L’ATTESA RISPOSTA

 

L’amico di sempre Juan Segundo mi scrive: “Ciao, Nicola! Ti scrivo in pubblico perché mi sembra che la mia domanda possa interessare qualcun altro oltre me. Leggendo qua e là negli svariati siti dedicati all'Ho'oponopono, ho visto che molti cominciano a vederlo come una specie di formula magica: ho recitato il mantra ed è successo questo, l'ho solo pensato e mi hanno chiamato per un posto di lavoro... Pur tenendo presente che sono cose normali perché è nell'ordine delle cose, non ti sembra che in questo modo si perda il senso spirituale dell'Ho'oponopono? Che diventi come un amuleto, un corno napoletano, un ferro di cavallo? Grazie della tua risposta”.

 

Dopo di Juan l’amico Alvise Cedolini, che ringrazio con tutto il mio cuore, si dichiara contrario al mantra dell’Ho’oponopono Cristiano affermando: “Però se questo è il mantra, contrasta con Tutto, nel senso che la responsabilità non è più mia al 100% ma mi appoggio a Qualcuno fuori di me. Non sono d'accordo”.

 

E infine l’amica Odette Pilet sostiene “Il Mantra é per ripulire gli errori del passato, vero? Allora perché devo chiedere a Jésus di pensarci Lui? Il "lavoro," non dovrebbe essere mio! ! Grazie per la risposta”.

 

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Cari amici ho messo assieme le vostre domande perché mi sembrava che un filo conduttore le unisse e sono felice che me le abbiate poste. Io posso offrirvi, umilmente, solo il mio punto di vista, rispettando e amando il vostro.

 

Molte persone pensano che l’Ho’oponopono sia solo un mantra, una formula magica che produce miracoli e io credo profondamente nei miracoli, ma c’è anche qualcosa di più. L’Ho’oponopono si apprende con lo studio e la pratica, amandolo, lasciando cadere giudizi e aspettative.

 

 

Se poi il miracolo accade, tutti ne trarremo benefici. Dunque l’Ho’oponopono ha dei fondamenti che sono i suoi pilastri, i pilastri dell’Io. Così sia nell’Ho’oponopono dell’Identità del Sé quanto in quello Cristiano il pilastro maggiore afferma che tutto è nelle mani di Dio. Così quando il Bambino Interiore rivolge la sua domanda all’Io Superiore.

 

Questi una volta calibrata, la rivolge alla Divinità, la quale la accoglie. Dio manda il “mana divino” verso il Bambino Interiore, dove le memorie dolorose sono trasmutate e riclassificate. Questo avviene con una nuova modalità, che non è più reattiva, cioè di difesa nei confronti di quello che ci ha fatto soffrire, ma di accoglimento e perdono verso se stessi.

 

Questo processo permette che la trasmutazione avvenga, fino a giungere alla cancellazione dell’ultima traccia registrata e che si ripeteva infinitamente nella memoria inconscia.

 

Dunque è Dio ché “concede o permette” che la trasmutazione avvenga. Noi possiamo solo invocarla. Possiamo solo rivolgerci a Dio e chiedere: “Padre se ho sbagliato, perdonami. Sia fatta la tua volontà, siano cancellate le mie memorie di dolore secondo la modalità che tu vorrai, grazie”.

 

Dio ascolta e concede sempre ciò che siamo pronti a riconoscere e integrare nella nostra vita. Così, per me, la responsabilità al 100% nell’Ho’oponopono, va intesa che sì spetta a noi pulire recitando il mantra, le preghiere e meditando, ma è poi Dio a concludere il processo. E qui aggiungo un altro tassello. Progressivamente pulendo mi accorgo che il Dio che cercavo e invocavo non è più separato da me.

 

L’ho incontrato nel mio silenzio. Il silenzio è la voce di Dio. Questo silenzio e questa voce sono dentro di me. Così amico mio, caro Alvise, quando realizzo la mia gloria in Dio, mi sto appoggiando solo su me stesso. Io sono Dio. Che magnifica esperienza! Ma quanto impegno per arrivarci, capire, amare, integrare.

 

Così cara Odette, invoco Gesù, mi abbandono a Lui, perché mi ha insegnato la Via, mi ha insegnato il perdono, mi ha insegnato ad amare e ad essere grato per ogni cosa, anche per la perfezione dei miei errori. Gesù mi dà nuova forza, nuova linfa. Mi fa rialzare tutte le volte che cado, mi insegna l’amore assoluto e incondizionato e mi insegna a pregare. “Ciò che chiederete al Padre in nome mio, Lui ve lo concederà”, per questo ho fede, per questo credo, per questo mi abbandono a Lui.

 

Ancora una volta Gesù parla al mio cuore è dentro di me, è solo lì che lo posso trovare, nel silenzio e nella purezza del mio amore per lui. Caro Juan come posso perdere la mia spiritualità in quest’oceano d’amore? Non è possibile! Qui c’è uno degli insegnamenti più belli e profondi: imparo a non giudicare, osservo e amo tutte quelle strade che portano all’Uno, a Dio. Dio è amore.

 

Ci porta a Lui insegnandoci a dire ti amo, a mettere i fiori nei cannoni invece delle bombe, a perdonarci per quello che negli altri ci sembra grottesco e stupido. Sono sempre perfetti i modi in cui Dio ci chiama. Grazie Padre perché ci chiami sempre!

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