Ho'oponopono Cristiano

Ho'oponopono Cristiano (197)

Mercoledì, 14 Dicembre 2016 13:22

GLI ANGELI DI FRANCESCO

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-  Ciao amico mio come stai? Noto che parli sempre di Francesco. Vorrei chiederti sei in contatto proprio con quel Francesco? Perdonami se può sembrare una domanda stupida ma volevo capire. Buona giornata.

 

- Sì, Francesco d’Assisi, è la guida che mi ha scelto.

 

- Buona giornata e quando vuoi chiedi pure.

 

- Ma è stupendo!! Posso approfittarne subito? Vorrei sapere come si può fare per comunicare con l'anima e poter sentire la sua voce.

 

I Nostri Angeli

 

Bellissima domanda, adoro questo tipo di richiesta e poiché è quasi ora di pranzo, piano piano mi introduco nella Vigna. Pranzare con Francesco non capita tutti i giorni, anzi! Così come questo caro amico ne ha subito approfittato, per porre la sua domanda, io ne approfitto subito per vedere se oggi è il mio giorno fortunato e se posso sedermi a tavola con Francesco. Mentre entro nella sua piccola capanna, noto una pentola fumante di ceci, che Francesco ha appena cotto. Sorridendo si rivolge a me: “Il cibo per l’anima si condivide sempre, sedersi a tavola in due è più bello amico mio, c’è più gioia”.

La commozione sale: “Eh no Francesco, non vorrai farmi piangere anche oggi?”.

 

- “E se anche piangi, cosa c’è di male, asciugherò io le tue lacrime, ti terrò nel mio abbraccio. Non hai forse sempre desiderato un amico così? Perché allora oggi, visto che sorella fortuna ti arride, non ne approfitti?”.

 

Mentre accade tutto questo, mia madre apre la porta con una pentola di fondi di carciofi. Resto stupito. Al pensiero di poterli condividere ora con Francesco mi emoziono ancora. Lui con i ceci e io con i carciofi. Così scoppio a ridere. Il cibo del Semplice, il cibo semplice per anime semplici. Lodato sii mio buon Signore.

 

Ecco allora la domanda per te caro Francesco: “Come si può fare per comunicare con l'anima e poter sentire la sua voce?”.

 

- “Amico mio, siedi a tavola, ne parleremo assieme!”.

Mi accomodo, mi lascio illuminare dal sorriso di Francesco, la sua luce è una fiamma che brucia dentro.

 

- “Fratello caro, sì è possibile parlare con l’anima. Il modo più semplice è quello di rivolgersi all’Angelo che custodisce e protegge la sacra fiamma che rappresenta la tua anima, ovvero il tuo Angelo custode. Per sentire la voce degli Angeli e sentire la voce delle anime, è richiesto un percorso d’amore e di pulizia interiore, avvicinarsi a Dio. Più lasci cadere il tuo ego, più i sottili suoni cristallini, le voci della Natura, dei Deva, degli Angeli, si apriranno al tuo udito. In alcuni ambienti, l’ascolto di queste voci è definito come la musica delle sfere celesti. Se questo tuo caro amico si è posto questa domanda è perché risuona in lui. Dunque, se lo vorrà, sarà condotto dal suo Angelo attraverso quelle esperienze che lo porteranno alla piena consapevolezza di ciò che ha chiesto. Nel suo silenzio interiore il suo Angelo Custode userà la sua stessa voce per parlargli, lo chiamerà nel sonno, nella meditazione, nei momenti in cui trova la pace e il silenzio interiore e lì, egli potrà iniziare a muoversi in questa direzione. Avvicinarsi alla musica sacra lo aiuterà in questo cammino. E ora mangia, il cibo si sta raffreddando”.

 

- “Francesco caro, grazie di condividere il tuo cibo con me!”

 

- “Grazie anche a te per i carciofi, sono deliziosi!”. 

Giovedì, 08 Dicembre 2016 08:54

FRANCESCO E LA PROSTITUTA

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Sono alcuni giorni che non entro nella vigna. Francesco con pazienza infinità ha aspettato e poi è venuto a cercarmi. Mi ha dato più volte i suoi segni per farmi comprendere. Sento come anche lui provi immensa gioia nei nostri colloqui. Conosco il tema di cui parleremo questa mattina. Poso la mia mano sul cancelletto d’ingresso di questo magnifico vigneto e con un gesto deciso lo apro.

 

Francesco è intento nella preparazione del vino più buono, lo chiamano il vino di ghiaccio. Sono pochissime bottiglie che si ottengono da una vinificazione tardiva, quando per l’intenso freddo i grappoli si ghiacciano. Lui lo chiama il vino di Dio.

 

la prostituta

 

 

- “Buongiorno Francesco caro, cosa può scaldare il cuore di un uomo con un freddo così pungente? Che possa essere questo vino o l’amore di una donna?”.

 

Francesco sorride, poi ride sguaiatamente, sono sorpreso. In Francesco non conoscevo nessun eccesso, ma solo le virtù del cuore.

 

- “Fratello caro, non si può essere santi, senza prima essere stati peccatori. La mente che non vuole comprendere resterà chiusa, la mente che si unirà al cuore, avrà il modo di osservare e integrare senza alcun giudizio.”

 

- “E’ vera Francesco quella storia della prostituta che ti invitò a peccare?”.

