A scuola di Ho'oponopono

A SCUOLA DI HO-OPONOPONO – 17 LEZIONE : IL KARMA

 

 

Scusa Nicola, un'ultima cosa. Ho visto qualche giorno fa, in un gruppo, una mamma disperata perché a suo figlio di 9 anni è stata amputata una gamba, e successivamente gli hanno diagnosticato anche metastasi ai polmoni. Ecco Nicola, cosa c'è di peggio al mondo di tutto ciò? Perché da genitore ci tocca subire tutto questo? Come può una giovane mamma trovare pace con la fede, l'ho-ponopono, oppure con qualcuno che ti dice che la morte non esiste e tutto quello che ci va dietro. E' facile consolare quando la disgrazia non ti tocca. Io credo in Dio, Prego spesso, ma perché tanta sofferenza in un bambino (e come lui tanti) gli vorrei chiedere? Posso arrivare a capire la morte da un momento all'altro, ma perché tanta, tanta, tanta sofferenza Nicola? Perché?

 

Mio caro amico, posso consolare una persona, posso stringerla tra le mie braccia e amarla, proprio perché ho conosciuto profondamente il dolore e al dolore ho saputo dire di si. Nel dolore c’è qualcosa di semplice. Anche il dolore cerca il suo nutrimento nell’amore. Mi risuonano molto le tue parole quando dici: “E’ facile consolare quando la disgrazia non ci tocca”, eppure ho sempre sostenuto che la vita non è clemente con nessuno. Mi accorgo sempre di più che le persone segnate da profonde cicatrici che possono essere lutti, malattie o ogni altro genere di problematica sono numerosissime, vorrei dire che lo siamo tutti, nessuno escluso. Questo è il triste linguaggio attraverso il quale si esprimono le memorie. Sembra quasi che si stia facendo a gara nel dire: “Sono io quello che ha sofferto di più, voi non potete capire la mia sofferenza, è niente in confronto a ciò che avete sofferto  voi, quello che sto soffrendo io”. Così questo Dio che così tanto invochiamo, al quale così spesso gridiamo la nostra sofferenza, sembra essere diventato sordo e lontano milioni di anni luce dall’accogliere le nostre preghiere e le nostre suppliche. La nostra mente ripete senza sosta: perché, perché, perché a me? Viviamo nella disperazione il più grande inganno dell’ego, quello di credere che Dio ci abbia abbandonato. Siamo stati cattivi e non meritiamo il suo amore. Che Dio ingiusto! Se la prende anche con i bambini! Manda anime innocenti sulla terra, per poi provarle con terribili malattie e atroci sofferenze. Ma è proprio così? Perché, perché, perché a me?

 

bambina

 

Così quella che è sempre stata una verità accettata dai credo di tutto il pianeta, è stata tranquillamente  cancellata dalla Bibbia e dal Vangelo. Gli insegnamenti originali di Gesù comprendevano la reincarnazione. Fu la Chiesa Romana, nei primi secoli e in particolare nel VI secolo, per dare maggiore stabilità alla propria autorità temporale, a modificare i testi sacri secondo la sua convenienza. I grandi pensatori, tutte le menti più eccelse dell'antichità, tra cui anche i primi Padri della Chiesa, credevano nella reincarnazione. Si può citare Pitagora, Empedocle, Plotino, Platone, Apollonio, Tianeo, Clemente di Alessandria e Origine, tutti senza eccezione credevamo nella reincarnazione come risultato di precise leggi naturali. Dunque l’anima per apprendere pienamente la legge dell’amore prima di assumere una nuova veste fisica, accetta che ogni ricordo sia cancellato, in modo da rendere profittevole al massimo questa nuova esperienza di apprendimento. In questi molteplici cammini che l’anima percorre il nostro Bambino Interiore vive esperienze che lo segnano, traumi, abusi, malattie, drammi di ogni tipo. Ma il piano di Dio è perfetto, Gesù e Mornnah lo sapevano bene. Tutti hanno un posto nella Casa del Padre, e la tecnologia dello spirito per compiere i miracoli esiste: pulire le memorie.

