COSA CI ACCOMUNA? In evidenza

Scritto da: Giovedì, 22 Marzo 2018 18:55
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Ciao Nicola, sto riflettendo parecchio ormai sugli ultimi tempi e su certi segni, se così è giusto chiamarli. Le cose cambiano, le persone cambiano. Forse nell'ordine delle cose prima e delle persone dopo e quasi sempre apparentemente in peggio. Non so a che cosa possa servire tutto ciò. A risvegliarci? A fortificarci? O a vedere il giusto nel seguito?

 

Intanto nel frattempo è come andare di notte perché non si vede la fine rappresentata da “percependo il giusto rimetto ogni cosa al suo posto".

Posso dire di essere per forza diventata più forte, questo sì! Ricordi il discorso delle banche venete con le quali ho affrontato molte difficoltà? Così pure con i miei datori di lavoro?

 

Vedo che sei on line, tento di terminare perché tu possa capire qualcosa in più. Tante cose apparentemente un po' così si sono avvicendate ma siamo ancora in piedi nonostante tutto. Ora percepisco 400 euro in meno al mese ma la mia odissea non è ancora finita. È come se ci fosse un karma comune. Al mio compagno e a me succedono individualmente cose simili.

 

Simili anche ad una persona del nostro gruppo di ho-oponopono. Quasi ci fosse un filo conduttore. Tipo il rispetto che ci dovrebbe essere tra le persone, specie tra quelle in cui c'era una grande stima e conoscenza reciproca anche sul lavoro.

 

Per questo prima dicevo "in primo luogo le cose e poi le persone".

 

I datori di lavoro miei e quelli del mio compagno ultimamente si comportano in modi simili e guarda caso si chiamano pure allo stesso modo. Ci hanno sempre portati in palmo di mano, ora al meglio che vada sono sclerati.

L’altro giorno il mio compagno si è visto recapitare una lettera di richiamo per assenza ingiustificata perché è rimasto a casa per la neve da persone che lo hanno sempre stimato!! Così negli stessi giorni e nelle stesse ore, lui, io e un'altra persona di comune conoscenza hanno ricevuto una lettera di richiamo.

 

Il punto è: che significato può avere tutto questo? Cambiamenti profondi, similitudini ma soprattutto come tornare a farsi rispettare? Pulizia profonda ma nel frattempo come comportarsi?

 

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Francesco cosa suggerisce soprattutto al mio compagno che ora è impaurito? Grazie. Lo sai la stima, la gratitudine ed il rispetto che ho nei tuoi confronti.

 

La risposta di Francesco per queste persone si è fatta attendere quasi una settimana. Rimandavo di giorno in giorno anche se Francesco c’era ed era vicino. Poi mi sono deciso, sapevo che dovevamo affrontare il discorso e parlarne apertamente.

 

- “Francesco caro, ho indugiato, affrontare la propria responsabilità non è mai facile. Essere eroi richiede coraggio, semplice coraggio. Sebbene tu lo sappia già Francesco, loro non lo sanno. Una lettera è arrivata anche a me, un richiamo disciplinare. Stavo per cadere nella tentazione di dispensare buoni consigli, ma che significato avrebbe avuto poi per loro e per me? Il rispetto per me stesso che valore ha? La mia autostima quanto conta? Fratello Francesco, umile guardiano del mio cuore, ti accolgo riconoscendo i miei errori, i miei pensieri sbagliati e le cose non corrette che poi hanno manifestato questa situazione”.

 

Per un attimo nella mia mente ritorna l’immagine di Francesco che cammina sulla neve.

 

Accanto a lui Fratello Lupo, silenzioso e domato.

 

La neve che cade fitta e abbondante copre le tracce dei loro passi, per questo mi affretto a seguirli, per non perdere le loro orme. Osservare questo lupo dal grigio manto argenteo e confonderlo tra la neve, lascia il sapore del silenzio.

 

Francesco entra in una grotta e fortunosamente accende un piccolo fuoco, di fronte al quale si denuda il petto cercando di far asciugare il saio, ormai fradicio e inzuppato di neve. Osservo poco distante da me il lupo, ringhia, forse vuole attaccare. Un gesto di Francesco lo calma e lo sdraiare accanto a sé.

 

- “Fratello mio, piccolo uomo, avvicinati, riscaldati accanto a questo fuoco”.

 

Sono felice dell’intimità con Francesco, di comprendere che essere nudi fa risaltare la nostra bellezza, la luce delle nostre anime.

 

- “Spogliati anche tu fratello mio, il fuoco riscalderà entrambi. Vorresti semplicemente capirti e capire. Ecco il lupo nell’uomo d’oggi, la sua aggressività, il digrignare ferocemente i denti, l’incutere paura per il suo morso. Ma questo uomo non conosce se stesso, non sa custodire il suo gregge e talvolta ferisce a morte le proprie pecore. Chi ha ancora in sé questo lupo, non si è ancora spogliato, non siede qui accanto a noi nel tepore di fratello fuoco. Aspetta un pastore che prima ancora di condurre il gregge lo sappia ammansire”.

 

Comprendo allora il gesto di Francesco, come ha saputo rendere docile il lupo che camminava con lui nella neve e che pocanzi voleva aggredirmi.

 

- “Francesco caro, non so se merito questo privilegio di essermi potuto spogliare accanto a te. So che tu accogli tutto, ma…”.

 

- “Sì proprio tutto, anche ciò per cui ti vuoi punire, fratello mio… Non è più tempo di punirsi, non è più tempo di armarsi. Lascia cadere il bastone, non puoi colpire un fratello senza esserti volutamente autoleso”.

 

Comprendo l’infinita profondità nelle parole di Francesco, so che difficilmente potranno essere capite, per questo Francesco mi chiede di urlarle al vento perché possa il nostro grido d’amore rompere la roccia, spaccare anche l’armatura più forte, corrodere il più forte degli scudi, l’indifferenza del cuore.

 

Dopo questo incontro con Francesco mi chiedo cosa capiranno i miei amici. Chi mi ha chiesto le parole di Francesco per trovare conforto, forse ancora una volta non capirà nulla ma egoisticamente questi momenti di gioia vissuti con lui valgono molto di più di una leggera confusione.  

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