Nicola Rachello

NON TROVO LE PAROLE

Sabato, 29 Settembre 2018 07:52

Aspetto, nella mia tranquillità, il tuo risveglio. Paziento, ma in realtà fremo perché vorrei parlarti di mille cose, senza nemmeno sapere precisamente di cosa. Ora iniziamo. Qualche giorno fa una mia amica mi ha fatto notare, e non era la prima volta, come quando parlo sembra che stia ricercando le parole. Le pause, l’espressione di dubbio, il trascinamento della voce con piccoli suoni gutturali, caratterizzano il mio confronto giornaliero con le altre persone. Sono incuriosito, mi affascina questo aspetto di me, tanto che desidero parlarne a Francesco.

Medicina

- “Francesco, ci sei?”

 

- “Ti ascolto fratello caro, ti ascolto. Seguo il tuo pensiero e gioco a dipanarne i fili. Le pause tra le parole servono a chi ascolta. Chi parla, se non sa cosa dire è meglio che viva il silenzio. Quando sei silenzio, sei espressione della voce divina, ti lasci condurre al vuoto che noi riempiamo, allora ciò che fluisce proviene direttamente dalla Sorgente, sgorga dalla Fonte”.

 

- “Francesco caro, ancora una volta mi giunge il suono del piccolo rivolo di Compito, quell’acqua che hai fatto sgorgare per dissetare!”

 

 

- “È quella l’acqua per la tua bisaccia, l’acqua che disseta ogni cuore. Fluisce piano, dolcemente. Il suo fluire ti invita a raccogliere le mani, quasi fosse un gesto di preghiera. Con le mani a coppa dovrai pazientare, perché ci vorrà il suo tempo perché si colmino. Non sprecare quest’acqua. Nella piccola borgata di COMPITO è custodita da centinaia d’anni. Da sempre vi sgorga silenziosamente. È questa la preghiera che insegna: il Silenzio”.

 

Comprendo le parole di Francesco. Provo quasi il timore nel pronunciarne altre e ora comprendo perché Chiara non parlava mai. Piccole frasi che contenevano un universo. Ovunque un infinito silenzio. È prezioso ciò che comunica il cuore per questo non andrebbe mai sprecato. Forse un giorno si tornerà ad abolire le parole. Si parlerà nel silenzio, in un semplice sorriso. Ecco la medicina per l’anima.    

LA DOMANDA DI HO-OPONOPONO

Sabato, 08 Settembre 2018 10:00

Una nuova amica di Facebook mi scrive: “Scusami Nicola, ho fatto alcune ricerche e studiando Ho-oponopono mi risulta che tutto è nostra responsabilità. Se ci trattano male, se siamo circondati da persone negative che si lamentano sempre è mia responsabilità. Anche i tuoni, le frane e le piogge sono una mia responsabilità. Ci puoi stare che c’è del nostro, ma ti chiedo: “Tutta la vita di Francesco d’Assisi e ciò che ha passato è stata colpa sua? Insomma come si può accettare che molti che uccidano o compiano violenze? È mia responsabilità anche questa? È un po’ strana la cosa, Gesù insegnava l’amore e il perdono eppure gli sputavano e lo schiaffeggiavano. È stata responsabilità di Gesù? Allora se siamo tutto Uno anche Dio è responsabile. Spiegami, se puoi, perché dicono che siamo Uno? Se abbiamo un’anima, sei tu che soffri dei blocchi, non tutti. Se fosse così ci sarebbe vero amore. Ho visto persone che insegnano Ho-oponopono ma in realtà vogliono solo vendere libri. Ci sta, ma dov’è il rispetto se poi alle prime domande ti bloccano? È mia responsabilità se mi bloccano dicendo che fanno pulizia? Se questo è amore universale, non lo sento buono. Ti scrivo perché ti sento più amorevole e riflessivo, attendo una tua risposta. Per una riunione di Ho- oponopono mi hanno chiesto 65 euro: se non li ho, è mia responsabilità anche questa? Grazie”.

 

Hooponopono

 

Cara amica, grazie a te per avermi scritto e per avermi rivolto la tua attenzione. A volte è impegnativo rispondere alle molte persone che scrivono, richiede tempo, pazienza e disponibilità. Forse per questo qualcuno cerca di essere sbrigativo e offre magari risposte sintetiche, proponendo l’incontro o il corso che terrà, come luogo più idoneo per spiegare e per analizzare al meglio ogni tipo di problematica. Posso comprendere.