 

Così è vero potrebbe sembrare oltremodo crudele che un bambino espressione dell’innocenza e della purezza debba. Ma nella perfezione divina tutto risponde alla legge dell’amore e l’apprendimento umano, passo dopo passo, va in quella direzione. Allargando la visuale, vita dopo vita, le esperienze dell'anima sono tutte volte a questo traguardo finale ovvero a quella che viene chiamata la “seconda morte”, non la morte del corpo fisico ma la morte dell’ego.  Allora tutto ha un senso.  Con la seconda morte, quella dell'ego, muore l'anima e lo Spirito brilla della sua piena realizzazione in Dio. Ecco allora Francesco nel suo Cantico delle Creature rivolgersi a Dio e parlando della morte fisica svelare il significato della seconda morte, quella dell'anima: "Accogli quelli che, gioiosi, innanzi ad essa Ti sorridono, poiché la loro seconda morte, quella dell‘anima al nascere dello Spirito, sarà sole soltanto. Per tutto ciò sii lodato, mio buon Signore, giacché non v‘è altro Dio che Te in tutto". Dunque la mente umana non può accettare che Dio sia in tutto, può esserci in molte situazioni, in molti luoghi, ma veramente in tutto? Posso incontrare Dio nel dolore, nella sofferenza, nella malattia, nella mia angoscia di vivere? Per me la risposta è sì. La tecnologia spirituale è per tutti. Tutti possiamo pulire le nostre memorie e il nostro Bambino Interiore. Tutti possiamo trovare Dio dentro di noi e ovunque. Io lo sto facendo ogni giorno. Perché invece di continuare a porti delle domande non lo fai anche tu? Pulisci. Grazie di cuore.   

A SCUOLA DI HO-OPONOPONO  - 16 LEZIONE:SONO RESPONSABILE?  

 

Caro Nicola, mi sono avvicinato solo ora all'Ho-oponopono, quindi perdona la mia ignoranza. Mi ha colpito quando hai scritto che bisogna pulire incessantemente, allora ti chiedo come si fa, cosa bisogna ripetersi, e per quanto tempo. Ti richiedo scusa per l'ignoranza, ma sono all'abc, ma con voglia di imparare.

 

 

Caro amico, sono sempre a disposizione di chi desidera imparare. La strada più semplice è quella di leggere i libri che trattano l’argomento, in modo tale da capire i vari riferimenti che si fanno quando si parla della cosa. L’Ho’oponopono per me è un universo per questo è necessario come primo ingrediente l’amore, perché lo si sa, tutto l’universo obbedisce all’amore. Che cosa accade normalmente, ad ognuno di noi, nel proseguo della propria vita? Che ci riempiamo di spazzatura ovvero di tutte quelle memorie umane che sono rappresentate da drammi, violenze, abusi, abbandoni, colpe, errori, frustrazioni che la vita ci porta a vivere, ma che comunque rappresentano sempre la risposta conscia o inconscia delle nostre scelte e azioni. Creiamo sempre noi lo scenario sul quale salire e interpretare la nostra vita, salvo poi abbatterci e disperarci, perché ci accorgiamo di aver creato ciò che non desideravamo, rifiutarne la paternità e attribuirla ad altri.  

 

