ABBRACCIATE I BAMBINI In evidenza

Scritto da: Mercoledì, 28 Giugno 2017 00:42
Vota questo articolo
(1 Vota)

È domenica pomeriggio, sono immerso in letture angeliche mentre la mia fiamma arde azzurra, azzurro cielo, limpida e bellissima. Mi sto muovendo verso Francesco che con la sua forte energia da conferma di presenza. Ondate impetuose chiamano al servizio, a un servizio d’amore. 

 

- “Ciao Nicola, ti scrivo perché ho bisogno di un supporto, un aiuto. Ricordi che da marzo mi sto prendendo cura di mia sorella?  Il suo stato d'anima non fa progressi, rifiuta ogni consiglio e cura, si è isolata dal mondo. A volte riesco a spronarla nell'uscire a passeggiare, la porto in mezzo alla natura, le faccio abbracciare gli alberi. Di notte quando la sento piangere esco con lei sul balcone e le faccio vedere il cielo pieno di stelle. Le dico che la vita è bella, di cogliere ogni cosa che Dio ci regala. Lei mi abbraccia e mi dice che sono il suo angelo. Nicola vorrei chiederti una cosa: lei quando venne da me, portò in casa tre piante di ulivo, piante a cui tiene tantissimo. Ho notato che da quando lei sta male anche le piante si sono sciupate. È brutto dirlo ma stanno morendo. Sembrerebbe quasi che sentano il suo stato d'animo. A me la cosa fa pensare! Qual è la tua opinione? Pratico l'Ho-oponopono tutti i giorni, prego Angeli e Arcangeli, il Divino che vive in me: ‘Aiutatemi. Mi dispiace, perdonami, grazie ti amo!’.

 

allattamento-gemelli

 

- “Amica cara, parlerò con Francesco di tua sorella e pregherò assieme a lui per voi. Poi ti farò avere le sue parole per voi! Ma perché piange tua sorella?”.

 

- “Le mancano i suoi figli Nicola”.

 

- “Sono stati affidati al marito, ora ricordo!”.

 

- “Bravo!”.

 

- “Ma sono vivi e per questo deve essere felice e ringraziare sempre Dio!”.

 

- “È quello che le continuo a ripeterle! Hanno l'affidamento reciproco ma non capisco come mai i figli non vogliono vederla è questo che la fa stare male. Un tassello mancante probabilmente c'è, qualcosa che non so, di cui non mi ha parlato”.

 

- “Sì amica mia, non abbiamo nessuna idea di quello che sta accadendo, possiamo solo pregare!”.

 

- “Vero!!! Grazie Nicola! Grazie!”.

 

È lunedì mattina, l’aria fresca della notte ha reso quella della mia casa più respirabile. Cerco dentro di me la strada che porta alla Vigna e soprattutto cerco la sua presenza. Il mio cuore sussurra Francesco, Francesco…

 

 

Mentre rileggo le parole scritte da questa amica, si apre con forza la memoria di un tempo, quelle stelle che sopra Assisi parevano non voler mai smettere di illuminare la notte, la buia notte della mia anima.

 

 

- “A volte quando mi mancava il coraggio era Chiara a sostenermi a ricordarmi che tutto era un dono di Dio, del Suo immenso amore. Allora ancora non comprendevo molte cose: la vita delle piante e la loro anima. Gli ulivi alberi sacri. Quando dissero a Chiara che forse non sarei tornato, che ero morto, le stelle sopra ad Assisi si spensero e gli ulivi, le piante che lei amava con tutta se stessa avvizzirono. Sottrarre i figli ad una madre, spegne la luce del cuore”.

 

- “Francesco caro possiamo portare parole di conforto a questo cuore, la disperazione è già troppa?”.

 

Francesco non parla è assorto nei suoi pensieri, vorrebbe correre da questa donna, raggiugerla abbracciarla, ma sente che la ferita che porta nel suo cuore è troppo grande, troppo profonda.

 

 

- “Genitori e figli, questo tema specchio del rapporto uomo/Dio ancora non è stato pulito, crea ancora profonde lacerazioni. Troppi figli accusano padri e madri, e troppi genitori alimentano rancori e odi verso i figli. Le separazioni accentuano poi le conflittualità. Le maschere che si indossano confondono le idee ai figli e i figli persi straziano l’anima ai genitori. Allora resti sola/o con te stessa/o, allora resti sola/o con le tue lacrime. Così Chiara sola con le sue lacrime stesa sul suo letto di sofferenza e malattia, mi ha aspettato per mesi e anni, insegnandomi il silenzio della preghiera. Ogni suo pensiero era rivolto a Dio, ogni suo respiro era in Dio. Ora il cielo di San Damiano non si è mai realmente spento e la preghiera le ha fatto accogliere il primo di molti figli abbandonati davanti al portone della sua chiesa. Non erano figli suoi ma li ha amati come tali, forse anche di più della vera madre. Comprendo quanto le mie parole siamo aride, dure e secche come il terreno su cui non piove da mesi, ma se invece di piangere raccogliessimo tutti assieme quei figli che Dio ci ha donato e che sono stati abbandonati davanti alla porta di Chiara, non darebbe forse questo un nuovo significato alle nostre vite?”. 

 

 

- “Sono spiazzato Francesco cosa vorresti farci capire?”. 

 

 

- “Abbracciate i bambini, ve ne sono ancora troppi che hanno bisogno di un padre e una madre, abbracciate i bambini! Un tempo a quei bambini veniva dato il nome di Fortunato e il loro cognome era Diotallevi. Oggi a questi bambini potete dare i vostri nomi, crescerli nelle vostre famiglie che diventeranno così realmente case di Dio. Che il Suo immenso amore vi benedica tutti e benedica i vostri figli”.

 

 

Francesco tace mentre si accende il cuore di Chiara:

“Anima cara

 

 

Il dolore costruisce eremi...

 

Inaccessibili...

 

 

Rivivere i ricordi...

 

 

Ripercorrere corridoi pieni di risa e di gioia ...

 

Bloccati

 

nel labirinto della mente ...

 

che quel luogo diventi accoglienza per gli ultimi …

 

 

Per i più piccoli … Per i dimenticati!

 

 

Mio Fratello ha parlato...

 

Mio Fratello mi ha onorato…

 

 

Nel Suo immenso amore”.

Letto 508 volte Ultima modifica il Martedì, 27 Giugno 2017 17:05

Altro in questa categoria:

Devi effettuare il login per inviare commenti

Il nostro sito utilizza i cookie per migliorare l'esperienza di navigazione. Nessun dato verrà storicizzato in essi.

  Clicca su accetta per proseguire.