Ho'oponopono Cristiano

Ho'oponopono Cristiano (197)

Mercoledì, 08 Marzo 2017 08:14

PRIMA LETTERA DELLA VIGNA A FRANCESCO

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Caro Nicola, San Francesco dice che il male si vince con il bene, la violenza con la non violenza, l’errore testimoniando la verità. Permettimi Nicola di rivolgermi ora direttamente a Francesco. Devi sapere, caro Francesco, che dentro di me, c'è una bambina spaventata. Ho subito violenze psicologiche e fisiche, le botte di un padre violento con il quale non vivevo più insieme, poiché lui aveva abbandonato me e i miei fratelli, dopo la morte di mia madre. I lutti sono stati per me molto dolorosi e vissuti come abbandoni. I miei nonni ci hanno accolto con umiltà, semplicità e abbiamo vissuto nella vera povertà!! Ora la bambina che è in me vuole riprendere il volo, desidero curarla, coccolarla. Cosa aspetto allora? Ce la potrei fare, ma il contesto familiare condiziona pesantemente il mio esistere. Mio marito è lontano, mia figlia parte per l’Inghilterra. Mio figlio invece, sebbene molto buono è oppositivo. Tra noi c’è un distacco generazionale. Lui sembra non credere nel non visibile, si basa sulla scienza. Io continuo a testimoniare, e prego perché lui sia inondato dalla luce!! Il mio passato mi pesa, nonostante la mia piccola e semplice fede. Agisco per il bene anche di fronte ad atteggiamenti pieni di cattiveria. Vengo considerata una "debole" perché essere buoni, pazienti, fedeli ad un credo, significa essere estremamente deboli. Subisco "mobbing" e questo mi fa soffrire. Sono sensibile e interpreto tutto al dettaglio, ma non riesco a farmi scivolare le cose di dosso, no, proprio non ci riesco. In sintesi, ora mi sento molto sola, triste, quasi da non riuscire ad affrontare la vita. Mi manca mio marito, mia sorella è lontana e mi manca la mia terra, il mio cuore è là, ma anche qua con i miei figli. La nostra famiglia da sei anni si è trasferita per lavoro. Da noi c’era disoccupazione. Ma anche qui dove abitiamo ora, mi sembra di non farcela più. Un passato molto sofferto, problemi, non pochi di salute, quanto è complicata questa vita caro Francesco!!! Tutto questo condiziona e rattrista la mia bimba che già soffre, che ha perdonato ma non dimenticato, che spesso è caduta nel vortice dell'inferno per poi piano piano risalire e vedere luce. So che tutto ciò che ho scritto è un cumulo di cose, ma sono vissute, e le sto vivendo ancora. Ora faccio parte della Compagnia del Semplice, un gruppo di Whatsapp e sono grata a Nicola per avermi chiamato forse per mezzo tuo, Francesco!!! Grazie, ti amo, perdonami, mi dispiace!

 

Vigna1

 

Cara amica, questa mattina sono entrato nella vigna di Francesco, la vigna di Nostro Signore, perché tra le tante lettere giunte, volevo consegnare la tua direttamente nelle sue mani.

 

 

Francesco ha pianto nel leggerla.

 

 

Ti ama infinitamente e sa bene quanto sia forte la tua fede e profondo il tuo coraggio. La tua mente si è riempita come la soffitta di casa, dove hai continuato a riporre delusioni, amarezze e sconforti.

 

 

Francesco crede nell’amore e per te ripete: “amati”.

 

 

Per pulire questa tua soffitta usa il mantra di Francesco: “Signore fa di me, lo strumento della tua pace”. Abbinalo al sorriso.

 

 

Ogni volta che ripeti Signore fai di me lo strumento della tua pace, sorridi.

 

 

Se hai scelto Francesco, il tuo nome come il suo, è particolarmente caro al Suo amore, all’amore di Dio. Esci da questa zona di comfort che è il lamentarsi, il compiangersi, il disperarsi. Hai una completa tecnologia dello Spirito a tua disposizione e giorno dopo giorno Francesco accompagnerà il tuo cammino, incitandoti al sorriso. Ti sarà a fianco, camminerà con te, ti benedirà. Recita costantemente il suo mantra, ad ogni tuo respiro sorridi e ripeti: Signore fa di me lo strumento della tua pace.

 

Hai la benedizione del Semplice, rimani nel Suo amore!      

 

* * *

 

Buonasera Nicola, quanto è grande l amore del Signore, e Francesco che ha risposto alla tua visita nella sua vigna! Che fatica sorridere, recito il mantra, ma accenno appena al sorridere!! Pian pianino con pazienza, fiducia e perseveranza donerò sorrisi a me e agli altri! Francesco ha pianto, quando tu hai presentato la mia preghiera, e io mi sono profondamente commossa e ho pianto a mia volta! Si, tostissime sofferenze, ma mia nonna diceva sempre, ad ogni dolore c'è sempre rimedio e speranza. Eccola, è arrivata, tu, strumento, testimone di questo grande amore DIVINO!! Che grande opera misericordiosa hai compiuto! Ti ringrazio, un abbraccio. Buona serata. E tra poco in preghiera. Insieme alla compagnia del Semplice. Uniti insieme dal Cielo. Mi dispiace, perdonami, ti prego , scusa, grazie, ti amo. 

