisci la mia croce anteriormente sul corpo di chi riceve quest’olio. Potrai immergere il tau stesso in quest’olio prima di metterlo a collo di chi vorrà portarlo.

Quest’olio aiuterà il riposo del corpo durante la notte ma sveglierà la coscienza, eleverà un ponte di luce con le forze e le virtù angeliche.

 

Non sarete mai più soli figli miei, sempre nella gioia e nella condivisione dell’amore. Abbraccerete gli alberi, le montagne, le nuvole e alla fine vi abbraccerete nella gioia l’un l’altro, perché ciò che abbraccia Dio diventa Uno nel Suo amore. Così è, parola di Francesco”.

 

Ringrazio Francesco e lo abbraccio, ha sciolto molte mie paure, mi vuole eretico nel Suo immenso amore!            

Giovedì, 22 Marzo 2018 18:55

COSA CI ACCOMUNA?

Scritto da

Ciao Nicola, sto riflettendo parecchio ormai sugli ultimi tempi e su certi segni, se così è giusto chiamarli. Le cose cambiano, le persone cambiano. Forse nell'ordine delle cose prima e delle persone dopo e quasi sempre apparentemente in peggio. Non so a che cosa possa servire tutto ciò. A risvegliarci? A fortificarci? O a vedere il giusto nel seguito?

 

Intanto nel frattempo è come andare di notte perché non si vede la fine rappresentata da “percependo il giusto rimetto ogni cosa al suo posto".

Posso dire di essere per forza diventata più forte, questo sì! Ricordi il discorso delle banche venete con le quali ho affrontato molte difficoltà? Così pure con i miei datori di lavoro?

 

Vedo che sei on line, tento di terminare perché tu possa capire qualcosa in più. Tante cose apparentemente un po' così si sono avvicendate ma siamo ancora in piedi nonostante tutto. Ora percepisco 400 euro in meno al mese ma la mia odissea non è ancora finita. È come se ci fosse un karma comune. Al mio compagno e a me succedono individualmente cose simili.

 

Simili anche ad una persona del nostro gruppo di ho-oponopono. Quasi ci fosse un filo conduttore. Tipo il rispetto che ci dovrebbe essere tra le persone, specie tra quelle in cui c'era una grande stima e conoscenza reciproca anche sul lavoro.

 

Per questo prima dicevo "in primo luogo le cose e poi le persone".

 

I datori di lavoro miei e quelli del mio compagno ultimamente si comportano in modi simili e guarda caso si chiamano pure allo stesso modo. Ci hanno sempre portati in palmo di mano, ora al meglio che vada sono sclerati.

L’altro giorno il mio compagno si è visto recapitare una lettera di richiamo per assenza ingiustificata perché è rimasto a casa per la neve da persone che lo hanno sempre stimato!! Così negli stessi giorni e nelle stesse ore, lui, io e un'altra persona di comune conoscenza hanno ricevuto una lettera di richiamo.

 

Il punto è: che significato può avere tutto questo? Cambiamenti profondi, similitudini ma soprattutto come tornare a farsi rispettare? Pulizia profonda ma nel frattempo come comportarsi?

 

accomuna1

 

Francesco cosa suggerisce soprattutto al mio compagno che ora è impaurito? Grazie. Lo sai la stima, la gratitudine ed il rispetto che ho nei tuoi confronti.

 

La risposta di Francesco per queste persone si è fatta attendere quasi una settimana. Rimandavo di giorno in giorno anche se Francesco c’era ed era vicino. Poi mi sono deciso, sapevo che dovevamo affrontare il discorso e parlarne apertamente.

 

- “Francesco caro, ho indugiato, affrontare la propria responsabilità non è mai facile. Essere eroi richiede coraggio, semplice coraggio. Sebbene tu lo sappia già Francesco, loro non lo sanno. Una lettera è arrivata anche a me, un richiamo disciplinare. Stavo per cadere nella tentazione di dispensare buoni consigli, ma che significato avrebbe avuto poi per loro e per me? Il rispetto per me stesso che valore ha? La mia autostima quanto conta? Fratello Francesco, umile guardiano del mio cuore, ti accolgo riconoscendo i miei errori, i miei pensieri sbagliati e le cose non corrette che poi hanno manifestato questa situazione”.

