Ho'oponopono Cristiano

Ho'oponopono Cristiano (193)

Lunedì, 28 Novembre 2016 07:33

LA PIU' GRANDE UMILIAZIONE DELLA MIA VITA

Scritto da

Ciao Nicola, sto vivendo la più grande umiliazione della mia vita! Continuo a chiedermi perché, perché? Mi ritrovo ospite da mia sorella e sono grata per questo. Nella mia mente continua ad esserci rabbia. Mi sento ferita nei sentimenti. Sono certa di aver messo tutta me stessa in questi miei nove anni con il mio compagno, tanto da annullarmi, ma non è bastato! Continuo a dirmi stupida, stupida! Ho scelto per amore abbandonando mia madre, una casa, i miei amati figli. Ora mi ritrovo senza una casa, con un lavoro precario e tante paure. Sebbene provo a pulire non riesco a liberare la mia mente da tanto rancore. Passerà, so che passerà ma a cinquant’anni Nicola… Ringrazio di avere ritrovato l’amore incondizionato dei miei figli, ormai adulti, a cui chiedo perdono per non essere stata loro vicino, per cercare di crescere, accudire e mettere denaro per due figlie che non erano affar mio e che probabilmente andranno in una casa famiglia. E’ stato un fallimento, con il tempo spero in una mia rinascita. Grazie per la tua amicizia.

 

umiliazione

 

Francesco caro, entro silenziosamente nella tua vigna, perché so che il bene che si compie non fa mai rumore, è silenzioso come i tuoi passi, è sconfinato come il tuo sguardo che si posa su queste dolci e ridenti colline. Forse è proprio qui che è nato l’amore, non credi?

 

- “Fratello caro, amico mio, entra nella preghiera, entra nel mio silenzio e prega con me”.

 

Il tempo si ferma, l’amore è eterno, non conosce le sabbie del tempo. Qui con Francesco la preghiera diventa la nostra unica voce.

Quando Francesco riapre gli occhi il suo sguardo è limpido e pulito, in lui traspare solo un amore bambino, la felicità e la gioia dell’anima.

 

- “Ora parla fratello caro, non per te ma per i più piccoli, non per te ma per gli ultimi, non per te ma per chi soffre…”.

 

Nella bocca di Francesco echeggiano le parole di Chiara, quelle parole che da sempre amo, quelle parole che donano il significato più profondo alla vita.

 

- “Francesco caro, stamane porto nella tua vigna il dolore e la sofferenza di una madre, che ha lasciato la sua famiglia, i suoi figli, per un nuovo compagno, trovandosi ad allevare e crescere le figlie di lui e scoprendo che con lo scorrere del tempo tutto questo, per lei, non aveva più nessun senso”.

 

- “Fratello mio, l’amore di Dio Padre e Madre è senza confini, non conosce regole né eccezioni. Chi torna alla Casa del Padre, pur avendo dilapidato tutto il suo patrimonio e i suoi talenti, è e sarà sempre accolto. Questa donna è amareggiata, giudica se stessa, vive il suo apparente fallimento ma nessuna delle vostre esperienze terrene va sprecata. Ciò che farete al più piccolo dei vostri fratelli lo avrete fatto a me ci ricorda il Maestro, anche lui nostro fratello. Le bambine che ha allevato, pur non essendo sue figlie, sono figlie del Padre Nostro e le hanno creato una formidabile palestra per guardarsi dentro e comprendere. Figlia cara, sei così vicina alla tua svolta, al tuo cambiamento, che ti basta solo l’ultimo passo. Sarai in grado di farlo? Dove ti dirigerai? Ecco il tuo ultimo passo: abbraccia tutto il tuo rancore, abbraccia la rabbia, abbraccia la paura, il tuo apparente fallimento. Quando hai scelto la convivenza con quest’uomo non intravedevi il grande progetto della tua anima per fare esperienza e comprendere la compassione, l’amore per il prossimo, il servizio? Hai ritrovato l’amore dei tuoi figli adulti, ritrova ora l’amore per te stessa. Non condannarti, non darti della stupida, la tua anima ne sta soffrendo. Puoi rivedere e correggere ogni tuo comportamento in direzione dell’amore, puoi sanare ogni tua ferita. Parti sempre dalla tua bambina. Le figlie di quest’uomo che hai allevato sono cresciute, ma la tua piccola bambina no, e tu come madre continui a darle della stupida. Un ultimo passo, sei a un solo passo dalla tua svolta. Apri i tuoi occhi per vedere tutto l’amore che ti circonda. Apri gli occhi per vedere dov’è ora la tua bambina. Va da lei e abbracciala. Poi torna da me, chiudi gli occhi e unisciti alla nostra preghiera, una preghiera di benedizione per la tua vita, dono prezioso, di inestimabile valore. Ti stiamo aspettando, grazie”.

 

- “Francesco caro, che la tua vigna sia sempre benedetta, grazie per le tue parole. Mi congedo da te, torno nel mondo, grazie”.      

Domenica, 27 Novembre 2016 10:32

L'INCONSCIO NUDO

Scritto da

Il gruppo Facebook di Ho-oponopono del Semplice, creato da poche settimane, sta prendendo vita con scambi di pareri, domande e pubblicazioni di post molto interessanti. Così Francesco, accoglie, ringrazia, prega per ogni nuova persona che lo accoglie nel suo cuore e porta consolazione là dove c’è necessità di un raggio di luce, di parole sincere per l’anima, di andare oltre la semplice curiosità. Questa domenica mattina, la Vigna di Francesco e di nostro Signore è in festa, Chiara divertita suona con immensa gioia le campane di luce che chiamano alla lode per la felicità di questo bellissimo giorno.

 

INCONSCIO NUDO

 

- “Buongiorno sorella Chiara, la pace del Signore sia nel tuo cuore. Hai visto Francesco?”.

 

- “La Pace del Signore sia anche nel tuo. Sì fratello caro, l’ho visto. Ti aspettava, osservava ogni tuo passo, mentre ti avvicinavi a lui. E’ lì nella piccola chiesetta che ti attende”.

 

- “Sorella cara, posso abbracciarti prima di raggiungerlo?”.

 

- “Amato, ho le braccia aperte per te. Rivederti è ogni volta una grandissima gioia”.