 

 

 

 

Mercoledì, 01 Marzo 2017 17:01

FRANCESCO AL LAGO

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E’ rarissimo che inizi un post dal titolo. Di solito è l’ultima cosa che scelgo. Da un paio di giorni Francesco mi chiama, quasi a ripetermi che le parole che mi offre, sono già impresse in me e che devo solo metterle nero su bianco. Caro Francesco, mi commuovo ogni volta, ogni volta con te l’amore non ha confini. Seguono minuti pieni del suo profumo, della sua musica, della sua gioia.

 

Francescoluce

 

- “Francesco caro come si sta dentro di me?”.

 

- “Fratello mio, le acque pulite sono sempre trasparenti, gli occhi sinceri sono sempre pieni del Suo amore, la forza del tuo abbraccio è ora piena di tenerezza. Ti riconosci oppure inizi solo ad intravederti? Condurre, uno a uno, i tuoi passi nella Sua semplicità, fino al Suo amore, è stata per me, la semplice gioia! Ora sai cosa si prova nel rivedere una persona che si ama profondamente. Ora conosci l’accoglienza festosa che le riserva il cuore. Dimmi: riuscirai a trasmettere ad ogni tuo fratello e ad ogni tua sorella questo tipo di accoglienza, frutto di un cuore puro e di una mente libera dalle menzogne delle memorie? Fa che questo diventi un tuo punto d’arrivo, che il tuo cuore accolga sempre nella piena letizia chi bussa, chi desidera l’amore semplice. Qui nulla ha regione di essere mercanteggiato. L’uomo più ricco è sempre quello che sa donarsi, che diventa ventre materno, paternità consapevole. Sii allora uomo e padre, riconciliati con te stesso. Dolce è la stagione in cui il cuore riposa”.

 

- “Comprendo Francesco il senso delle tue parole. Di primo acchito, vorrei sviare il discorso, frammentarlo, spezzarlo perché i riflettori non siano puntati su di me ma altrove. Ma comprendo che questo è il mio tempo, il tempo della riconciliazione. Per troppo tempo ho insegnato il perdono senza perdonarmi. Per troppo tempo ho proposto tregue e riappacificazioni dalle quali escludevo sempre il mio bambino. Così da pochi giorni ho creato un nuovo gruppo su Whatsapp chiamandolo ‘La Compagnia del Semplice’. E’ il mio specchio. Questo gruppo libero mi colpisce molto per le continue richieste d’amore, di preghiera, di conforto, di luce. Comprendo come molti di questi acini della tua Vigna rischino di cadere a terra prima di raggiungere la maturazione, prima che il Sole li abbia nutriti e resi rubicondi. Che fare allora? Come nutrire me stesso e gli altri acini?”.

 

- “Fratello caro, le regole del mio ordine non cambiano: ama di più! Amati di più! Amali di più! Sii il vento gentile che accarezza la mia vigna, sii le cure del fattore che conosce la sua casa, chi vi abita e il suo vigneto. Molti di questi acini non comprendono il dono della famiglia, essere parte del Suo amore. Lamentano dolori e sofferenze invece di innalzare forte e pulito un canto di lode e grazie. Dimenticano che è il grazie e l’amore il combustibile della sacra fiamma. Come può il lamento e la disperazione bruciare ciò che è memoria personale e ancestrale? Qualche giorno fa, ti ho portato sulle rive di questo splendido lago, il Lago Maggiore. Perché pensi lo abbia fatto? Hai notato la mia postura china nel sorreggere il Bambino? Ti mostro il gesto, tu semplicemente ripetilo: chinati, accogli i bambini che arrivano a te, portati da adulti distratti che hanno dimenticato di prendersene cura. Ora sono solo adulti lamentosi, non c’è più traccia del loro bambino, lo hanno perduto dentro se stessi. Nel cuore dove matura il tempo della riconciliazione è giunto il momento di vivere la Sua pace. Grazie fratello mio per averlo compreso, rimani nel Suo amore.             

Lunedì, 13 Febbraio 2017 16:40

AMO IL PECCATO

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Buongiorno Nicola, mi piacciono molto le cose che Francesco ti dice, ma, ora, ho bisogno di qualche chiarimento. Ti ha detto che lui ama molto il peccato e chi lo compie, mentre Gesù ha sempre dimostrato di amare tutti, ma non il peccato. Infatti ha detto: "Va' e non peccare più". Puoi chiedere a Francesco di chiarirmi le idee in proposito? Grazie.

 

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- “Francesco, Francesco caro, c’è bisogno di un chiarimento! Dove ti trovo, nella Vigna o nel roseto?”.

 

- “Buongiorno fratello caro, stavo giusto potando le rose, quelle magnifiche rose, che Nostro Signore mi ha donato senza spine. Vieni t’insegnerò ad averne cura, così nella prossima primavera il tuo giardino ne godrà del soave incanto. Dunque, di cosa vorresti parlarmi?”.

 

- “La domanda è semplice: Il peccato e il peccatore si possono conciliare, trovano un punto d’incontro in una vita dov’è possibile non peccare più?”.