 

Per un attimo nella mia mente ritorna l’immagine di Francesco che cammina sulla neve.

 

Accanto a lui Fratello Lupo, silenzioso e domato.

 

La neve che cade fitta e abbondante copre le tracce dei loro passi, per questo mi affretto a seguirli, per non perdere le loro orme. Osservare questo lupo dal grigio manto argenteo e confonderlo tra la neve, lascia il sapore del silenzio.

 

Francesco entra in una grotta e fortunosamente accende un piccolo fuoco, di fronte al quale si denuda il petto cercando di far asciugare il saio, ormai fradicio e inzuppato di neve. Osservo poco distante da me il lupo, ringhia, forse vuole attaccare. Un gesto di Francesco lo calma e lo sdraiare accanto a sé.

 

- “Fratello mio, piccolo uomo, avvicinati, riscaldati accanto a questo fuoco”.

 

Sono felice dell’intimità con Francesco, di comprendere che essere nudi fa risaltare la nostra bellezza, la luce delle nostre anime.

 

- “Spogliati anche tu fratello mio, il fuoco riscalderà entrambi. Vorresti semplicemente capirti e capire. Ecco il lupo nell’uomo d’oggi, la sua aggressività, il digrignare ferocemente i denti, l’incutere paura per il suo morso. Ma questo uomo non conosce se stesso, non sa custodire il suo gregge e talvolta ferisce a morte le proprie pecore. Chi ha ancora in sé questo lupo, non si è ancora spogliato, non siede qui accanto a noi nel tepore di fratello fuoco. Aspetta un pastore che prima ancora di condurre il gregge lo sappia ammansire”.

 

Comprendo allora il gesto di Francesco, come ha saputo rendere docile il lupo che camminava con lui nella neve e che pocanzi voleva aggredirmi.

 

- “Francesco caro, non so se merito questo privilegio di essermi potuto spogliare accanto a te. So che tu accogli tutto, ma…”.

 

- “Sì proprio tutto, anche ciò per cui ti vuoi punire, fratello mio… Non è più tempo di punirsi, non è più tempo di armarsi. Lascia cadere il bastone, non puoi colpire un fratello senza esserti volutamente autoleso”.

 

Comprendo l’infinita profondità nelle parole di Francesco, so che difficilmente potranno essere capite, per questo Francesco mi chiede di urlarle al vento perché possa il nostro grido d’amore rompere la roccia, spaccare anche l’armatura più forte, corrodere il più forte degli scudi, l’indifferenza del cuore.

 

Dopo questo incontro con Francesco mi chiedo cosa capiranno i miei amici. Chi mi ha chiesto le parole di Francesco per trovare conforto, forse ancora una volta non capirà nulla ma egoisticamente questi momenti di gioia vissuti con lui valgono molto di più di una leggera confusione.  

Lunedì, 12 Marzo 2018 17:56

UN BAMBINO DIVERSO

Scritto da

Caro Nicola sono sempre più convinta che sia stato san Francesco a mandati nella mia vita. Ti scrivo per raccontarti la storia di un bambino che ha già frequentato due asili prima di giungere nel mio.

 

Non desideravo assolutamente prenderlo poiché il mio asilo è strapieno. La sua mamma mi ha raccontato di aver fatto una preghiera a san Francesco, in seguito alla quale il giorno dopo, tutti le parlarono del mio asilo.

 

Così mi sono sentita di accogliere questo bambino proprio in virtù della frase detta dalla madre.

 

Ti premetto che mi aveva chiamato e mandato svariati messaggi (almeno trenta). Le rispondevo sempre di no. Così si è presentata all’asilo dicendomi la frase che ti ho riportato, in seguito alla quale decisi di prendere il bambino.

 

In trent’anni di lavoro è la prima volta che sono felice di aver trasgredito e di aver preso un bambino anche se sono stracolma perché ne aveva veramente bisogno.

 

Il bambino tempo un mese è cambiato dalla notte al giorno. Volevo raccontartelo perché è chiaro che tu fai parte di questo disegno divino.

