Ho'oponopono Cristiano

Ho'oponopono Cristiano (193)

Domenica, 07 Maggio 2017 22:56

IL SUSSURRO DI FRANCESCO

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La dolcezza di questo mattino accoglie le cure delle amorevoli mani di Francesco rivolte al Suo roseto. È maggio inoltrato, la stagione dei primi amori. Ogni singola pianticella di rosa risplende, ogni singolo fiore ricolma l’aria di soavi fragranze. Ogni singolo petalo è un capolavoro del Suo amore.

 

Entro piano piano, scorgendo Francesco chino sui fiori. Sta sussurrando frasi d’amore, soffia tenerezza sui novelli boccioli. Impellente avverto il desiderio di essere un petalo di quel magnifico fiore: la rosa.

 

Francesco mi ha insegnato a lasciarmi amare, a lasciarmi ammirare dal suo sguardo fatto di carezzare e incoraggiamenti per l’anima. Lui porta sempre l’amore divino, la gioia.

 

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- “Francesco caro, passo dopo passo realizzo la fatica e l’impegno quotidiano che sottendono a ogni scelta. La porta è stretta!  Talvolta Il mio ego si confonde, ricerca ancora valori in cui non credo più. In questi momenti la vicinanza di Chiara e di tutte le nostre sorelle, unita al tuo immenso amore, sono l’unica cosa di cui ho bisogno”.

 

- “Apri gli occhi fratello mio, guarda: non sei solo. Ogni giorno una sorella si risveglia, ogni giorno un fratello silenzioso cammina al tuo fianco. Vengono a chiederti un po’ di quell’acqua profonda che hai pescato e portato a fatica, in questo roseto. Allora rallegrati, perché se questi splendidi boccioli sono così rigogliosi e se molte rose sono già sbocciate, tutto questo è avvenuto anche grazie al tuo impegno. L’ego non potrà essere gratificato, ma la bellezza di questo roseto e il suo inebriante profumo saranno ciò che porterai sempre con te”.

 

Mentre scrivo queste frasi, il pc crea da solo una grande spaziatura tra ogni singola riga che vanamente cerco di sistemare.

 

-“Amato fratello, perché pensi che stia mettendo una lente di ingrandimento su ciò che scrivi? Ciò che scrivi non è più tuo, ciò che trasmetti non ti appartiene, tu puoi solo scegliere se condividerlo o meno”.

 

La scrittura di questo brano procede a rilento, così chiedo a Francesco se vuole dirmi qualcosa in particolare.

 

- “Sì fratello mio, volevo parlarti dei bambini. Quando è nato tuo figlio per pochi giorni hai potuto avvertire quel meraviglioso profumo di neonato. Una grande emozione, un’estasi olfattiva, qualcosa di concreto e reale. Allo stesso modo fratelli e sorelle che si uniranno al vostro amore avranno la stessa semplice fragranza, il profumo dei bambini, il profumo dell’innocenza. Questo profumo sarà la nota dell’anima, il DA, quel servizio che porterete nel Suo amore. Non tutti avranno questo tipo di profumo ma tu aiuta, indica il modo, mostra la via. Chi con l’onesta dei propri passi cerca il Suo amore, arriverà a questa fragranza”.

 

- “Grazie Francesco, quel profumo l’ho avvertito una sola volta nella mia vita, credo nelle tue parole. Ti ringrazio per tutti gli strumenti che ci offri per accogliere le anime semplici che vorranno avvicinarsi a noi”.

 

- “Fratello caro, quando queste anime giungono a voi sono già splendide rose ma non hanno ancora lasciato cadere le spine. Quando tendi la mano pungono, se offri il tuo aiuto, graffiano. Assieme lavoreremo affinché le vostre costanti e gioiose cure permettano loro di lasciar cadere le spine e il tuo amore crei e faccia espandere quella nuova e incantevole fragranza”.

 

- “Sì Francesco, il tuo insegnamento di oggi è pungente ma quanto mai necessario, grazie”.             

Venerdì, 05 Maggio 2017 20:56

UN MONDO ESTRANEO

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- “Caro Francesco, forse non appartengo più a questo mondo, non ne condivido più nessun valore e mi sento estraneo a tutto. Ogni cosa sembra infastidirmi e alienarmi da questa vita”.

Per chi potrebbe pensare all’inizio di una nuova lettera rivolta a Francesco, l’ennesima disperata richiesta d’aiuto, si sbaglia. Sono io questa volta a parlare con Francesco e parlo di me. La mia fiamma, da diversi giorni sprigiona l’azzurro: è il suo colore, il colore di Francesco.  Questo colore è per me un chiaro segnale: tempesta emotiva in arrivo. E’ difficile sostenere l’energia di Francesco, è difficile vivere costantemente con le lacrime agli occhi, per tutto ciò che si avverte dentro, eppure è così. Da diversi giorni sento qualcosa che mi scuote dentro, che spinge sulle pareti del mio cuore, facendomi sentire e vivere una vulnerabilità estrema. Sono le sue fiamme, tutto ciò che di lui vibra dentro di me. Pensavo di essere un privilegiato, e so di esserlo, ma contenere una forza d’amore grande come la sua, non è storia di tutti i giorni.

 

amore estraneo

 

- “Francesco caro, per quanto vuoi lasciarmi continuare questo monologo da solo?”.