Di conseguenza cerchiamo alleati che sostengano anch’essi che la responsabilità non è nostra, ma di qualcuno là fuori che si comporta verso di noi come un mostro. Chi riesce ad avere un barlume di ‘onestà’ con se stesso, capisce che così non funziona, che così non potrà mai funzionare. Se allora si ha la fortuna di conoscere l’Ho’oponopono, si può padroneggiare una potentissima tecnologia spirituale che ci apre ad una nuova vita, ad una nuova presa di consapevolezza e di responsabilità. Per chi inizia è importante capire che essere responsabili non significa avere colpe ma essere capaci di rispondere, ovvero respons-abile a tutto ciò che abbiamo creato o lasciato entrare nella nostra vita. Se accetto di essere responsabile al 1oo% posso trasformare e pulire ogni cosa. Se dentro di me rimane una parte che rigetta la responsabilità e dice: “Io posso essere responsabile per me stesso, ma di fronte ai comportamenti e alle scelte delle altre persone non posso nulla”, la mia capacità di gestire questa tecnologia dello spiritò sarà più limitata e talvolta nulla. Le altre persone esistono e sono reali ma solo come riflesso di ciò che sono io. Quando osservo e giudico gli altri, sto sempre osservando e giudicando me stesso. Più impietoso e severo sono, e meno responsabilità mi prendo, più la mia vita va alla deriva.

 

uccellini

 

 

Il mio vascello naufraga e io disperato sto gridando che l’equipaggio si è ammutinato, mentre il solo uomo a bordo ero io. Dunque eccoci qua a trasformare quello che è un dramma umano con una tecnologia potentissima racchiusa in quattro piccole frasi. Di cosa si tratta? Di un mantra. Mi dispiace, ti prego perdonami, ti amo grazie. Quali forze racchiude in sé?  Il mi dispiace significa che riconosco di essere responsabile (non colpevole) e se sono responsabile, significa che mi riconosco come creatore, come artefice di ogni cosa presente nella mia vita. Dunque ciò che non mi piace lo posso cambiare!!! Ti prego perdonami significa che finalmente posso portare la pace dentro di me. Morrnah Simeona e Gesù ce l’hanno insegnato, la pace inizia sempre con me. Se dentro di me c’è pace saprò sempre gestire ciò che accade fuori di me. Quando poi riuscirò a dire Ti amo, mi sarò aperto alla consapevolezza che Dio è amore. Tutto fuori e dentro di me, quando sono in pace, è amore. L’amore è l’ordito e la trama dell’intero universo.  Così c’è poi il grazie, quella straordinaria forza che permette alla promessa di Dio “Chiedi e ti sarà data” di realizzarsi.

 

Caro amico, sii paziente con te stesso, c’è un’infinità di materiale di studio e tantissimi miracoli pronti per accadere. A cosa porta la pratica incessante del mantra ? Alla pulizia di tutti i nostri drammi umani e del nostro Bambino Interiore ovvero l’inconscio. Chiedi per quanto tempo? Etimologia della parola incessantemente: che non cessa. La pulizia è come l’amore: eterno! www.ho-oponoponocristiano.com 

A SCUOLA DI HO-OPONOPONO – DODICESIMA LEZIONE UN GRANDE INSEGNAMENTO: L’AMORE PER LA VITA
PRIMA PARTE

 

Ti prego, mi dispiace, grazie, ti amo. Ciao Nicola. Ti prego ho bisogno di una guida da te. Cosa posso fare, dentro di me, per correggere i miei pensieri che manifesto, prima in me e poi in un’altra persona, con la quale condivido lo stesso problema? Sono responsabile al 100/100 ma innocente. Nel 2008 mi hanno scoperto un tumore con due litri e mezzo di liquido nella pancia. Due interventi in un mese, la chemio. Dieci mesi dopo un altro intervento. Il tumore si era spostato in un'altra parte. Mi è stato detto che, per cinque anni, si sarebbe spostato in diversi parti, per il liquido che avevo avuto. Si lo tenevo sotto controllo con le cure. Volevo salvarmi. Ho deciso di non andare mai più sotto i ferri. In cinque anni, si e spostato in cinque parti diverse del mio corpo.

 

Nel 2012 si e spostato nella testa, per cui ho avuto un brutto incidente. E’ un miracolo se mi sono salvata! Ma ero a pezzi quasi alettata. Ho ripreso a praticare nam myoho renghe kyo, un mantra buddista. Ho deciso che sarei guarita dal tumore e che le mie ossa sarebbero tornate a posto meglio di prima. I compagni di fede mi hanno sostenuto molto. Io sono sola da dodici anni. Animata da uno spirito di ricerca, studiando il buddismo, mi sono imbattuta in un sito dove sono venuta a sapere di Ho’oponopono, del dr. Len e della sciamana Morrnah Simeona.

