MI CONCEDI UN'INTERVISTA? SI, GRAZIE.

 

Una nuova amica di Facebook, mi contatta chiedendomi un’intervista per il suo blog, cosa che accetto molto volentieri.  Così, su sua richiesta, prendo la parola ed inizio a raccontarmi.

Per molte persone parlare di se stessi rappresenta una sfida, troppe memorie sono ancora dolorosamente vive, un’infinità di ferite sapientemente nascoste nell’intimo. Lo schermo dell’ego ha strutturato una personalità camaleontica, innalzando invalicabili difese. La parola d’ordine recita: “E’ vietato soffrire!”. Così c’è anche chi si mimetizza come un clown, ridendo in un oceano di ferite, ancora incredibilmente vive. Io ho scelto semplicemente di raccontarmi, per trasmettere ad ogni lettrice e lettore un messaggio d’amore, la certezza che ogni ferita può essere guarita, che ogni memoria può essere trasmutata, anche la più terribile. Il coraggio di raccontarsi rappresenta il grado di guarigione raggiunto. Così oggi vi racconto la mia storia, il mio Ho’oponopono, la strada che sto percorrendo, la mia via della pulizia.

 

Alle persone che mi chiedono perché mi sono avvicinato all’Ho’oponopono, rispondo che pur avendo provato di tutto,  in nulla avevo trovato una ‘cura’ al mio disagio di vivere, al mio desiderio di essere migliore e di essere felice.    Dopo aver praticato per molti anni  le più importanti discipline olistiche ed averne riscontrato benefici importanti, ma non decisivi al raggiungimento della mia pace interiore, ho approcciato l’Ho’oponopono in un periodo in cui la depressione bussava alla mia porta. Così la recita del mantra mi dispiace, ti prego perdonami , ti amo, grazie, è stata determinante per la trasmutazione dei miei vissuti. Qui posso dire che sono diversi anni che mi occupo di Ho’oponopono. Dopo la pubblicazione di due libri su questo tema, Ho’oponopono il mantra dell’amore e Ho’oponopono Cristiano, un solo insegnamento l’amore editi nel 2013, la prossima primavera vedrà l’uscita di un nuovo volume nato tra le pagine di Facebook.

 

Si tratta di un libro costruito sulle centinaia di messaggi a cui ho risposto, così così come ora questa intervista nasce su alcune domande precise che sono come, quando e perché mi sono avvicinato all’Ho’oponopo e soprattutto che cosa è accaduto nella mia vita credendo nell’Ho’oponopono?  

Partecipai al mio primo corso di Ho’oponopono  come studente nel 2010, anche se del metodo ne ero già venuto a conoscenza qualche anno prima. La scintilla si accese con la lettura un libro, Zero Limits, che risveglio in me, ciò a cui avevo creduto da sempre, ovvero che esiste una strada per uscire dalla sofferenza e che qualcuno l’aveva trovata. Naturalmente se qualcuno ce l’aveva fatta, perlomeno volevo provarci anch’io. Accettai la sfida! Costi quel che costi, avrei frequentato un corso di Ho’oponopono, avrei imparato il metodo e l’avrei applicato con tutto l’impegno possibile. E così feci. Ma al primo tentativo non riuscii a fare centro. Dopo aver frequentato il corso, ciò che imparai rimase per un anno tra le mie conoscenze inespresse e inapplicate, ma non mi arresi. L’anno seguente volli riprovarci. Eccomi così a ripetere lo stesso corso, questa volta tenuto dal dottor Hew Len in persona. Si proprio lui, l’allievo di Morrnah Simeona, colui che ne raccolse e tramandò l’eredità spirituale. Anch’io, da bravo allievo, quando mi dedico a qualcosa, desiderio capire  in modo  profondo e sincero.

 

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Così, gli insegnamenti di Morrnah che ricevetti tramite Hew Len, acuirono il mio desiderio di sapere e conoscere. In particolare, desideravo conoscere in quale direzione Morrnah Simeona aveva orientato la sua ricerca per creare il suo Self I-dentity trought Ho’oponopono®, ciò che oggi mi sento di definire la religione dell’amore. La risposta mi apparve chiara leggendo la biografia di Morrnah e le sue preghiere. Si Mornnah affidava tutto a Dio, in una preghiera che univa alla purezza dell’amore la certezza della fede. Cresciuta con un’educazione cristiana, Morrnah anelava e realizzare un rapporto unico e personalissimo con Dio, e ci riuscì!  Per essere più precisi Morrnah visse la rivelazione di un Dio unico, quel Creatore Divino che è Padre, Madre e Bambino nell’Uno e che scoprì dentro di sé. Alcune delle sue preghiere più belle nacquero tra i versetti del Vangelo. Questo mi affascina, m’intriga, sradica ogni mia falsa convinzione e mi metteva profondamente in discussione. Avevo approcciato l’Ho’oponopono  come ricerca ad una spiritualità pura e slegata da ogni contesto religioso. Mi ritrovavo però a constatare, che i valori ai quali Morrnah credeva e dai quali trasse ispirazione, erano valori cristiani.