 

- Fratello mio, la tua domanda stride. Ancora pensi che esista qualcosa come il peccato, ancora naufraghi nelle percezioni limitate della mente. Vecchi ricordi: non sono degno di…, per mia colpa, mia colpa… Sei o non sei un figlio di Dio? Non dubitarlo, potresti ancora non comprenderlo pienamente, ma lo sei! E poiché Dio è amore, come genitore Egli ti cresce nel riconoscere tutto ciò che è amore da ciò che non lo è. Vigila sulla tua mente, poiché tutto nasce dal pensiero, e quando perdi la padronanza della mente, cadi nella percezione limitata o come qualcuno impropriamente dice, nel peccato.

 

Dunque se sei un figlio di Dio e qui qualcuno direbbe impropriamente e forse volutamente, nel desiderio di controllare la tua mente un peccatore, come potrei non amarti? Se il peccato è solo una percezione limitata che persiste finché tu continui ad opporti ad essa, come posso non amarti e non amare il tuo peccato? Come posso non accoglierti con gioia nella redenzione e nell’amore? No, non potrei. Senza la forza di Dio avresti la volontà di non peccare più?

 

Non credo, poiché i circuiti della mente sono compulsioni che si alimentano di dolore e sofferenza, di disistima e non amore. Fratello se ti opponi al peccato, il peccato persiste, alimentandosi di odio e rancore. Se ami il peccato, amerai conseguentemente anche il peccatore e quell’amore sarà la forza da cui scaturirà la redenzione che voi chiamate pulizia delle memorie.

 

Gesù disse: Va e non peccare più, ma poiché sapeva benissimo che ogni uomo è figlio di Dio e suo fratello, ha inoltre aggiunto perdona settanta volte sette.  Verso chi è rivolto allora questo perdono che continua a rinnovarsi all’infinito?

 

Verso quell’unico uomo figlio di Dio che sei tu e sono io. Un uomo che continuerà ad avere percezioni limitate e a cadere sui suoi passi finché la forza dell’amore non l’avrà redento. Vi è chiaro ora perché amo il peccatore e il peccato? Per quanto un figlio di Dio possa peccare tornerà sempre al Padre. Senza di lui Dio sarebbe incompleto. Che significato vuoi allora dare all’espressione vai e non peccare più? L’uomo ha la forza da solo, senza la Grazia divina della trasmutazione delle memorie, di non peccare più? Sorrido. Amo. Come potrebbe senza la forza dell’amore? La Grazia divina arriverà, arriverà sempre, ma può arrivare solo dopo la tua esperienza di sofferenza, di dolore, dopo la tua percezione limitata o come alcuni impropriamente dicono dopo il tuo peccato.

 

Dunque, quel ‘va e non peccare più’ indica la via da percorre, significa dirigiti sempre verso l’amore, con la certezza che sarai sempre perdonato perché il perdono è il valore più alto dell’amore. Rifletti su un’ultima cosa: a chi fa più bene il perdono, a chi lo riceve o a chi perdona? Sorrido, ringrazio e amo il tuo peccato e tu che sei figlio/a di Dio illuminata dalla Grazia della comprensione.          

Sabato, 11 Febbraio 2017 08:52

UNA VITA PIU' FACILE

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Ciao Nicola, ti scrivo nuovamente, a distanza di tempo, sperando di trovare ancora conforto nelle tue parole. Ho appena riletto la tua ultima email, in cui scrivevi che ciò che è importante è il dialogo interiore e il processo di crescita che nascono dalla sofferenza. Lo capisco, lo condivido, ma che fatica!

 

Proprio per questo ti scrivo oggi. So benissimo che tutti noi abbiamo delle prove da superare, e che le mie sono sicuramente lievi se paragonate a quelle di tante altre persone. Ma ho notato nel tempo un filo denominatore negli eventi della mia vita, come se tante cose che vorrei davvero diverse, migliori, che sono importanti per me, richiedano un enorme tempo per essere cambiate, difficoltà infinite, eventi che coincidono che rendono il tutto ancora più pesante.

 

Nonostante faccia ho’oponopono, nonostante cerchi di vedere i lati positivi della situazione, a volte mi abbatto, mi sento impotente di fronte alla vita che sembra dirmi "no, devi faticare ancora un po'!".

 

Cerco di capire da cosa derivino certi miei blocchi, di perdonarmi, di guardare al mio rapporto con i miei genitori, cerco di lasciar andare tutto questo e di lasciar fluire. Eppure certe situazioni sono ancora lì e mi demoralizzo, mi confondo perché non so più che approccio dovrei avere. Un esempio è il mio lavoro. Sono in quest'azienda da quasi 5 anni, dal primo giorno mi sono resa conto che non volevo stare qui.

 

Ho cercato altro, non ho trovato nulla. Lavoro distante da casa, ora ho un figlio di 10 mesi e mi piange il cuore perdere tutto questo tempo in macchina, mentre potrei dedicarlo a lui. Senza contare che devo stare 2 giorni alla settimana dai miei con il bimbo. Certo, mi dico, i miei sono contentissimi di fare i nonni, ma questo bimbo che cambia letto ogni settimana lo vedo nervoso e dorme male. Ieri sera tornando a casa con lui ho trovato un incidente in autostrada, e ho impiegato un tempo assurdo per arrivare, con lui che piangeva disperato ed io che non sapevo più cosa fare.