 

Chiara e Francesco invece si fermano e raccolgono ogni acino anche quelli caduti e calpestati da chi passava nella fretta. Inizi la tua domanda parlando di responsabilità. Come sai l’Ho-oponopono si basa su alcuni assiomi. Uno di questi è che sono il respons-abile cioè la persona abile nel rispondere alla realtà che ha creato. Per me la parola stessa Ho-oponopono significa che attraverso la percezione di ciò che è perfetto divento il creatore della mia realtà. Mi rendo dunque perfettamente conto di tutte le implicazioni che comporta una simile prospettiva sulla vita.

 

Qui inizia la mia scelta. Sono o non sono disposto a considerarmi responsabile di tutto ciò che mi accade? La vita è un’arte e si impara un passo alla vota. Compredi? Per nessuno è semplice riconoscersi creatore di violenza, omicidi e guerre. Finché le cose vanno bene d’accordo ma se inizia un po’ di maretta, meglio tirarsene fuori e riversare la responsabilità all’esterno. Mi parli di Francesco e Gesù che insegnavano il perdono e l’amore. Per chi ha occhi per vedere non c’è esempio migliore di trasmutazione della violenza in amore, dell’odio in fratellanza, della guerra in pace.

 

Mi chiedi inoltre se Dio è responsabile. Al livello attuale della mia comprensione vedo la vita come una palestra dove ci esercitiamo a raggiungere le mete e le comprensioni che noi stessi ci prefiggiamo. Dunque coraggio e avanti tutta. Cerco ora di rispondere alle tue ultime domande. In ogni ambito e in ogni scuola c’è chi insegna e l’offerta è vastissima. La scuola pubblica è quella con i costi più contenuti, in un certo senso fruibile a tutti, anche se l’scrizione prevede il pagamento di tasse scolastiche ed eventuali contributi volontari. Ma se tu scegli la scuola privata con standard diversi o corsi di specializzazione particolari che comportano tariffe diverse, questa resta una tua libera scelta.

 

Ritengo che bloccare una persona sia comprensibile nei casi di mancanza di rispetto, altrimenti ognuno è libero di esprimere come la pensa. Un’amica giusto ieri mi ha scritto che il denaro è energia. La sua opinione è che in molti non sono ancora pronti a rinunciare al compenso per ciò che insegnano, anche se ci stanno lavorando. Con il tempo comprenderanno che i doni non si possono far pagare, soprattutto se ricevuti per essere al servizio dell’umanità, in perfetta sintonia con lo spirito di Francesco.

 

Concordo con questa visione anche se tutti necessitiamo di quanto ci serve per la nostra sussistenza. Dunque per chi usufruisce di questi doni oltre ad esprimere la loro gratitudine, va ricordato quanti sacrifici si sono sostenuti per essere realmente in un cammino di luce e la necessità per questi operatori di avere di che vivere. Ho cercato di risponderti sinteticamente, pesando ogni parola e aprendo il cuore, come se ogni tua domanda fosse rivolta a me perché l’esperienza che vivevi la stavi vivendo con me.

 

Se ti sono rimati dei dubbi, medita con me nel silenzio ricolmo del Suo immenso amore. Ti abbraccio con gioia.

IL PUNTO DI PARTENZA

Mercoledì, 25 Luglio 2018 14:57

- “Francesco dai, riprendiamo il discorso… Sul tuo ultimo dono non hai voluto dirmi tutto, qualcosa mi dice che forse questa sera ti spiegherai meglio!”.

 

Francesco è qui ride e piange; dalle sue mai si materializzano petali di rosa che con delicatezza cadono ai suoi piedi. Nell’aria si espande il profumo del gelsomino e poi la dolce soavità della rosa.

 

EBANO

 

- “Volevi un dono speciale, a misura d’uomo, eccolo…

 

Un giorno ti dissi che le anime profumano e che se tu lo avessi voluto, ti avrei insegnato a distinguerle dal loro profumo.

Ascolta: le anime di cui percepisci le note di corteccia e legno amaro sono anime antiche, preziose e umili. 

 

La corteccia si forma sulla pelle quando l’uomo diventa saggio e scava dentro di sé emanando gocce di preziosissima resina. È questa la prima componente di Ebano, la saggezza.

 

Ci sono poi le anime che profumano di fiori e ogni fiore ha la sua fragranza e il suo colore. Sono anime che cercano ancora la libertà, per questo il fiore le rappresenta.

 

Aggiungi allora una nota di fiori e lascia che ebano possa essere il più bello e il più colorato di tutti i fiori.

 

Ci sono poi anime che profumano di piante aromatiche come la menta o la melissa. Sono le anime più giovani. Aggiungi anche questa freschezza in ebano.