 

- “Hai ancora molti pruriti, fratello mio, senti ancora nella carne intensi desideri e cerchi in me una risposta. L’avrai! Per un uomo è difficile abbandonare la carne senza averla assaporata, senza aver sentito il sapore del sangue sulle labbra. Ma forse dimentichi che il sesso è un dono dell’Altissimo che riempie di gioia e amore, una delle strade maestre che portano a Lui. Lo chiamano l’orgasmo cosmico. La prostituzione è un’altra cosa. La prostituzione è dare per denaro senza amore. La vera prostituta è chi nella mia chiesa ha venduto sacramenti e perdonanze per vile denaro. E’ quella chiesa che ho cercato di ricostruire vivendo solo con i versetti del Vangelo, vivendo solo di povertà, in povertà. Non accettavamo denaro, ma solo di che nutrirci. Io poi sarei vissuto sempre nudo. Avrei voluto camminare ed essere nudo tra gli uomini, come la terra che mi ha partorito. Oggi la mia chiesa non è ancora nuda. Quest’atto sacro che non viene riconosciuto come tale, il sesso, è origine di molte devianze e perversioni. Per la mia gente, per la gente di Dio, il sesso è un atto sacro da vivere nell’amore, nella gioia e nel rispetto. Questo nella mia prima comunità è mancato. Abbracciare la sessualità, non aver più paura di questo lupo, sarebbe stato un altro dei motivi che avrebbe fatto naufragare la mia opera e molte vite. Per questo, allora, ho rinunciato a essa.”.

 

-“Francesco caro, sei sempre molto esauriente, preciso e puntiglioso. Dunque tu hai vissuto la seconda via quella della rinuncia e della privazione. Potrebbe oggi la tua chiesa percorrere la via della sessualità?”.

 

- “Forse che Dio ha creato i preti o le persone religiose senza desideri sessuali? Allora perché, invece di spingerli alle devianze o alle perversioni, non unite le due strade? A tutti il sesso come un dono di Dio, a chi lo desidera una famiglia, a chi preferisce la via dell’eremo, la solitudine, la preghiera, la pace, il trovare Dio nel canto della propria anima. Una chiesa povera non teme di perdere il proprio patrimonio, perché esso è lo spirito! Parola di Francesco”.   

Sabato, 03 Dicembre 2016 05:31

LA DOMANDA DELLA MIA VITA, IL CORRETTO PENSARE

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L’orologio della mia cucina segna le quattro passate da pochi minuti. Ho già preparato una tazza di latte di farro e orzo fumante, che offro e condivido con Francesco. Il tema da ascoltare è delicato, per questo Francesco mi ha chiamato presto, perché nel silenzio del mattino la mia mente sia vuota, perché io mi ponga, senza nessuna resistenza o interferenza, faccia a faccia con lui. Adoro questi momenti in cui incontro il suo sguardo, fermo e deciso. Francesco ha preso posto accanto a me. La mia cucina diventa la sua piccola capanna. Il chiarore di una candela accesa invita ancora alla preghiera. Momenti di grande serenità e gioia aprono il mio cuore.

 

domanda

 

- “Benvenuto Francesco caro, benvenuto. Che l’amore di Dio ti doni sempre questa meravigliosa gioia che trasmetti”.

 

- “Grazie Fratello caro, grazie di accogliermi nella tua casa, nel silenzio del tuo cuore, quando ti apri a Dio”.

 

- “Francesco, è meraviglioso il tuo sguardo, sicuro, abbraccia ogni cosa, contiene nell’amore ogni più piccolo frammento di vita. Questa mattina vorrei parlare con te del corretto pensare. Ci sono persone che ricevono i tuoi messaggi e sciolgono le briglia dei cavalli della loro mente, verso infinite e nuove domande. Domande su domande, interrogativi su interrogativi”.

 

- “Fratello caro sai già che l’unica vera risposta nasce dal silenzio e il silenzio dell’amore abita il cuore. E’ bello parlare con te del corretto pensare, potresti aprirti a nuovi modi di considerare la vita a nuove prospettive su come organizzare il tuo pensiero. Io e Chiara siamo sempre passati attraverso la porta stretta, la porta della rinuncia e della sofferenza, abbiamo sempre messo prima di noi i più piccoli, gli umili, gli indifesi. Ecco amico mio le qualità del tuo inconscio e dell’inconscio di chi continua a porre domande. E’ un bambino piccolo, si sente abbandonato dalla madre. Non è stato svezzato e non potrai essere tu a portare questo latte a milioni di bambini. Piuttosto insegna, segui ciò che sai già fare e fai bene. Il bambino piccolo è umile, buono e semplice, crede nell’amore. Ora quanti uomini o donne sanno essere genitori attenti del loro bambino, crescendolo in sicurezza, bontà, semplicità e letizia? Il bambino che hai cresciuto nell’amore, non pone domande perché sa cosa fare! Non è stato soffocato da traumi, insicurezze e paure. Il suo principio di forza è l’amore e su di esso si basa per prendere ogni decisione. Soprattutto un bambino cresciuto non è più indifeso. La prepotenza, l’arroganza, l’intimidazione contro di lui non possono nulla. Il suo scudo è sempre l’amore. Una madre non è tale per i figli che ha partorito e per come li ha cresciuti: lo è per ciò che ha trasmesso alla sua bambina interiore. Se sei stata una buona madre, la tua bambina è libera e felice. Se sei stato un buon padre ora il tuo bambino è libero e felice. Che lavoro di crescita hai fatto su te stesso/a? Quando le persone pongono una domanda certamente rispondo, ma questo non significa che grazie alla mia risposta esse acquisiscano l’immediata capacità di gestire la propria vita, sarebbe troppo facile e la vigna di Nostro Signore non avrebbe più nessun motivo di esistere. Comprendi cosa porti avanti nei seminari di Ho-oponopono del Semplice, comprendi quello che cambia nella vita delle persone dopo averli frequentati? Il buon  maestro non ti dice cosa fare, può solo darti gli strumenti per fare la tua scelta. E’ chiara ora la risposta alla tua domanda?".