 

Questo bambino sembrava fosse “ritardato” ma, in nemmeno un mese, è cambiato al punto tale che ora gioca, ride, si alza da solo e comincia a socializzare con altri bambini. Hai salvato un bimbo da una morte lenta perché interiore. Ora ha fatto tutti i controlli del caso e fisicamente sta bene. Grazie infinite.

a mano

 

 

 

 

Sabato, 10 Marzo 2018 18:10

UN INSOLITO POSTINO

Scritto da

Nicola, puoi recapitare una lettera a Francesco. Ho dovuto scriverla.

 

Francesco, ultimamente mi hai fatto tanti doni, insieme a Chiara. La vostra presenza, non fisica, per assurdo mi arriva come una certezza di questa mia vita.

Nel mio piccolo mondo percepisco che il mio modo di "sentire" è più reale di ogni altra cosa, ma per il mondo là fuori non è, più di tanto, credibile.

 

Ho capito, Francesco, che se non dedico il mio tempo ad aiutare qualcuno che ne abbia veramente bisogno, non mi sento viva. Il mio cuore piange quando invece chi potrebbe fare tanto per gli altri, ad un certo punto si tira indietro.

 

Che senso ha, allora, sentirsi dire continuamente " tu sei speciale" se tanto l'esempio viene seguito da pochi o da nessuno? Per chi sarei speciale, Francesco? Per coloro che se ne lavano le mani perché tanto c'è qualcuno di speciale che già pensa a fare le buone azioni?

 

Ecco, non voglio sentirmi diversa. Voglio sentirmi uguale a tanti fratelli e sorelle che insieme cambiano dentro per migliorare il mondo fuori.

Che cosa sbaglio, Francesco, se chi mi sta di fronte ha ancora bisogno di raccontare una bugia? E non ha il coraggio di guardare negli occhi e di pronunciare le parole che possono regalare la libertà?

 

Lo so che tanto c'è da fare...quali sono dunque i passi?

 

posta1

 

- “Sorella cara, piccola rosa, piccolo bocciolo, tenera come un pulcino, sei infinitamente cara al mio cuore. Non hai bisogno di nessuno per raggiungermi. È con gioia che vengo a te. Hai unito le tue lacrime alle sue, in un’unica perla d’acqua, un’unica perla di luce. Così in quell’occasione ho lasciato un segno sul tuo cuore. Ora puoi sentirmi più tangibilmente che mai. Mi senti come mi sente lui. Assieme darete certezza della mia presenza tra di voi. Tu così piccola per le tue sorelle.

 

Accoglierai nella purezza del tuo cuore il compito che ti affido?

 

Alle tue tenere mani di bambina lascio i miei oli, preziose note per lo spirito, preziosissime sinfonie per l’anima. Assieme vi state dando reciproche conferme in un universo che ha scelto la vostra semplicità per colorarsi di nuova luce.

 

Ti chiedi per chi sei veramente speciale se l’anima nella quale vorresti tuffarti si svuota come un bicchiere d’acqua tra le tue mani. Mi chiedi dove sbagli, osserva invece dove potresti migliorarti, dove potresti emanare ancora più luce ancora più colore. La margherita e la rosa non competono in bellezza. Il giglio e l’ortensia non hanno nessun motivo di rivalità. Si occupano solo di osservare i raggi del sole e di ringraziare per ciò che dà loro vita.

 

Se lo desideri ti porterò a bere l’acqua con la quale per la prima volta ho creato il quinto dei miei oli. In quel periodo ero innamorato e la mia acqua leggera. Camminavo a dorso nudo, mentre il vento caldo mi seccava la pelle. Le mani che mi accarezzarono provarono il mio amore, le mani che mi aprirono il cuore lenirono il mio dolore. Per questo la vibrazione di quest’olio poté elevarsi così rapidamente, perché l’amore era puro. Sperimenterai presto quest’olio piccola sorella. È fatto di leggerezza per il cuore e dolcezza infinita. Ha note particolari per molti sconosciute. Quando l’amore è solo prendere non puoi capire cosa dona quest’olio.  

 

Sorella cara mi chiedi quali sono dunque i passi.

 

Il primo è la resa, smettere di combattere, acquisisci la leggerezza dell’acqua.

 

Il secondo è la fluidità, resta curiosa e passa accanto ad ogni bicchiere osservando chi è pieno e chi è vuoto del sé.