 

Speravo di trovare qualche altro lavoro durante la maternità, ma niente. Vorrei fare qualcosa in cui credo, qualcosa che mi appassiona, vorrei contribuire a migliorare il mondo, ma tutte le idee che mi vengono non sono economicamente fattibili, tantomeno ora con un figlio. Vorrei poter andare a lavoro in bicicletta, o magari a piedi, per inquinare di meno questo nostro pianeta, per muovermi un po', per vivere il posto in cui abito. E invece sono a metà tra una città e l'altra, senza il tempo per nulla.

 

Ecco. Questa è solo una delle situazioni in cui mi trovo. Vorrei una vita più facile, vorrei sentire che le cose si incastrano bene per avere l'impressione almeno che sto andando nella direzione giusta. Invece niente. Perché?

 

donna1

 

Amica mia, conosci l’espressione non saper più a che santo votarsi? Fortunatamente io lo so, nella mia vita c’è Francesco, mi rivolgerò a lui per vedere se può aiutare anche te.

 

- “Francesco, fratello mio, piccolo grande uomo che hai conquistato il mio cuore, ci sei?”.

 

- “Fratello caro, l’amore risponde sempre all’amore e la luce chiama ondate di luce nuova, cascate di meravigliosi colori che nutrono torrenti e fiumi d’amore, impazienti di raggiungere quell’oceano formato da miliardi di gocce, che unite si chiamano Dio.

 

 

Ognuno di voi quando scende sul corpo di madre terra, è una goccia di quell’amore che ha preparato per sé un meraviglioso progetto di vita, per ritornare alla consapevolezza, in quell’oceano d’amore. Tutto ha inizio da una semplice goccia che cade sulla terra: dove scegli di cadere questa è la tua libertà di fare esperienza.

 

Puoi scegliere di cadere nel deserto, nelle più alte montagne o nelle sconfinate savane dove il calore è così elevato da bruciare ogni goccia di pioggia che cade. Puoi anche scegliere di cadere nell’acqua di un torrente o di un fiume e in questo caso sai già che ti stai dirigendo a valle, che devi solo e semplicemente seguire il flusso, perché esso ti condurrà a Dio.

 

Tra questi due estremi, il deserto e il fiume esistono infinite possibilità, più numerose delle chiare stelle del cielo. La tua domanda, amica cara, è dettata dal cuore, desideri una vita migliore e la vorresti percepire come quella goccia d’acqua che sta raggiungendo l’oceano, la felicità. Ora il tuo progetto di vita è fantastico, perché porsi delle domande è già come percepire la prima luce dell’alba che sorge all’orizzonte, ma perché il sole sia alto nel cielo e illumini completamente la tua vita ci vorranno ancora delle ore. 

 

Forse guardando dentro potresti accorgerti che il sole risplende già e che startene seduta all’ombra è stata semplicemente una tua scelta.

 

Ecco allora l’aiuto che ti posso dare: ringrazia e celebra nella gioia ogni tuo respiro. Ringrazia Dio per la figlia che hai avuto, per la tua famiglia, per l’aiuto dei tuoi genitori, per il tuo lavoro. Riscopri in ogni sua manifestazione la bellezza della vita, della tua vita.

 

Lavora su te stessa con impegno costante e con ogni pensiero rivolto al Padre Celeste.

 

Ogni mattino quando apri gli occhi torna a sentirti come una goccia d’acqua che cade da una nuvola, ma fa in modo che quella nuvola non sia distratta o trasportata dal vento, nella confusione della vita. Quella nuvola è la tua energia e quella goccia in cui si manifesta è il movimento che tu dai alla tua luce. Nel deserto sarai bruciata, in cima alla montagna ti congelerai, hai solo una scelta: la corrente del fiume.

 

L’insoddisfazione e il rimpianto nascono dalle scelte non in linea con il progetto divino, con la strada che riconduce a casa. L’amore del Padre è così grande che nel suo dono di libertà non ti impone scelte diverse da quelle che stai facendo, ma dentro di te ti accorgi che non stai suonando la tua musica, non stai cantando la tua canzone, non stai vivendo la tua vita. Allora che fare? Forse ripetere giova: lavora costantemente su te stessa, quando sarai cambiata tu, sarà cambiato il mondo, l’universo e tutte le galassie.

 

Non lasciarti vivere: torna ogni giorno ad esprimere la tua scelta, il tuo progetto e muoviti in quella direzione. L’amore ti accompagnerà, abbi fiducia, resta nell’amore e nella preghiera”.

 

- “Francesco caro, a volte le persone non comprendono e rimangono affacciate sulla loro vita, semplicemente aspettando che qualcosa accada”.

 

- “Certo, qualcosa accadrà e anche quella sarà una loro scelta!”.

 

- “Grazie Francesco caro”.  

Giovedì, 09 Febbraio 2017 22:38

CERCANDO LA PROPRIA STRADA

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- Buongiorno Nicola, è da un mese che pratico questa bellissima meditazione, ma avverto un leggero mal di testa e un peso sul plesso solare e non so spiegarmi perché succeda. Cortesemente puoi darmi qualche delucidazione in merito? Grazie di cuore.

 

naufrago

 

- Buongiorno cara amica, che meditazione pratichi?

 

- Ho’oponopono.