 

- "Francesco caro penso non ci possa essere un modo più bello per iniziare questa meravigliosa giornata, grazie!".

 

Nel silenzio di un abbraccio infinito, mi lascio avvolgere da Francesco, il suo sguardo è fermo e deciso, il suo amore sconfinato, la sua letizia perfetta.     

Mercoledì, 30 Novembre 2016 17:01

LA TENEREZZA DI FRANCESCO

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Conosco l’impegno di Francesco, la sua regola è ferrea: preghiera a Nostro Signore e servizio costante nella Sua Vigna. Per questo mi affretto, ho la sensazione di essere un po’ in ritardo. Lo stridere del cancelletto annuncia la mia presenza, anche se i sensi di Francesco percepirebbero ogni mio passo su un manto d’erba. E’ lì, in un pezzo di terreno ancora incolto, è lì con i suoi strumenti in mano, la zappa e il rosario.

TENEREZZA1

 

- “Francesco caro, quanta gioia nel mio cuore ad ogni nostro incontro, quanta gioia nel mio cuore ogni volta che posso rivederti. Questa gioia è un canto per la mia anima, Dio ti benedica”.

 

Francesco ha il volto sorridente, è l’uomo della gioia. Mentre socchiude leggermente gli occhi, quasi a volermi leggere dentro mi pervade un’onda di grande pace e serenità.

 

- “Pace al tuo cuore, Fratello mio, Dio ha benedetto anche te: vieni”.

 

- “Francesco caro, vengo a parlati di una ragazza, nel rispetto della sua volontà, non darò informazioni ai lettori su di lei, ma porto a te la sua vita, le sue tematiche, la sua famiglia, tutti i loro vissuti”.

 

- “Fratello mio, tieni questa zappa, l’ho fatta io stesso per te! Ieri non sei entrato nella vigna, così ho avuto il tempo di prendere un ramo d’olivo e di creare questo strumento per il tuo lavoro, affinché tu possa zappare il terreno fertile e quello incolto, la mia vigna e i campi di grano. Ovunque si estende la benedizione di Dio, ovunque il suo amore lavora assieme a te. Coltiva ogni terreno, perché dall’amore per la terra nasceranno sempre buoni frutti. Quest’anima, della quale tu vuoi parlarmi, è già nel mio cuore.

Sento il suo turbamento, la sua inquietudine. Portala qui, tra queste colline, falle cambiare aria, falle respirare la nostra preghiera. Che le sue mani possano toccare la terra, che il suo respiro possa baciare quest’aria. Ecco cosa le serve: il silenzio di questi luoghi, la pace che si respira qui, il contatto con la natura. L’acqua dei nostri torrenti purificherà il suo canto, memorie ataviche, pesantezze che può lasciar andare. Aiutala”.

 

-“Francesco caro, pregherò per lei, le starò accanto nella preghiera, nel respiro, nella gioia”.

 

-“Fai di più! Viaggia con lei, insegnale, istruiscila nell’amore, colma la sete della sua anima”.

 

-“Sì Francesco, ciò che chiedi è! La inviterò nella mia casa, l’accoglieremo come una figlia”.

 

Francesco sorride, comprende bene quanto mi sta chiedendo. Per un attimo è come se la nostra comunicazione fosse stata improvvisamente interrotta.

 

- “Fratello caro, ci sono muri da abbattere, incomprensioni da sciogliere, silenzi da colmare con la preghiera, ma se quest’anima è pronta, tu semplicemente accoglila”.

 

 - “Grazie Francesco, sia fatta la Sua volontà!”. 

Lunedì, 28 Novembre 2016 07:33

LA PIU' GRANDE UMILIAZIONE DELLA MIA VITA

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Ciao Nicola, sto vivendo la più grande umiliazione della mia vita! Continuo a chiedermi perché, perché? Mi ritrovo ospite da mia sorella e sono grata per questo. Nella mia mente continua ad esserci rabbia. Mi sento ferita nei sentimenti. Sono certa di aver messo tutta me stessa in questi miei nove anni con il mio compagno, tanto da annullarmi, ma non è bastato! Continuo a dirmi stupida, stupida! Ho scelto per amore abbandonando mia madre, una casa, i miei amati figli. Ora mi ritrovo senza una casa, con un lavoro precario e tante paure. Sebbene provo a pulire non riesco a liberare la mia mente da tanto rancore. Passerà, so che passerà ma a cinquant’anni Nicola… Ringrazio di avere ritrovato l’amore incondizionato dei miei figli, ormai adulti, a cui chiedo perdono per non essere stata loro vicino, per cercare di crescere, accudire e mettere denaro per due figlie che non erano affar mio e che probabilmente andranno in una casa famiglia. E’ stato un fallimento, con il tempo spero in una mia rinascita. Grazie per la tua amicizia.

 

umiliazione

 

Francesco caro, entro silenziosamente nella tua vigna, perché so che il bene che si compie non fa mai rumore, è silenzioso come i tuoi passi, è sconfinato come il tuo sguardo che si posa su queste dolci e ridenti colline. Forse è proprio qui che è nato l’amore, non credi?