Ho iniziato a studiare e a praticare ambo le cose: Ho’oponopono e il buddismo, convita che sarei guarita e tornata meglio di prima.  Mi sono affidata completamente al potere superiore universale. La Vita mi ha risposto. C’è stata poi un’altra chemio, il veleno dei cinque serpenti più velenosi del mondo e altre cure naturali per le ossa. Avevo dolori atroci. Nulla è per caso. Causa-effetto. Praticavo i miei mantra minimo un’ora al giorno. Dopo sei mesi e centina ore di pratica non c’era più traccia del tumore, con cui ho vissuto per cinque anni. Ancora cinque mesi di cure e più di duecento ore di pratica hanno fatto sparire i dolori all’improvviso. Non porto più il busto o fasce di gesso alle spalle o alle mani. In undici mesi sono tornata meglio di prima. Ora cammino con i tacchi a spillo. Ho una fede infinita e incrollabile, libera delle credenze limitanti. Non mi importava come sarei guarita, vedevo solo il risultato finale: la vittoria.

 

mollette

 

L’ho fatto pure per altri amici o compagni di fede. La prima volta per vedere se funzionava, dopo perché me l’hanno chiesto. Funziona eccome se funziona!!! Perché loro non mettono limiti, non sanno quando pratico i mantra. Ho smesso perché mi vengono brividi di paura. Meglio insegnare a praticare a loro e sostenerli. Su di me so applicare tutto questo alla salute, al lavoro e alla vita quotidiana, ma su un mio problema, che da quasi cinque anni va avanti, non so come farlo funzionare. Grazie di cuore Nicola. Un abbraccio.


Cara amica non risponderò oggi alla tua mail perché la tua testimonianza è troppo preziosa e non voglio, con le mie parole, distogliere l’attenzione dalla potenza di quanto hai scritto. Ma domani avrai la tua risposta, ci saranno le parole dell’amore e la comprensione, grazie.

A SCUOLA DI HO-OPONOPONO – DODICESIMA LEZIONE UN GRANDE INSEGNAMENTO: L’AMORE PER LA VITA 
SECONDA PARTE

 

Eccomi, Aloha Nicola: continuo il mio racconto. Ho una relazione che dura da quasi 5 anni. Ci vogliamo bene e ci amiamo nel cuore e nell’anima. Non possiamo metterci insieme perché io non sono accettata dalla sua famiglia, soprattutto da sua madre. Nemmeno li conosco. La mia unica colpa sarebbe quella di essere straniera. Appena ci siamo conosciuti ci siamo innamorati. Lui era in attesa del divorzio, che e avvenuto dieci mesi dopo. Ora abita con i suoi. Dopo esserci visti due volte, ha parlato con loro. Voleva portarmi a casa dei suoi genitori, affinché vivessi assieme a lui e ai suoi genitori. Loro non ne hanno voluto sapere. Allora ci siamo lasciati perdere per due mesi. Dopo abbiamo deciso di vederci a loro insaputa, almeno finché il suo divorzio fosse stato ufficiale, con la speranza che si ammorbidissero un po’. I suoi non sono tanto vecchi e anche se ammalati, comunque autosufficienti. Quando lui si è trasferito dai genitori, ha intestato tutti suoi beni alla mamma, la quale fece un documento, che avrebbe lasciato tutto a lui, se si fosse preso cura di loro. Giusto: allora lui ed io non ci conoscevamo. Dopo qualche mese la mamma gli ha scoperto un mio sms. E’ successo un terremoto e una guerra contro di me. Ho ricevuto telefonate e sms da lei e dalla sorella di lui. Non ho risposto a nulla. La minaccia di diseredarlo della madre, mi ha fatto stare così male che la mia malattia si è aggravata. Di colpo il tumore mi si è spostato al pancreas.