 

Il terzo è la forza, resta credibile a te stessa, scegli di restare dentro, non esiste più nulla là fuori, continuare a sceglierlo sarebbe ancora come abbandonarsi all’oblio.

 

Ecco il quarto passo la leggerezza, quando non ero più per me ma per la vita donata e accolta. Non mi interessava tanto compiere buone azioni quanto sentirmi bene, in pace e leggero come l’acqua. Allora amare o essere amato non era più importante.

 

Il quinto passo è la limpida trasparenza, lascia vedere la qualità del tuo amore, non nasconderti più.

 

È così sorella cara che ti trovi a salire gradino dopo gradino in mezzo a esseri che ti avvertono come speciale perché la tua anima non si nutre più di bugie, è libera”.  

Francesco è qui con me. Ci addormentiamo assieme, ci risvegliano assieme. Il mistero dei templari continua nell’olio d’acqua, nella sua leggera fluidità. Mancano due passi mi sussurra Francesco, non fermarti ora.

 

Francesco mi chiede cosa sono in grado di accettare negli altri, e incalzando riprende:

 

- “Tutto ciò che accetti in un’altra persona è amore per te stesso perché hai abbattuto la distanza, la separazione che crea la mente tra te e lei. Questo è il sesto gradino essere compenetrabili e saper rimare se stessi come l’acqua nella terra. Senza l’acqua la terra sarebbe secca morta, se applichi allora questi sei gradini sei ad un passo dalla sorgente lo sguardo amorevole dell’universo. Questa è la qualità della tua piccola sorella fratello caro, il suo sguardo sul mondo, mai di condanna, mai di aggressione, sempre pronto ad accogliere e perdonare. Siete così simili e per essere due gocce d’acqua non vi siete accorti di essere nati dalla stessa lacrima”.

 

- “Grazie Francesco. Grazie per il dono di quest’anima che ora si è risvegliata con noi”.

“Qual è allora il settimo passo, Francesco?”

 

- “Nega l’amore e vivi ogni tipo di amore, sempre con l’umile rispetto con cui cogli un fiore”.

 

- “Grazie Francesco, grazie”.  

Incontro molte persone. Sono persone belle ma veramente belle dentro. Emanano luce ma non se ne accorgono. Attraversano la vita in punta dei piedi e temono di disturbare. Il loro timore è quello che per loro non ci sia tempo, che l’amore sia finito e che scomodare un santo sia troppo, non meritano tanto.

 

Così spingo ancora una volta quel piccolo cancello che porta alla vigna di Francesco e lo attendo seduto, in un punto che apre lo sguardo sulle colline. Il primo volo di rondini, annuncia già la sua presenza.

 

Qui i rami degli alberi accolgono ogni sorta dei piccoli amici di Francesco: allodole, passerotti, colombine e altri piccoli uccelli. Francesco arriva e dolcemente si siede accanto a me. I suoi occhi grandi abbracciano l’infinito e sollevano il cielo.

 

- “Francesco caro, quante anime di cercano, ma portare poi il tuo saio è un insegnamento che in pochi si sentono di voler imparare fino in fondo”.

 

Poco a poco l’aria si intiepidisce e si espande il dolce profumo della Rosa, so che Francesco è qui per ascoltare così riprendo a parlare:

 

- “Vorrei parlarti di un’amica in difficoltà. Ha le lacrime congelate e si sente vuota. Desidera chiederti aiuto. Si sente abbandonata dai suoi genitori, avrebbe tanto bisogno ma loro non ci sono mai. Lei è in ansia per suo figlio più grande, lo vede fragile. Ha sempre paura che si faccia prendere dalle brutte compagnie che lo circondano. La famiglia a cui teneva tanto si è sciolta per i soldi. Sente di essere protetta e ringrazia tanto tutti gli angeli che le sono vicini ma fatica a trovare le forze. Cerca sempre il lato positivo in ogni cosa ma si sente tanto stanca. Pensa Francesco che mi chiede scusa e si sente in colpa per avermi disturbato. Quanta bellezza in un cuore così, vero Francesco?”.