 

- “Fratello caro, amico mio, entra nella preghiera, entra nel mio silenzio e prega con me”.

 

Il tempo si ferma, l’amore è eterno, non conosce le sabbie del tempo. Qui con Francesco la preghiera diventa la nostra unica voce.

Quando Francesco riapre gli occhi il suo sguardo è limpido e pulito, in lui traspare solo un amore bambino, la felicità e la gioia dell’anima.

 

- “Ora parla fratello caro, non per te ma per i più piccoli, non per te ma per gli ultimi, non per te ma per chi soffre…”.

 

Nella bocca di Francesco echeggiano le parole di Chiara, quelle parole che da sempre amo, quelle parole che donano il significato più profondo alla vita.

 

- “Francesco caro, stamane porto nella tua vigna il dolore e la sofferenza di una madre, che ha lasciato la sua famiglia, i suoi figli, per un nuovo compagno, trovandosi ad allevare e crescere le figlie di lui e scoprendo che con lo scorrere del tempo tutto questo, per lei, non aveva più nessun senso”.

 

- “Fratello mio, l’amore di Dio Padre e Madre è senza confini, non conosce regole né eccezioni. Chi torna alla Casa del Padre, pur avendo dilapidato tutto il suo patrimonio e i suoi talenti, è e sarà sempre accolto. Questa donna è amareggiata, giudica se stessa, vive il suo apparente fallimento ma nessuna delle vostre esperienze terrene va sprecata. Ciò che farete al più piccolo dei vostri fratelli lo avrete fatto a me ci ricorda il Maestro, anche lui nostro fratello. Le bambine che ha allevato, pur non essendo sue figlie, sono figlie del Padre Nostro e le hanno creato una formidabile palestra per guardarsi dentro e comprendere. Figlia cara, sei così vicina alla tua svolta, al tuo cambiamento, che ti basta solo l’ultimo passo. Sarai in grado di farlo? Dove ti dirigerai? Ecco il tuo ultimo passo: abbraccia tutto il tuo rancore, abbraccia la rabbia, abbraccia la paura, il tuo apparente fallimento. Quando hai scelto la convivenza con quest’uomo non intravedevi il grande progetto della tua anima per fare esperienza e comprendere la compassione, l’amore per il prossimo, il servizio? Hai ritrovato l’amore dei tuoi figli adulti, ritrova ora l’amore per te stessa. Non condannarti, non darti della stupida, la tua anima ne sta soffrendo. Puoi rivedere e correggere ogni tuo comportamento in direzione dell’amore, puoi sanare ogni tua ferita. Parti sempre dalla tua bambina. Le figlie di quest’uomo che hai allevato sono cresciute, ma la tua piccola bambina no, e tu come madre continui a darle della stupida. Un ultimo passo, sei a un solo passo dalla tua svolta. Apri i tuoi occhi per vedere tutto l’amore che ti circonda. Apri gli occhi per vedere dov’è ora la tua bambina. Va da lei e abbracciala. Poi torna da me, chiudi gli occhi e unisciti alla nostra preghiera, una preghiera di benedizione per la tua vita, dono prezioso, di inestimabile valore. Ti stiamo aspettando, grazie”.

 

- “Francesco caro, che la tua vigna sia sempre benedetta, grazie per le tue parole. Mi congedo da te, torno nel mondo, grazie”.      

Domenica, 27 Novembre 2016 10:32

L'INCONSCIO NUDO

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Il gruppo Facebook di Ho-oponopono del Semplice, creato da poche settimane, sta prendendo vita con scambi di pareri, domande e pubblicazioni di post molto interessanti. Così Francesco, accoglie, ringrazia, prega per ogni nuova persona che lo accoglie nel suo cuore e porta consolazione là dove c’è necessità di un raggio di luce, di parole sincere per l’anima, di andare oltre la semplice curiosità. Questa domenica mattina, la Vigna di Francesco e di nostro Signore è in festa, Chiara divertita suona con immensa gioia le campane di luce che chiamano alla lode per la felicità di questo bellissimo giorno.

 

INCONSCIO NUDO

 

- “Buongiorno sorella Chiara, la pace del Signore sia nel tuo cuore. Hai visto Francesco?”.

 

- “La Pace del Signore sia anche nel tuo. Sì fratello caro, l’ho visto. Ti aspettava, osservava ogni tuo passo, mentre ti avvicinavi a lui. E’ lì nella piccola chiesetta che ti attende”.

 

- “Sorella cara, posso abbracciarti prima di raggiungerlo?”.

 

- “Amato, ho le braccia aperte per te. Rivederti è ogni volta una grandissima gioia”.

Così mi perdo nell’abbraccio di Chiara e furtive scendono le prime lacrime. Una grande gioia, le campane riprendono a suonare. Chiara mi guarda e mi dice:

 

- “Ora va da lui e ritrova te stesso, comprendi cosa ti ha portato qui oggi, perché sei giunto fino a noi”.

 

Non so se sono degno di tanta grazia, ma la vicinanza di Chiara a volte mi scuote di più di quella di Francesco, La sua dolce brezza sconvolge più di un tornado. Ormai è da molto che l’ho compreso. Forse non sono ancora pronto per affrontare una conversazione con lei, ma comprendo che la tappa di oggi è particolarmente significativa nel mio cammino e per la mia evoluzione.

 

- “Mi congedo da te sorella mia, vado da Francesco, grazie per le tue parole”.

Nel profondo silenzio della mia anima entro allora nella Chiesetta di Francesco, quella che lui pazientemente ha edificato in me. 