 

 

Morrnah parlava di perdono, di amore, di gratitudine. Offriva all’anima parole di pace e toccava ogni corda dei sentimenti del cuore per portare riconciliazione e comunione con se stessi, la propria famiglia, parenti e antenati. In me avvenne una resa totale, il messaggio di Morrnah era un messaggio cristico. Morrnah era una messaggera della Divinità, in servizio per riportare a Casa il popolo di Dio, l’intera umanità. Ecco perché sulle orme di Morrnah anch’io ho voluto seguire lo stesso insegnamento e ho lasciato il mio cuore aprirsi dai versetti del Vangelo, che al mio cuore hanno parlato così: “Gratuitamente hai ricevuto, gratuitamente dona”. Si, ho capito, l’Ho’oponopono è un dono d’amore, l’Ho’oponopono è cristico. Così, oggi a distanza da qualche anno ho deciso di mettere a disposizione del mio prossimo quello che conosco dell’Ho’oponopono e di farlo come ha insegnato Gesù, gratuitamente. Oggi insegno il mio Ho’oponopono Cristiano® perché come Morrnah voglio tornare a Casa, in quella Casa dove tutto è amore e dove ho cancellato ogni mia memoria e trauma, grazie.       

 

L’intervista continua, con un feed-back della mia intervistatrice, prima che ponga la sua nuova domanda. Grazie è veramente bello quello che scrivi. Dalle tue parole traspare la gioia di donare e di aiutare. Si sente serenità e felicità. Hai trovato quello che tanti stanno cercando e non riescono. Vedi mi sto convincendo che non è l'Ho'opnopono che racchiude qualcosa di speciale ma è l'uomo che ritrova la comunione con il suo Creatore che ha questo qualcosa di speciale. Tante persone sono oggi alla ricerca del Padre, pochi riescono a trovarlo. Allora ci buttiamo a destra o a manca. In realtà abbiamo già in noi, perché suoi figli, un'immensa ricchezza e beatitudine. E’ necessario solo riscoprirla ma non sappiamo come, poiché ci siamo smarriti.

D.:Quando parli con le persone cosa dici loro per aiutarle a comprendere il messaggio di Ho'opnopono, per far capire che è una ricerca interiore, è credere? Non hai mai trovato nessuno che non riusciva a comprendere e vedeva solo una strada in salita e sterile?

 

Meravigliosa domanda cara amica, quando parlo dell’Ho’oponopono alle persone, inizio dal significato stesso della parola. Spiego loro quello che significa, ovvero ‘Percependo il perfetto, creo la mia realtà’. Per me è il modo migliore per spiegare, per trasmettere il massimo della comprensione sul messaggio dell’Ho’oponopono. Naturalmente spiego che questa ricerca può avvenire solo dentro di noi, riscoprendoci meravigliosamente divini,  figli di Dio e fratelli di Gesù. Anche Morrnah Simeona era molto devota, alla Madre Celeste, al Padre e a Gesù. Ciò che Mornnah ha donato all’umanità è la fede di abbandonarsi a Dio, con la totale certezza che ogni nostra memoria è già stata trasmutata, ogni nostro errore corretto, ogni nostra imperfezione sanata.

Si cara amica, ci sono persone che non vogliono credere, come ce ne sono molte che continuano a sostenere che l’Ho’oponopono è solo hawaiano, che non ha nulla a ce vedere con nessun tipo di religione o fede. Non sta a me occuparmi di questo, quanto piuttosto portare un messaggio per chi ha già orecchie per intendere ed è quindi pronto.   

  

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D.: Ci sono persone che sono più inclini a comprendere le tue parole e basta poco, ma quelle che sono totalmente scettiche e tanto disperate come fai?