 

- Spiegati puoi intendere mille cose?

 

- Nel senso che questi "fastidi" che avverto dopo la meditazione non so se sono dovuti al mio stato d'animo o altro.

 

- Si ma che tipo di meditazione fai?

 

- Sul bambino interiore di (...). Scusami non avevo capito.

 

- Dunque perché non chiedi a (…) che cosa ha mosso quel tipo di meditazione? Chi crea una meditazione ne conosce il contenuto e quindi potrebbe, probabilmente, spiegarti cosa si è mosso. Non fosse così, girami la meditazione che fai e cerco di capirci qualcosa! Grazie!

- Ho scritto, e mi è stato risposto di pulire e pulire. La meditazione si trova alla pagina (…), scusami ma essendo alle prime armi col pc non so come fare per girartela. Il mio intento è di fare la cosa giusta e per bene. Grazie.

 

- Finché senti che con (…) stai crescendo e ti aiuta in questo, segui le sue indicazioni. Quando sentirai che il tuo percorso lì è finito, apri una nuova pagina della tua vita e continua a crescere in una nuova direzione! La vita è sempre prosperità e abbondanza nella semplicità! Un grande abbraccio!

 

- Grazie.

 

- Amica cara spero di non aver ferito la tua sensibilità. Se hai fiducia in me possiamo lavorare assieme, ma non mischiare cose proposte da più persone. Ti abbraccio e mi scuso ancora!

 

- Assolutamente non hai urtato la mia sensibilità. Mi è stato consigliato di sospendere la meditazione per tre giorni senza tralasciare la pulizia, e poi ricominciare. Ti abbraccio e ti ringrazio di cuore per la tua gentile disponibilità. Namasté.

 

Devo dire che normalmente questo non è il mio stile di risposta, e mi scuso ancora con te cara amica. Troppe persone ti vendono un prodotto e poi quando chiedi un chiarimento se la cavano con una frase fatta, a volte con una sola parola: “Pulisci!”. Così provando questo disagio per come ho risposto cerco il conforto e la guida di Francesco, proprio là nella sua piccola vigna.

 

- “Francesco caro, ci sei?”.

 

Mi sento tirare un po’ l’orecchio, Francesco non dà mai una risposta sgarbata, non usa mai un tono di voce più alto, e il suo sguardo è la purezza dell’amore.

 

- “Fratello non allontanare chi è già in difficoltà e nella sua ricerca si rivolge a te. Apri le tue braccia e accogli in nome del Suo amore. Da molte isole deserte stanno salpando i naufraghi dell’amore, con la loro zattera fatta di tronchi annodati con disperazione. Sii tu la certezza che l’amore avrà sempre una meta e un porto a cui approdare”.

  

- “Ti ringrazio Francesco per le tue parole, per la tua onda d’amore che ha sospinto la mia zattera finché è giunta a te. Anche la mia vita è stata una ricca sequenza di naufragi e non credo che chi naufraga si senta poi così bene!”.     

 

- “Bene ora che hai compreso, ama di più!”.

Giovedì, 02 Febbraio 2017 16:29

COME ESSERE LIBERI

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Caro Nicola tu conosci bene la mia situazione. Ho bisogno che Francesco mi guidi! Ho accettato il suo consiglio riguardo la meditazione e la pulizia di me stessa. Recito il mantra e mi sento meglio. Certo la mia vita sentimentale non è semplice, perché dovrò prendere una decisione per poter stare con il mio grande amore ritrovato. Però vorrei ricominciare d'accapo e rinascere nel mondo lavorativo. So che non è facile dopo tanti anni. Ma voglio rinascere in tutti sensi. Da dove posso riprendere la mia vita? Desidero rendermi indipendente e libera. Come posso fare Francesco guidami tu, consigliami! Riuscirò a realizzarmi??? Dimmi! Grazie, grazie, grazie.

 

amore1

 

Cara amica Francesco è qui, anche lui si è lasciato guidare dal Padre, dall’immenso amore di Dio. La chiesa in cui credeva, aveva posto sulle sue spalle un pesante fardello, pesantissimo da portare. Vivere solo con le parole del Vangelo in una società che si professa cristiana non è mai stato semplice. Per molti religiosi vale la regola: ‘fate ciò che vi dico, ma non fate ciò che faccio’.

 

Questa regola si adatta molto bene anche alla classe politica e all’uomo in generale. Ognuno per la sua strada, ognuno allo sbando, dove essere etici significa solo indossare un abito pulito e conformarsi a modelli prestabiliti. Francesco però è un eretico, scardina, rompe e dirompe. Inoltre sorride e ride sempre. E tu sorella cara vuoi veramente farti guidare da lui? Vuoi essere controcorrente, denudarti, spogliarti, sapendo che sarai derisa, beffeggiata, criticata e additata?

 

Benvenuta sorella cara, benvenuta nella Casa di Nostro Signore. Qui cerchi la tua realizzazione, ma potrai realizzare solo quella spirituale poiché vivi nel mondo delle apparenze, dei falsi valori quali l’ipocrisia e i valori di facciata. Realizzarsi in Dio ti porterà però la più grande felicità: una felicità immensa, sconfinata, cosmica. Il più piccolo e il più umile dei fratelli che avrai servito e amato, ti avrà assicurato la gioia più profonda dello spirito e la tua realizzazione.