 

- “Amico mio, fratello mio, ammiro tutto ciò che sei. Ammiro tutto ciò che hai compreso di essere: l’infinito in un corpo finito, Dio nel corpo di un uomo. Quante volte il Padre ha prestato ascolto ai lamenti del cuore dei suoi figli e ora, con grande umiltà, presti il tuo cuore per accogliere i turbamenti e la disperazione, di chi sta naufragando nella vita. Stai facendo ciò che insegna Un Corso in Miracoli, stai vivendo mille Conversazioni con Dio, stai offrendo la tua vita al prossimo e nel contenere tutto questo, vorresti illuderti di non restarne scosso, di non sentirti agitato dentro. Piccolo fratello in questo ti sei sbagliato.  Quando hai offerto a Chiara e me la tua vita, non potevi sapere cosa avresti contenuto. Ora cominci ad averne una lontana idea. Curare il nostro prossimo con ogni mezzo: con l’amore, con le parole, con le mani, con la dolcezza del cuore. E poi sopraggiunge forte il desiderio di scappare: ecco allora i miei viaggi, le terre lontane, la fuga da me stesso, la fuga di un uomo da un uomo. Eppure più lontano fuggivo, più Dio mi chiamava a sé. Più lontano fuggivo, più Dio mi indicava dentro, la strada verso casa. Comprendi allora perché sei un piccolo uomo? Comprendi l’infinito progetto che Dio ha per te?”.

 

- “No, Francesco caro, non comprendo ancora. Forse sarò deriso e preso per pazzo. Quando tutto tace, c’è solo l’infinita dolcezza della voce di Chiara, che come una madre accoglie quel figlio che non ha mai avuto, un bambino lasciato nudo, davanti al portone di san Damiano”.       

 

- “Benedici allora questa tua condizione, perché assieme a Chiara avrai mille altre madri, le sue sorelle. Queste sorelle che hanno abbracciato la vita in Dio, e che cercando Lui hanno trovato te”.

 

- “Grazie Francesco, dovrei meditare una vita intera, sul significato profondo di ogni tua parola. Aiutami a tener fede all’impegno preso, aiutami a far ardere una piccola scintilla della tua fiamma, nel cuore di chi incontro o di chi si rivolge a me, per trovare il tuo conforto e la tua benedizione”.

 

- “Conosci bene le mie parole di un tempo: Il Signore ti custodisca e di dia pace, il Signore rivolga a te il Suo sguardo e ti benedica. Va in pace, cammina in pace come frate Leone, come fratello Lupo, come fratello Agnello. Comprendi come questa pace non fosse solo per frate Leone e oggi è più valida di ieri. Nel cuore umano è cresciuta la gelosia, la rabbia e la competizione. Molti si professano Suoi messaggeri e poi negano l’umiltà, il servizio al prossimo, l’essere ultimi. Dimenticano le sommesse parole di Chiara: “Non per me Signore, non per me…” e cercano il trionfo dell’ego, denaro, abiti rappresentativi e musiche trionfanti dove il canto dei bambini si è perso. Non è più un dolce sentire. Comprendi allora perché devo scuotere il tuo cuore, perché questa fiamma deve restare pura?”.  

 

- “Si lo comprendo Francesco, grazie”. 

Caro Nicola, è da tempo che non ti scrivo. Ho trascorso un lungo periodo nel quale ho cercato di fare il mio cammino in solitudine, ma non sola. Non mi sento sola perché ho gli Angeli che, in forma fisica e in forma spirituale, sono convinta che mi stiano accanto e guidino e proteggano i miei passi. Il mantra è sempre con me e mi dà pace e serenità. Ma un cosa te la voglio raccontare.

 

Vengo fuori, solo da un mese, da un’esperienza allucinante, da cui non mi sono ancora ripresa completamente. Il giorno 23 febbraio c.a. mentre uscivo dalla mia lezione di canto, che ho sempre vissuto con gioia e serenità, e mentre con lucidità e ponderatezza (potrei descrivere ogni cosa di quel momento in quanto ero presente a me stessa), mentre attraversavo la strada sulle strisce pedonali (ero quasi già al centro della strada e stavo guardando ormai alla mia destra per attendere che qualche auto si fermasse), vengo investita in pieno da un auto che sopraggiungeva ad alta velocità da sinistra. Non ho visto, né sentito nulla (perché non ha assolutamente frenato, né suonato il clacson). Non ho sentito dolore, solo un gran silenzio e mi sono detta: “non è possibile”.

 

Si, non è possibile che ancora una volta, per motivi non dovuti alla mia condotta non errata anche stavolta, cada vittima di qualcosa che non dipende da me, qualcosa che non mi appartiene. Ho percorso ben attenta quel tratto di strada, eppure è successo. Dopo aver perso del tutto coscienza e rendendomi conto che stavolta non potevo farla franca (sapevo a cosa andavo incontro, perché sono un medico e per le mie patologie e terapie sapevo degli esiti di un tale trauma), avvisavo, ma senza aver paura e panico, che sarei morta a breve. Ero convintissima di stare per morire per una diffusa emorragia cerebrale e/o addominale. La gente attorno a me piangeva ed io ero lì immobile con un fortissimo dolore alla colonna vertebrale. Di fatto, dopo i primi controlli ed esami, non ho riportato nulla di veramente significativo. Io dico che ne sono uscita illesa. Porto il busto per una lieve incrinazione ad una vertebra.

 

L’emorragia a livello della membrana cranica (sub aracnoidea) così come l’ematoma ai polmoni e alla pleura, sono completamente spariti. In più, quello che è rimasto e si è manifestato quasi subito, è stata una profonda gioia e riconoscenza all’ universo per la grazia della vita, ancora una volta sono stata salvata. E, a costo di sembrare ridicola, ho manifestato questa gioia da subitissimo e nei confronti di tutte le persone che incontravo. “Sono miracolata” dicevo a tutti. A qualcuno sarò sembrata pure pazza, ma non importa. Le grandi ali angeliche mi hanno coperto e protetto da ogni male. La conducente dell’auto ha dichiarato di assumersi la completa responsabilità dell’accaduto (era distratta e non mi ha visto).

 

Quando sono stata in grado di muovermi, sono andata nella chiesetta dell’Ospedale che è dedicata a San Giuseppe Moscati, di cui non conoscevo l’esistenza, ma di cui avevo visto il film qualche giorno prima. La mia fede è solida e ancora più forte e ne do testimonianza al mio prossimo. In questa circostanza ho incontrato tanta sofferenza, tanta solidarietà, tanto amore, e tanta dignità nella sofferenza. E ho appreso tanto. Ti mando un forte abbraccio. Se hai qualche messaggio per me dal cielo, io sono qui ad ascoltare. Mi dispiace, Perdonami, Grazie, Ti amo.