Così mi perdo nell’abbraccio di Chiara e furtive scendono le prime lacrime. Una grande gioia, le campane riprendono a suonare. Chiara mi guarda e mi dice:

 

- “Ora va da lui e ritrova te stesso, comprendi cosa ti ha portato qui oggi, perché sei giunto fino a noi”.

 

Non so se sono degno di tanta grazia, ma la vicinanza di Chiara a volte mi scuote di più di quella di Francesco, La sua dolce brezza sconvolge più di un tornado. Ormai è da molto che l’ho compreso. Forse non sono ancora pronto per affrontare una conversazione con lei, ma comprendo che la tappa di oggi è particolarmente significativa nel mio cammino e per la mia evoluzione.

 

- “Mi congedo da te sorella mia, vado da Francesco, grazie per le tue parole”.

Nel profondo silenzio della mia anima entro allora nella Chiesetta di Francesco, quella che lui pazientemente ha edificato in me. 

 

- Buongiorno Francesco caro, sono qui. Ho abbracciato Chiara, ora non so se riuscirò a resistere anche al tuo abbraccio.

 

- “Non temere fratello caro, sarò delicato. Le mie rose sprigioneranno un balsamo d’amore per il tuo cuore e potrai elevarti all’accoglienza in te di questa straordinaria energia d’amore della quale oggi ti viene fatto dono”.

 

- “Potrei rimanere qui a singhiozzare per ore Francesco caro, perdendomi nel tuo abbraccio e lasciando incolta la tua vigna”.

 

- “Il terreno sul quale Dio posa il suo sguardo Fratello mio, non rimane mai incolto, lo coltivano gli angeli, lo benedice Dio stesso e fruttifica più di mille campi di grano”.

 

- “Vengo a te allora Francesco, vengo nel tuo amore, grazie”.

Smetto di singhiozzare e asciugo le mie lacrime. Mi sento un bambino tra le braccia di Dio.

 

- “Francesco caro possiamo parlare della preghiera?”.

 

Ecco la domanda di un’amica: “Buon giorno e grazie. Nella mia preghiera quando uso il mi dispiace, perdonami, grazie, ti amo, aggiungo anche che lascio andare, ma vorrei chiedervi se c'è una firma più incisiva in questo aspetto perché nel mio caso è un punto importante. Devo, voglio, ho bisogno di lasciare andare ciò che mi tiene a terra e mi impedisce di prendere il volo. Accedere a quella parte di inconscio che trattiene. Come si fa? Grazie infinite e raggiante giornata”.

 

- “Sorella cara, l’inconscio è il tuo Bambino indifeso, ferito, umiliato ma soprattutto abbandonato. Questo bambino ti cerca costantemente, perché il suo cibo è l’amore e come madre è il tuo latte d’amore l’unico a poterlo svezzare e crescere. Parla a questo bambino, dedica a lui il tuo tempo. Sii amorevole, protettiva e presente. Lo troverai bisognoso dei tuoi abbracci, delle tue carezze, del tuo amore. Canta e divertiti assieme a lui, educalo. Se vuoi lasciare una firma più incisiva nella tua preghiera, insegnali a benedire ogni suo pasto e alla sera quando lo abbracci prima di addormentarti affidalo al Nostro Creatore, Padre e Madre, sarà Lui/Lei ad accudirlo a dargli il necessario anche nel tuo sonno. Comprendi? Ti assicuro che così prenderai il volo presto e molto presto, anche tu, sentirai i rintocchi delle campane a festa che questa mattina sta suonando Chiara con sconfinata gioia. Sii in pace, anima sorella, sei immensamente amata”.     

 

Torno al piccolo cancello che delimita l’accesso alla vigna, vorrei restare ogni momento con Chiara e Francesco, ma il loro sguardo amorevole mi indica di andare e portare, il loro infinito amore, a tutte le anime che vorranno accoglierlo. E così è, nel nome di Nostro Signore.    

 

Ecco la risposta alla pubblicazione di questo articolo. La accolgo nel cuore come se fosse un fiore donato a Chiara e Francesco: Tu mi ringrazi? Non riesco a trovare le parole per spiegarti l’emozione che sto provando. Le lacrime forse in parte possono parlare da sole. Grazie è poco anzi nulla, ma te lo dico lo stesso perché è l’unico mezzo umano che ho per aver ricevuto così tanta considerazione. Non ti / vi conosco ma un legame spirituale sicuramente c'è e ringrazio Dio per illuminare queste trame e dare loro un sapore d’ amore. Amore nel tuo prendere in considerazione un mio disagio spirituale, amore e tanto Amore nelle parole di Francesco. Ho avuto nel leggere, la sensazione di una bambina al cospetto di un amorevole genitore. Grazie, grazie di esistere, grazie di dedicare la vostra natura a seminare Amore Puro, Amore Divino. Rileggerò il messaggio per me e sono ancora incredula che sia per me. Non mai ricevuto così tanta considerazione neanche da coloro che dicono di amarmi e a loro modo mi amano. Tu/voi, che di me non conoscete nulla, mi avete dato così tanto che non riesco a fermare le lacrime, se foste qui vi abbraccerei fortissimo. Infinite grazie che la Luce di Dio illumini ogni attimo del vostro vivere. Grazie.

 

 

Sabato, 26 Novembre 2016 12:41

COME ATTRARRE CIO' CHE DESIDERI

Scritto da

Una nuova amica, forse nuova anche in questa grande famiglia dell’Ho-oponopono, mi chiede: “Ho cominciato a praticare il mantra, e mi sento molto meglio. Non ho capito però alcune cose del tipo: bisogna visualizzare quello che si vuole o farlo senza pensare a niente di particolare, solo per pulire e poi pensare a qualcosa?”.

 

Quanta dolcezza suscita nel mio cuore questa domanda. Mi riporta indietro di qualche anno, quando ancora sperimentavo la legge di attrazione e il famoso CHIEDI-CREDI-RICEVI. Univo a tutto questo un esercizio costante di visualizzazione per portare nella mia vita soprattutto un’abbondante materialità, senza sapere che si attrae per ciò che si è e non per ciò che si ha.

L’ego ti spinge a credere di essere il tuo nome, la tua professione, che hai valore solo se possiedi, solo per quello che possiedi.

 

nudi

 

- "Francesco caro, tu che non possedevi nulla, e che hai rinunciato a tutto per servire ogni fratello, hai forse parole migliori per spiegare tutto questo. Ti ascolto!".