 

adolescente

 

- “Amico mio, non per te, per i più piccoli, non per te, per gli umili e gli indifesi, non per noi per gli ultimi, per i dimenticati… Conosco quest’anima, ha finito le sue lacrime e le ultime le si sono congelate. Pensa di aver perso tutto, sente lontani i genitori, sente il figlio trascinato verso le brutte compagnie e non osserva dov’è rimasta sola e abbandonata la sua bambina. Questa bambina è una dei piccoli a cui ti chiedo di donare amore e affetto.

 

Insegnale a spezzare questa terra tra le sue mani e a piantare le mie rose in mezzo a questo vitigno. Quando insieme avremo abbracciato la sua bambina troveremo nei suoi genitori, bambini che si stanno smarrendo nella vecchiaia e che ora sono tra gli ultimi, gli indifesi, i dimenticati.

 

Lei è come una pianta di questa vigna, ha grappoli che stiamo curando con infinito amore e grande tenerezza. La sua coscienza è desta, comprende e osserva la vita. Ma tutto questo non basta, non basta a muoversi nella giusta direzione. Il figlio la preoccupa. Sento la sua preoccupazione e l’aiuto che vorrebbe dargli perché lo sente indifeso verso la vita, fragile vaso di cristallo, trasportato su una strada scoscesa. Cosa fare allora?

 

Invitala tra i Semplici, nella scuola che insegna tutto ciò di cui lei ha bisogno: la semplicità, la pace, l’amore verso i bambini e soprattutto come accudirli. Tu offrile questa opportunità. La scelta sarà sua. Al primo incontro donale l’Olio di Rosa e dille ‘questo è il dono di Francesco per te’.

 

In quel momento le sue lacrime di ghiaccio si scioglieranno e da questa vigna sentiremo in lontananza le campane a festa di San Damiano”.

 

- “Francesco caro, hai il dono di sollevare il cielo ma fortunatamente non quello di asciugare le lacrime che con te scorrono sempre come torrenti. Benedico questi torrenti, rappresentano i fiumi del cuore con le loro rapide forti e increspate, che dopo i singhiozzi sfociano negli oceani di pace che offre il tuo cuore. Grazie”.

Mercoledì, 28 Febbraio 2018 17:12

LA GRATA DI SAN DAMIANO

Scritto da

Quando il tepore delle prime giornate di sole sembra annunciare l’imminente primavera, l’aria a San Damiano pareva improvvisamente diventare più fredda, se non addirittura gelida. Ormai da diversi anni Francesco aveva lasciato il corpo ma tra le mura di san Damiano, al di qua della grata, si sentiva ancora il suo respiro e la forza del suo viso quando vi si appoggiava.

 

grata di santa Chiara

 

 

Era quello il posto di San Damiano più amato da Chiara, quella piccola stanzetta e quella grata da dove Francesco sbirciava impaziente il suo arrivo. Quando poi all’arrivo di lei cercava di afferrarle le mani, Chiara benediceva quelle sbarre di ferro che portavano impresse il loro amore e custodivano tutti i loro segreti.

 

Ai loro incontri non assisteva nessuno.

 

Le loro parole e i loro ricordi rimanevano muti in quella grata. Entrambi chiudevano gli occhi e rivivevano i momenti più belli della giovinezza, in particolare quella di Chiara, quando ancora bambina da dietro le tende lo ammirava passare sotto casa.

 

Seguivano poi i ricordi nati lungo le vie di Assisi, in quella piccola chiesetta ricostruita in fondo alla valle e i momenti della giovinezza fatti dei molti incontri con Francesco quando lui parlava e le insegnava l’amore umile.

 

Gli sguardi e le carezze dell’anima, sprigionavano l’infinita dolcezza del suo amore, quella tenerezza che non sarebbe stata capace di fare del male al più piccolo insetto.

 

Quando portarono a Chiara il corpo spento di Francesco, lei lo ringraziò per quell’ultimo saluto, saldo di una promessa eterna.

 

- “Perché Francesco questo freddo, quando tutto annuncia la primavera?” gli chiese silenziosa.  

 

- “È il nostro voto di povertà sorella cara, è il cammino che abbiamo scelto nella semplicità delle nostre anime che come valore hanno solo Dio”.

