LA DOMANDA DI HO-OPONOPONO In evidenza

Scritto da: Sabato, 08 Settembre 2018 10:00
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Una nuova amica di Facebook mi scrive: “Scusami Nicola, ho fatto alcune ricerche e studiando Ho-oponopono mi risulta che tutto è nostra responsabilità. Se ci trattano male, se siamo circondati da persone negative che si lamentano sempre è mia responsabilità. Anche i tuoni, le frane e le piogge sono una mia responsabilità. Ci puoi stare che c’è del nostro, ma ti chiedo: “Tutta la vita di Francesco d’Assisi e ciò che ha passato è stata colpa sua? Insomma come si può accettare che molti che uccidano o compiano violenze? È mia responsabilità anche questa? È un po’ strana la cosa, Gesù insegnava l’amore e il perdono eppure gli sputavano e lo schiaffeggiavano. È stata responsabilità di Gesù? Allora se siamo tutto Uno anche Dio è responsabile. Spiegami, se puoi, perché dicono che siamo Uno? Se abbiamo un’anima, sei tu che soffri dei blocchi, non tutti. Se fosse così ci sarebbe vero amore. Ho visto persone che insegnano Ho-oponopono ma in realtà vogliono solo vendere libri. Ci sta, ma dov’è il rispetto se poi alle prime domande ti bloccano? È mia responsabilità se mi bloccano dicendo che fanno pulizia? Se questo è amore universale, non lo sento buono. Ti scrivo perché ti sento più amorevole e riflessivo, attendo una tua risposta. Per una riunione di Ho- oponopono mi hanno chiesto 65 euro: se non li ho, è mia responsabilità anche questa? Grazie”.

 

Hooponopono

 

Cara amica, grazie a te per avermi scritto e per avermi rivolto la tua attenzione. A volte è impegnativo rispondere alle molte persone che scrivono, richiede tempo, pazienza e disponibilità. Forse per questo qualcuno cerca di essere sbrigativo e offre magari risposte sintetiche, proponendo l’incontro o il corso che terrà, come luogo più idoneo per spiegare e per analizzare al meglio ogni tipo di problematica. Posso comprendere.

 

Chiara e Francesco invece si fermano e raccolgono ogni acino anche quelli caduti e calpestati da chi passava nella fretta. Inizi la tua domanda parlando di responsabilità. Come sai l’Ho-oponopono si basa su alcuni assiomi. Uno di questi è che sono il respons-abile cioè la persona abile nel rispondere alla realtà che ha creato. Per me la parola stessa Ho-oponopono significa che attraverso la percezione di ciò che è perfetto divento il creatore della mia realtà. Mi rendo dunque perfettamente conto di tutte le implicazioni che comporta una simile prospettiva sulla vita.

 

Qui inizia la mia scelta. Sono o non sono disposto a considerarmi responsabile di tutto ciò che mi accade? La vita è un’arte e si impara un passo alla vota. Compredi? Per nessuno è semplice riconoscersi creatore di violenza, omicidi e guerre. Finché le cose vanno bene d’accordo ma se inizia un po’ di maretta, meglio tirarsene fuori e riversare la responsabilità all’esterno. Mi parli di Francesco e Gesù che insegnavano il perdono e l’amore. Per chi ha occhi per vedere non c’è esempio migliore di trasmutazione della violenza in amore, dell’odio in fratellanza, della guerra in pace.

 

Mi chiedi inoltre se Dio è responsabile. Al livello attuale della mia comprensione vedo la vita come una palestra dove ci esercitiamo a raggiungere le mete e le comprensioni che noi stessi ci prefiggiamo. Dunque coraggio e avanti tutta. Cerco ora di rispondere alle tue ultime domande. In ogni ambito e in ogni scuola c’è chi insegna e l’offerta è vastissima. La scuola pubblica è quella con i costi più contenuti, in un certo senso fruibile a tutti, anche se l’scrizione prevede il pagamento di tasse scolastiche ed eventuali contributi volontari. Ma se tu scegli la scuola privata con standard diversi o corsi di specializzazione particolari che comportano tariffe diverse, questa resta una tua libera scelta.

 

Ritengo che bloccare una persona sia comprensibile nei casi di mancanza di rispetto, altrimenti ognuno è libero di esprimere come la pensa. Un’amica giusto ieri mi ha scritto che il denaro è energia. La sua opinione è che in molti non sono ancora pronti a rinunciare al compenso per ciò che insegnano, anche se ci stanno lavorando. Con il tempo comprenderanno che i doni non si possono far pagare, soprattutto se ricevuti per essere al servizio dell’umanità, in perfetta sintonia con lo spirito di Francesco.

 

Concordo con questa visione anche se tutti necessitiamo di quanto ci serve per la nostra sussistenza. Dunque per chi usufruisce di questi doni oltre ad esprimere la loro gratitudine, va ricordato quanti sacrifici si sono sostenuti per essere realmente in un cammino di luce e la necessità per questi operatori di avere di che vivere. Ho cercato di risponderti sinteticamente, pesando ogni parola e aprendo il cuore, come se ogni tua domanda fosse rivolta a me perché l’esperienza che vivevi la stavi vivendo con me.

 

Se ti sono rimati dei dubbi, medita con me nel silenzio ricolmo del Suo immenso amore. Ti abbraccio con gioia.

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