 

- Buongiorno Francesco caro, sono qui. Ho abbracciato Chiara, ora non so se riuscirò a resistere anche al tuo abbraccio.

 

- “Non temere fratello caro, sarò delicato. Le mie rose sprigioneranno un balsamo d’amore per il tuo cuore e potrai elevarti all’accoglienza in te di questa straordinaria energia d’amore della quale oggi ti viene fatto dono”.

 

- “Potrei rimanere qui a singhiozzare per ore Francesco caro, perdendomi nel tuo abbraccio e lasciando incolta la tua vigna”.

 

- “Il terreno sul quale Dio posa il suo sguardo Fratello mio, non rimane mai incolto, lo coltivano gli angeli, lo benedice Dio stesso e fruttifica più di mille campi di grano”.

 

- “Vengo a te allora Francesco, vengo nel tuo amore, grazie”.

Smetto di singhiozzare e asciugo le mie lacrime. Mi sento un bambino tra le braccia di Dio.

 

- “Francesco caro possiamo parlare della preghiera?”.

 

Ecco la domanda di un’amica: “Buon giorno e grazie. Nella mia preghiera quando uso il mi dispiace, perdonami, grazie, ti amo, aggiungo anche che lascio andare, ma vorrei chiedervi se c'è una firma più incisiva in questo aspetto perché nel mio caso è un punto importante. Devo, voglio, ho bisogno di lasciare andare ciò che mi tiene a terra e mi impedisce di prendere il volo. Accedere a quella parte di inconscio che trattiene. Come si fa? Grazie infinite e raggiante giornata”.

 

- “Sorella cara, l’inconscio è il tuo Bambino indifeso, ferito, umiliato ma soprattutto abbandonato. Questo bambino ti cerca costantemente, perché il suo cibo è l’amore e come madre è il tuo latte d’amore l’unico a poterlo svezzare e crescere. Parla a questo bambino, dedica a lui il tuo tempo. Sii amorevole, protettiva e presente. Lo troverai bisognoso dei tuoi abbracci, delle tue carezze, del tuo amore. Canta e divertiti assieme a lui, educalo. Se vuoi lasciare una firma più incisiva nella tua preghiera, insegnali a benedire ogni suo pasto e alla sera quando lo abbracci prima di addormentarti affidalo al Nostro Creatore, Padre e Madre, sarà Lui/Lei ad accudirlo a dargli il necessario anche nel tuo sonno. Comprendi? Ti assicuro che così prenderai il volo presto e molto presto, anche tu, sentirai i rintocchi delle campane a festa che questa mattina sta suonando Chiara con sconfinata gioia. Sii in pace, anima sorella, sei immensamente amata”.     

 

Torno al piccolo cancello che delimita l’accesso alla vigna, vorrei restare ogni momento con Chiara e Francesco, ma il loro sguardo amorevole mi indica di andare e portare, il loro infinito amore, a tutte le anime che vorranno accoglierlo. E così è, nel nome di Nostro Signore.    

 

Ecco la risposta alla pubblicazione di questo articolo. La accolgo nel cuore come se fosse un fiore donato a Chiara e Francesco: Tu mi ringrazi? Non riesco a trovare le parole per spiegarti l’emozione che sto provando. Le lacrime forse in parte possono parlare da sole. Grazie è poco anzi nulla, ma te lo dico lo stesso perché è l’unico mezzo umano che ho per aver ricevuto così tanta considerazione. Non ti / vi conosco ma un legame spirituale sicuramente c'è e ringrazio Dio per illuminare queste trame e dare loro un sapore d’ amore. Amore nel tuo prendere in considerazione un mio disagio spirituale, amore e tanto Amore nelle parole di Francesco. Ho avuto nel leggere, la sensazione di una bambina al cospetto di un amorevole genitore. Grazie, grazie di esistere, grazie di dedicare la vostra natura a seminare Amore Puro, Amore Divino. Rileggerò il messaggio per me e sono ancora incredula che sia per me. Non mai ricevuto così tanta considerazione neanche da coloro che dicono di amarmi e a loro modo mi amano. Tu/voi, che di me non conoscete nulla, mi avete dato così tanto che non riesco a fermare le lacrime, se foste qui vi abbraccerei fortissimo. Infinite grazie che la Luce di Dio illumini ogni attimo del vostro vivere. Grazie.

 

 

Sabato, 26 Novembre 2016 12:41

COME ATTRARRE CIO' CHE DESIDERI

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Una nuova amica, forse nuova anche in questa grande famiglia dell’Ho-oponopono, mi chiede: “Ho cominciato a praticare il mantra, e mi sento molto meglio. Non ho capito però alcune cose del tipo: bisogna visualizzare quello che si vuole o farlo senza pensare a niente di particolare, solo per pulire e poi pensare a qualcosa?”.

 

Quanta dolcezza suscita nel mio cuore questa domanda. Mi riporta indietro di qualche anno, quando ancora sperimentavo la legge di attrazione e il famoso CHIEDI-CREDI-RICEVI. Univo a tutto questo un esercizio costante di visualizzazione per portare nella mia vita soprattutto un’abbondante materialità, senza sapere che si attrae per ciò che si è e non per ciò che si ha.

L’ego ti spinge a credere di essere il tuo nome, la tua professione, che hai valore solo se possiedi, solo per quello che possiedi.

 

nudi

 

- "Francesco caro, tu che non possedevi nulla, e che hai rinunciato a tutto per servire ogni fratello, hai forse parole migliori per spiegare tutto questo. Ti ascolto!".