 

Dunque cambiare si può! Se vuoi il consiglio e la guida di Francesco, niente illusioni: sai che la porta è quella stretta. In ogni istante con il tuo impegno, con l’amore del tuo cuore e con la pace di cui sei messaggera stai creando un mondo migliore. Continua così! L’aiuto che riceverai sarà luce ad ogni tuo passo, comprensione di ciò che ti sta accadendo, la forza per sostenere i rapporti e le dinamiche che crei.

 

La rinascita di cui parli è questa vigna, questo terreno da zappare giorno dopo giorno, nel silenzio, nel suo amore, nella sua gioia. Tutti assieme saremo il cambiamento che vogliamo vedere nel mondo. E’ per questo che ti stai impegnando: per poter amare chi ami, per poter pulire dentro di te quella falsa moralità che giudica invece di accogliere, che condanna invece di invocare la grazia.

 

Amica e sorella cara questa mattina Francesco è un po’ come un buon vino frizzante. La sua effervescenza vive di gioia, preghiera, amore e pace. Tu sei il tappo, trattenuto dalla gabbietta sul collo della bottiglia ma non appena deciderai di toglierla, Francesco ti spingerà così in alto che vedrai il Paradiso e gli Angeli.                   

Mercoledì, 01 Febbraio 2017 13:04

INTRUSIONE NEL TUO PROFILO

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Buongiorno Nicola, mi scuso in anticipo per l’intrusione nel suo profilo ma avrei da chiedere una cosa riguardo alla pratica di Ho’oponopono. Si tratta di una pratica che conosco e pratico da tempo con grandi risultati. Vengo al dunque. Domenica scorsa ho organizzato nella mia città un incontro di Ho’oponopono con una persona che viene dal Veneto. Abbiamo fatto la meditazione per trovare il nostro bambino interiore, ma ahimè io non sono riuscita a trovarlo. Le confesso che ci sono rimasta malissimo, la persona che teneva il corso non ha saputo darmi una "spiegazione" e a me è rimasto un magone! Allora mi è venuto in mente Lei e così ho pensato di chiederglielo visto che la reputo un grande esperto della pratica. Lei potrebbe dirmi come mai? Quali possono essere le cause che impediscono di trovare il proprio bambino interiore? La ringrazio in anticipo e mi scuso fin da ora se sono stata inopportuna. Buon pomeriggio.

 

profilo

 

Amica cara, grazie per avermi scritto e per l’opportunità che mi offri di chiarire questo aspetto del lavoro sulla nostra crescita personale. In molti casi il nostro bambino interiore si nasconde a noi per le innumerevoli ferite che porta nell’anima. Sono ferite per lo più sepolte, nascoste nelle profondità dell’inconscio, inabissate come vascelli fantasma nei ricordi della traccia del tempo.

 

In poche parole dobbiamo guadagnarci la sua fiducia, accoglierlo con parole amorevoli nel nostro abbraccio, chiedergli perdono per tutte le volte che lo abbiamo abbandonato a se stesso, preferendo una comoda indifferenza al far fronte al dolore causato dall’ennesima ferita. Quando lavoro con le persone, utilizzando le tecniche dell’Ho-oponopono e in primis l’amore, spiego che non sempre alla prima meditazione tutti incontrano il loro bambino.

 

Alcune persone diranno di non averlo visto per nulla ma probabilmente saranno riuscite a visualizzare colori o immagini particolari, qualcuna avrà sentito un profumo, chi una carezza, un battito d’ali o una parola sussurrata dentro. Amica cara la costanza premia. Con la seconda meditazione può accadere di riuscire a vedere il proprio bambino, magari di spalle, o solo il profilo. Poi con la terza meditazione le esitazioni sono vinte. Anche la persona dubbiosa esclama: “Sì, l’ho visto!”. Non parliamo poi della quarta meditazione dove con grandissimo stupore la stessa persona esulta: “E’ incredibile!!! Parla pure!!!”.

 

Sì lo stupore è massimo quando ci si accorge che il bambino interiore parla e interagisce con noi. Spero, amica cara, che tu abbia capito che si tratta di un percorso. Per alcuni il bambino interiore appare fin dalla prima meditazione, per altri si tratta di un rapporto da costruire. Certo è che più questo bambino è “incazzato” con noi e meno si presterà al dialogo e all’interazione; più ci ha perdonato, più si fida e più costruisce con noi quel processo che viene definito PULIZIA DELLE MEMORIE.

 

Dunque amica cara non hai nessun motivo per tenere il magone, ma mille motivi per voler approfondire il rapporto con il tuo bambino ovvero con te stessa. Sei quella meravigliosa persona con la quale passerai il resto della vita e hai ogni diritto di trascorrerla nel migliore dei modi. Smetti di portare dentro di te lacrime trattenute e ricordi dolorosi, molti dei quali sepolti nella sabbia della memoria akashika. Il mio compito è quello di aiutare tutte le persone che hanno fiducia in me. In questo sono aiutato da Francesco, si quel Francesco d’Assisi chiamato il giullare di Dio, perché anche per chiedere l’elemosina non usava la pietà ma il sorriso e la gioia.  