 

- “Amato, tu vedi in me l’uomo della gioia, vedi in me l’uomo dei doni che vuoi portare e condividere con l’umanità, e così è. Tutto ti sarà dato, tutto sarà luce nelle tue mani. Avere per dire possiedo, appaga solo l’ego, e l’ego non si nutre della luce di Dio. Avere per donare, presuppone l’esserti spogliato, l’essere rimasto nudo, la pura bellezza della tua anima di fronte a Dio. Ecco allora il primo dei miei doni per te: la nudità. Ti spoglio dai tuoi abiti, dalle tue maschere, dalla tua professione, dal tuo ego.

Così quando sei nudo, puoi condividere tutto, perché la gioia divina è sempre con te”.

 

 - “Francesco caro, accolgo questo meraviglioso dono di umiltà, di servizio e preghiera. Mi spoglio di fronte a te ti offro la mia nudità, quella del cuore, del corpo, del mio tempio. Ricordo ancora molto bene le parole del Maestro, sono forti, di una potenza unica: rimanete nel mio amore, se rimangono in voi le mie parole, se rimane in voi il mio amore allora chiedete e ciò che chiedete, vi sarà dato.  E’ questa l’intimità che desidero con Te e con il Maestro, un’intimità d’amore!”.

 

-“Amato figlio, torniamo ancora alla domanda posta. Pulire senza pensare a nulla o pulire pensando a qualcosa? L’Ho-oponopono è innanzitutto totale affidamento a Dio. Ricordi gli insegnamenti di Morrnah? Allora se ogni tuo pensiero sarà rivolto a Dio, attrarrai velocemente ciò che chiedi: la morte del tuo ego, l’abbondanza e la gioia in Dio. La mente non è capace di non pensare a nulla perché il suo compito è quello di pensare. A te sta il compito di educarla, di insegnarle il corretto pensare e questo è sempre e per sempre un pensiero rivolto a Dio. Parola di Francesco”. 

 

- “Francesco caro, oggi hai dato molto cibo per la mente, e sappiamo che la sua digestione è sempre lenta, per questo ritengo opportuno ora donare un po’ di silenzio, unito al tuo infinito amore e alla tua gioia, grazie”.    

Venerdì, 25 Novembre 2016 19:44

L'ARTE DI AMARE

Scritto da

Sono a scuola, la scuola dove insegno a Venezia. Da pochi giorni, mi sono accorto della presenza di un calendario appeso in aula insegnanti, con la foto di un affresco di Francesco che sembra quasi volermi parlare. Insistentemente richiama la mia attenzione, il mio sguardo. Ieri sera un’amica mi ha scritto chiedendomi se posso parlare con lui, se a lui posso chiedere come sciogliere il suo tormento.

 

Ecco il suo messaggio: “Caro Nicola intesto questa mia lettera direttamente a Francesco.

 

Caro amato Francesco, sono una mamma ed una donna che ha una bella famiglia, una bella casa, un bravo marito ed oltretutto sono una catechista. Ma tu queste cose mie le sai già. Ho sposato mio marito perché gli volevo bene. Ho rinunciato alla mia realizzazione per la famiglia. Ma ora non mi sento di appartenergli più. Mi sento soffocare. Vorrei fare altro che mi gratifichi. Inoltre non so più se sono innamorata di mio marito, probabilmente di un altro, che sicuramente mi ha risvegliata. Sono in crisi cosa devo fare? Ho da una parte un brav'uomo che non amo più, dei figli, dei valori, ma dall'altra parte vorrei essere libera nel fare quello che la mia anima desidera da tempo. Cosa mi dici tu? Aiutami! Voglio essere me stessa. Sentirmi felice con la persona che amo. Ma ho paura di fare del male alle persone a me care. Come posso gestire la cosa? Cosa puoi indicarmi per realizzarmi nel lavoro?  Grazie Francesco, tvb”.

 

tenerezze

 

Francesco è qui, ora lo porto dentro. Martedì sera, durante la meditazione settimanale che tengo on line, è accaduto qualcosa di particolare. In alcuni ambienti la chiamano ‘incorporazione’. Respirava in me, cercava spazio nel mio corpo, si muoveva nel mio essere. Non racconterò tutto ciò che è successo, a volte serve un po’ di tempo per metabolizzare un’esperienza del genere, ancora così intensamente fresca, soave e piena di grazia. Così ora mi rivolgo a lui, per ascoltare le sue parole, per sentirlo vivo in me.

 

 - “Francesco, possiamo rispondere a questa amica per la quale conoscere la tua opinione è così importante?”.

 

- “Fratello caro, grazie per la gioia che mi dona il tuo respiro, sentire l’aria nei tuoi polmoni è stato come rinascere. Tutto il mio roseto era in festa, ogni varietà di rosa era fiorita ed espandeva il suo profumo per celebrare questo momento, un momento d’amore. Nessuna spina graffiava i miei piedi, solo la sensazione di un morbido velluto di rose. Sì, ora posso rispondere a questa ‘sorella’, ora è il momento di parlare con lei.

 

 

Sorella cara, hai costruito cose molto importanti esternamente a te, una bella casa, una bella famiglia, hai un bravo marito e dei bravi figli, ma non hai costruito la tua libertà interiore, non sei libera di amare chi vorresti amare. Tra i banchi del catechismo questa sensazione la chiami colpa, peccato e il tuo cuore si tormenta. Abbandonare tutto ciò che hai, per l’amore vero, ti costerebbe caro e al risveglio troveresti solo rose appassite. Sento tutto l’amore che vibra in te, sento tutta la gioia che vibra in te, quando i tuoi occhi incontrano i suoi e quante volte hai chiesto a Dio perché ti ha fatto incontrare e innamorare di quest’uomo.  Cambia allora la tua comprensione di peccato e colpa e entra nei miei insegnamenti, quelli dell’amore vero. Cos’è il peccato sorella cara? Cos’è l’inferno? Il tormento della mente che non trova pace, che non trova Dio. Ma tu forse hai trovato Dio in questo nuovo amore e non sai come raggiungerlo e il tormento del tuo cuore cresce. Prima del suo ‘cambiamento’ del suo risveglio spirituale, l’uomo non comprende l’amore puro, l’amore assoluto, comprende solo l’amore dell’ego”.

