OTTAVA LETTERA DI FRANCESCO DALLA VIGNA: LA GUARIGIONE DI UN MEDICO In evidenza

Scritto da: Giovedì, 13 Aprile 2017 09:44
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Caro Nicola, è da tempo che non ti scrivo. Ho trascorso un lungo periodo nel quale ho cercato di fare il mio cammino in solitudine, ma non sola. Non mi sento sola perché ho gli Angeli che, in forma fisica e in forma spirituale, sono convinta che mi stiano accanto e guidino e proteggano i miei passi. Il mantra è sempre con me e mi dà pace e serenità. Ma un cosa te la voglio raccontare.

 

Vengo fuori, solo da un mese, da un’esperienza allucinante, da cui non mi sono ancora ripresa completamente. Il giorno 23 febbraio c.a. mentre uscivo dalla mia lezione di canto, che ho sempre vissuto con gioia e serenità, e mentre con lucidità e ponderatezza (potrei descrivere ogni cosa di quel momento in quanto ero presente a me stessa), mentre attraversavo la strada sulle strisce pedonali (ero quasi già al centro della strada e stavo guardando ormai alla mia destra per attendere che qualche auto si fermasse), vengo investita in pieno da un auto che sopraggiungeva ad alta velocità da sinistra. Non ho visto, né sentito nulla (perché non ha assolutamente frenato, né suonato il clacson). Non ho sentito dolore, solo un gran silenzio e mi sono detta: “non è possibile”.

 

Si, non è possibile che ancora una volta, per motivi non dovuti alla mia condotta non errata anche stavolta, cada vittima di qualcosa che non dipende da me, qualcosa che non mi appartiene. Ho percorso ben attenta quel tratto di strada, eppure è successo. Dopo aver perso del tutto coscienza e rendendomi conto che stavolta non potevo farla franca (sapevo a cosa andavo incontro, perché sono un medico e per le mie patologie e terapie sapevo degli esiti di un tale trauma), avvisavo, ma senza aver paura e panico, che sarei morta a breve. Ero convintissima di stare per morire per una diffusa emorragia cerebrale e/o addominale. La gente attorno a me piangeva ed io ero lì immobile con un fortissimo dolore alla colonna vertebrale. Di fatto, dopo i primi controlli ed esami, non ho riportato nulla di veramente significativo. Io dico che ne sono uscita illesa. Porto il busto per una lieve incrinazione ad una vertebra.

 

L’emorragia a livello della membrana cranica (sub aracnoidea) così come l’ematoma ai polmoni e alla pleura, sono completamente spariti. In più, quello che è rimasto e si è manifestato quasi subito, è stata una profonda gioia e riconoscenza all’ universo per la grazia della vita, ancora una volta sono stata salvata. E, a costo di sembrare ridicola, ho manifestato questa gioia da subitissimo e nei confronti di tutte le persone che incontravo. “Sono miracolata” dicevo a tutti. A qualcuno sarò sembrata pure pazza, ma non importa. Le grandi ali angeliche mi hanno coperto e protetto da ogni male. La conducente dell’auto ha dichiarato di assumersi la completa responsabilità dell’accaduto (era distratta e non mi ha visto).

 

Quando sono stata in grado di muovermi, sono andata nella chiesetta dell’Ospedale che è dedicata a San Giuseppe Moscati, di cui non conoscevo l’esistenza, ma di cui avevo visto il film qualche giorno prima. La mia fede è solida e ancora più forte e ne do testimonianza al mio prossimo. In questa circostanza ho incontrato tanta sofferenza, tanta solidarietà, tanto amore, e tanta dignità nella sofferenza. E ho appreso tanto. Ti mando un forte abbraccio. Se hai qualche messaggio per me dal cielo, io sono qui ad ascoltare. Mi dispiace, Perdonami, Grazie, Ti amo.

 

Oltre la vita

 

Cara amica grazie di avermi scritto e per avermi reso partecipe della tua esperienza, del miracolo che hai vissuto e della fede, che in te, si è accresciuta e fortificata.

 

Sono giorni che Francesco mi parla di te, ma i vari impegni, hanno ritardato un po’, il momento in cui sono riuscito a trascriverti la sua risposta. Nulla avviene a caso. Sono sicuro che questo mi ha permesso di rimanere in contatto con te, e in qualche modo collegato, alla tua energia e alla sua. Come ben sai in questo periodo molte sorelle si stanno risvegliando, Francesco chiama nel silenzio, Chiara chiama nel silenzio.

 

Ecco vedi, mi è bastato scrivere i loro nomi per sentire i miei occhi velarsi di lacrime, e partecipare a una forte commozione. Ora entro nella Vigna, dove l’aria festosa esprime una grande gioia.

 

Francesco ha affidato a Chiara il compito di accogliere ogni sorella che si risveglia e che comprende i segni e i miracoli del Suo amore. Portandoti con me, mano nella mano, varchiamo assieme il cancelletto della sua Vigna. Ora la mia mano affida la tua a quella di Chiara, che con occhi ricolmi di un’infinita dolcezza, ti sorride e ti dà il benvenuto.

 

- “Amata sorella chiedi messaggi al cielo, quando dal cielo hai ricevuto miracoli e benedizioni, resta con noi”. Con queste parole Chiara ha espresso ciò che il cuore di Francesco sente, il motivo per il quale tutta la Vigna è in festa.

 

- “Sorella cara, al nostro primo incontro non eri pronta, chiedevi ma non ascoltavi la mia risposta, invocavi amore e non realizzavi quanto eri già amata. Hai scelto il tuo cammino e ora torni a me, dopo il più grande dei miracoli: la rinascita, la guarigione del corpo e dell’anima. Sorella cara, anche questa volta sai che potrai scegliere se restate con noi o meno. Chiara ti ha accolto, io ti accolgo. Il nostro nuovo ordine è fondato solo su un precetto: vivi al servizio del tuo prossimo, nel Suo amore. Ti senti pronta? Rimani allora. Resta con noi”.

 

Queste parole di Francesco, dono di letizia al cuore, arrivano pochi giorni prima della Pasqua, simbolo di vita nuova nello spirito.

 

Amica mia, sorella cara, in questa tua nuova vita, la bambina che è rinata in te, finalmente potrà sentirsi amata, immensamente amata. La tua felicità sarà luce, illuminerai il cielo intero e quando Francesco guarderà lassù nel firmamento, la bellezza delle stelle gli ricorderà che ora una di quelle stelle brilla di più nella tua grazia e nel Suo amore.      

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