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Scritto da: Sabato, 30 Giugno 2018 18:23
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È lunedì mattina, Francesco mi vuole parlare già da qualche giorno. Sento che porta il suo nuovo dono, un unguento che completerà la serie dei suoi oli. 

 

- “Francesco caro permettimi prima di ascoltare le tue parole di portarti la mia richiesta, nell’umile semplicità del mio cuore. Desidero un aiuto per l’uomo, per il maschile, per tutto quell’universo che si nasconde ma non sa dove e coltiva solo confuse apparenze”.  

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- “Amato, comprendi ora perché questo dono giunge al termine di un percorso. Hai donato, ti sei offerto, hai costruito dentro di te una casa d’amore e di compassione per chi ne era privo e poi hai aperto le porte. Chiedi di riconoscerti, chiedi di sapere con certezza chi sei, aprendo il mio cuore a un’infinita tenerezza. Chiedi un unguento che curi la lebbra perché non hai mai avuto il coraggio di ricambiare il mio bacio. Quante forme di lebbra hai portato dentro di te? Schiavo di idee confuse sul sesso, di perversioni dell’anima, non hai finora compreso che questa schiavitù è un pensiero di separazione dalla Fonte, quell’energia creatrice che nell’orgasmo si apre alla gioia e all’unione, qualsiasi unione, con una prostituta o un lebbroso, con un uomo bianco o nero. Restituisci la gioia alla vita e allora sarà perfetta letizia, perfetta comunione, totale unità. Senza orgasmo non si genera la vita, senza orgasmo neghi il padre e la madre, il maschile e il femminile. La donna ha sempre ricostruito, sanato e donato; è ora il maschile che deve nutrirsi di questa forza generatrice per sciogliere i pregiudizi che ha di se stesso”.

 

- “Il tuo unguento, caro Francesco, mi aiuterà in questo e aiuterà gli uomini?”.

 

- “Fratello mio, aiuterà gli uomini e le donne che sono diventate uomini, aiuterà gli uomini che crescono e gli uomini che combattono battaglie perse. Allora anch’io deposi le armi, mi tolsi l’armatura e gettai via la spada. Che uomo ero? Lo comprendi? Fatto questo potrai baciare con lo stesso amore chiunque, non temere sarò con te! Ora ricevi questo nuovo dono e sii un nuovo templare, un eretico che vive l’amore nuovo, la vera gioia che apre infinite strade alla consapevolezza”.

 

- “Francesco caro puoi dirmi qualcosa su questo nuovo dono d’amore?”.

 

- “Cosa vuoi sapere, fratello caro?”.

 

 

- “Gli uomini sono sfuggenti e poco disposti a lavorare sulla loro pelle, come farò ad avvicinarli per parlare di questo unguento?”.  

 

 

- “Cambia prima la tua di pelle. Chiama questo nuovo dono Ebano, ti ricorderà il colore della corteccia di alberi secolari che abbracciati emettono un canto che sale e si fonde in Dio. Sarai grato per ogni cicatrice, per ogni ferita per ogni scalfittura della tua pelle perché ti ricorderà che anche dalla lebbra sì può guarire”.

 

- “Grazie Francesco, accolgo il tuo dono e ne gioisco”.  

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