 

- “Francesco caro, sei sicuro di non confondere di più quest’amica? Lei cerca in te un porto sicuro, quell’attracco dove far riposare la sua vela!”.

 

- “Fratello caro, la sua anima ha scelto la tempesta. Per condurla al porto, quello che lei cerca, deve pulire la mente, comprendere che se le parole hanno un peso, lei porta dei macigni. Il peccato è un’esperienza incompleta per l’anima, un’esperienza in cui mancano dei dati, delle comprensioni importanti e l’anima rimane impigliata in nodi karmici, in grigi filamenti di sofferenza e tristezza”. 

 

A Francesco si velano gli occhi, sente di quanta infelicità si riempie il cuore che non comprende perché non può amare, perché deve vivere schiavo di pregiudizi e convenzioni sociali.

 

- “Francesco caro, possiamo essere più semplici, come può questa donna liberarsi dal suo tormento?”. 

 

- “Fratello mio, hai fatto nascere l’Ho-oponopono del Semplice. Invitala in questa scuola! Ma avvisala per frequentarla deve tornare bambina con la sua bambina. Qui riceverà gli insegnamenti del mio catechismo, gli insegnamenti che non ha mai ricevuto e che ora deve apprendere per trovare la pace che cerca. Il suo tormento nasce dal conflitto nato tra cuore e mente, il cuore va in una direzione, la mente frena, conosce bene il prezzo che comporterà ogni sua scelta. E qui si aggiunge l’ultimo elemento mancante. La vera conoscenza di Dio in noi: Dio Padre e Madre, Dio che genera e partorisce, Dio che si compiace. Figlia mia dentro di te c’è tutto questo, puoi creare, dare forma ad ogni esperienza che desideri ma devi riconoscere in te la Creatrice, la Grande Madre, colei che ama ognuna delle sue creazioni, colei che ama tutto. Così in te la separazione lascerà il posto all’unione e l’unione all’amore vero. Non farai più del male a nessuno, né alla tua piccola bambina, né al mondo esterno al quale vuoi sacrificare la tua felicità”.

 

- “Grazie caro Francesco sono sicuro che alle tue parole, questa cara amica, saprà dare il giusto significato, che nell’amore di Dio, il suo cuore possa trovare pace!”.        

Venerdì, 18 Novembre 2016 21:21

ANIME SORELLE, LE ANIME CHE IL MONDO NON COMPRENDE

Scritto da

Un freddo pungente, annunciato dal grigio cielo di novembre, porta il mio pensiero a Francesco. 

 

- Francesco, Francesco caro, entra nelle ossa questo freddo!

 

 

Al mio rientro a casa, la schiera delle mie gattine e il mio nerissimo Lampone, così si chiama l’unico gatto maschio che ho, mi guardano intensamente dai vetri della finestra del soggiorno, per chiedermi una razione supplementare di cibo.  

 

Un impeto di gioia unito al desiderio di parlare ancora con Francesco, mi spinge ad accogliere questa richiesta della mia famiglia allargata, per poi accendere velocemente i computer.

 

animesorelle

 

 So che Francesco è già pronto, lo ritrovo nella sua vigna e chiedo al suo cuore di aiutarmi a comprendere di più.

 

- “Francesco caro, mi puoi parlare delle anime sorelle? E’ vero che il mondo non le comprende?”.

 

- “Fratello mio, sono poche le persone che entrano in questa vigna. Coloro che vi entrano gioiosi dopo che la vita lì ha trasformati, scavati dentro, rivoltati come le zolle del terreno, hanno lasciato fuori di qui il giudizio, la critica, l’orgoglio. Il cambiamento, la loro svolta, oggi chiamata salto quantico, è molto di più di un cambiamento di pelle, come avviene nel regno animale, è un cambiamento d’anima. Mi comprendi? Per questo le anime sorelle si sentono così vicine e sempre per questo motivo, il mondo, ossia chi deve ancora fare questa esperienza di trasformazione, non le comprende”.

 

- “Capisco Francesco comprendo benissimo. Tu e Chiara eravate anime sorelle?”

 

- “Sì, e forse anche qualcosa di più… anime pure. Così com’è pura l’anima di sorella acqua, di frate vento e di frate foco”!

 

- “Capisco perché il mondo non poteva comprendervi, capisco… Cosa possiamo fare per le persone che vorrebbero appartenere a questa famiglia ma non hanno ancora vissuto il loro cambiamento?”.

 

- “Prega per loro, amale di più, servile di più! Siete tutte anime antiche e meravigliose, siete tutti così vicini al mio cuore e a quello di Chiara! Siete tutti così vicini a questa trasformazione, che potentemente bussa alle porte delle vostre anime, anche se a volte ancora l’ego vi annebbia la vista e vi indurisce il cuore. Fratello caro, quanto prego per te, per la tua famiglia. Fratello caro quanto prego per tutta l’umanità. State vivendo grandi cambiamenti, potenti trasformazioni. Tu cambi ogni giorno, ogni giorno ti cambia. Per questo chi ti è accanto fatica a mantenere il ritmo, a tenere il passo. E’ cambiato anche il tuo modo d’amare, te ne sei accorto? Stai riconoscendo la tua strada e stai rivendicando il tuo diritto di seguirla. Meravigliosa strada di luce, meravigliosa strada d’amore. Chi la percorrerà assieme a te non si perderà mai, o meglio perderà l’ego e imparerà il servizio. Non conta aver raggiunto la perfezione, essa non appartiene al piano umano. Ciò che conta è il tuo impegno, il vostro impegno ogni giorno, il vostro sapervi nutrire di gioia, la gioia del sorriso. Quando ti chiedi: Oggi come posso far sorridere chi incontro? ti avvicini alla comprensione delle anime sorelle, due gocce d’acqua nate dal cuore di Dio. In realtà siete tutti anime sorelle come lo eravamo io e Frate Leone, è per questo che l’ho benedetto, per insegnargli a sorridere e a portare il sorriso tra la gente”.

 

Vorrei scrivere ancora, ma Francesco mi chiede il silenzio, l’ascolto interiore. Se hai corso leggendo questo articolo, ora fermati, torna all’inizio. Rileggi e assapora, come nutrimento per l’anima, le perle che Francesco ti ha donato e sorridi.  

