IL MIO MAESTRO In evidenza

Scritto da: Mercoledì, 27 Giugno 2018 21:50
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Buongiorno Nicola, ho sempre letto che nulla avviene per caso, quindi nemmeno il fatto che tu abbia accettato la mia amicizia. Per questo mi permetto di farti una domanda: è necessario l'aiuto di un "coach" durante il cammino spirituale? Ho letto di sì! Però, a me è successo, che ogni volta che trovavo qualcuno più "avanti" di me, capitava qualcosa per cui la "collaborazione si interrompeva (a volte anche in maniera sgradevole). Inoltre ho notato che ciascuno "lavora" in modo diverso. Cosa mi consigli? In parole povere: posso affidarmi a me stessa e al mio intuito? Posso farcela a ripulirmi e a monitorarmi da sola? La tua risposta per me è preziosa. Grazie ancora.

MAESTRO

 

Amica mia quanta consapevolezza in poche parole. Nel cammino spirituale l’unica verità è dentro di te e ciò che è vero per la tua anima, può non esserlo per un’altra. Quando nella vita inizi un cammino spirituale i primi passi sono incerti e confusi. Pensi di fare un passo avanti e non ti accorgi che stai andando a destra o viceversa. Quando frequentavo il mondo di Osho, un maestro spirituale indiano, era impossibile usare l’alibi l’affermazione: “Questo lo ha detto Osho” perché le sue affermazioni erano talmente articolate e varie da negarsi splendidamente l’una con l’altra. Alla fine comprendevi che non potevi aggrapparti a nulla ma dovevi prendere in mano la tua vita e camminare con le tue gambe, in qualsiasi direzione volessi andare.

 

Il colpo di grazia Osho lo dava quando affermava: “Vi manderò io da altri maestri”, quasi a voler strappare dalle mani le fragili stampelle che l’ego si costruiva nella sicurezza di avere un maestro. Il messaggio di Osho era un messaggio di liberazione a 360°, liberava la mente pulendola da mille condizionamenti, liberava la sessualità, rendendola atto divino come il respiro.

 

Esprimere la propria sessualità significa essere liberi e aperti al fluire della vita. Oggi ho compreso che il peccato non esiste, c’è solo ed unicamente ciò che ti senti in grado di sperimentare perché ti rende felice e se non sei ancora in grado di assaporare la tua felicità, aspetta, fa un passo alla volta, senza fretta. Ora i miei passi sono guidati da Francesco che mi scuote e agita come un fuscello. Francesco è l’eretico per eccellenza, un eretico ben incasellato e proposto come esempio di ubbidienza dalla religione istituzionalizzata, modello che si presta bene al controllo mentale delle masse. Ma Francesco per me è qualcosa di più: mi scuote, agita, tormenta e provoca. Mi spinge a spogliarmi a denudarmi, ad ascoltarmi. Poi mi bacia e ride: sa che la mia lebbra non è ancora guarita. Talvolta mi accompagna in mezzo alle prostitute e provocandomi mi dice: “Godi fanciullo, godi!”.

 

Con Francesco è l’orgasmo di tutta la vita perché nulla è giudicato. Verso tutto c’è l’amorevole sguardo dell’accoglienza. Dunque questa è l’eredità che mi ha lasciato Francesco, un mondo nel quale godere di me stesso e del fatto di arrossire come un bambino per tutte le emozioni che esplodono dentro di me e che come cavalli sciolti corrono libere nelle campagne umbre. Dunque cara amica per rispondere alla tua domanda, ti invito nella nostra fratellanza, nella nostra semplice famiglia dove il primo diventa l’ultimo e si fa servitore in amore del più piccolo, dell’indifeso, dell’umile.

 

Osservando te stessa e vedendo il tuo riflesso in chi ti circonda uscirai dal perbenismo e dall’ipocrisia imperante. Incontrerai la Semplicità, l’unica e vera semplicità. Se cadrai ti aiuteremo a rialzarti, se inciamperai saremo il tuo sostegno ma i passi che deciderai di muovere saranno nella tua unica e irripetibile semplicità.                    

Letto 409 volte Ultima modifica il Mercoledì, 27 Giugno 2018 16:04

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