 

Quando lo applicherai sulla pelle ti sarà chiaro come ogni anima emanerà la nota della famiglia a cui appartiene.

 

Allora fidati della percezione che sentirai, abbi fiducia, va avanti.

 

Procedi nella guarigione del maschile con l’ultimo dono che hai ricevuto da nostro Padre e che opera la trasmutazione delle energie.

 

Vedi fratello caro non le chiamo più memorie perché di fatto non lo sono.

Chiamarle così sarebbe profondamente riduttivo.

 

Lasciami ora declinare il mio amore per te, dirti quanto sia preziosa l’opera che hai compiuto.

 

Temi di ingannarti di soffrire ancora di cent’anni di solitudine ma non sarà così, è per questo che ti dono Ebano.

 

La tua pelle sta cambiando. Il tuo cuore non ti appartiene più ormai. Mi hai invocato talmente tante volte che me lo sono preso.

 

Ora sei finalmente pronto a ricevere Ebano. E così è, Ebano è tuo!”.

 

Lascio Francesco nel suo roseto, ha chiuso tra le mie mani Ebano, il dono che scuoterà il maschile, il terreno dell’uomo che si crede arrivato mentre si trova solo al punto di partenza.

IL SEGRETO DI FRANCESCO

Domenica, 22 Luglio 2018 16:52

È domenica mattina di un’estate insolitamente piovosa. Non sono riuscito a rimanere a letto. Ho ancora l’aroma del primo caffè sul palato e nel cuore le delicate parole di Chiara. La sua dolcezza varca ogni confine. A lei Dio ha donato la gioia di consolare, a Francesco le più belle lacrime da piangere.

 

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Questa mattina voglio seguire le orme che portano al roseto. Non ho ancora mosso il primo passo che la commozione di Francesco pervade già il mio cuore. So che oggi non troverò Francesco solo, Chiara è sicuramente con lui, mi aspettano. Aperto il piccolo cancello del roseto, fatti solo pochi passi, mi avvolge il loro abbraccio mentre il mio cuore sussurra:

 

- “Benedetta sia questa meravigliosa domenica”.

 

Sorrido incontrando lo sguardo di Francesco, rido negli occhi di Chiara. È pura gioia, è canto di allodole nel cuore, è la libertà di sentirmi amato.

 

- “Ciò che provi nel tuo cuore, amato fratello è una tua scelta, ciò che sentiamo noi per te è sempre un amore sconfinato”.

 

Mi fanno riflettere queste parole di Francesco…

 

È sempre tutto nella mia percezione… Come creatura del Padre, lui per me prova un oceano di tenerezza, la fratellanza che ci unisce è indissolubile.

 

Per un attimo le parole si fermano, fluisce la comprensione, il desiderio di condividere sempre l’amore assoluto, la totale unità in un respiro di gioia.

 

Comprendo il segreto di Francesco, l’accettazione assoluta, quando togliendosi i sandali ha iniziato a camminare scalzo nella vita.

 

Sono felice di fare mio questo pensiero, di lasciare che le mie mani incontrino quelle di Chiara nel dolce silenzio della sua anima. Amo il suo sorriso semplice, le cascate di luce che riverberano dai suoi occhi amorevoli. Mi siedo accanto a lei e le chiedo perché le margherite non profumano.

 

Chiara non è stupita, sa leggere in profondità ogni riga del mio cuore e ride di gioia.

 

- “Fratello caro, tutto nell’universo profuma, più delicato è il profumo e più devi prestare attenzione. Quando Francesco mi insegnò a leggere i profumi capii quanto delicata e semplice fosse la margherita. Da allora la sua voce mi accompagna e il suo profumo di pulito risplende nella mia casa. È per questo che anch’io cammino scalza ringraziando ad ogni passo, amando teneramente ogni passo”.

 

- “Chiara sorella mia, cosa c’è nell’Olio che ti ha dedicato Francesco?”.

 

- “C’è tutto il bene di Francesco e il suo insegnamento più prezioso, quando mi disse: - Chiara sorridi!".

 

Mi chiedo che cosa potrebbe insegnarmi di più questa domenica, ora spetta a me solamente l’applicazione della gentilezza, il rispetto per ogni creatura e quel dono di amore incondizionato così caro a Francesco. Lezioni semplici sì, ma sarò in grado di farle mie?

 

Francesco sorride e rivolgendosi a me dice:

 

- “Piccole briciole per un passerotto appena uscito dal nido, nutriti e vola libero”.

 

Ringrazio Chiara, ringrazio Francesco e benedico ancora questa splendida domenica.       

  

CHI MI HA PARLATO?

