CHI MI HA PARLATO? In evidenza

Scritto da: Mercoledì, 18 Luglio 2018 13:41
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- “Amato ho percepito i tuoi passi mentre mi raggiungevi nella vigna. Ho letto e abbracciato il tuo cuore. L’ho stretto forte a me, l’ho amato. A volte un piccolo passerotto mi si posa tra le mani. Con molta attenzione e molta cura lo avvicino al mio viso e poi gli sorrido, gli parlo… Lui arruffa tutte le sue piccole piume e cinguetta. Quando si è riposato, alzo le mie mani al cielo e lo mando da te, che come lui ti nutri di briciole e del sottile cinguettio che ti porta”.

 

Patrizia2

 

Forse ancor prima di iniziare a scrivere ho iniziato a piangere e ora mentre scrivo lo faccio tranquillamente, lasciando che queste lacrime lavino gli occhi con i quali osservo l’anima dei miei fratelli e in primis la mia.

 

Francesco sai bene quanto egoismo c’è ancora in me.

 

 

- “Forse l’egoismo più grande è quello di volerti trattenere tra le mie braccia, di non lasciarti più uscire dal mio cuore, Francesco caro”.

 

- “Fratello mio benedico queste tue parole perché, nel momento stesso in cui le dici, realizzi che sarebbe come mettere in una gabbia dorata il mio messaggero, quel piccolo passerotto che ora canta per te! Preparati Ebano è più vicino che mai!”.

 

 

Ho già consumato tre fazzoletti e penso che me ne serviranno altri. Raccolgo l’amore dal mio cuore e lo offro a Francesco e al suo piccolo passerotto.

Francesco mi fa comprendere quanto prezioso sia questo gesto e quanto scavi in profondità nella mia anima. Mi sono un po’ calmato, non sono solo, è sopraggiunta Chiara.

 

Le mie lacrime riprendono alle sue parole: “Non per me Signore, non per noi Fratello, per i più piccoli, per gli indifesi, per gli abbandonati…”.

 

- “Chiara sorella mia, sono realmente così egoista?”.

 

La dolcezza di Chiara mi giunge come un’onda d’amore puro mentre l’ascolto.

 

- “Non per te fratello caro, l’egoismo ha un sapore amaro che nella tua bocca, sulle tue labbra, diventa dolce miele. Allora osserva tutto ciò che stai donando a questa vigna, quante volte hai scelto di fermarti, di tornare in dietro a raccogliere acini calpestati e svuotati dalla vita. Ha senso allora chiederti se sei egoista? Hai riempito il tuo cuore con il canto di allodole e passerotti, con la gentilezza e la cura per ogni acino e stai spostando la tua comprensione oltre il bisogno di essere riconosciuto”.

 

I fazzolettini andati sono quattro, le mie lacrime molte di più. Mi rivolgo a Francesco perché un’amica mi chiede di parlare con lui, così chiedo:

 

- “Francesco caro, ho ricevuto una poesia che ti hanno dedicato. Chi l’ha scritta mi chiede se desideri comunicargli qualcosa, se ciò che sta facendo è ciò che tu intendevi quando le hai parlato. Allora il messaggio che ha ricevuto da te affermava che ha un cuore puro come il tuo e che presto avrebbe ricevuto gli strumenti per operare molte guarigioni”.

 

Francesco mi guarda sorride, sa che di troppe parole si nutre l’ego. Per un attimo Francesco sembra non essere più. Mi sento smarrito.

 

- “Amatevi come fratelli, se desiderate seguire questo profumo di rose fin là dove nasce, camminate a piedi scalzi. Tra i filari della mia vigna molte rose selvatiche crescono spontanee. Sono i meravigliosi doni di Dio. Potete amarvi e donarvi la guarigione che entrambi ricercate. Potete spogliarvi e restare nudi in questa vigna. Finché ricercate vestiti per l’ego l’assordante rumore di città vi impedirà di ascoltare con il cuore. Avete la mia benedizione e l’infinito amore del Padre che guarisce ogni ferita. Siete benedetti”.

 

Ringrazio Francesco e ringrazio Chiara, ringrazio la mia amica per aver chiesto ed avermi aperto il suo cuore.

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