 

Il lamento delle campane di San Damiano era straziante nel cuore di Chiara. Così con le sole parole che le rimasero, dopo essersi fatta forte, gli sussurrò: “Ora va Francesco, va e non voltarti indietro”.

 

Per Francesco la povertà era la più grande gioia e la più grande ricchezza che condivideva con le sue sorelle.

Francesco caro non è facile per me scriverti… Anzi non pensavo di dover scrivere quello che sto per chiederti. Ho conosciuto Nicola e Marina due anime meravigliose. Finalmente sono arrivata ad una consapevolezza della mia vita. Avevo ormai deciso di lasciare mio marito perché non lo amo più e non sono più felice. Ho scoperto per la prima volta nella vita cosa vuol dire amare una persona, farla felice. L'amore è corrisposto. Siamo due anime gemelle. Purtroppo rischio di perderlo. Non avendo ancora lui una sua indipendenza economica, i suoi genitori vogliono portarlo via dall'Italia. Vogliono andare a vivere in un altro paese. Lui non vuole. Ha sempre sofferto per questo loro comportamento autoritario nei suoi confronti. Non gli hanno mai dato un'opportunità di dimostrare chi fosse veramente. Solo con me è se stesso. Io non voglio perderlo. Lui vuole stare con me. Ti chiedo ora Francesco caro se il nostro amore trionferà un giorno. Riusciremo a vivere felici insieme? Sono distrutta. Perché abbiamo dato tanto per questo amore. Ne abbiamo passate tante. Ti prego aiutami tu.

 

donarsi

 

Francesco caro, ho dato a questa amica una prima risposta nata di getto. Le ho spiegato che le tue risposte non sono veggenze ma aiuti per comprendere e capire, farsi forti e coraggiosi, certi che tutto il percorso serve per apprendere l’amore e forse più che l’amore terreno quello divino. Così l’ho rassicurata che avrebbe avuto la tua risposta ponendole a mia volta una domanda. Le ho chiesto se dopo la tua risposta avrebbe voluto amare ancora come una donna oppure avrebbe cercato di amare come ama Dio?

 

Lei mi ha risposto che ha sempre amato Dio ma che pensava che Dio volesse anche la sua felicità accanto al suo uomo. Ora Francesco mi sembra di aver parlato abbastanza, forse troppo. Se puoi offrici le tue parole ascolteremo assieme.

 

- “Fratello caro, amico e figlio, nell’eterno ritorno delle anime molto frequentemente ci si riconosce e si desidera stare assieme. Ogni occasione è preziosa maestra, consigliera e amica. Talvolta la mia voce è un’eco nel mare di Dio. Vedo tutte queste anime che si amano ma che in qualche modo hanno scelto percorsi tortuosi e irti cammini. Desiderano arrampicarsi a mani nude per raggiungere cime o vette mai sfiorate, sentieri meravigliosi per la conoscenza e l’esplorazione del proprio Io. Ma poi il coraggio di tagliare il cordone ombelicale dov’è?

 

Quest’uomo deve superare i dolci momenti del seno materno per ritrovarsi uomo sul suo seno. Lei ha ancora agganciati troppi filamenti al marito, filamenti che la riportano alla figura paterna con la quale restano nodi da sciogliere. Dunque questa coppia desidera essere felice assieme, ma lui è legato a una famiglia che tarpa i suoi voli e lei a un marito che con autorità e fermezza la controlla.

 

La mente sovrasta lo spazio del cuore. Lei ascolta la paura e non si lascia inebriare dalla pura gioia che dona l’amore. Chi ama, ama! L’amato o l’amata potrebbe essere in capo al mondo ma nessuna distanza separerebbe i loro cuori. Mia sorella Chiara sente ogni battito del mio cuore e tu senti ogni battito del suo? Se riesci a sentirlo la paura non ha motivo di esistere. La paura si nutre di pensieri deboli, dietro ai quali l’amore è già fuggito.

 

Cosa significa allora essere anime gemelle? Sapere di appartenere l’uno all’altra, qualunque sia il vestito che in quest’incarnazione si indossa. Potreste essere madre e figlia, zio e nipote, fratello e sorella o sperimentare ogni altro tipo di parentela, cosa importa?