 

Oltre la vita

 

Cara amica grazie di avermi scritto e per avermi reso partecipe della tua esperienza, del miracolo che hai vissuto e della fede, che in te, si è accresciuta e fortificata.

 

Sono giorni che Francesco mi parla di te, ma i vari impegni, hanno ritardato un po’, il momento in cui sono riuscito a trascriverti la sua risposta. Nulla avviene a caso. Sono sicuro che questo mi ha permesso di rimanere in contatto con te, e in qualche modo collegato, alla tua energia e alla sua. Come ben sai in questo periodo molte sorelle si stanno risvegliando, Francesco chiama nel silenzio, Chiara chiama nel silenzio.

 

Ecco vedi, mi è bastato scrivere i loro nomi per sentire i miei occhi velarsi di lacrime, e partecipare a una forte commozione. Ora entro nella Vigna, dove l’aria festosa esprime una grande gioia.

 

Francesco ha affidato a Chiara il compito di accogliere ogni sorella che si risveglia e che comprende i segni e i miracoli del Suo amore. Portandoti con me, mano nella mano, varchiamo assieme il cancelletto della sua Vigna. Ora la mia mano affida la tua a quella di Chiara, che con occhi ricolmi di un’infinita dolcezza, ti sorride e ti dà il benvenuto.

 

- “Amata sorella chiedi messaggi al cielo, quando dal cielo hai ricevuto miracoli e benedizioni, resta con noi”. Con queste parole Chiara ha espresso ciò che il cuore di Francesco sente, il motivo per il quale tutta la Vigna è in festa.

 

- “Sorella cara, al nostro primo incontro non eri pronta, chiedevi ma non ascoltavi la mia risposta, invocavi amore e non realizzavi quanto eri già amata. Hai scelto il tuo cammino e ora torni a me, dopo il più grande dei miracoli: la rinascita, la guarigione del corpo e dell’anima. Sorella cara, anche questa volta sai che potrai scegliere se restate con noi o meno. Chiara ti ha accolto, io ti accolgo. Il nostro nuovo ordine è fondato solo su un precetto: vivi al servizio del tuo prossimo, nel Suo amore. Ti senti pronta? Rimani allora. Resta con noi”.

 

Queste parole di Francesco, dono di letizia al cuore, arrivano pochi giorni prima della Pasqua, simbolo di vita nuova nello spirito.

 

Amica mia, sorella cara, in questa tua nuova vita, la bambina che è rinata in te, finalmente potrà sentirsi amata, immensamente amata. La tua felicità sarà luce, illuminerai il cielo intero e quando Francesco guarderà lassù nel firmamento, la bellezza delle stelle gli ricorderà che ora una di quelle stelle brilla di più nella tua grazia e nel Suo amore.      

Caro Nicola, sei una persona splendida e profonda, un’anima buonissima! Vorrei capire meglio la pulizia e il momento in cui tutto si trasmuta nella infinita e pura luce del Creatore Divino. Fatico, le mie memorie sono dolorose e molto forti. Alcune troppo radicate in me e nel mio bambino interiore.  Di lui non mi sono mai presa cura, perché sottoposta a stress, tensioni, responsabilità ecc. Con la scuola sto seguendo un corso dove si è menzionato il bambino interiore. Tu Nicola, cosa ne pensi? Mi sto un po' ritrovando e mi aiuta il concetto di pono. Immagino ci siano diversi livelli da raggiungere per una maggior consapevolezza del vivere pono. Ecco, mi sento un po' un pesciolino fuori dall’ acqua, anche se compaiono più sorrisi nel mio volto. Chiedo a Francesco di accompagnarmi sempre! Sto leggendo un libro che mi ha dato mia sorella. Vi ho trovato un passaggio che parla del non attaccamento: una bella impresa! Mia figlia parte per l’Inghilterra dopo Pasqua, mio marito lavora fuori e non è quasi mai a casa. Dopo alcuni "abbandoni" come si fa a non " attaccarsi". Certo, si accolgono le emozioni, si coltivano le relazioni e ciò che può ferire si lascia andare per ritornare su se stessi. Bellissimo, ma non ci si può arrivare dall' oggi al domani. Io leggo, seguo il tuo gruppo: meraviglioso!  Ma ci sono dei momenti in cui mi blocco, giungono silenzi, non riesco a essere presente, ma non vorrei che pensassi che non voglio più farne parte.  Spero tra un pensiero e l’altro tu mi abbia compreso.

 

Ora ti racconto un po’ di me. Sono una persona paziente: lavoro nella scuola dell'infanzia, con bambini dai 3 ai 6 anni. E’ un lavoro molto faticoso. Nonostante tutto un vissuto drammatico, concretamente parlando, svolgo il mio lavoro con passione e i bambini mi vogliono un bene del mondo, tanto che mi commuovo a pensarci! La mia bambina non l’ho mai coccolata né curata e forse mai capita, ma non perché lei non lo volesse, bensì perché non ho potuto! Ero chiamata porcospino, perché ero sempre sulla difensiva, avevo una grande paura. Ultimamente, mi piace essere come loro: una bambina. Mi pongo al loro livello, seguo i loro ritmi, le loro fantasie, sto ai loro giochi e gestualità. Questo mi fa stare bene. Mi piace indossare cose da bambina e penso come una bambina. Lo trovo interessante! Mi piacerebbe scrivere sul gruppo, ma poi sento chiusura. In altri momenti sento più fluidità. In molti di loro è come se il passato non esistesse più, il futuro non ci appartiene. Qui e ora. Ci sto lavorando! Un abbraccio forte e gratitudine a gogò! Spero di incontrarti presto per abbracciarti di persona, fratello Nicola!