Mercoledì, 18 Luglio 2018 13:41

- “Amato ho percepito i tuoi passi mentre mi raggiungevi nella vigna. Ho letto e abbracciato il tuo cuore. L’ho stretto forte a me, l’ho amato. A volte un piccolo passerotto mi si posa tra le mani. Con molta attenzione e molta cura lo avvicino al mio viso e poi gli sorrido, gli parlo… Lui arruffa tutte le sue piccole piume e cinguetta. Quando si è riposato, alzo le mie mani al cielo e lo mando da te, che come lui ti nutri di briciole e del sottile cinguettio che ti porta”.

 

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Forse ancor prima di iniziare a scrivere ho iniziato a piangere e ora mentre scrivo lo faccio tranquillamente, lasciando che queste lacrime lavino gli occhi con i quali osservo l’anima dei miei fratelli e in primis la mia.

 

Francesco sai bene quanto egoismo c’è ancora in me.

 

 

- “Forse l’egoismo più grande è quello di volerti trattenere tra le mie braccia, di non lasciarti più uscire dal mio cuore, Francesco caro”.

 

- “Fratello mio benedico queste tue parole perché, nel momento stesso in cui le dici, realizzi che sarebbe come mettere in una gabbia dorata il mio messaggero, quel piccolo passerotto che ora canta per te! Preparati Ebano è più vicino che mai!”.

 

 

Ho già consumato tre fazzoletti e penso che me ne serviranno altri. Raccolgo l’amore dal mio cuore e lo offro a Francesco e al suo piccolo passerotto.

Francesco mi fa comprendere quanto prezioso sia questo gesto e quanto scavi in profondità nella mia anima. Mi sono un po’ calmato, non sono solo, è sopraggiunta Chiara.

 

Le mie lacrime riprendono alle sue parole: “Non per me Signore, non per noi Fratello, per i più piccoli, per gli indifesi, per gli abbandonati…”.

 

- “Chiara sorella mia, sono realmente così egoista?”.

 

La dolcezza di Chiara mi giunge come un’onda d’amore puro mentre l’ascolto.

 

- “Non per te fratello caro, l’egoismo ha un sapore amaro che nella tua bocca, sulle tue labbra, diventa dolce miele. Allora osserva tutto ciò che stai donando a questa vigna, quante volte hai scelto di fermarti, di tornare in dietro a raccogliere acini calpestati e svuotati dalla vita. Ha senso allora chiederti se sei egoista? Hai riempito il tuo cuore con il canto di allodole e passerotti, con la gentilezza e la cura per ogni acino e stai spostando la tua comprensione oltre il bisogno di essere riconosciuto”.

 

I fazzolettini andati sono quattro, le mie lacrime molte di più. Mi rivolgo a Francesco perché un’amica mi chiede di parlare con lui, così chiedo:

 

- “Francesco caro, ho ricevuto una poesia che ti hanno dedicato. Chi l’ha scritta mi chiede se desideri comunicargli qualcosa, se ciò che sta facendo è ciò che tu intendevi quando le hai parlato. Allora il messaggio che ha ricevuto da te affermava che ha un cuore puro come il tuo e che presto avrebbe ricevuto gli strumenti per operare molte guarigioni”.

 

Francesco mi guarda sorride, sa che di troppe parole si nutre l’ego. Per un attimo Francesco sembra non essere più. Mi sento smarrito.

 

- “Amatevi come fratelli, se desiderate seguire questo profumo di rose fin là dove nasce, camminate a piedi scalzi. Tra i filari della mia vigna molte rose selvatiche crescono spontanee. Sono i meravigliosi doni di Dio. Potete amarvi e donarvi la guarigione che entrambi ricercate. Potete spogliarvi e restare nudi in questa vigna. Finché ricercate vestiti per l’ego l’assordante rumore di città vi impedirà di ascoltare con il cuore. Avete la mia benedizione e l’infinito amore del Padre che guarisce ogni ferita. Siete benedetti”.

 

Ringrazio Francesco e ringrazio Chiara, ringrazio la mia amica per aver chiesto ed avermi aperto il suo cuore.

EBANO

Sabato, 30 Giugno 2018 18:23

È lunedì mattina, Francesco mi vuole parlare già da qualche giorno. Sento che porta il suo nuovo dono, un unguento che completerà la serie dei suoi oli. 