 

- “Amato, tu vedi in me l’uomo della gioia, vedi in me l’uomo dei doni che vuoi portare e condividere con l’umanità, e così è. Tutto ti sarà dato, tutto sarà luce nelle tue mani. Avere per dire possiedo, appaga solo l’ego, e l’ego non si nutre della luce di Dio. Avere per donare, presuppone l’esserti spogliato, l’essere rimasto nudo, la pura bellezza della tua anima di fronte a Dio. Ecco allora il primo dei miei doni per te: la nudità. Ti spoglio dai tuoi abiti, dalle tue maschere, dalla tua professione, dal tuo ego.

Così quando sei nudo, puoi condividere tutto, perché la gioia divina è sempre con te”.

 

 - “Francesco caro, accolgo questo meraviglioso dono di umiltà, di servizio e preghiera. Mi spoglio di fronte a te ti offro la mia nudità, quella del cuore, del corpo, del mio tempio. Ricordo ancora molto bene le parole del Maestro, sono forti, di una potenza unica: rimanete nel mio amore, se rimangono in voi le mie parole, se rimane in voi il mio amore allora chiedete e ciò che chiedete, vi sarà dato.  E’ questa l’intimità che desidero con Te e con il Maestro, un’intimità d’amore!”.

 

-“Amato figlio, torniamo ancora alla domanda posta. Pulire senza pensare a nulla o pulire pensando a qualcosa? L’Ho-oponopono è innanzitutto totale affidamento a Dio. Ricordi gli insegnamenti di Morrnah? Allora se ogni tuo pensiero sarà rivolto a Dio, attrarrai velocemente ciò che chiedi: la morte del tuo ego, l’abbondanza e la gioia in Dio. La mente non è capace di non pensare a nulla perché il suo compito è quello di pensare. A te sta il compito di educarla, di insegnarle il corretto pensare e questo è sempre e per sempre un pensiero rivolto a Dio. Parola di Francesco”. 

 

- “Francesco caro, oggi hai dato molto cibo per la mente, e sappiamo che la sua digestione è sempre lenta, per questo ritengo opportuno ora donare un po’ di silenzio, unito al tuo infinito amore e alla tua gioia, grazie”.    

Venerdì, 25 Novembre 2016 19:44

L'ARTE DI AMARE

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Sono a scuola, la scuola dove insegno a Venezia. Da pochi giorni, mi sono accorto della presenza di un calendario appeso in aula insegnanti, con la foto di un affresco di Francesco che sembra quasi volermi parlare. Insistentemente richiama la mia attenzione, il mio sguardo. Ieri sera un’amica mi ha scritto chiedendomi se posso parlare con lui, se a lui posso chiedere come sciogliere il suo tormento.

 

Ecco il suo messaggio: “Caro Nicola intesto questa mia lettera direttamente a Francesco.

 

Caro amato Francesco, sono una mamma ed una donna che ha una bella famiglia, una bella casa, un bravo marito ed oltretutto sono una catechista. Ma tu queste cose mie le sai già. Ho sposato mio marito perché gli volevo bene. Ho rinunciato alla mia realizzazione per la famiglia. Ma ora non mi sento di appartenergli più. Mi sento soffocare. Vorrei fare altro che mi gratifichi. Inoltre non so più se sono innamorata di mio marito, probabilmente di un altro, che sicuramente mi ha risvegliata. Sono in crisi cosa devo fare? Ho da una parte un brav'uomo che non amo più, dei figli, dei valori, ma dall'altra parte vorrei essere libera nel fare quello che la mia anima desidera da tempo. Cosa mi dici tu? Aiutami! Voglio essere me stessa. Sentirmi felice con la persona che amo. Ma ho paura di fare del male alle persone a me care. Come posso gestire la cosa? Cosa puoi indicarmi per realizzarmi nel lavoro?  Grazie Francesco, tvb”.

 

tenerezze

 

Francesco è qui, ora lo porto dentro. Martedì sera, durante la meditazione settimanale che tengo on line, è accaduto qualcosa di particolare. In alcuni ambienti la chiamano ‘incorporazione’. Respirava in me, cercava spazio nel mio corpo, si muoveva nel mio essere. Non racconterò tutto ciò che è successo, a volte serve un po’ di tempo per metabolizzare un’esperienza del genere, ancora così intensamente fresca, soave e piena di grazia. Così ora mi rivolgo a lui, per ascoltare le sue parole, per sentirlo vivo in me.

 

 - “Francesco, possiamo rispondere a questa amica per la quale conoscere la tua opinione è così importante?”.

 

- “Fratello caro, grazie per la gioia che mi dona il tuo respiro, sentire l’aria nei tuoi polmoni è stato come rinascere. Tutto il mio roseto era in festa, ogni varietà di rosa era fiorita ed espandeva il suo profumo per celebrare questo momento, un momento d’amore. Nessuna spina graffiava i miei piedi, solo la sensazione di un morbido velluto di rose. Sì, ora posso rispondere a questa ‘sorella’, ora è il momento di parlare con lei.