  

Ed ecco la risposta che ho ricevuto:

 

- “Grazie Nicola, le tue parole mi hanno commosso fino alle lacrime. Quanta verità! Sapevo di aver ferito il mio bambino interiore, ma non f0ino a questo punto! Continuerò il percorso con tutta la costanza necessaria. San Francesco è entrato nella mia vita da poco. Questo Natale, il mio compagno, senza un perché mi ha portato in quei luoghi. Ora capisco. Vorrei sapere di più sulla memoria akashika, magari farci un seminario. Tu hai delle date? Vieni in … a tenere dei seminari? Le meditazioni alla ricerca del bambino interiore posso farle da sola? Grazie di tutto, delle tue parole, grazie che mi chiami Amica. Grazie infinite, Amico di Luce”.

Martedì, 31 Gennaio 2017 15:57

A TUTTE LE NOVIZIE

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Ciao Nicola!  Oggi Ti faccio un po' sorridere. Un nuovo amico di Facebook mi ha chiesto se io fossi un’operatrice olistica.

 

- "Magari!" gli ho risposto.

 

suorevogliose

 

- “Beh in un certo senso lo sei!” replico io.

 

- “Magari perché sarebbe davvero bello, ma chi mi conosce bene come te sorride. Io e tutte le mie fisime e la mia mente .... Ma dici davvero?”.

 

- “Amica cara, sei una persona che può aiutare tantissimo il prossimo e a modo tuo lo stai già facendo! Se vuoi fare di più la strada davanti a te è aperta!”.

 

- “Sarebbe stupendo! Perché quello che fa più ridere è che mi piacerebbe, ma prima devo divenirne consapevole io”.

 

- “Se vuoi una spintarella eccola! Vaiiiiiiiiiiii !!!!!!!

 

- “Te lo ha detto Francesco che potrei essere un'operatrice olistica?”.

 

- “Francesco ti vedrebbe bene anche come novizia nel suo ordine secolare!”.

 

- “Quello della Chiesa?”.

 

- “Secolare non significa ecclesiastico! Una suora laica insomma!”.

 

- “Pensavo avesse comunque a che farci. Anche perché io sono separata e riaccompagnata, una peccatrice immonda insomma!”.

 

- “Tranquilla Francesco ama il peccato e chi lo compie!”.

 

- “Mi viene in mente il "miserere" di zucchero e Pavarotti. Ora ti lascio andare, buon pomeriggio fratello Nicola. Un grande abbraccio.

 

- Un grande abbraccio anche a te sorella cara e tranquilla perché Francesco ha lasciato a me l’incarico di selezionare le domande di noviziato e tu sei già accolta!

Domenica, 15 Gennaio 2017 09:03

PERDERSI IN UN ABBRACCIO

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Il silenzio di una splendida domenica mattina permea l’aria di Francesco. Questa volta è lui a bussare alla porta del mio cuore. Mi guarda e mi sorride, invitandomi nel suo abbraccio, invito che non potrei rifiutare per tutto l’oro del mondo. Alcuni dicono, che dopo il Cristo, la sua sia l’anima che più ha sviluppato la tenerezza e la compassione. Dunque, l’occasione è troppo ghiotta, per non bere tutto l’amore che il suo cuore puro lascia sgorgare.

 

abbraccio

 

- “Eccomi Francesco, grazie per questo dono”.

 

La fiamma della candela, che fa risplendere il suo volto, ha cominciato a ondeggiare, come una danza, quasi a voler indicare, con la ricchezza dei suoi movimenti l’espansione, nella gioia del mio cuore.

 

- “Francesco caro, se in questo momento ti dicessi: non per me, per i più piccoli, non per me, per gli indifesi, non per me, per gli abbandonati, ti mentirei. Egoisticamente voglio perdermi nel tuo abbraccio e ritrovarmi solo in Dio”.

 

- “Fratello caro, quanta tenerezza prova il mio cuore quando ti spogli, quando metti a nudo la tua anima e chiedi che questo abbraccio sia solo per te! E lo è realmente. Questo abbraccio è per te, per tutti i momenti in cui ti senti solo, piccolo, indifeso e abbandonato. E’ per tutti quei momenti in cui cerchi un padre, una madre, un uomo, una donna, un bambino da abbracciare. Resta nel mio abbraccio e quando curerai l’anima dei bambini che vengono a te, donne o uomini che siano, dona lo stesso abbraccio. Dona l’abbraccio al mendicante, al figlio di Dio che si è perso, a chi ruba l’anima. Presto capirai il senso di queste parole, presto capirai dove ti sta conducendo il tuo cammino e sarai sempre più grato di poterlo percorrere”.

 

- “Francesco caro, ora sorrido, ricordo una sera in cui mi soffermai qualche istante ad abbracciare un’amica, la quale dopo poco mi chiese se mi fossi addormentato, poiché lei faceva quell’effetto agli uomini!”.

 

- “Lo vedi anche tu fratello quante sono le anime ancora da curare, quante ferite vengono nascoste e quanta paura fa tremare le braccia oltre al cuore”.

 

- “Francesco caro, un amico mi pone questa domanda: come si fa o cosa si deve fare per possedere un’energia elevata? Il suo desiderio è quello di vibrare alto desidera provare la gioia, la carità, l’amore incondizionato e staccarsi dalle persone che vibrano basso”.

