LA MIA CHIESA In evidenza

Scritto da: Domenica, 13 Agosto 2017 00:53
Vota questo articolo
(1 Vota)

È domenica sera, il rombo del tuono è nell’aria, mentre fratello Vento si agita. La terra secca ha sofferto l’intensa calura del giorno. Il cielo si è velato e dietro a scure nuvole cariche di pioggia si è nascosto frate Sole. 

 

povertà

 

- “Francesco dove sei?

 

 

- “Sono qui accanto a te mentre parli con il Vento e lo accarezzi, mentre sorridi al Cielo e lo ringrazi per la benedizione della pioggia. C’era bisogno di questo temporale, e dell’acqua che ora serenamente cade”.

 

- “Francesco caro, sentivo la tua presenza questa mattina o forse ero io che ti cercavo”.

 

- “Quando l’amore unisce ci si cerca, e quando cerchi con il cuore ti muovi sempre nella direzione giusta. Questa mattina ti aspettavo davanti alla porta della Porziuncola. Era la prima volta che raggiugevi quel luogo.  Eri lì ma non sei voluto entrare, osservavi il gregge, chi entrava senza fede, chi entrava senza speranza, chi entrava in una chiesa che non sentiva più la sua. Per un po’ hai vibrato alla mia frequenza e poi ti sei lasciato risucchiare indietro. Non eri convinto di ciò che osservavi e non mi hai dato l’opportunità di spiegarti cosa stava accadendo”.  

 

 

- “È per questo Francesco caro che sono tornato questa sera, so tornare sui miei passi quando sento di aver lasciato qualcosa di incompleto o quando per una percezione limitata sbaglio e avverto il bisogno di chiedere scusa”.

 

- “Beh in effetti si tratta della prima ipotesi, qualcosa di incompleto. Questa piccola chiesa, come sai, è luce in pochi cuori. Pochi sanno amare come un dono. Pochi sanno difendere i più piccoli e gli indifesi. Pochi sanno cedere il proprio posto quando quel posto è un privilegio”.

 

- “Di quale privilegio intendi parlare Francesco caro?”

 

- “Del privilegio di servire! Oggi chi dovrebbe servire pretende di essere servito, chi dovrebbe donare elemosine passa tra i banchi della mia chiesa a raccogliere ciò che non gli appartiene, negando l’amore per sorella Povertà”.

 

- “Caspico Francesco vuoi stigmatizzare per correggere, vuoi riportare sulla strada che per tutta la vita hai seguito. Ma la tua strada e quella dei tuoi frati non è mai stata la strada del clero o per lo meno non di tutto il clero”.

 

-“Forse non hanno letto bene il Vangelo o forse non ne conoscono tutti i passi, o forse e credo sia così, leggono e interpretano per gli altri, dimenticando che in primis dovrebbero essere loro a dare l’esempio della corretta applicazione!”.

 

-“Francesco caspiterina, ti vuoi togliere molti sassolini!”

 

-“Non proprio, vorrei solo chiarire cos’è la mia chiesa e perché l’ho edificata dentro e non fuori. La mia chiesa è la Porziuncola e non la basilica di Santa Maria degli Angeli. Il mio pensiero va prima al povero, al bisognoso, all’indigente e all’ammalato. Non ho mai indossato preziosi abiti cerimoniali o posseduto suppellettili di valore. Ora vedo uomini confusi dal potere e incerti sulla parola di Dio”.

 

- “Francesco caro il tuo immenso amore può guarire e curare la chiesa esterna affinché la chiesa interna sia pulita, veramente pulita. Questo lo credo fermamente”.

 

- “Fratello caro fai suonare le campane di ogni chiesa, oggi è festa, risveglia le coscienze!”. 

Letto 206 volte Ultima modifica il Sabato, 12 Agosto 2017 16:58

Altro in questa categoria:

Devi effettuare il login per inviare commenti

Il nostro sito utilizza i cookie per migliorare l'esperienza di navigazione. Nessun dato verrà storicizzato in essi.

  Clicca su accetta per proseguire.