 

 

Sorella cara, hai costruito cose molto importanti esternamente a te, una bella casa, una bella famiglia, hai un bravo marito e dei bravi figli, ma non hai costruito la tua libertà interiore, non sei libera di amare chi vorresti amare. Tra i banchi del catechismo questa sensazione la chiami colpa, peccato e il tuo cuore si tormenta. Abbandonare tutto ciò che hai, per l’amore vero, ti costerebbe caro e al risveglio troveresti solo rose appassite. Sento tutto l’amore che vibra in te, sento tutta la gioia che vibra in te, quando i tuoi occhi incontrano i suoi e quante volte hai chiesto a Dio perché ti ha fatto incontrare e innamorare di quest’uomo.  Cambia allora la tua comprensione di peccato e colpa e entra nei miei insegnamenti, quelli dell’amore vero. Cos’è il peccato sorella cara? Cos’è l’inferno? Il tormento della mente che non trova pace, che non trova Dio. Ma tu forse hai trovato Dio in questo nuovo amore e non sai come raggiungerlo e il tormento del tuo cuore cresce. Prima del suo ‘cambiamento’ del suo risveglio spirituale, l’uomo non comprende l’amore puro, l’amore assoluto, comprende solo l’amore dell’ego”.

 

- “Francesco caro, sei sicuro di non confondere di più quest’amica? Lei cerca in te un porto sicuro, quell’attracco dove far riposare la sua vela!”.

 

- “Fratello caro, la sua anima ha scelto la tempesta. Per condurla al porto, quello che lei cerca, deve pulire la mente, comprendere che se le parole hanno un peso, lei porta dei macigni. Il peccato è un’esperienza incompleta per l’anima, un’esperienza in cui mancano dei dati, delle comprensioni importanti e l’anima rimane impigliata in nodi karmici, in grigi filamenti di sofferenza e tristezza”. 

 

A Francesco si velano gli occhi, sente di quanta infelicità si riempie il cuore che non comprende perché non può amare, perché deve vivere schiavo di pregiudizi e convenzioni sociali.

 

- “Francesco caro, possiamo essere più semplici, come può questa donna liberarsi dal suo tormento?”. 

 

- “Fratello mio, hai fatto nascere l’Ho-oponopono del Semplice. Invitala in questa scuola! Ma avvisala per frequentarla deve tornare bambina con la sua bambina. Qui riceverà gli insegnamenti del mio catechismo, gli insegnamenti che non ha mai ricevuto e che ora deve apprendere per trovare la pace che cerca. Il suo tormento nasce dal conflitto nato tra cuore e mente, il cuore va in una direzione, la mente frena, conosce bene il prezzo che comporterà ogni sua scelta. E qui si aggiunge l’ultimo elemento mancante. La vera conoscenza di Dio in noi: Dio Padre e Madre, Dio che genera e partorisce, Dio che si compiace. Figlia mia dentro di te c’è tutto questo, puoi creare, dare forma ad ogni esperienza che desideri ma devi riconoscere in te la Creatrice, la Grande Madre, colei che ama ognuna delle sue creazioni, colei che ama tutto. Così in te la separazione lascerà il posto all’unione e l’unione all’amore vero. Non farai più del male a nessuno, né alla tua piccola bambina, né al mondo esterno al quale vuoi sacrificare la tua felicità”.

 

- “Grazie caro Francesco sono sicuro che alle tue parole, questa cara amica, saprà dare il giusto significato, che nell’amore di Dio, il suo cuore possa trovare pace!”.        

Venerdì, 18 Novembre 2016 21:21

ANIME SORELLE, LE ANIME CHE IL MONDO NON COMPRENDE

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Un freddo pungente, annunciato dal grigio cielo di novembre, porta il mio pensiero a Francesco. 

 

- Francesco, Francesco caro, entra nelle ossa questo freddo!

 

 

Al mio rientro a casa, la schiera delle mie gattine e il mio nerissimo Lampone, così si chiama l’unico gatto maschio che ho, mi guardano intensamente dai vetri della finestra del soggiorno, per chiedermi una razione supplementare di cibo.  

 

Un impeto di gioia unito al desiderio di parlare ancora con Francesco, mi spinge ad accogliere questa richiesta della mia famiglia allargata, per poi accendere velocemente i computer.

 

animesorelle

 

 So che Francesco è già pronto, lo ritrovo nella sua vigna e chiedo al suo cuore di aiutarmi a comprendere di più.

 

- “Francesco caro, mi puoi parlare delle anime sorelle? E’ vero che il mondo non le comprende?”.

 

- “Fratello mio, sono poche le persone che entrano in questa vigna. Coloro che vi entrano gioiosi dopo che la vita lì ha trasformati, scavati dentro, rivoltati come le zolle del terreno, hanno lasciato fuori di qui il giudizio, la critica, l’orgoglio. Il cambiamento, la loro svolta, oggi chiamata salto quantico, è molto di più di un cambiamento di pelle, come avviene nel regno animale, è un cambiamento d’anima. Mi comprendi? Per questo le anime sorelle si sentono così vicine e sempre per questo motivo, il mondo, ossia chi deve ancora fare questa esperienza di trasformazione, non le comprende”.

 

- “Capisco Francesco comprendo benissimo. Tu e Chiara eravate anime sorelle?”

 

- “Sì, e forse anche qualcosa di più… anime pure. Così com’è pura l’anima di sorella acqua, di frate vento e di frate foco”!

 

- “Capisco perché il mondo non poteva comprendervi, capisco… Cosa possiamo fare per le persone che vorrebbero appartenere a questa famiglia ma non hanno ancora vissuto il loro cambiamento?”.