 

san francesco bacia il bambino gesù

 

Cara amica, tocchi molti temi e per molte cose hai già compreso e visto oltre, per altre fatichi ancora un pochino. Cercherò allora, in qualche modo, con l’aiuto di Francesco di spronarti maggiormente. Francesco adora le anime bambine e mi assicura che tu lo sei, hai ritrovato il sorriso, la gioia di vivere e la preghiera. Dai ancora un passo e ci sei! Partiamo allora da qui, il passo che ti manca, la tua prima domanda. Vuoi comprendere la trasmutazione divina, come Dio scioglie le percezioni limitate nell’infinita luce del Suo amore.

  

- “Francesco, fratello mio buongiorno! Vorresti parlare tu, spiegare tu il mistero della Grazia divina?”.

 

- “Amico, fratello, già conosci, già sai. La preghiera rivolta a Dio è sempre accolta. Un Padre nutre di vivo amore, riversa gioia e letizia nel cuore che si avvicina a Lui. Ma i suoi figli per poter sperimentare il Suo amore a volte seguono strade tortuose e impervie, piene zeppe di esperienze dolorose. Quando chiedete, il Padre risponde sempre sì, ma a volte la vostra comprensione non è sufficientemente matura, così quel sì deve diventare un sì, ma non ora. E’ il vostro tempo di attesa. Ciò che vi separa dall’amore. Voi lo chiamate ego. Abbandonatelo e l’attesa sarà immediatamente conclusa.

 

Altre volte ancora chiedete e il Padre risponde di no, perché per voi ha riservato il banchetto più suntuoso, la festa più bella. Per voi ha costruito il palazzo più grande, a voi ha donato il regno più bello! Ma di tutto questo non vi accorgete e siete convinti di vivere nel rifiuto alla vostra domanda, la più profonda delle ingiustizie. Allora vi sentite responsabili, cioè in colpa. Pensate di non aver ottenuto ciò che chiedevate perché avete speso la vostra fortuna, avete scelto ogni tipo di esperienza portandovi in essa sempre il filtro del giudizio.

 

A tutti questi figli, Dio dona sempre il Suo infinito amore e lascia vedere chiaramente la strada per tornare a Casa. La festa più ricca, il banchetto più opulento, la reggia più sfarzosa, il regno più vasto è ancora il vostro, aspetta solo voi, aprite gli occhi. Dunque non giudicatevi, perché nei vostri stessi confronti siete impietosi, bensì rammentatevi l’essenza del Padre, ciò che voi stessi siete, amore. Separate la responsabilità dalla colpa, perché sono concetti da sempre fraintesi. L’uomo responsabile sceglie l’amore, è consapevole che crea attraverso il pensiero, per questo il suo nutrimento è sempre l’amore e il frutto dell’amore è la pace. Sorella cara tu che vivi in mezzo ai bambini e ti prendi cura di loro, insegna a questi tuoi fratelli che la colpa non esiste. Far sentire in colpa qualcuno significa negare l’amore e chi nega l’amore, nega Dio.

 

Comprendo come tu possa affermare che a questo livello di consapevolezza non ci si arrivi così velocemente, ma piano piano, gradualmente. Uno dopo l’altro muovi tutti i passi necessari verso la tua meta, il primo di essi sarà la cura e l’amore verso la tua stessa bambina. Quando in un gruppo ti confronti con qualcuno, se non mantieni viva la tua consapevolezza, nella pratica della preghiera rivolta a Dio, pratica che ti riempie di quell’amore e di quella pace che è la Sua protezione e benedizione, allora rischi il naufragio, rischi di perderti nell’oblio di te stessa. E lì che nasce il pregiudizio, la critica e la separazione dall’amore.

 

Dunque in ogni situazione mentre ascolti qualcuno che parla, lascia il tuo amore fluire nelle Sue parole: Gesù pensaci Tu, mi abbandono a Te, Ti amo, grazie. Non dar peso alle parole di chi sta vivendo il tempo dell’attesa, ovvero il tempo dell’ego. Quell’ego non sei tu, lascialo tranquillamente morire. In te riconosco, la pace, la gioia e la serenità. Sei l’alba e il tramonto nei meravigliosi colori di Dio, sei il sorriso e la luce nei suoi occhi. Sei quelle meravigliose stelle ‘clarite e belle’ che ora illuminano un po’ di più il Suo cielo”.

 

- “Grazie Francesco, è sempre bello entrare in questa vigna, e al tramonto, ora che il cielo si riempie di stelle, lo è di più”.

 

- “Fratello caro, per questa amica, per questa nostra sorella, c’è un posto infinito nel nostro cuore, se lo desidera, accoglila! Nel Suo amore”.

 

- “Grazie”.              

Caro Francesco, immagino di averti qui davanti a me e queste mie lacrime senza fine, mi danno conferma della tua presenza. Come un passerotto sono qui a raccontarti, purtroppo non una meraviglia del mondo, mi dispiace, ma un fatto un po' triste, perché uno dei grappoli della vigna ha bisogno di cure. Che nostro Dio possa colmare i vuoti di un amico prezioso, un'amicizia d'anima.

 

Qualche giorno fa gli avevo consigliato di rivolgersi a te, ma poi è successo qualcosa. Lui vive in un paese abbastanza povero del Sudamerica, ma ha vissuto per tanti anni in altre zone del mondo, anche qui in Italia, dove ci siamo conosciuti. In questo momento, la situazione economica e politica in Ecuador è al limite della sopravvivenza, tranne che per i ricchi, sotto un'impronta dittatoriale, soprattutto dopo il tragico terremoto verificatosi la scorsa primavera.