 

- “Francesco caro permettimi prima di ascoltare le tue parole di portarti la mia richiesta, nell’umile semplicità del mio cuore. Desidero un aiuto per l’uomo, per il maschile, per tutto quell’universo che si nasconde ma non sa dove e coltiva solo confuse apparenze”.  

ebano

 

- “Amato, comprendi ora perché questo dono giunge al termine di un percorso. Hai donato, ti sei offerto, hai costruito dentro di te una casa d’amore e di compassione per chi ne era privo e poi hai aperto le porte. Chiedi di riconoscerti, chiedi di sapere con certezza chi sei, aprendo il mio cuore a un’infinita tenerezza. Chiedi un unguento che curi la lebbra perché non hai mai avuto il coraggio di ricambiare il mio bacio. Quante forme di lebbra hai portato dentro di te? Schiavo di idee confuse sul sesso, di perversioni dell’anima, non hai finora compreso che questa schiavitù è un pensiero di separazione dalla Fonte, quell’energia creatrice che nell’orgasmo si apre alla gioia e all’unione, qualsiasi unione, con una prostituta o un lebbroso, con un uomo bianco o nero. Restituisci la gioia alla vita e allora sarà perfetta letizia, perfetta comunione, totale unità. Senza orgasmo non si genera la vita, senza orgasmo neghi il padre e la madre, il maschile e il femminile. La donna ha sempre ricostruito, sanato e donato; è ora il maschile che deve nutrirsi di questa forza generatrice per sciogliere i pregiudizi che ha di se stesso”.

 

- “Il tuo unguento, caro Francesco, mi aiuterà in questo e aiuterà gli uomini?”.

 

- “Fratello mio, aiuterà gli uomini e le donne che sono diventate uomini, aiuterà gli uomini che crescono e gli uomini che combattono battaglie perse. Allora anch’io deposi le armi, mi tolsi l’armatura e gettai via la spada. Che uomo ero? Lo comprendi? Fatto questo potrai baciare con lo stesso amore chiunque, non temere sarò con te! Ora ricevi questo nuovo dono e sii un nuovo templare, un eretico che vive l’amore nuovo, la vera gioia che apre infinite strade alla consapevolezza”.

 

- “Francesco caro puoi dirmi qualcosa su questo nuovo dono d’amore?”.

 

- “Cosa vuoi sapere, fratello caro?”.

 

 

- “Gli uomini sono sfuggenti e poco disposti a lavorare sulla loro pelle, come farò ad avvicinarli per parlare di questo unguento?”.  

 

 

- “Cambia prima la tua di pelle. Chiama questo nuovo dono Ebano, ti ricorderà il colore della corteccia di alberi secolari che abbracciati emettono un canto che sale e si fonde in Dio. Sarai grato per ogni cicatrice, per ogni ferita per ogni scalfittura della tua pelle perché ti ricorderà che anche dalla lebbra sì può guarire”.

 

- “Grazie Francesco, accolgo il tuo dono e ne gioisco”.  

IL MIO MAESTRO

Mercoledì, 27 Giugno 2018 21:50

Buongiorno Nicola, ho sempre letto che nulla avviene per caso, quindi nemmeno il fatto che tu abbia accettato la mia amicizia. Per questo mi permetto di farti una domanda: è necessario l'aiuto di un "coach" durante il cammino spirituale? Ho letto di sì! Però, a me è successo, che ogni volta che trovavo qualcuno più "avanti" di me, capitava qualcosa per cui la "collaborazione si interrompeva (a volte anche in maniera sgradevole). Inoltre ho notato che ciascuno "lavora" in modo diverso. Cosa mi consigli? In parole povere: posso affidarmi a me stessa e al mio intuito? Posso farcela a ripulirmi e a monitorarmi da sola? La tua risposta per me è preziosa. Grazie ancora.

MAESTRO

 

Amica mia quanta consapevolezza in poche parole. Nel cammino spirituale l’unica verità è dentro di te e ciò che è vero per la tua anima, può non esserlo per un’altra. Quando nella vita inizi un cammino spirituale i primi passi sono incerti e confusi. Pensi di fare un passo avanti e non ti accorgi che stai andando a destra o viceversa. Quando frequentavo il mondo di Osho, un maestro spirituale indiano, era impossibile usare l’alibi l’affermazione: “Questo lo ha detto Osho” perché le sue affermazioni erano talmente articolate e varie da negarsi splendidamente l’una con l’altra. Alla fine comprendevi che non potevi aggrapparti a nulla ma dovevi prendere in mano la tua vita e camminare con le tue gambe, in qualsiasi direzione volessi andare.

 

Il colpo di grazia Osho lo dava quando affermava: “Vi manderò io da altri maestri”, quasi a voler strappare dalle mani le fragili stampelle che l’ego si costruiva nella sicurezza di avere un maestro. Il messaggio di Osho era un messaggio di liberazione a 360°, liberava la mente pulendola da mille condizionamenti, liberava la sessualità, rendendola atto divino come il respiro.