Beh, per le persone disperate è più semplice. Quando nella vita si è provato di tutto e visto che nulla funziona, si è, in un certo senso più propensi a credere e quando poi si vede che funziona arriva anche la fede.  Forse la difficoltà è più per le persone scettiche, atteggiamento dettato più dalla paura di essere nuovamente ferite ed abusate, che da una reale motivazione al rifiuto. Ma quando ad una persona dimostri che non hai nessun interesse personale, ma che è semplicemente lei ad offrirsi una nuova opportunità per una vita migliore, allora l’atteggiamento cambia, le difese vengono abbassate e ci si apre all’amore. Per gli irriducibili, per chi fa dell’aggressione verbale la sua arma, personalmente ho imparato che non è l’attacco la miglior difesa, ma il rimanere saldi sulle proprie posizioni e quando queste sono, corrette e pulite, dal confronto ne esco senza nessuna memoria aggiuntiva e questo è semplicemente formidabile. 

 

D.: Pensi di aver raggiunto ciò che desideravi oppure sei ancora in cammino?

Sono in cammino. Amo spiegare come nel cammino della vita si possano incontrare piccole buche, a volte piccoli dossi che ci fanno inciampare. A volte dobbiamo salire piccole colline, a volte si tratta di veri e propri colli, mentre altre volte ci sono montagne, metafore che uso per far capire le difficoltà che si incontrano nella vita. Poi c’è la nostra montagna, quel problema di fronte al quale ci sentiamo sconfitti, dove tutti i nostri buoni propositi naufragano e dove ci siamo sempre arresi.  Ma anche quella montagna, finché il nostro sg

uardo sarà rivolto alla vetta, la possiamo scalare. Quel problema può essere risolto, trasmutato, cancellato. Ecco dove mi trovo. Dopo aver pulito incessantemente buche, dossi, piccole e grandi colline, dopo aver scalato e pulito montagne, ora ho iniziato a pulire la mia montagna e sono pieno di fiducia ed entusiasmo. 

 

  

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D.: Alcuni, anch'io, hanno visto il film il segreto. Il messaggio e la fede che stai provando a trasmettere può avvicinarsi al segreto?

Il film “Il segreto” nasce da un libro che ha venduto milioni di copie, così come i maggiori best sellers degli ultimi anni in tema di spiritualità, hanno ugualmente venduto milioni di copie. Tutti  nessuno escluso, sono basati su versetti del Vangelo. In questo senso la mia risposta è sì, il messaggio e la fede che trasmetto rivelano un segreto. Ma poiché l’Ho’oponopono è la via più semplice, per chi è pronto, io rivelo questo segreto. Insegno la Via. Insegno gratuitamente la strada per tornare a Casa. Una strada ricca di doni, di prosperità e abbondanza, una strada ricca d’amore, dove si riceve donando, dove ciò che dai ti torna sempre mille volte decuplicato: straordinaria abbondanza dell’universo, più dai, più ricevi!!!  

 

D.: E' un periodo di cambiamento molte persone si sentono sole e hanno iniziato a porsi domande. Oggi anche la scienza, come la quantistica, sembra affermare che effettivamente siamo un tutt'uno con l'universo nostro creatore tu cosa ne pensi? Per me la fisica quantistica sta lavorando seguendo i passi della spiritualità, per questo sta solo confermando quello che mistici e uomini di fede hanno detto da sempre: Dio è infinito! Si, siamo Uno in Dio. Lascio cadere le sterili polemiche di chi sostiene che si tratta solo di una frase intellettuale di cui pochissimi hanno una reale comprensione. Francesco d’Assisi lo sapeva bene, tutto appartiene a Dio, posso vedere e sentire Dio in ogni cosa premesso che l’ego sia morto, così l’anima muore al nascere dello Spirito. Si non vi è altro Dio che Te in Tutto, mio buon Signore, grazie.

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Così cara amica, la mia intervistatrice continua a porre le sue domande e a condividere con me le sue riflessioni. 

D.: Nicola, sarà bellissimo per i nostri lettori e lettrici leggerti. Mentre leggo le tue risposte sto ascoltando anche il mantra, che sia una coincidenza? Non credo alle coincidenze e tu? Sai parlare con semplicità di argomenti profondi e sai toccare le note giuste. Qual è il tuo sogno personale? E qual è invece quello più grande che hai? Nel senso cosa speri per te e per il mondo in cui siamo immersi? Vedi io penso che l'uomo nel suo profondo sia buono, ma la nostra cultura millenaria, ha seppellito così in profondità i valori profondi dello spirito che oggi non riusciamo più a coglierli. Eravamo più avanti quando eravamo uomini più  primitivi di oggi.