 

Negli ultimi anni, da quando ha lasciato l'Italia, si ritrova spesso a vivere le stesse dinamiche: viene aggredito e quindi ferito per poi essere derubato. Viene aggirato e per vendetta condotto in carcere. Viene arrestato perché trovato "ubriaco" in strada. Riceve denunce non giustificabili e ora, dopo che la sua attività ha subito il declino (come tante altre nel paese), viene fermato alla guida di un’auto, da un poliziotto che lo accusa di avere addosso l'odore dell'alcool, quando assolutamente non corrisponde a realtà (da 2 anni ha smesso di bere). Il risultato è che deve scontare un mese di carcere e pagare una multa salatissima, non ultimo ha dovuto vendere il suo negozio.

 

Caro Francesco io lo so che in questa situazione c'è da fare una pulizia molto profonda, ho provato tante volte a coinvolgerlo in percorsi di ricerca interiore... È in gamba, davvero, ma probabilmente, davanti a sé ha un muro pesante, massiccio. Io so che se succede ancora, un'altra volta la prigione…  Allora è proprio da lì da quella prigione, che deve ripartire, riprendere le redini della propria vita e ritrovare se stesso. Ma adesso lui vuole solo scappare, pensa all'altrove...

 

Francesco adorato, mi rivolgo a te, come se si trattasse della mia stessa anima, perché a volte i suoi occhi diventano i miei e il suo cuore diventa il mio... Vorrei che le tue parole attraversassero il tempo e lo spazio e giungessero fino a lui in quella cella, oltre i muri, dall'altra parte del mondo, il segno di un raggio​ di luce che fermi il tempo e riporti la sua anima ad "essere" qui, nel presente. Perdonalo per avere detto che non crede nei santi, anche se crede nella presenza di Dio, però sai, indossa spesso la tua maglietta con la tua preghiera "il Cantico delle Creature". Con gratitudine. Una sorella.

 

Valerio-Bispuri-carceri-sudamericane

 

Sorella cara, non è facile leggere una lettera come la tua e non provare quel nodo in gola che non scende, quella forte commozione che scuote dentro, mentre le lacrime stanno già scorrendo e come al solito nessun fazzoletto a portata di mano.

 

Anche Francesco ha provato il carcere. Pochi ne parlano, pochi lo ricordano ma in quel carcere Francesco ha consumato il corpo, per iniziare a partorire la sua anima. I suoi occhi sono diventati ciechi al mondo e ha iniziato a vedere con gli occhi di Dio. Sorella cara, quel carcere lo ha intimamente provato e minato nella salute ma in quel carcere i suoi carcerieri non hanno potuto imprigionare la sua anima che Francesco in quell’occasione ha consegnato a Dio. Ora sorella mia, chiedo a Francesco amore, conforto per quest’uomo disperato, che nega ciò che ama intimamente, il mio Francesco.

 

 

- “Perdonami Francesco se intimamente ti chiamo così, ossia il mio Francesco. Perdonami, se troppo spesso mi rifugio nel tuo abbraccio, mentre moltissimi fratelli ti chiamano e cercano in te pace e conforto”.

 

- “Fratello mio, il racconto di quest’uomo, di questo fratello risuona profondamente in noi. Intimamente comprendi la tua paura del carcere e il tuo desiderio di viverlo per portare conforto a chi ora è richiuso, a chi ora prova violenza e disperazione, l’abuso di alcool e stupefacenti nel corpo, l’abuso del corpo stesso. Tutto accade tra mura silenziose che soffocano ogni grido e ogni tentativo di ribellione.

 

E’ forse questa la giustizia umana? Non calmare la tua coscienza in un sonno tranquillo, quello dell’indifferenza, ribellati. Qui non c’è amore, svegliati e portalo tu! Qui non c’è consolazione, alzati e portala tu! Entra in quel carcere e parla con chi ha l’anima straziata, con chi ha scelto di perdersi per poi avere il coraggio di ritrovarsi. Nelson Mandela, ha trascorso la sua vita in carcere. Quest’uomo invece non trascorrerà la sua vita in carcere, ma ha bisogno di uscire dalla sua prigione, quel penitenziario che tu stesso hai costruito dentro di te”.          

 

- "Francesco caro, comprendo benissimo come ogni mio pensiero crea e mantiene la realtà che sto vivendo. Comprendo benissimo che finché un solo figlio di Dio è in carcere, lo è per un mio pensiero limitante, per una percezione erronea dentro di me. Finché esisterà un carcere, sarà perché il mio pensiero non è ancora completamente pulito.

 

Francesco, ho voglia di gridare, ho voglia di continuare a parlare al mondo e nel mondo. Voglio dire uno ad uno, a tutti i fratelli e le mie sorelle che incontro: ‘Ribellati di fronte al sonno che ti coglie, ribelliamoci tutti di fronte al sonno che ci coglie’. Le carceri sono nei nostri pensieri, nelle nostre parole, nelle nostre azioni. Le ingiustizie sono la mia mancanza d’amore.

 

Scriverò, scriverò sempre, ogni giorno, per gridare che quella prigione l’ho costruita io dentro di me e che se ora vi è rinchiuso un mio fratello, questa è una mia precisa e inderogabile responsabilità. Quanto perbenismo nel mio parlare, l’essere accondiscendente con ogni pensiero e strumento di prigionia che toglie la libertà a me stesso e ai miei fratelli. Francesco perdonami. Quest’uomo deve riconquistare la libertà dentro di sé, ma lo può fare se pulisco il carcere che c’è dentro di me. Il tuo messaggio Francesco caro, mi è giunto chiarissimo. Nessuno sconto alla e per la mia coscienza. Il risveglio deve essere completo o non sarà mai un risveglio”.

 

- "Fratello caro, scuoti ancora, scuoti più in profondità, la mia voce in te ha appena iniziato a farsi sentire.

 

 

Parola di Francesco". 

Domenica, 26 Marzo 2017 11:51

LE PRIME LUCI A SAN DAMIANO

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E’ una calda giornata di primavera nel giardino del Semplice. Due alberi di pesco sono in completa fioritura. Nati spontaneamente, alle estremità di quello spazio, pensato e dedicato a Nostra Signora delle Querce e delle Grazie, parlano al cuore, sussurrano all’anima. Una bellezza che forse ricorda gli occhi di Chiara, quegli occhi che Francesco amava chiamare ‘i laghi della sua anima’.  