 

Il linguaggio dell’amore è eterno e non può nutrirsi di paura,pena la prigione dell’anima. Un’anima che si sente in prigione significa forse che ama veramente? Quando Chiara venne a farsi tagliare i capelli, per Dio lasciò ogni cosa. Quando mio padre ricco mercante mi lusingava con i suoi denari, per Dio lasciai tutto. Dunque se volete comprendere questa volta capirete, se non vorrete ascoltare torneranno i dubbi e domande su domande”.

 

- “Francesco caro ti chiedo di benedire questa coppia, perché possa comprendere il significato profondo delle tue parole e sperimentare un amore semplice”.

 

- “L’amore autentico ha una sola nota il dà. L’amore autentico si esprime con un solo sentire: la felicità. Qualsiasi sia l’esperienza che attraversa, l’anima che ama, ama. Allora la benedizione di Dio Padre sia sempre con voi, vi accompagni e vi custodisca nell’amore corrisposto e nell’amore solo, nell’amore semplice e nell’amore umile. Quando vi ritroverete assieme ai piccoli e agli indifesi, agli umili e agli assetati, avrete entrambi amore in abbondanza da donare. Allora nessun’altra cosa avrà un valore maggiore”.

 

- “Grazie Francesco, quante cose mi hai insegnato!”

Domenica, 18 Febbraio 2018 09:40

MAI PIU' VESTITO

Scritto da

Erano alcuni giorni che mi ronzava in testa il fruscio delle vesti di Francesco o forse, per meglio dire, sembrava quasi che quegli abiti non li portasse più, semplicemente li trascina, alzando polverosi ricordi e memorie di un tempo. Da giovane, seppure non molto alto di statura, la bellezza di Francesco aveva infiammato e la sua nudità strappato gli sguardi anche di chi non voleva vedere.

 

Francesco sorrideva, sapeva quanto ammirassi ogni cosa del suo corpo, anche i più piccoli lineamenti, perfezione ed estasi del miracolo divino.

 

Ne avevo già da un po’ percepito la presenza. Ero convinto che sebbene per pochi istati mi avesse portato con lui, nelle terre di spade e cavalieri, tra accampamenti di soldati e oasi del deserto.

 

 

Sorridendo mi rivolse la parola:

 

- “Un solo fotogramma della mente può contenere ricordi di vite intere, può aprire scale che scendono vorticosamente nel tuo pozzo per poi lasciarti affogare in fondo ad esso. Questa è la sete dell’anima. Il pozzo ha un’acqua preziosa. La scala sono tutti i gradini della tua mente, i filtri le paure, le angosce, le lame dei cavalieri e le lance che trafiggono il cuore.

 

Da quelle terre ogni sera ho scritto a Chiara, lettere che il tempo ha dissolto e le mani dell’uomo bruciato. Ho sempre cercato la sua consolazione, il conforto delle sue braccia, la sua voce che nel mio cuore ripeteva Francesco. Potrei ricordare una ad una, tutte le volte in cui mi ha chiamato, invocato, benedetto.

 

Come onde dell’oceano, come vortici di sabbia, echi lontani smuovevano i tessuti delle tende del deserto, lì dove non portavo più abiti. Ammiravo il mio corpo, mentre una sorte di compassione mi scuoteva l’anima fino alle radici e al mattino mi trovavo ancora assetato di ciò che la notte non mi aveva offerto.

 

Ecco fratello mio dove tu ed io ci assomigliamo, sappiamo volare, ma abbiamo costruito una scala che perennemente fa ancora un giro attorno a se stessa. Allora lasciati cadere giù nel pozzo, il prossimo olio che ti indicherò lo chiamerai Olio d’Acqua.

 

Le sue gocce aiuteranno nella pulizia dei gradini della mente e il varco di quell’unico fotogramma che ti ha riflesso l’inganno di ciò che hai identificato come bellezza fisica, mentre ciò che ti chiamava a me proveniva da un’altra sorgente. Comprendi quante stelle ci possono essere in un unico cielo e quanta acqua puoi trovare infondo al tuo pozzo?”.

 

acqua2

 

Ieri sera mio figlio di dieci anni mi ha chiesto se per quando sarò morto preferirei essere sepolto sotto terra oppure essere incenerito e che le mie ceneri siano poi disperse in cima ad una montagna.