 

Esprimere la propria sessualità significa essere liberi e aperti al fluire della vita. Oggi ho compreso che il peccato non esiste, c’è solo ed unicamente ciò che ti senti in grado di sperimentare perché ti rende felice e se non sei ancora in grado di assaporare la tua felicità, aspetta, fa un passo alla volta, senza fretta. Ora i miei passi sono guidati da Francesco che mi scuote e agita come un fuscello. Francesco è l’eretico per eccellenza, un eretico ben incasellato e proposto come esempio di ubbidienza dalla religione istituzionalizzata, modello che si presta bene al controllo mentale delle masse. Ma Francesco per me è qualcosa di più: mi scuote, agita, tormenta e provoca. Mi spinge a spogliarmi a denudarmi, ad ascoltarmi. Poi mi bacia e ride: sa che la mia lebbra non è ancora guarita. Talvolta mi accompagna in mezzo alle prostitute e provocandomi mi dice: “Godi fanciullo, godi!”.

 

Con Francesco è l’orgasmo di tutta la vita perché nulla è giudicato. Verso tutto c’è l’amorevole sguardo dell’accoglienza. Dunque questa è l’eredità che mi ha lasciato Francesco, un mondo nel quale godere di me stesso e del fatto di arrossire come un bambino per tutte le emozioni che esplodono dentro di me e che come cavalli sciolti corrono libere nelle campagne umbre. Dunque cara amica per rispondere alla tua domanda, ti invito nella nostra fratellanza, nella nostra semplice famiglia dove il primo diventa l’ultimo e si fa servitore in amore del più piccolo, dell’indifeso, dell’umile.

 

Osservando te stessa e vedendo il tuo riflesso in chi ti circonda uscirai dal perbenismo e dall’ipocrisia imperante. Incontrerai la Semplicità, l’unica e vera semplicità. Se cadrai ti aiuteremo a rialzarti, se inciamperai saremo il tuo sostegno ma i passi che deciderai di muovere saranno nella tua unica e irripetibile semplicità.                    

IL BACIO DI CHIARA

Mercoledì, 20 Giugno 2018 18:42

Da qualche settimana è entrata nella nostra Semplice famiglia una prof delle scuole medie. La sua anima dolce e sensibile ci chiese durante una meditazione on line di pregare per una sua allieva, una ragazzina di 12 anni, vittima di un tragico incidente e fortunatamente prontamente soccorsa.

bambina

 

 

La bambina a causa dei fortissimi dolori veniva tenuta in coma farmacologico dai medici e solo per brevi lassi di tempo risvegliata. La prof ci chiese di pregare per lei. Così Marina nel ricevere il messaggio di Chiara chiese alla prof di andarla a trovare in ospedale e di baciare la sua allieva sulla fronte dicendole: “Questo è il bacio di Chiara per te”. Non senza difficoltà la prof. riuscì a compiere la sua missione. La andò a trovare in ospedale e le portò il bacio di Chiara.

 

Qualche giorno dopo la ragazzina si risvegliò e la nostra prof tornò a trovarla. La ragazzina era sveglia, la guardava e le sorrideva come se sapesse tutto. Quando poi si riprese ancora di più, registrarono un vocale di saluto per la preside della scuola media che fu girato anche noi, testimoni silenziosi del bacio di Chiara.           

AMORE E PIZZA

Mercoledì, 13 Giugno 2018 20:45

Buongiorno Nicola, ho alle spalle 35 anni di matrimonio infelice e pieno di violenze fisiche e morali. Ora da tre anni sono separata. Sono uscita di casa per uno sfratto esecutivo. Ho sempre lavorato e consegnavo tutto il denaro a lui. Qui riconosco il mio errore. Comunque dopo lo sfratto non sono più tornata a casa. Ora vivo da sola in un monolocale. Dopo la separazione ho rincontrato un mio ex compagno di scuola elementare. Anche lui usciva da delusioni e in più era reduce da un tumore.

 

Essendo soli entrambi, trascorrevamo lunghe ore al telefono insieme. Non c’è stata una storia sentimentale ma una fratellanza o almeno così pensavo. Abbiamo fatto dei progetti assieme, così ho lasciato il mio posto di lavoro e abbiamo preso in gestione una pizzeria lontano dalla mia città.