 

san Damiano

 

- “Dimmi Francesco caro, è forse di lei che mi vuoi parlare?”.

 

- “Amico mio, fratello mio, alle prime luci dell’alba Chiara era sempre la prima a risvegliarsi nella sua piccola cella a San Damiano. I miei occhi la raggiungevano tramite il volo delle allodole e dei piccoli passeri, ma il mio cuore non la lasciava mai, nemmeno per un istante. Era sempre accanto a lei nella preghiera e nel Suo amore”.

 

Sento che portare questa testimonianza non sarà facile. Le parole hanno troppo pudore per uscire, si nascondono. L’emozione è così forte che il cuore di Francesco è un effluvio di lacrime.

 

- “Francesco caro quante volte mi hai abbracciato nella mia disperazione e nel mio sconforto. Permettimi ora di essere io ad abbracciare te, in questi che sono forse i ricordi più belli e teneri della tua vita. Ti assicuro che non sarò indiscreto, racconta solo ciò che vuoi”.  

 

- “Ho già lasciato il mio testamento spirituale, ma allora le parole scritte o dette pesavano più di macigni, per questo avevamo il canto e la poesia, per esprimere ciò che con naturalezza ci era precluso”.

- “Francesco caro, cos’è allora che, tra te e la tua piccola sorella d’anima, è rimasto in sospeso o forse inespresso?”

 

- “Fratello mio, vedi è bastata una tua sola frase. Dov’è finita la tua discrezione, la tua delicatezza?”.

 

- “Perdonami Francesco, ho ancora molte cose da imparare, vorresti essere tu ad insegnarmi tutto questo?”.

 

- “Il mio più grande rammarico, è stato di averla lasciata sola per troppi anni, di aver lasciato sulle sue spalle una responsabilità troppo grande”.

 

- “Francesco caro, non chiedermi più di scrivere queste cose. Non so in quale punto della mia anima mi sto nascondendo, per non lasciar scorrere le mie lacrime. Eppure al tempo stesso ti prego, parlami, racconta ancora!”

 

- “Chiara, piccola e dolce sorella, quanto hai saputo essere più forte di me in quei momenti di bisogno. Quanto mi hai spronato nel cammino. Quante lacrime che solo tu sapevi vedere hai asciugato. Per questo e per quello che solo i nostri cuori conoscono, ti ringrazio”.

 

- “Sono sicuro fratello mio Francesco, che lei ti ha perdonato. In cuor suo non ha mai pensato di avere qualcosa da perdonarti, ma comprendo benissimo, come forse per te, non sia stata la stessa cosa. Quella promessa di avere attenzione e solerte cura delle povere dame di Nostro Signore, chi l’avrebbe ora mantenuta? E poi la sua lunga malattia. Interminabili anni di solitudine, tormenti e sofferenze leniti solo dall’amore verso Dio”.

 

- “Sì fratello mio, tutto questo è forse il motivo per il quale ancora oggi non trovo il coraggio di guardare nei suoi occhi e tu questo lo comprendi bene. Molte persone non comprenderanno come sia possibile che un uomo, attraverso il quale Dio ha compiuto miracoli, non trovi il coraggio di guardare negli occhi una donna. Fratello mio, salda tu questo mio debito, guardala negli occhi. Lì ritroverai una parte di te, quel cielo clarito e bello che Nostro Signore ha riempito di stelle”.

 

Nel Suo amore. 

 

***

 

Fratello..

lasciata mai..

abbandonata mai..

Allora e sempre tu al mio fianco ..

Ogni filo d'erba parlava di te

Ogni alito di vento aveva la tua voce

Ogni battito d'ali la tua carezza

In ogni mia lacrima la sicurezza della pace delle nostre anime.

 

Nel Suo amore.

 

 

Caro San Francesco, semplice dei più Semplici, a te con grande devozione mi affido. Mio marito ed io stiamo attraversando un periodo di grave crisi nel lavoro. Da tempo non riusciamo più a godere delle cose belle che la vita ci riserva!! Abbiamo un grandissimo debito. Sì, il Signore non ci fa mancare nulla, perché lui provvede a tutto, ma purtroppo la paura è tanta per noi e per i nostri tre figli. Loro ci aiutano e capiscono la situazione!!!

 

Io sto iniziando a soffrire di attacchi di panico, soffro di dolori alle ossa e ho una brutta sciatalgia. Da un po' di tempo ho dolori al seno e sto somatizzando più del dovuto. Mi vengono pensieri strani, di avere qualche brutta malattia, e sono molto negativa!! Avrei di più da dire ma mi sembra di lamentarmi tantissimo. E anche questo mi fa star male!! Mi dà fastidio sentirmi debole!!

 

Il Signore sa tutto di me adorato San Francesco !! Ti chiedo aiuto e intercessione. Aiutami ad uscire da questo senso di impotenza di debolezza di paura !! Aiutami, aiutami!! Mi dispiace perdonami grazie ti amo. Scusami Nicola se non riesco ad esternare di più anche se sono tanto piena di preoccupazioni. Avverto un forte senso di chiusura!! Grazie, grazie, grazie.

 

agnese e chiara

 

Cara amica, questa mattina Francesco mi chiamava, anche se già da ieri era nell’aria il suo appello. La mia fiamma si era accesa dei suoi colori e il suo richiamo diventava più insistente.

 

 

- “Fratello caro, anche tu a volte senti il bisogno di un mio segnale forte, di sentire che sono presente in te, che ti chiedo parola e verbo espressione del mio amore”.

 

 

- “Francesco caro, quante lacrime scorrono nei miei occhi, quando attraverso te guardo il mondo”.