 

- “Francesco caro, tornerò alla cenere, ma in quel momento per favore, raggiungimi tu e accompagnami assieme a te dal padre affinché cancelli la mia scala e mi permetta oggi, come quando ciò accadrà, di comprendere ed apprezzare tutto ciò che è semplicemente per quello che è, non una briciola di meno”.

 

Sapevo benissimo anche prima di digitare una sola lettera sulla tastiera del mio pc che Francesco mi avrebbe scosso, provocato, invitato alla riflessione, ma lasciato mai. Non si abbandona nessuno. Non per me Padre, per i più piccoli, per gli indifesi. Non per me Padre, per gli ultimi per quelli che vorranno comprendere.

 

- “Grazie Francesco, apprezzo e amo la tua anima infinitamente grande”. 

 

(Nda l'Olio d'acqua è un olio per il corpo va applicato sul petto e sulla zona dei reni e surreni). 

           

 

Domenica, 21 Gennaio 2018 19:30

SORELLA MORTE

Scritto da

- “Buongiorno Francesco”.

 

- “Buongiorno amico mio”.

 

 

Avverto l’aria fredda dell’inverno, tutto ciò che viene azzerato. Avverto il silenzio ma ancora non ne sono abituato. In questi luoghi di pace sembra più vivo che mai il soffio di sora morte. È particolare come anche per esprimere la morte tutte le parole che si usano siano piene di vita, di fermento, di sottile vigore. Forse l’energia di questa sorella è molto più forte di quanto si possa pensare. Così mi apro con Francesco e gli chiedo se ne possiamo parlare.

 

distacco anima corpo

 

 

- “Fratello mio in questo periodo molte anime si sollevano verso l’alto, cercano l’amore che per una vita intera non hanno trovato, cercando la pace tra le braccia della grande Signora. In molti l’hanno dipinta inadeguatamente. Da molti è stata usata come strumento di paura, di controllo della libertà e del pensiero. Ricordi quando abbiamo parlato del freddo?

 

Esso annuncia la mia presenza, sono fratello di sora Morte così come di sora Vita. Frequentemente si usa l’espressione ‘è un corpo freddo come la morte, ha il pallore della morte’. Eppure quante volte l’ho vista e sentita accanto a me, quante volte abbiamo camminato assieme. Mentre ero tra i letti di sofferenza di chi non aveva più di un solo motivo per vivere… lei era lì sempre sorridente, asciugava lacrime e dolori. Accanto a me azzerava e creava nuova vita, si nutriva di perdono e nella riconciliazione lasciava il tempo di guarire.

 

Quanti fratelli sono morti tra le mie braccia, quanti fratelli morendo hanno compreso il significato più profondo della vita. Eppure non è necessaria la morte nel dolore e nella sofferenza per comprendere e riconciliarsi. Quando seppellite i vostri cari li accompagnate con fiori bianchi, il bianco colore della luce perfetta. E’ lo stesso colore del matrimonio e della nascita, così tornando al principio della vita, siete nel bianco nella vibrazione degli angeli di Dio. Restate uniti sempre, non separatevi da chi messaggero del Padre vi dona conforto e consolazione.

 

Allora fratello mio quando il freddo si fa più pungente, quando tutto scompare nella nuda terra, trova quella parola che dona speranza, trova quel seme che dona nuova vita e se anche dovessi bagnarlo con le tue lacrime, innestalo nel cuore che prova il più profondo dolore, rendendolo ricco con le parole più semplici e profonde, quelle dell’amore. Ti amo, ti amo, ti amo, ti amo…

 

Che dentro te questo canto sia quello dell’usignolo che ringrazia Dio, dell’allodola che ogni giorno torna a volare su questo seme, aspettando il giorno in cui fendendo il terreno germoglierà la sua prima fogliolina. Allora tu come allodola sarai stato messaggera del padre nostro e potrai esprimere con gioia il tuo canto nell’aria".         

Inizio
Pagina 1 di 13

Il nostro sito utilizza i cookie per migliorare l'esperienza di navigazione. Nessun dato verrà storicizzato in essi.

  Clicca su accetta per proseguire.