LEZIONE N°12 A SCUOLA DI FELICITA’: RITIRA I TUOI PREMI

 

Toc…toc… busso anche se fuori è ancora buio, consapevole che il Sole risplende dentro; sono le 5.30 del mattino. La notte ha portato strani sogni, ripescati dagli anni dell’università e altri misti a una lucida follia. In questi ultimi anni, ho pulito con notevole impegno il mio bambino interiore, e ho riscosso i premi per ogni punteggio maturato. Puntualmente mi sono presentato per ritir...are il mio premio e puntualmente mi è stato consegnato. Ora sono pronto per un nuovo traguardo. Inizio ad osservare me stesso più da vicino. E’ evidente, non sono il mio corpo. Non sono le mie azioni, molte di queste il mio corpo le svolge in automatico. Sento le mie emozioni, i momenti di intesa felicità e quelli in cui mi capita ancora di arrabbiarmi, ma non sono le mie emozioni. Inizio a intravedere, a capire e ad essere consapevole di come tutto questo non accada a me, ma al mio corpo. Appurato che non sono il mio corpo, talvolta ne percepisco piccoli disturbi, doloretti o fastidi, ma non accadono a me, sono manifestazioni del mio corpo. Così spesso mangio molto voracemente, quasi senza masticare il cibo. Di conseguenza il mio corpo non digerisce perché ho mangiato troppo. Ancora una volta osservo che tutto questo non accade a me, bensì al mio corpo. Così nell’istante in cui osservo e divento consapevole di ciò, avviene un click, una vecchia memoria si sgancia, una vecchia memoria è pulita. Sento crescere la mia felicità per aver liberato di più il mio bambino, per averlo pulito da un suo vecchio condizionamento, da uno schema ripetitivo e compulsivo. Oh sì, osservo come la vita sia una serie infinita di risvegli e come non sia più necessario interpellare qualcuno che non sia IO per pulire ciò che è riposto dentro di me. Sono fiero di appurare come la mia scuola di felicità funzioni al 1000 x 1000. Ogni giorno è un nuovo dono di Dio e c’è un premio da ritirare per il magnifico lavoro svolto. Così ora so che posso osservarmi anche mentre recito il mio mantra e le mie preghiere, mentre faccio la mia pulizia. Così qualcosa risplende di più, si alimenta di tutta questa consapevolezza che i mistici hanno chiamato “l’osservatore”. E tu Dio come la chiami? “E’ una foglia del mio albero, è ciò che SONO”. Grato di questo meraviglioso dono ringrazio e benedico questo nuovo giorno.

 

bimbetta

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