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01/02/2014 UNA MADRE DIFFICILE

 

Una cara amica mi scrive: “Ciao. .... scusa se ti disturbo. ... ma ho una domanda da porti. ..sono fermamente convinta del potere dell’Ho’ oponopono....ci credo, lo pratico quotidianamente, mi ha aiutato e mi aiuta sempre. ... Ogni dolore si attenua ... mi ripulisco....e ringrazio sempre gioie e dolori. ... ma perché non riusciamo mia sorella ed io a ripulire i dolori, le memorie antiche e le vibrazioni fortemente negative di nostra madre che continuano a ripercuotersi su di noi? ???.... Lei è fermamente negativa. .. attrae continuamente negatività rabbia e dolore. ...e noi siamo un pozzo in cui lei getta tutto! !!!....noi ripuliamo ripuliamo e ripuliamo.. Perché non ci riusciamo??????.... Sempre Grazie.

 

 

 

Cara amica, puoi ripulire ogni cosa tu desideri… senza eccezioni, senza limiti… dunque non essere tu a porre un limite perché un pensiero è per sempre! Dunque quando affermi: “ma perché non ci riusciamo?” una parte di te, consapevolmente o inconsapevolmente ha già deciso che questa prova per te è troppo ardua da superare, meglio rassegnarsi in partenza e dichiarare di aver perso! Il tema della madre tocca ognuno di noi. Questa madre per te così fermamente negativa da attrarre continuamente negatività, rabbia e dolore, e forse proprio per questo così difficile da amare. E’ questo il segreto dell’Ho’oponopono: l’amore. Quando desideri risolvere un problema, cancellare una memoria, per farlo la devi amare. Devi partire dal punto in cui ti trovi, dalla rabbia e dalla negatività che scatena in te. Dunque il primo passo è amare te stessa anche nella tua incapacità di amare tua madre. Le cose che avvertiamo nelle altre persone, le captiamo solo perché sono già presenti in noi. Quello è il linguaggio che comprendiamo e parliamo. Elevare la consapevolezza passa attraverso un cammino di umiltà. Riconosco di essere io negativo, rabbioso e pieno di dolore. Per questo inizio a pulire me stesso e non mia madre. Lei rappresenta una parte di me che non ho ancora pulito, che non ho ancora integrato, che non è ancora stata trasmutata. Per questo faccio ammenda dei miei errori che diventano meravigliose opportunità di pulire e amare. L’altro sono io! Ma com’è possibile? Io non posso essere mia madre, io non sono lei, non ho la sua rabbia, la sua negatività…il suo dolore…

 

teresa

 

Eppure amica mia, accogliendo in te questo dono che ti fa tua madre, questo dono meraviglioso di pulire te stessa, riceverai ben di più di quello che alla fine offrirai a lei. Sarà tua la consapevolezza dell’unità, di non essere separata da niente e da nessuno, compresa tua madre. Amare lei significa uscire dalla dicotomia - la sofferenza che mi causa è troppo gande per poterla amare -. Dunque muoviti verso l’interiorità, verso l’amore che hai per te stessa e sii consapevole che mentre usi il mantra dell’Ho’oponopono quel “ti amo” lo stai ripetendo a te stessa. Quando realizzerai che amarsi è semplicemente stupendo e meraviglioso, come potrai non amare anche lei, che è parte di te, che è tua madre? Creatore Divino, Madre, Padre, Bambino nell'Uno, Se non ti riconosco in me, in mia madre, in mio padre, nei miei parenti, nei miei amici,

Se non ti riconosco in ogni incontro, in ogni opportunità , in ogni occasione,

Per favore perdonami 

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