Ciao Nicola, vorrei tanto seguire le orme di Francesco e Chiara ma mi sento come chi deve scalare una enorme e grandissima montagna. Sono davvero tanto tanto stanca. Stanca di tante cose, stanca di avere l'impressione di arrancare e che mi manchi la terra sotto ai piedi, stanca di sentire quel peso allo stomaco! A volte domando a Chiara che mi dice di andare avanti e di lasciarmi indietro il fardello, di imparare da Francesco che insegna ad essere grata e non disperata e che Dio Padre mi ama.  Però mi sento tanto pesante lo stesso. Per questo ti chiedo ancora, senza metterti fretta alcuna, il sostegno di Padre Francesco, cosa mi dice insieme a Chiara. Un grande abbraccio.

preti

 

Cara amica come ti avevo promesso, entrerò ancora una volta nella Vigna di Nostro Signore o come la chiamo familiarmente la vigna di Francesco, sebbene la stagione sia ormai avanzata e il freddo pungente. Fuori è già buio. Francesco, nel piccolo capanno, cerca di un po’ di tepore. Le sue mani sono fredde, ma il calore che emana il suo saluto, riscalderebbe ogni cuore.

 

- “Ciao Francesco, non ti sei ancora coricato?”.

 

- “Non ancora, pregavo con fede Nostro Signore, pregavo per tutte quelle anime che si sentono stanche, deluse, amareggiate. Pregavo per tutte le anime che hanno perso la fede, e si aggrappano alla disperazione. Due passeri non si vendono forse per un soldo? Eppure neanche uno di essi cadrà a terra senza che il Padre vostro lo voglia. Te lo ricordi questo passo? Io che ho vissuto in povertà non ero forse nella perfetta letizia del Padre? Perché molti dei tuoi fratelli continuano a portare grandi pesi nelle loro bisacce, che caricano poi sulle spalle, curvandosi sotto indesiderati fardelli?”.

 

- “Francesco caro, potessi rispondere alle tue domande, sarei anch’io un mistico. Ma non mi tiro indietro dal cercare di alleviare le umane sofferenze e la miseria”.  

 

- “Sì, forse anche tu amico mio, sei un mistico, un mistico che cerca Dio e non temere, lo troverai. Lo troverai nel respiro dell’alba, lo troverai nella dolcezza del tramonto e nelle mani che raccolgono i grappoli in questa splendida vigna. Lo troverai dentro di te, quando nel campo di battaglia, seminerai il grano della pace”.

 

- “Lo sapevi Francesco che oggi molti sacerdoti iniziano a far usare alle persone il mantra dell’Ho-oponopono nella confessione, prima di dare l’assoluzione?”.

 

- “Fratello mio, a volte la tua innocenza è disarmante. Ti stupisci perché guardi con gli occhi di un bambino. Non credevi che fosse possibile ricostruire la mia chiesa! Siamo solo agli inizi, c’è molto da fare, ma ho fiducia in te, nell’uomo, nell’opera che compirete. Verranno in molti a cercare in te la pace, a cercare in te sostegno. Tu chiamami ogni volta, non indugiare. Ti sarò vicino, sarò con voi nella vostra preghiera, sarò con voi nella luce che espanderete rivolgendovi al Padre, abbiate fede. Ritrovate la fede. Ricostruitevi dentro, al di là di quello che professate, perché non saranno le parole a darvi testimonianza, ma il vostro agire. Questa tua sorella, dichiara di voler seguire le mie orme, di voler lavorare in questa vigna, ma poi si lamenta che è faticoso, non concepisce l’abbandono, non si fida, il rischio sarebbe perdere tutto. Ancora una volta chiede, ma poi non sa ascoltare né le mie parole né quelle di Chiara. Cosa le rimane? La consolazione e l’infinito amore del Padre. Il cancello di questa vigna resterà sempre aperto per lei. L’aspetteremo finché deciderà realmente di entrare. Allora in questa vigna la festa sarà immensa perché un’altra figlia avrà trovato la strada di Casa.

Domenica, 13 Novembre 2016 08:58

SI PUO' CURARE L'ARROGANZA?

Scritto da

Care amiche ed amici che state leggendo questo articolo, vi premetto che Francesco interpellato ha riso di pancia dall’inizio alla fine, era irrefrenabile, rideva e rideva. Dunque vi chiederete cosa sia successo. Orbene vi accontenterò subito, raccontandovi l’accaduto.  Qualche giorno, fa una cara amica, mi ha scritto:

 

“Ciao Nicola. Purtroppo questa mattina mi è successa una cosa non proprio bella. Non so se conosci il famoso neuropsichiatra (omissis). Ebbene ha pubblicato un post su facebook in cui parlava dell'arroganza di certe persone e di come questa sia incurabile. Io ho commentato spontaneamente, adducendo che se lo dice lui siamo apposto, e che se non fosse riuscito a curarne nemmeno una di queste persone, la cosa sarebbe alquanto grave! (era sottointeso che se lo dice lui che è un professionista che l’arroganza è incurabile, c’è da pensare che sia davvero una cosa difficile, e che se non c’è riuscito nemmeno con una persona, è veramente una cosa scoraggiante). Lui per tutta risposta MI HA BANNATA!”.

 

Neuropsichiatria-Infantile

 

 

Francesco rideva di gusto. Non riuscivo più a trattenerlo. Così per consolare almeno un po’ la mia amica le ho chiesto: “Ma cosa t’importa se ti ha bannata? Semplicemente non merita la tua attenzione”.

 

Ma questa mia semplice spiegazione non è bastata alla mia amica che mi ha incalzato replicando: “Ora ti giro quello che gli ho scritto e la sua risposta”.

Così mi è giunto il loro scambio di idee che vi riporto.

 

“Salve dott. (omissis). Credo che ci sia stato un malinteso non voluto da parte mia, tra lei e me, e ne sono dispiaciuta. Forse è solo un momentaneo malfunzionamento di facebook che non mi fa più vedere il suo profilo, oppure mi sono espressa male io in un commento che ho postato stamattina e lei conseguentemente ha pensato di bloccarmi. Siccome però contrariamente all'apparenza la stimo moltissimo e credo in lei, vedo di esprimere meglio ora quello che intendevo veramente. Ossia: se gli arroganti sono incurabili, sarà un dato di fatto che nessuno può farci nulla, lei compreso, ma NON perché lei non sia in grado, quanto perché, a mio umile avviso, molto dipende dalla loro volontà. Per definizione si sentono nel giusto così, non sentono il bisogno di cambiare dunque non accetteranno i consigli di nessuno, è men che meno si sottoporranno a terapia. Spero di essere riuscita a spiegarmi. La prego: mi riaggiunga perché ci tengo a lei. Ho anche parecchi suoi libri”.