 

Dopo 4 mesi l’abbiamo lasciata per prenderne in gestione un’altra. In 10 mesi di duro lavoro l’abbiamo risollevata. Ho lavorato anche senza stipendio. Alla fine l’abbiamo lasciata. Non ho potuto far nulla perché era tutto intestato a lui. Se n’è andato a lavorare a Londra lasciandomi qua nei guai e senza lavoro. Gli sono stata accanto tre anni aiutandolo come potevo perché era solo e senza famiglia. L’ho accudito e l’ho amato molto. L’ho fatto perché se c’è bisogno di aiutare qualcuno lo faccio. Lui diceva che lo aiutavo perché speravo in un ritorno ma non è vero. L’ho aiutato perché aiutare mi fa stare bene. Per il suo comportamento l’ho perdonato ma mi sento molto stanca, delusa e amareggiata. Spero che Francesco possa aiutarmi. Grazie dell’attenzione Nicola. Non chiedo molto solo un po’ di serenità. Mi dispiace, perdonami, grazie, ti amo.

 

amore e pizza

 

Dopo aver letto questo messaggio mi rivolgo a Francesco; è come se non trovassi il bandolo della matassa. Un filo si dipana nel tempo quasi a mettere in evidenza i nodi e gli intrecci che queste anime hanno tessuto assieme. Questa amica, parlandomi della sua vita, traccia la trama di un’esistenza non accorgendosi del sottile ordito, che chi ha giocato con lei ha intessuto.

 

 

Francesco è qui con me. In un piccolo mantello, mi fa vedere, come avvolge gioie e speranze di quest’anima sorella. Mi invita ad entrare nel suo speco, una fenditura nella roccia dove egli si ritirava in meditazione e preghiera. È in questo silenzio che parla la vita, è in questo vuoto che entra la pienezza del suo amore.

 

 

- “Molte vite trascorrono senza essere mai il buio completo”.

 

Guardo perplesso Francesco e mi chiedo il significato delle sue parole.

 

- “Talvolta potrebbe sembrare una sofferenza senza fine, un lago di miserie umane. Ma se non scendesse la notte la luce delle stelle non sarebbe visibile e non potrebbe essere compreso il profondo insegnamento della sofferenza”.

 

- “Francesco caro, quest’anima chiede solo un po’ di serenità”.

 

- “I preziosi semi della rinascita germogliano dopo le buie notti dell’anima. Il dono veramente gratuito è pienezza, ti riempie il cuore il semplice fatto di aver donato senza chiedere nulla in cambio. Se ciò che resta dopo il dono è delusione, stanchezza e amarezza, allora l’anima non ha compreso ciò che ha donato”.

 

 

Francesco mi guarda teneramente e con dolcezza aggiunge:

 

- “Fratello mio questo vale anche per te, ogni volta che ti lamenti affermando che ciò che dai è più di quello che ricevi”.

 

 

Capisco allora di attrarre le anime da cui ho maggior bisogno di apprendere qualcosa anche se apparentemente banale ma che poi così banale non è. Si fa tutto per una persona fino quasi ad annullarsi per lei, per poi vederla sparire senza nemmeno dirci un grazie.

 

Serve veramente un motivo per dire un semplice grazie? Ancora una volta la mia domanda interiore è rivolta a Francesco.

 

Francesco mi scruta, mi legge, mi osserva, sa benissimo il motivo per il quale mi ha scelto. Un giorno ne avrò anch’io la piena consapevolezza.

 

- “Fratello prova ad esprimere il tuo grazie, con ogni cellula del tuo corpo, senza dirlo, senza espressione verbale. Ringrazia con il tuo sorriso, con il tuo sguardo, con il tuo pensiero. Un’onda di energia nuova eleverà la frequenza del tuo essere e scoprirai nuovi aspetti della vita. Chi entra nel tuo gruppo muove passi sottili nella luce. Quest’anima sorella che ti ha scritto è già benedetta se troverà nelle mie parole la chiave per trasmutare il perdono in un valore ancora più grande, in un tesoro infinitamente più ricco”.

 

- “Grazie Francesco”.

APPRENDISTI IN AMORE

Venerdì, 08 Giugno 2018 15:39

È particolare che Francesco mi chiami di sera, mi vuole parlare e poiché sa che c’è una domanda inevasa chiede dolcemente la mia disponibilità! Il tema è quello dell’amore e poiché in amore tutti siamo apprendisti, rispondo sì alla su richiesta e mi appresto ad ascoltare ciò che accade.