 

- “Prega per loro, amale di più, servile di più! Siete tutte anime antiche e meravigliose, siete tutti così vicini al mio cuore e a quello di Chiara! Siete tutti così vicini a questa trasformazione, che potentemente bussa alle porte delle vostre anime, anche se a volte ancora l’ego vi annebbia la vista e vi indurisce il cuore. Fratello caro, quanto prego per te, per la tua famiglia. Fratello caro quanto prego per tutta l’umanità. State vivendo grandi cambiamenti, potenti trasformazioni. Tu cambi ogni giorno, ogni giorno ti cambia. Per questo chi ti è accanto fatica a mantenere il ritmo, a tenere il passo. E’ cambiato anche il tuo modo d’amare, te ne sei accorto? Stai riconoscendo la tua strada e stai rivendicando il tuo diritto di seguirla. Meravigliosa strada di luce, meravigliosa strada d’amore. Chi la percorrerà assieme a te non si perderà mai, o meglio perderà l’ego e imparerà il servizio. Non conta aver raggiunto la perfezione, essa non appartiene al piano umano. Ciò che conta è il tuo impegno, il vostro impegno ogni giorno, il vostro sapervi nutrire di gioia, la gioia del sorriso. Quando ti chiedi: Oggi come posso far sorridere chi incontro? ti avvicini alla comprensione delle anime sorelle, due gocce d’acqua nate dal cuore di Dio. In realtà siete tutti anime sorelle come lo eravamo io e Frate Leone, è per questo che l’ho benedetto, per insegnargli a sorridere e a portare il sorriso tra la gente”.

 

Vorrei scrivere ancora, ma Francesco mi chiede il silenzio, l’ascolto interiore. Se hai corso leggendo questo articolo, ora fermati, torna all’inizio. Rileggi e assapora, come nutrimento per l’anima, le perle che Francesco ti ha donato e sorridi.  

Ciao Nicola, vorrei tanto seguire le orme di Francesco e Chiara ma mi sento come chi deve scalare una enorme e grandissima montagna. Sono davvero tanto tanto stanca. Stanca di tante cose, stanca di avere l'impressione di arrancare e che mi manchi la terra sotto ai piedi, stanca di sentire quel peso allo stomaco! A volte domando a Chiara che mi dice di andare avanti e di lasciarmi indietro il fardello, di imparare da Francesco che insegna ad essere grata e non disperata e che Dio Padre mi ama.  Però mi sento tanto pesante lo stesso. Per questo ti chiedo ancora, senza metterti fretta alcuna, il sostegno di Padre Francesco, cosa mi dice insieme a Chiara. Un grande abbraccio.

preti

 

Cara amica come ti avevo promesso, entrerò ancora una volta nella Vigna di Nostro Signore o come la chiamo familiarmente la vigna di Francesco, sebbene la stagione sia ormai avanzata e il freddo pungente. Fuori è già buio. Francesco, nel piccolo capanno, cerca di un po’ di tepore. Le sue mani sono fredde, ma il calore che emana il suo saluto, riscalderebbe ogni cuore.

 

- “Ciao Francesco, non ti sei ancora coricato?”.

 

- “Non ancora, pregavo con fede Nostro Signore, pregavo per tutte quelle anime che si sentono stanche, deluse, amareggiate. Pregavo per tutte le anime che hanno perso la fede, e si aggrappano alla disperazione. Due passeri non si vendono forse per un soldo? Eppure neanche uno di essi cadrà a terra senza che il Padre vostro lo voglia. Te lo ricordi questo passo? Io che ho vissuto in povertà non ero forse nella perfetta letizia del Padre? Perché molti dei tuoi fratelli continuano a portare grandi pesi nelle loro bisacce, che caricano poi sulle spalle, curvandosi sotto indesiderati fardelli?”.

 

- “Francesco caro, potessi rispondere alle tue domande, sarei anch’io un mistico. Ma non mi tiro indietro dal cercare di alleviare le umane sofferenze e la miseria”.  

 

- “Sì, forse anche tu amico mio, sei un mistico, un mistico che cerca Dio e non temere, lo troverai. Lo troverai nel respiro dell’alba, lo troverai nella dolcezza del tramonto e nelle mani che raccolgono i grappoli in questa splendida vigna. Lo troverai dentro di te, quando nel campo di battaglia, seminerai il grano della pace”.

 

- “Lo sapevi Francesco che oggi molti sacerdoti iniziano a far usare alle persone il mantra dell’Ho-oponopono nella confessione, prima di dare l’assoluzione?”.

 

- “Fratello mio, a volte la tua innocenza è disarmante. Ti stupisci perché guardi con gli occhi di un bambino. Non credevi che fosse possibile ricostruire la mia chiesa! Siamo solo agli inizi, c’è molto da fare, ma ho fiducia in te, nell’uomo, nell’opera che compirete. Verranno in molti a cercare in te la pace, a cercare in te sostegno. Tu chiamami ogni volta, non indugiare. Ti sarò vicino, sarò con voi nella vostra preghiera, sarò con voi nella luce che espanderete rivolgendovi al Padre, abbiate fede. Ritrovate la fede. Ricostruitevi dentro, al di là di quello che professate, perché non saranno le parole a darvi testimonianza, ma il vostro agire. Questa tua sorella, dichiara di voler seguire le mie orme, di voler lavorare in questa vigna, ma poi si lamenta che è faticoso, non concepisce l’abbandono, non si fida, il rischio sarebbe perdere tutto. Ancora una volta chiede, ma poi non sa ascoltare né le mie parole né quelle di Chiara. Cosa le rimane? La consolazione e l’infinito amore del Padre. Il cancello di questa vigna resterà sempre aperto per lei. L’aspetteremo finché deciderà realmente di entrare. Allora in questa vigna la festa sarà immensa perché un’altra figlia avrà trovato la strada di Casa.

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