 

 

Poiché però nessuna risposta giungeva da parte dell’illustre neuropischiatra, la mia amica non demorse tornando a scrivergli, questa volta attraverso il suo sito e forse fallando ancora di più !!!

 

“Salve dott. ... (…) Ho risposto a un suo post dove parlava dell"impossibilità di curare le persone arroganti. Adducevo che se lo dice lei, eminente luminare, siamo messi bene, ed ora specifico meglio, nel senso che lei è un professionista eminente, dunque il fatto che lo dica lei rende la cosa, purtroppo, reale più che mai. Ho proseguito chiedendo se non fosse riuscito a curarne nemmeno uno, semplicemente come una mia curiosità riguardo al fatto che non sembra reale che lei non si sia mai trovato davanti a qualche eccezione, cioè eventualmente qualcuno che si fosse reso conto di come fosse realmente e si fosse messo nelle sue mani. Dunque non alludevo assolutamente ad una sua incompetenza. Se le cose stanno nei termini che temo, mi scuso se posso essermi espressa male e le chiedo di riammettermi tra le sue amicizie di Facebook”.

 

 

Finalmente il luminare risponde alla prima mail, lasciando la mia amica basita mentre la sua bambina interiore aveva una gran voglia di scoppiare a piangere.

 

“Buongiorno, il commento pubblico viene letto da 120.000 persone e sicuramente non meritavo ciò che vi si leggeva. Se vuole continui la terapia privatamente, ci parleremo a quattrocchi e spero ci si possa capire. Su una pagina pubblica bisogna avere un minimo di attenzione, specie se lei mi stima. Se non riesce spontaneamente esiste un metodo di induzione con sedazione che si chiama PASH. Chiami per il suo appuntamento. Buona vita”.

 

Francesco si rotolava a terra dalle risate e i miei colpetti di tosse per cercare di dargli un po’ di contegno, sembravano essere completamente ignorati.

 

Continuo allora la narrazione dei fatti! La mia amica ci tiene a precisare che non sta seguendo nessuna terapia con lui e si chiede se si è realmente merita una risposta del genere??? Segue dunque un nuovo tentativo disperato di riappacificazione con il luminare.

 

 

“Sarei malata??? Solo per essermi espressa male in italiano?” ho replicato! “Mi sento semplicemente una persona che si è espressa male e me ne scuso ancora, specie se posso aver dato adito ad un'interpretazione così pesante e molto lontana da quello che intendevo veramente (tutto l'opposto!) come purtroppo è successo. Se posso aver problemi anch’io come sembra trapelare dalla sua risposta non lo so. Anche a me non piacciono gli arroganti per gli stessi motivi di cui parla lei. Ho espresso molto male la mia curiosità riguardo al fatto se possano esserci eccezioni (quell'uno a cui mi riferivo che eventualmente poteva essersi rivolto a lei). Quello e quello soltanto intendevo quando ho chiesto se non fosse riuscito a curarne qualcuno. Non mi sento malata e le prometto che d'ora in poi starò attenta a come mi esprimo. Ed ora per favore mi toglie il ban? Grazie”.

 

 

A questo punto cerco di riportare la mia amica con i piedi per terra chiedendole: “Amica mai perché non ti fai una grandissima risata di pancia su tutta questa storia che ti mostra quanto divertente e assurda sia la mente umana?”.

 

Lei replica: “Ma quello è uno psicoterapeuta molto affermato e di prestigio. Ha scritto molti libri sull'ipnosi regressiva, vite precedenti e cose varie. Chi si può aspettare da lui cose del genere?? Lo ritenevo una grande personalità!”.

Insisto: “Allora ridi ancora di più !!!

Se ridi pulisci questa memoria e potrà ridere anche lui! Lo comprendi?”.

 

Nuova replica: “Se lui si è offeso per quello che gli ho scritto, io cosa dovrei fare?? Non è molto più grave quello che ha scritto lui a me? A parte il fatto che non lo vedono 120.000 persone!  Almeno speriamo! Quindi avrei memorie condivise con lui? Immagina come sarebbe per te se avessi a che fare col dottor Hew Len e all'improvviso lui sbarella e fa cose del genere. Per me è stato un po' così! Solo per farti capire l'effetto.

 

 “Ti capisco cara amica e posso abbracciare tutto ciò che stai vivendo proprio perché non ne sono coinvolto. Lo comprendi?”

“Si certo! Scusa se oso.... Chissà cosa direbbe Francesco di me?? .... magari glielo chiedi? Grazie”.

 

“Intendi dire di tutta questa storia? Ne posso parlare con lui? Mi autorizzi?”.

 

“Ma certo. Se vuoi puoi fare un sunto e pubblicare, caso mai si verificassero cose analoghe ad altre persone se la cosa non è troppo particolare”.

 

Farò del mio meglio! L'articolo avrà per titolo: Si può curare l'arroganza?

“Francesco dai ricomponiti, smetti un momentino di ridere possiamo parlarne?” 

 

“Certamente, fratello caro, parliamone. Ridevo di cuore, ridevo di gusto perché, fin dalle prime righe del tuo racconto, trapelava già una grande verità. Seguendo molte discipline appannaggio di grandi luminari, non c’è una guarigione né dell’anima né del corpo, ma la cura continuerà per sempre. E quando non ti piegherai spontaneamente, ti piegherà la sedazione.

