A SCUOLA DI HO-OPONOPONO – 22 LEZIONE: I FIORI DEL MIO GIARDINO.

Buona sera Nicola sono qui ad esporti un mio problema perché so che è mio e di nessun altro. Sia nella vita affettiva che in quella lavorativa ho a che fare con una persona che davvero non tollero! Io di mio ho un bruttissimo carattere che sto cercando con non poca fatica di migliorare ma purtroppo non sempre ci riesco. Anche se recito il mantra con questa persona non cambia nulla. Lui di suo non fa nulla di male nei miei confronti, ma io proprio non ci riesco a tollerarlo e non me ne capacito. Cosa devo capire da questo? Cosa devo imparare da lui e perché non riesco a cambiare questi miei pensieri? Grazie per avermi ascoltata.

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Grazie a te cara amica, hai tutta la mia gratitudine perché ancora una volta, così come moltissimi di voi hanno fatto, mi prendi per mano e mi conduci a guardarmi dentro. Apri quelle porte che si affacciano direttamente sulla residenza di Dio ed è sempre una vista magnifica, un panorama meraviglioso. La vita ci porta, o meglio, noi scegliamo di vivere appuntamenti particolari con persone che ci toccano, a volte ci accarezzano, altre ci abbracciano. Quando non riconosciamo la sacralità di questi incontri affermiamo di non capire e ci chiediamo cosa dobbiamo imparare dall’aver incontrato qualcuno. La risposta è semplice mia cara amica: abbiamo tutto da imparare! Ma quelle piccole o grandi memorie che abbiamo depositato nella custodia del nostro Bambino Interiore ci spingono a correre, a scappar via a gambe levate o a criticare la persona che si è prestata a diventare specchio dei nostri lati ombra e direi anche dei nostri lati luminosi.

Si impara sempre, ma per imparare devo fare silenzio e saper ascoltare. Saper ascoltare quando dentro sento dolore, rabbia, angoscia, tristezza, paura. Tutti indicatori che affermano che non è quella la mia strada, che l’ho imboccata e che ora è tempo e luogo di fare marcia indietro. Amarsi è come essere davanti all’altare e pronunciare quel meraviglioso SI. Si, riconosco che il tuo specchio e straordinario ed è tanto più straordinario quanto in me suscita affermazioni del tipo: “Questa persona non la posso proprio accettare, è orribile, nonostante io pulisca costantemente non la tollero proprio”.

Così ho bisogno di scendere più in profondità nel mio bambino, osservare in quale angolo nascosto della mia anima si è rifugiato e restare lì assieme a lui. Ho bisogno di parlargli, di ascoltarlo, di calmare i suoi singhiozzi, la sua rabbia, la sua paura. Solo dopo potrò allungare la mia mano verso di lui e chiedergli se posso abbracciarlo. Quando il Bambino sarà pronto lavoreremo assieme, andremo assieme nel giardino della nostra anima e ci regaleremo i fiori più belli quelli del perdono. Si, in questo giardino il profumo è delizioso, nell’aria si respira Dio. Grazie, grazie, grazie.

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