 

 

- “Fratello mio, quante sono le lacrime dei tuoi occhi che raccolgo nelle mie mani benedicendole.

 

 

Ricordi un tempo? Non sapevi piangere, te ne eri dimenticato. Un tempo non sorridevi, la tua gioia si era spenta. Ora stai portando il mio messaggio, risvegliando il tuo sorriso, e la Sua gioia.

 

 

A volte sei tacciato di eresia. Molte porte hai visto chiudersi, per occhi e menti che non guardano più con semplicità alla vita. Sì, da allora è trascorso molto tempo.

 

 

Ancora ricordo quel cammino antico e le sorelle d’anima che lo percorrevano con me. Loro ti hanno riconosciuto.    

 

Un tempo ogni nostra parola profumava di eresia e dovevamo custodire nel cuore ciò che la parola non poteva esprimere! Agnese e Chiara erano il mio rifugio, la fortezza dove custodire il Suo Amore.

 

 

Se è vero che le parole possono fare più male delle pietre è anche vero che amando incondizionatamente il nostro prossimo, non solo nell'umile e nell'indifeso ma anche nel superbo e nell'arrogante, estendiamo il Suo Amore anche là dove è più difficile amare.

 

 

Avete la benedizione degli angeli e la mia per le parole di conforto che canalizzate, quando portate i loro e i miei messaggi, nel Suo infinito Amore.

 

 

Grazie per ogni passo che muovete verso l'amore. Grazie per la compassione. Grazie per la forza. Grazie per le preghiere. Grazie per i cuori che riunite. Continuate a benedire ogni ora del giorno e della notte, continuate a benedire ogni spiga di grano, ogni grappolo, ogni seme e ogni acino, Lui vuole così. Dimenticate, chi vi ha fatto del male, rafforzatevi nel mio e nel Suo amore”.

 

 

- “Grazie fratello Francesco, il tuo amore è inesauribile. Puoi confortare anche questa nostra amica che si rivolge a te?”

 

- “Parlavo a lei rivolgendomi a voi e a te. Parlavo a tutte quelle anime che un tempo erano riunite nel Suo amore e che oggi chiedono ancora di servirlo.  Spremi quegli acini, macina quei semi. Il vino del Suo amore sarà la benedizione delle nozze di Cana. Il pane della sua misericordia il cibo benedetto del cuore. Assieme siete l’essenza. Assieme siete il nettare. Assieme siete chiamati nel Suo amore. La vita nuova inizia da pensieri di fratellanza e unione, un unico olio prodotto dalla terra che con pazienza avete lavorato. Sorella cara, avvicinati, ti benedico”.   

Caro San Francesco, Ti prego di illuminare il mio cammino e di darmi un segno in quale percorso proseguire. L' albergo o l'opportunità che ho visto oggi. O quella che andremo a vedere domani? O trovare un lavoro da dipendente? Ma ci sono tutti gli impegni, Tu lo sai. Ci riuscirò?

 

Ho gestito un albergo la scorsa stagione, vorrei gestirlo anche quest' estate, ma il proprietario non me lo dà più perché non ho finito di pagare. Ci sono stati problemi con le licenze e ho lavorato poco, ma se potessi avere la possibilità di gestire qualcosa anche quest'estate, pagherei gli impegni. Nel frattempo sto cercando lavoro, ma nessun lavoro mi permetterà di pagare i debiti, se non in un lasso di tempo ragionevolmente lungo. Oggi ho visto un ristorante e domani vedrò un bar. Sono in confusione, qual è la strada giusta? Riuscirò a onorare i miei impegni, che è quello che mi sta più a cuore?

 

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E’ domenica mattina, suonano campane a festa. Entrato nella Vigna trovo Francesco assorto nella preghiera. Sta pregando per chi lavora, per chi lavora con spirito di servizio, per chi cerca un lavoro e per chi lo troverà presto.

 

- “Francesco caro, buongiorno! L’aria annuncia la primavera e in questo luogo d’amore tutto profuma della poesia in cui risuonano le tue parole.  Possiamo passare un po’ di tempo assieme? Possiamo pregare per questa amica che pone una domanda precisa e che chiede in quale direzione muoversi?”.

 

- “Fratello caro, per chi chiede di unirsi a noi in preghiera, nella preghiera a Dio Padre, si apre un varco nel velo e scendono schiere infinite di angeli. Li puoi chiamare gli Angeli di Francesco, se li invochi in nome mio. Portano la consolazione, ti aprono al perdono, ti spronano a rialzarti. Ecco di cosa ha bisogno questa nostra sorella. Ha speso molte delle sue energie, si è aperta a molti progetti pieni di speranze, ma poi le cose non sono apparentemente andate come lei si auspicava. E ora chiede se ce la farà. Certo che ce la farà, in ogni caso ce la farà. Le strade però che ci conducono a Lui, non sempre sono quelle che immaginiamo. Cosa serve a questa nostra sorella? Un grande lavoro sulla propria autostima, la fortezza della fede che porta alla certezza di essere sempre guidata e sorretta. Dunque prima di ripartire forse per lei sarebbe più opportuna una pausa. La sua mente è in fermento, il suo cuore è agitato e la sua bambina impaurita. Insegnale ad ascoltare questa bambina, a prendersene cura. Preghiere di paura e preoccupazione, piene di agitazione e rumore non sono l’olio che tiene accesa la lampada dello spirito.

 

Cara sorella, ti saremo sempre vicini e ti ascolteremo, veglieremo su di te, ma tu non correre, cammina serenamente. Ritrova il tuo centro, riaccogli la tua bambina nel tuo abbraccio e da lì riparti. Questo allora è il tempo della riflessione e della preghiera: una preghiera di pace e gioia. Per gestire un albergo devi prima pulirne tutte le stanze: non puoi accogliere clienti in camere sporche e disordinate per la fretta di aprire. Controlla una ad una le tue stanze, le emozioni della tua bambina, i luoghi dove ama rifugiarsi quando tu non ci sei e inizia la pulizia da lì. Fa in modo che, quando gestirai nuovamente un albergo, questo sia un luogo confortevole e pulito, senza i ricordi dolorosi del passato. Hai la benedizione del Cielo”.