Caro fratello quando porti i nostri seminari nei centri di cura per malati di mente, vedi questi zombie, uomini e donne piegati e distrutti dalla sedazione. Ecco di cosa è capace l’uomo! Non è questa la via che ho insegnato e che insegno assieme a te. La cura è sempre l’amore. L’amore cura ogni cosa. E’ tristemente vero il fallimento di ogni cura che intossica il corpo e annichilisce l’anima. La tua amica pensando di sbagliarsi ha messo il dito sulla piaga: perché altrimenti sarebbe stata bannata? Non pensi che se la cura ufficiale funzionasse, lo specialista sciorinerebbe statiche e dati comprovanti meravigliosi successi? Qui siamo di fronte al fallimento. L’arroganza viene dichiarata incurabile. Quando non c’è guarigione non è perché la malattia è inguaribile, quanto perché la cura è sbagliata. Poiché hai già intuito la cura esplicitiamola per tutti. Insegna l’umiltà, vivi l’umiltà, fatti piccolo tra i piccoli, vivi sempre il servizio del prossimo. Ecco dove avvengono grandi e silenziosi miracoli. Ecco dove la cura porta a piena guarigione. La tua amica ti chiede: “Chissà cosa direbbe Francesco di me?” Per lei ho solo un consiglio: riporre tutti quei libri di eminenti medici e neuropsichiatri al loro posto nella libreria. Non le servono. Non hanno mai aiutato nessuno a guarire. Non puliscono la mente. Apra piuttosto un libro di preghiera e si unisca a me. L’energia più forte di tutto l’universo è l’amore ed esso s’inchina di fronte alla preghiera libera del cuore. Il cuore pulito, il cuore che prega può liberare la mente da ogni disturbo e da ogni difficoltà. E ora amica cara cosa farai? Continuerai per la tua strada dicendomi: “Sono belle le tue parole, caro Francesco, ma io vivo nella realtà concreta!”.

“Perché allora ti rivolgi a me, cara amica, se vuoi continuare a seguire cure sbagliate? Non hai forse sofferto a sufficienza? Lodato sii mio Signore”.  

Lunedì, 07 Novembre 2016 07:58

LA MIA PRINCIPESSA

Scritto da

Mi scrive una nuova amica, di una magnifica regione del sud, che vorrei presto visitare. Mi piace la sua discrezione e il tatto, con cui chiede consiglio e aiuto a Francesco. La sua famiglia vive un periodo difficile. Lei si sente triste perché la sua ‘principessa’, così amorevolmente chiama una delle sue figlie, sta per partire per una meravigliosa vacanza all’estero, in una di quelle località di puro divertimento. Il loro padre se n’è andato e lei ha cresciuto le sue figlie da sola, con tanti sacrifici ma senza far mancare loro nulla. Ora la sua preoccupazione è che questa figlia scelga l’indipendenza, di restare a vivere in quel paese, dove le false promesse e le insidie per le ragazze giovani, possono essere molte.

Principessa

 

Francesco, sono diversi giorni che pazientemente mi aspetta. Ha lasciato il cancelletto della vigna aperto perché sa che sarei tornato. Fuori è ancora buio. Lui è lì in preghiera ed io mi unisco alla sua preghiera silenziosa, finalmente felice di questo tempo prezioso che passo con lui. “Padre Francesco” sussurro con un filo di voce. Lui apre gli occhi, mi guarda e sorride. Si avvicina a me e mi stringe nel suo abbraccio. Mi sciolgo nel suo cuore. “E’ la prima volta che mi abbracci Francesco…”, non trovo altre parole poiché la mia anima trema.

Fratello caro, non ho mai gradito essere chiamato Padre, poiché tutti noi, di Padre, ne abbiamo uno solo ed è lì in cielo, è qui nel tutto. Ma come potevo lasciare la tua richiesta inevasa? Chiamavi papà, gridavi papà con l’anima e pensavi di non essere ascoltato”.

 

Non riesco più a scrivere, i miei occhi si sono velati di lacrime di gioia e commozione, lo schermo del mio pc mi appare velato.

 

“Ho restituito a te e a migliaia di bambini l’abbraccio del Padre, per tutti quegli uomini che andandosene fanno ‘tradito’ la loro famiglia e vi hanno lasciati soli. Bambini e bambine, Soli dei raggi di Dio, meravigliosi arcobaleni di colori che identificati nel dolore piangono ancora se stessi. Amico mio, fratello mio continua a pulire questa ferità: nessuno è mai tradito dal Padre, nessuno da lui è mai dimenticato. Questa donna ti parla di ferite dolorose nel suo cuore, di una bambina impaurita che chiama ancora papà! Guarite allora assieme, portale il mio abbraccio, l’abbraccio di Padre Francesco, portale la mia gioia e il mio perdono. Porta al suo cuore la mia letizia e insegnale il cammino paziente della pace. Non troverà la pace nel mondo, ma potrà essere in pace lei, dentro di sé, con se stessa. Sua figlia sarà nutrita da tutto ciò che lei come madre avrà pulito. Questa splendida principessa dovrà conquistarsi il suo regno e il mio augurio è che sia un regno di pace. La mia benedizione si estende su di voi. Che Dio volga a voi il suo sguardo, che il suo amore doni pace a tutte le vostre famiglie”.

 

Si è fatto mattino, la luce di Dio rischiara tutta la Vigna di Nostro Signore.  Ringrazio Francesco che per guarire la mia anima, oltre ad essermi fratello e amico, si è fatto Padre per me e per questa splendida famiglia con la loro principessa.  

Mercoledì, 02 Novembre 2016 18:55

COSA BOLLE IN PENTOLA

Scritto da

Ciao Nicola! sono … ci siamo visti domenica scorsa a casa tua.

Ti scrivo per ringraziarti ancora. Nonostante io mi sia sentita un po’ critica durante la giornata di domenica, mi sento davvero molto grata per quello che ho vissuto. Grazie anche alla tua disponibilità e apertura nei miei confronti.  Dall'altro giorno ascolto diverse volte al giorno "benedicat" il brano con il quale abbiamo iniziato la giornata e poi You tube mi ‘caccia su’ un sacco di altre canzoni su Gesù e simili, che fino a qualche giorno fa disdegnavo!!! Adesso sento che mi fanno bene. Pazzesco cosa succede nella vita! Comunque sia, dopo quasi due settimane di emicrania da lunedì sembra sparita. Da cosa dipenda? Un rinnovato abbraccio e grazie ancora anche alla tua dolce moglie.

Nic2

So che questa prima testimonianza si commenta da sola per questo procedo. Ieri sera vedo nel mio cellulare una chiamata persa.  Provo a richiamare e mi risponde un conoscente del centro Italia sorpreso che lo chiamassi.

 

Replico: “Beh, veramente mi hai chiamato tu!”. Così la conversazione si avvia sulla parola cristiano che qualifica il mio Ho-oponopono. Spiego pazientemente che il mio pensiero è di riconciliazione per tutte quelle persone che praticando, all’interno della loro religione il mantra e ciò che insegna l’Ho-oponopono, si sentono inadeguate ed amarginate.