 

- “Francesco caro perdonami eccomi di nuovo qui a chiederti consiglio come sempre. Avevi ragione la paura uccide l'amore. Si ho avuto paura appena lui è partito. Paura che si lasciasse influenzare. I primi tempi si faceva sentire spesso poi sempre più raramente. Ci eravamo ripromessi che questa lontananza non l'avremmo fatta diventare pesante. Io sembravo fare lunghi monologhi. Lui rispondeva ogni due o tre giorni, quando rispondeva. Cosicché vedendo che andava su messenger e non su whatsapp ho pensato che mi volesse allontanare ed allora gli ho chiesto se fosse così. Magari non aveva il coraggio di dirmelo. Dopo tutto quello che ho dovuto subire da mio marito e da sua mamma non meritavo questo da lui. Non mi ha risposto. Da allora sono passati 15 giorni e non mi scrive più. Gli ho chiesto con un messaggio spiegazioni ma nulla. Non mi ha detto che è finita. Ma non mi risponde. Conservo dei suoi oggetti costosi qui da me, perché aveva detto che se li sarebbe ripresi al ritorno. Francesco mio cosa devo fare? Non lo so più. Voglio stare con lui. Questa lontananza mi ha fatto capire che voglio lui ed amo lui. Sento dentro di me che tornerà. Ma perché questo mutismo? Cosa gli sta succedendo? Sta soffrendo? Ti prego benedici il nostro amore. Fratello caro aiutaci”.

 

Matura

 

Francesco mi guarda sereno ma sembra quasi volermi dire ora sistemo lei, poi te! Temo la bontà di Francesco, quando affonda i suoi colpi d’amore, spesso ti lascia senza fiato. Cerco allora di aggirare l’ostacolo e mi scuso con lui per tutte queste settimane dove non ho dato respiro alla sua voce. Francesco è calmo e prende parola:

 

- “Questa sorella, fratello caro, ti assomiglia molto, chiede in continuazione, ascolta e poi fa ciò che le pare”.

 

Tra me e me rifletto: “Ma non doveva sistemare prima lei e poi me? Ora chi lo ferma?”.

Francesco continua: “Ti ricordi quando le spiegai che avrebbe dovuto lavorare su se stessa per purificare la figura del padre in lei? E quando cercai di farle capire che invece del marito vedeva ancora un padre accanto? Per questo la sua bambina è tremendamente impaurita e non si dà pace. Come ben sai la paura paralizza, frena, fa giurare e spergiurare di aver capito tutto mentre si mantengono fissi gli occhi verso il basso. Non c’è il coraggio di guardare al futuro se non per sognarlo ma mancano le energie per edificarlo e viverlo. Le parlai poi di un uomo bambino a cui lei stava facendo da madre. Ancora una volta come madre fraintese e si dedicò a cullare un figlio invece di far crescere un uomo. Sì l’amore che c’è stato tra di loro è stato autentico ma confuso, perché due bambini impauriti non sono capaci di vivere un amore puro. Allora lui, come l’eroe che parte per la guerra, lascia le cose più preziose, quelle alle quali lei dà il più grande valore. Ma la guerra uccide l’amore quando non uccide l’uomo. Per quanto ancora continuerà a fraintendere? Crescere significa affrontare le proprie paure e decidere per sé. Prima di difendere un amore è necessario difendere una bambina e saperla rendere felice”.

 

- “Francesco caro, temo che questa bambina sia stata da sempre viziata e confusa. Ora come donna non le basta più il bel mondo dorato che la circonda, si sente una piccola allodola chiusa in una gabbia dorata”.

 

- “È qui che come madre dovrà prendersi cura di se stessa e ridarsi alla luce, purché questa volta sia una luce autentica. Quel soldatino partito per la guerra, ora combatte contro se stesso. Scopre una nuova vita, nuovi giochi e dimentica in fretta. Questo non significa che l’amore che hanno vissuto non sia stato autentico, ma lui ora indossa corazze d’ego più forti, taglienti armature del sentimento, che quando lo riporteranno indietro non sarà per onorare l’amore sacro”.

 

- “Cosa possiamo consigliare a questa amica caro Francesco?”.

- “Ciò che le dissi allora è ancora valido, deve comprendere dentro di sé il proprio maschile affinché questo non le causi dolore e sofferenza fuori. Deve purificarlo. Amico mio vale lo stesso per te, ci siamo intesi?”

 

- “Sì Francesco, intesi e capiti, un passo alla volta, mi lascerò guidare da te, ma non farò il soldatino che va alla guerra dell’amore, insegnami piuttosto quell’armistizio che diventa poi pace duratura dentro di me, perché da qui inizia e finisce la mia pace, se tu sei con me!”.

 

- “Lo sarò, ma basta con settimane e settimane di silenzio, torna al servizio, torna all’amore. Grazie”.

 

- “Grazie Francesco, sapevo che ci avresti bastonato a dovere!”.           

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