 

In meno di due mesi abbiamo ripreso a sentirci e a vederci solo quando lui passava in città per lavoro. Ma lei lo controllava e cancellava le mie telefonate o sms, minacciandolo. Io non ho risposto alle sue provocazioni. A volte non rispondevo alle sue chiamate sempre per amore di suo figlio. Così sono trascorsi tutti questi anni. Abbiamo provato a mettere la parola fine alla nostra storia, ma non c’è stato nulla da fare. Ci vogliamo troppo bene. Entrambi speriamo in ogni momento che succeda un miracolo, per poter metterci insieme. Ho guardato dentro di me cosa voglio veramente. Ho provato a lasciarlo perdere ma è stato impossibile. Sono andata in ipnosi autoguidata con Brian Weiss, e in due volte sono arrivata ad una profondità assoluta. Lì ho visto sempre lui. Abbiamo legami karmici. Cosa posso fare dentro di me per correggere i miei pensieri erronei, per essere accettata e per poterci metterci insieme e creare una famiglia con dei valori? Grazie, scusa, ti amo, mi dispiace, aloha.

amore per la vita

Cara amica, rispondo ora anche alla tua prima comunicazione, quando affermi che sai applicare l’Ho’oponopono alla tua salute, al tuo lavoro e alla tua vita quotidiana, ma non su di un tuo problema, che dura da quasi cinque anni. Poche righe prima mi scrivevi di avere una fede infinita e incrollabile, libera delle credenze limitanti. Ecco allora il mio invito è quello di alimentarti di questa fede. L’Ho’oponopono funziona sempre anche sul tuo problema, semplicemente dal tuo attuale livello di consapevolezza, non hai ancora percepito il dipanarsi di questa vicenda, nella direzione che vorrebbe il tuo cuore. Ti fa molto onore tutto quello che hai vissuto, il calvario della tua malattia e l’incredibile sofferenza che hai attraversato. Ma ti fa ancora più onore non aver mai risposto alle provocazioni dei familiari. Hai solo focalizzato il tuo sguardo in una direzione non ottimale per te. Quest’uomo ti ha corrisposto e corrisponde al tuo amore, questa è la cosa più importante! Ringraziare sempre. Ringraziare per ogni volta che sei stata e che sei tra le sue braccia. Ringraziare per la salute, per il miracolo della tua guarigione. Ringraziare perché ogni cosa è perfetta.

 

L’universo e le leggi divine rispondono ad ogni nostra richiesta, dobbiamo solo metterci da parte, smettere di lottare ed avere fiducia. Si, avere fiducia in questa forza potentissima che si chiama amore, avere fiducia nel fatto che ogni accadimento avviene per renderci consapevoli di quanto sia preziosa e straordinaria la vita. La perfezione della tua vita è il punto dal quale partire ora. Spero tu sia riuscita a capire la potenza che c’è in te, tutto risponde alle tue preghiere, all’uso dei tuoi mantra, alla tua fede, semplicemente continua. Non c’è un modo giusto e un modo sbagliato di praticare l’Ho’oponopono. La volontà che ti ha fatto crescere e ti ha portato dove sei ora è immensa, continua. Preserva il tuo amore, custodiscilo e benedicilo in ogni momento. Gli ostacoli sono semplicemente memorie che vanno pulite con la forza di volontà, non abbandonando mai il cammino intrapreso. Mi ha colpito la tua affermazione, quando dici sono responsabile al 100% ma innocente. Lì è come se percepissi ancora il bisogno di tornare dalla tua bambina per parlarle, per rassicurarla, per accompagnarla in questo percorso. La tua bambina è semplicemente amore. Porta ora la tua percezione in direzione di questo sentire e continua a benedire il miracolo della tua meravigliosa e straordinaria vita, grazie. 