 

Aggiungo che per me cristiano non significa cattolico, protestante, luterano, calvinista, evangelico, anglicano o di chissà quale altra chiesa ma semplicemente indica la persona  che crede nei valori cristici e li vive. La posizione di questo amico sembra determinata e insiste: “Faresti meglio a togliere la parola cristiano al tuo Ho-oponopono, ne avresti tutto da guadagnare. Essa è connessa a duemila anni di guerre. La sua energia dalle persone è sentita su questa vibrazione”.

 

Finita la telefonata ci salutiamo cordialmente, ma la mia riflessione non si esaurisce lì! Così chiamo una mia carissima amica che mi lascia basito dicendomi: “Per me forse questa persona si è sbagliata. Non è la parola cristiano che dovresti togliere per qualificare ciò che fai, ma la parola Ho-oponopono”. Amiche ed amici miei vi giuro che ne stavo capendo sempre meno. Così oggi mi è giunta una mail di spiegazione. Ve la riporto.      

 

“Ieri sera quando ti ho detto che la parola di ‘troppo’ non era cristiano ma Ho-oponopono, mi sono sorpresa anch’io. Ora sento che si può aggiungere un approfondimento. Quello che insegni tu è qualcosa di totalmente nuovo, ancora non ha un’etichetta. E’ un sapiente mix tra varie discipline. Se guardi indietro alla tua storia, tutto il tuo peregrinare non era per trovare una strada, bensì per mixare le tue conoscenze in un nuovo metodo di guarigione delle anime. Nulla di tutto ciò che hai imparato è andato perduto. Ogni cosa, davvero anche quella che a te sembra lontana e inutile, risulta indispensabile ingrediente in questa nuova filosofia”.

 

Risollevato il morale riparto. Sono grato di tutto l’affetto che mi esprimete, grato per la continua indicazione dei segni del cielo che mi indicano la strada, grato a Chiara e Francesco per avermi accolto con loro a lavorare e pregare nella Vigna di Nostro Signore. E così è!

Sabato, 29 Ottobre 2016 07:14

NESSUN ESAME DA RIFARE

Scritto da

Ieri sera mi ha scritto una nuova amica. Con poche e scarne parole mi parlato di sé: “Nicola devo fare degli esami importanti. Forse si sono sbagliati sulla mia malattia. Puoi chiedere qualcosa a riguardo al tuo frate? Mi hanno diagnosticato una malattia autoimmune ma il quadro clinico non corrisponde ad un’analisi che ripeterò lunedì. Quindi spero in un errore di laboratorio”.

 

Cara amica, mi è piaciuta tantissimo la tua espressione “il tuo frate”, ho sentito un guizzo di fierezza, anche se in fondo Francesco appartiene a Dio e dunque a tutti noi, così appartiene anche a te. Ma per un momento, poterlo considerare ‘il mio frate’, mi ha inorgoglito.

Fuori non è ancora l’alba, ma sono sicuro che Francesco è già immerso nella sua preghiera. Vado a raggiungerlo nella vigna di Nostro Signore. Provo una grande commozione in questi momenti, la sua presenza comincia a vibrare ovunque e i miei occhi si velano sempre.

 

Nicol1

 

- “Ciao Francesco, come stai? Ti ho sentito nel cuore tutta la notte e ti sono infinitamente grato per questa tua immensa disponibilità. Hai scelto la mia casa, il mio cuore. Hai scelto di essere parte di me. Vorrei portare parole di conforto a questa amica che chiede per la sua salute, possiamo lenire le sue sofferenze?”.

 

- “Fratello caro, le mie mani si sono posate su migliaia di corpi, pieni di ferite, di piaghe, di sangue. Non avevamo nulla per curare, Chiara ed io, se non la forza della preghiera, l’amore della preghiera. Lei tra le mura di San Damiano, io scalzo nel mondo.  

 

Amica cara: - Non sta a me diagnosticare la tua malattia, se di malattia si tratta. Posso solo poggiare le mie mani sul tuo cuore e pregare Dio, per te e con te. Cos’è accaduto nel tuo cuore, la sede della tua gioia? Forse qualcosa di te si è spento, forse non trovi più motivi per ringraziare Nostro Signore? Parti allora da qui. Parti dal ringraziamento per la tua malattia e sofferenza, perché è un grido della tua anima per tornare a riavvicinarti a Dio.  Il nostro è il Dio della gioia, della perfetta letizia, dell’amore. Forse che se osservi, con amore, anche la stella più lontana non la vedi brillare di più? Nelle tue scarne parole non chiedi la guarigione, chiedi solo se c’è stato un errore. Non percepire l’amore in ogni cosa è sempre il più grande errore, il più stupido degli errori. Un processo di guarigione parte sempre da dentro. Ti fermi ad ascoltare Dio. Ringrazi Dio. Vibri in Dio. Quando i laghi dell’anima e del cuore si sono purificati dalle loro memorie, osservi la loro acqua pura, limpida e cristallina e la tua consapevolezza raggiunge nuove vette. Nutri l’anima. Risveglia il tuo spirito. Non è facile convivere con una malattia. C’è la ribellione, il rifiuto, l’odio e il rancore per la sofferenza. Il rischio è quello di dimenticare Dio. Ti sono vicino, sono accanto a te e a tutte le persone che soffrono. Sono in voi. Porto la vostra malattia, il tormento della vostra anima. Porto la vostra gioia, il vostro canto, la vostra guarigione: - Lodato sii mio buon Signore! Non isolarti, non chiuderti tra le mura della rassegnazione e del rancore. Hai bisogno di gioia, di purificare ogni tuo sentire stagnante. La Casa del Padre è sempre la Casa della gioia. Vivi la tua perfetta letizia, in essa non vi è mai nessun errore, nessun esame da rifare”.

 

Le parole di Francesco, scuotono sempre, non concedono tempo all’anima di addormentarsi, anzi la scuotono, la spronano, la coinvolgono, le chiedono di aprire gli occhi per osservare nuovi orizzonti, quella terra benedetta che è la terra di Nostro Signore questo magnifico pianeta.

Il nostro sito utilizza i cookie per migliorare l'esperienza di navigazione. Nessun dato verrà storicizzato in essi.

  Clicca su accetta per proseguire.