 

- “Grazie Francesco per queste tue parole e grazie perché ogni giorno sei accanto a me, a noi! Buona domenica Francesco!”.

 

- “Buona domenica, fratello caro!”.

Caro Nicola, un gesto davvero gentile quello di rispondere ad una nostra domanda. Vorrei porre a Francesco una questione che riguarda il lavoro. Francesco vorrei sapere innanzitutto se sono sulla strada giusta nell'individuare un mio modo di operare, altrimenti su cosa porre la mia attenzione per sviluppare il mio canale energetico. Se hai altri consigli ne farò tesoro. Grazie.

 

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Entro nella vigna accompagnato dal tepore dei primi giorni primaverili, che rendono più solare e magnifico questo angolo di paradiso. Mi precede il canto entusiasta di piccoli uccellini, creature così care al cuore di Francesco. Lui è lì che li benedice, che sorride al loro volo.

 

E’ immerso nella Sua gioia.

 

 

- “Avvicinati amico e fratello caro, sai quanto faccia bene al cuore questo canto e come i loro occhi fossero diventati i miei quando la mia vista si era appannata e indebolita. Erano loro a raccontarmi le meraviglie del creato. Erano loro a posarsi tra i filari di questa vigna e a controllare che ogni grappolo ricevesse le amorevoli cure di Nostro Signore.

 

Allo stesso modo questa nostra cara amica, sta cambiando le percezioni dei suoi sensi: ascolta in modo diverso, osserva tutto in modo nuovo. Lei stessa è come un piccolo passerotto che cinguetta. Guarda con gioia alla vita dopo che i suoi occhi, per molto tempo, sono stati pieni di lacrime. 

 

In lei sono esplosi i colori, la vita, la gioia. La sua anima vola, vibra, s’incanta. Quando torna allora dipinge, Quando ritorna crea. Restano impresse vibrazioni, frequenze, sguardi dell’anima, tutto racchiuso nel racconto di un piccolo passerotto. Allora le sue mani si aprono, lei lo accoglie e lo porta al cuore. Così dipinge i rami su cui si è posato, così dipinge arcobaleni nuovi, nuvole e serafici incanti.

 

Qui siamo felici del suo risveglio, siamo immensamente felici che lei possa accogliere questo dono e manifestarlo. Per noi è una sorella, una piccola sorella che abbiamo ritrovato. Ora è affidata a te, cura il suo cuore, rendi ancora più grandi e magnifici i suoi voli, libera completamente le sue ali nel Suo immenso amore.

 

Parola di Francesco.  

Giovedì, 09 Marzo 2017 16:31

SECONDA LETTERA DELLA VIGNA A FRANCESCO

Scritto da

Grazie Nicola per questa bella occasione che mi dai.


Non ho mai avuto il coraggio di chiederti, perché non mi sento in pace con me stessa? Ti prego dal profondo del mio cuore di chiudere al nostro amato Francesco, cosa posso fare per uscire da uno stato di confusione e dolore che mi trascino da sei anni a causa del fallimento del mio matrimonio.

 

Mio figlio si rifiuta di parlarmi ed io sento che mi sto solo trascinando. Ti supplico mio adorato Francesco a mani giunte ti chiedo cosa devo fare per uscire da questo dolore che mi opprime. Grazie, mi dispiace, ti prego, perdonami, ti amo. Grazie ancora Nicola e che Francesco ti illumini sempre.

 

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Amica cara, sorella, leggo ora la tua bellissima lettera a Francesco perché possa aiutarti a trovare la pace in te e nella vita di tutti i giorni.  Francesco si è assopito tenendo appoggiata al cuore la tua lettera. E’ sereno. Sicuramente sta parlando al Padre di te:

 

“Altissimo, onnipotente e buon Signore…!”.

 

Mi riempie di gioia che di fronte al Padre Celeste usi tutti i suoi doni di eloquenza e d’amore affinché Nostro Padre volga a te il Suo sguardo e ti doni la pace, quella pace che infinitamente desideri e che apparentemente ti scorre via dalle mani, che inutilmente cercano di trattenerla. Mentre riapre gli occhi, Francesco inizia a parlare, ha l’aria di un bambino e come un bambino è stato accolto e amato dal Cristo. 

 

- “Ecco fratello caro, così rispondo a questa nostra amica: la pace come la insegna Gesù non appartiene a questo mondo, non appartiene a ciò che vivi fuori, esternamente. Il Padre dona la Sua pace al cuore, a tutti quei bambini che di fronte all’agitazione del mondo, rimangono nel suo amore. E’ questa la pace cristica, la pace di chi trascinato, provato, incompreso dalle memorie degli uomini che condannano, risplende nella luce del Padre. Rimani nel Suo amore e Lui ti offrirà la vera pace. Tutti noi vorremmo invece quella pace fatta di comodità, di comfort, quella pace che  rappresenta la vita come lo scorrere di un lungo fiume tranquillo, ma non è questa la pace che il Maestro ci ha promesso. La Sua pace è un dono per il cuore, per il tuo bambino, affinché tu e lui abbracciati dal Padre, sappiate sempre far fronte alle mareggiate della vita.  Il suo amore non condanna mai.

 

Cara amica, non hai fallito un matrimonio, non hai fallito nessuna prova, sei semplicemente cresciuta. La medicina che chiedi per il tuo cuore e per la tua anima è l’amore puro, la preghiera e il silenzio nel quale crescere ed educare la tua bambina. Se segui la via dell’Ho-oponopono del Semplice pulirai velocemente le tue memorie, la tua confusione e il tuo dolore. Allora e le tue mani da giunte si apriranno per accogliere il mio abbraccio.

 

 

Nel Suo amore, Francesco.      

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