 

- “Curiosa domanda fratello mio, com’è possibile voler amare senza amare, voler volare senza aver le ali, voler fare la carità senza aver un soldo in tasca da donare? Lo ritieni forse possibile? Non io, non saprei proprio come. Se vuole vibrare alto che cerchi allora, nella mia vigna, il terreno più arido, quello con le zolle più dure, quel terreno che il sole ha bruciato e che nessuna mano riuscirebbe a scavare. Comprendi? Questa è la via stretta, la via dell’amore incondizionato e del servizio. E’ per questo che in questa via siamo così pochi! Quando ti sarai graffiato e spezzato le unghie per piantare quell’unico seme, la gentilezza, allora alzati, loda Dio e vieni a me. Mi troverai sempre, perché nemmeno per un solo istante ho abbandonato questa vigna. E ora calma il tuo cuore e riposa. Dolci sono i momenti in cui ti perdi nel mio abbraccio”.  

 

- “Parli ad entrambi vero Francesco, a lui e a me?”.

 

- “Sì fratello caro, l’Uno è Uno!”.         

 

Giovedì, 12 Gennaio 2017 18:19

IL MIO UOMO

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Ciao Nicola, vorrei chiederti consiglio: ho letto la testimonianza che hai condiviso. Si parlava di una lettera con una richiesta al Divino Creatore. Dunque, c'è una situazione che proprio non riesco proprio ad accettare: l’uomo che amo profondamente ha scelto un'altra donna. Capisco, di testa, che in questo percorso di separazione da me, lui sta imparando molto e sta crescendo, anche se avrei preferito condividesse con me questo percorso. Purtroppo però, tra il dire e il fare, lei, proprio non riesco a ringraziarla e benedirla. Non ce la faccio, invece dovrei farlo per poi lasciarla andare. Da dove parto? Ieri ho chiesto innanzitutto assistenza dall'alto, come proposito per l'inizio dell'anno, affinché io riesca ad accettare questa situazione. Beh insomma, io questa donna proprio non la sopporto! Naturalmente ho realizzato dopo che è un perfetto specchio di me stessa. Ieri sera tornavo a casa dopo una meditazione e mi è capitato di percepire nettamente il sentire di lei (già qualche tempo fa avevo percepito e sentito su di me che lui non stava bene, fisicamente, ed era vero). Ieri invece ho sentito il dolore di questa ragazza, ho sentito un vuoto enorme e il suo terrore di essere sola al mondo. Ho provato una pena infinita per lei e mi sono sentita molto cattiva nell'averla giudicata. Boh, forse questo è un primo passo per riuscire ad accoglierla e benedirla. In fondo grazie a lei, l’uomo che amo sta imparando molto, almeno credo!

 

due

 

Cara amica, da qualche giorno Francesco è taciturno perché nelle mie pulizie e benedizioni è sempre più forte l’energia del Maestro che è amore assoluto, totale, incondizionato. Sorrido perché questo è il modo in cui una donna vorrebbe essere amata ovvero di un amore assoluto, totale e incondizionato. Ma esiste sulla faccia della terra un uomo che sia capace di nutrire e coltivare un simile amore?

 

 

Francesco caro siamo nel cuore dell’inverno, il freddo è pungente, qui presto nevicherà, ma che importa, restare qua a parlare con te mi farà bene al cuore.   Secondo te Francesco, le donne amano più degli uomini?

 

Francesco oggi è pura luce, quando si gira verso di me risplende, i suoi occhi emanano una luce immensa. Francesco caro, è forse la luce che sentivi e che ti accendeva dentro quando guardavi Chiara? Ha la bellezza del chiarore delle stelle, ha lo splendore del sole.

 

Francesco alza una mano facendomi cenno di tacere.

 

- “Hai parlato abbastanza fratello caro, ora ascolta il cuore, le sue vibrazioni, i canti che nascono quando si è innamorati. Ciò che prova il cuore quando ti innamori è così grande che ti sembra di volare, ma quando mi innamorai di Dio volai per davvero! Il consiglio che posso dare a quest’anima sorella, quest’amica che si rivolge a noi è di scegliere consapevolmente di innamorarsi di Dio, incarnato in quell’uomo. Ci incarniamo tutti per imparare ad amare, dunque se in un uomo ti innamori di Dio, tutto nella vita ti porterà a Lui e non potrai mai più innamorati di nessun altro uomo. Se invece di quell’uomo ti innamori del suo ego e del suo corpo, tutto ti porterà al dolore e alla sofferenza delle memorie. Qui il terreno diventerà paludoso e il tuo cuore perderà la fede, la tua voce non conoscerà più alcuna benedizione ne gioia.    

L’essere soli o meglio l’essere Soli è una grande opportunità cara amica. Non è l’uomo che ami che con un’altra donna impara molto, sei tu che nella tua Sol-itudine accogli l’intero universo in te e lo illumini. Accorgiti di quanto risplendi, accorgiti quanto illumina un tuo sorriso, accorgiti che donare luce significa donare vita e tu hai questo potere. Allora non recriminare nulla, segui la tua strada, la via del sorriso, la strada della gioia. E ora cara amica di chi vuoi innamorarti?”.

 

- Grazie Francesco caro, aspetterò che scenda la neve con te.

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