 

A SCUOLA DI HO-OPONOPONO – UNDICESIMA LEZIONE ASSISTERE GLI ANZIANI

 

“Ciao carissimo Nicola, finalmente riesco a scriverti. Come stai e come procedono le tue cose? Bene credo! Anch’io sto bene e tutto va per il meglio. Sai a novembre, la figlia di quei nonni con l'alzheimer, mi ha detto che avrebbe dovuto trovare un uomo per assistere ai suoi genitori e che questa persona sarebbe dovuta rimanere con loro giorno e notte. Con molta tranquillità e senza agitazione, perché sarei rimasta senza lavoro, sono venuta verso casa e strada facendo ho chiesto agli Angeli di assistermi e che mi portassero un nuovo lavoro. Poi li ho ringraziati.  Il giorno seguente mi hanno chiamato per offrirmi un nuovo lavoro e cosi tra una corsa e l 'altra ho accettato questo nuovo lavoro, ma non ho lasciato quei nonni che mi erano diventati molto cari, sebbene  ogni tanto lui mi offendeva o mi manda via. Lo comprendo, lo ringrazio e lo perdono. Da poche settimane, sua moglie, la nonnina è morta. La figlia ha trovato una persona che accudirà il nonno giorno e notte.

 

E’ stata una bella esperienza, la nonna mi è rimasta nel cuore. Lei mi abbracciava e mi baciava ogni sera quando la salutavo. Dai miei veri nonni non ho mai ricevuto tutto questo amore. Loro hanno saputo darmelo e ti dico, caro Nicola, che mi sono sentita ricolmata anche  di quell'amore che dai miei veri nonni non ho mai ricevuto. Sebbene il nonno non sopportasse le donne, ho avuto delle immense gratificazioni  e soddisfazioni da quell'uomo  che si nascondeva sotto una dura corteccia che a volte si spezzava mostrando tutta la sua fragilità. Ora so che mi mancheranno per un bel po’ ma sono grata a Dio di avermi dato questa magnifica esperienza. Ringrazio anche i miei cani che mi hanno insegnato una cosa che per noi è normalissima ma che crescendo abbiamo persa. Un giorno sono arrivata lì e come ho aperto la porta sono stata invasa da un fetore tremendo, ho pensato che si era fatto la cacca addosso. Vado verso  la camera lo vedo a letto, apro la porta del bagno e trovo che l'ha fatta sul bidè, richiudo la porta e penso cosa faccio? Mi armo di guanti e poi?

 

anziano

 

Mi sono detta che era una cosa normale, infondo pulisco quella dei miei cani, questa non è diversa! Per i cani è normale, perché per una persona non dovrebbe essere la stessa cosa? Mi dico che si tratta di una memoria da pulire e penso a quando ero in grembo. Li facevo pipì e cacca ed era tutto normale. Ora sono qui, ed è una cosa normale del nostro corpo. Va bene mi dico,  è una funzione del nostro corpo, pensa ai tuoi cani, loro non si vergognano e non gli fa schifo. Così pulisco con serenità dentro e fuori. Grazie cara nonnina che sei nella luce di Dio e grazie nonnino che sei nella tua luce divina. Grazie della grande opportunità che mi avete dato. Grazie per avermi permesso di crescere, vi amo. Grazie Nicola di essere nella mia vita e di tutte le cose che mi hai insegnato. Con gratitudine ti abbraccio forte, ci vediamo presto, pace dell'anima”.

 

Cara amica,  sono tornato con i ricordi a quando da ragazzo facevo il servizio civile e accudivo un anziano incontinente. Con le assistenti sociali al mattino era da ripulire completamente dalla testa ai piedi e come puoi ben capire è stata un’esperienza che mi ha fatto crescere e aprire il cuore. Il tema degli anziani è un argomento prezioso che si presta a mille riflessioni e ad un apprendimento continuo e senza sosta.  Mi è piaciuta nella tua mail la conclusione alla quale sei giunta: “Così pulisco con serenità dentro e fuori”. Non commenterò ulteriormente ciò che mi hai scritto perché riconosco, il profondo insegnamento che da sole le tue parole sanno trasmettere. Sono sicuro che toccheranno il cuore di molte persone. Grazie cara amica, con tutta la mia gratitudine. 

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