R.: Cara amica questi due sogni, per me, si riassumono in uno solo. Per meglio spiegare la cosa, il mio sogno personale è quello di ripulirmi totalmente, completamente, fino all’ultima goccia di memoria! Voglio essere pulito e voglio condividere la stessa volontà di Dio, riportare a Casa la sua gente, dare una speranza all’intera umanità. Per realizzare questo secondo sogno devo partire da me stesso, realizzare la pulizia e l’amore incondizionato in me, realizzare il ritorno a Dio dentro di me. Ci sto lavorando con la consapevolezza di poterci riuscire, di poter fare qualcosa di grande! Ho fede nel progetto di Dio per me e per l’umanità!

 

 Riprende la parola la mia intervistatrice che continua con le sue domande.  Sono una mamma e ho due ragazzi giovani uno di 18 e l'altro di sedici. Come parleresti a loro per fare breccia nei loro cuori e per far si che inizino a seguire questo cammino importantissimo e vitale?

R.: I figli, cara amica, hanno come obiettivo di emulare i genitori e spesso vogliono fare anche meglio, di quello che noi siamo riusciti a fare. Così se come genitori abbiamo fatto un buon lavoro, il resto avverrà da solo, il richiamo di Dio sarà perfettamente udibile dai loro cuori. Qui non contano più le parole, ma ciò che trasmetti al di là delle parole, abbi fiducia e tutto accadrà da solo.

 

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D.: Sai quando ho iniziato, volevo andare a fare il cammino di Santiago tutti i giorni, me lo dicevo ripetutamente. Ora lo sto facendo stando a casa, ma lo sto facendo e me ne sono resa conta qualche mese fa. Sono felice di aver intrapreso questo viaggio di rinascita e il mio sogno personale è riuscire ad essere la luce del Divino sulla terra. Invece quello con gli altri è far si che tutti lo siano, perché se ogni cuore è radioso la vita è radiosa e la società intera è radiosa. Cosa diresti invece agli animalisti? Mi spiego loro vedono e toccano con mano la sofferenza che la nostra specie sta attuando sugli animali tutti, ma non so se accettano la non battaglia. Provo a spiegarmi meglio. Anch'io ogni giorno in Facebook apro e intrattengo lunghi ed interminabili post sulle torture, agonie e sofferenze di ogni specie e devo dire che finisco con il piangere ogni volta. Provo vergogna e ripugnanza per tutto questo male gratuito. Penso però che questa mia idea sia sbagliata, perché così diamo cibo al male. Come si potrebbe fare per cambiare tutto questo?

R.: Nelle tue parole c’è già la risposta cara amica. Non è opponendosi a qualcosa che la si può cambiare ma sostenendo l’amore incondizionato per la vita che in questo caso diventa amore per gli animali, rispetto per le loro vite, scelte alimentari più consapevoli. Io non sono vegetariano al  cento per cento ma condivido molto quello che dici. Promoviamo associazioni per il rispetto verso gli animali, prendiamocene cura in prima persona noi stessi, curiamo le persone depresse o sole con la pet teraphy! Sono sicuro che presto potremo lasciar andare anche il sapore della carne dalle nostre bocche, per nutrirci finalmente dei cibi della natura. Per far questo sosteniamo l’agricoltura biologica, le coltivazioni senza l’uso di pesticidi o di ogni altra sostanza tossica. Cambiare si può. Iniziamo noi!

 

D.: Mio Dio c'è così tanta sofferenza che ci sta seppellendo!  Vorrei tanto avere una spugna magica da spolverarla via per sempre. Dentro di me penso che se ciascuno inizierà questo cammino, un giorno ci accorgeremo che la spugna è stata passata e tutto brillerà di luce immensa ed allora ci guarderemo stupiti ed estasiati. Voglio vedere quel giorno, voglio vivere per e fino a quel giorno per vederlo. Poi potrò ricongiungermi al Padre. Ecco la mia ultima domanda: “Tu cosa ne pensi?”.

R.: Cara amica, per realizzare questo straordinario cambiamento che entrambi desideriamo, dobbiamo iniziare a cambiare i nostri pensieri, le nostre parole e di conseguenza le nostre azioni. Ecco prendo una delle tue ultime frasi:  “Mio Dio c'è così tanta sofferenza che ci sta seppellendo!”.  Dio non è separato dalla sua creazione, così cara Marta scegli consapevolmente ciò su cui si sofferma la tua osservazione. Finché presti attenzione alla sofferenza questa persisterà. Sposta il tuo sguardo su tutte quelle persone che ogni giorno realizzano la missione di Dio sulla terra e sostienile con la tua benedizione e con il tuo amore. Per il resto si: Tu vivrai fino a quel giorno. L’opera di Dio è eterna e vivrà per sempre. Grazie per questa bellissima intervista. Grazie.    

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